<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Associazione Rising &#187; aborto</title>
	<atom:link href="https://www.associazionerising.eu/tag/aborto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.associazionerising.eu</link>
	<description>Pari in Genere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Feb 2025 15:04:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.34</generator>
	<item>
		<title>Valentina. Morire di obiezione di coscienza</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/valentina-morie-di-coscienza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/valentina-morie-di-coscienza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 16:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre news]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta Canitano]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Milluzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Vita di Donna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=3198</guid>
		<description><![CDATA[<p>Domenica 23 ottobre, in occasione dell&#8217;Open Day del Villaggio Globale, presenteremo il monologo &#8220;Valentina. Morire di obiezione di coscienza&#8221; di e con Elisabetta Canitano. Il monologo racconta la storia di Valentina Milluzzo, donna di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/valentina-morie-di-coscienza/">Valentina. Morire di obiezione di coscienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p>Domenica 23 ottobre, in occasione dell&#8217;Open Day del <a title="Villaggio Globale" href="https://www.facebook.com/villaggiooooglobale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Villaggio Globale</a>, presenteremo il monologo &#8220;Valentina. Morire di obiezione di coscienza&#8221; di e con <a title="Vita di Donna" href="https://www.vitadidonna.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Elisabetta Canitano</a>.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Canitano4-2022ott.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-3199 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Canitano4-2022ott-300x186.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Canitano4 2022ott" width="300" height="186" /></a></p>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">Il monologo racconta la storia di Valentina Milluzzo, donna di 32 incinta di due gemelli, morta nel 2016 presso l&#8217;Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, dove le è stato negato un aborto che probabilmente le avrebbe salvato la vita.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">Elisabetta Canitano, autrice del monologo e attrice, ha ripercorso la storia di Valentina, dal desiderio di maternità fino a scandire minuto per minuto gli ultimi momenti che la hanno portata alla morte.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">L&#8217;autrice ha ricostruito la storia di Valentina grazie alla testimonianza della famiglia Milluzzo e all&#8217;esperienza maturata in 40 anni di lavoro in ospedale e in consultorio familiare.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s"></div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">23 ottobre 2022, ore 19.00 &#8211; Teatro del Villaggio Globale, Roma Testaccio</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/valentina-morie-di-coscienza/">Valentina. Morire di obiezione di coscienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/valentina-morie-di-coscienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>8 marzo 2021 accanto alle donne polacche</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/8-marzo-2021-adonne-polacche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/8-marzo-2021-adonne-polacche/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 17:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[sorellanza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=3144</guid>
		<description><![CDATA[<p>In occasione dell&#8217;8 marzo 2021, anche RISING Pari in Genere partecipa al flash mob accanto alle donne polacche e in difesa del diritto all&#8217;aborto. All&#8217;indomani della nuova legge che in Polonia di fatto sancisce il divieto&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/8-marzo-2021-adonne-polacche/">8 marzo 2021 accanto alle donne polacche</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<div>In occasione dell&#8217;8 marzo 2021, anche RISING Pari in Genere partecipa al flash mob accanto alle donne polacche e in difesa del diritto all&#8217;aborto. All&#8217;indomani della nuova legge che in Polonia di fatto sancisce il divieto quasi totale di abortire.</div>
<div></div>
<div>Appuntamento davanti all&#8217;ambasciata della Polonia a Roma, ore 16.00, in contemporanea con molte altre città europee e con Varsavia dove scende in piazza lo <em>Strajk Kobiet </em>(sciopero delle donne).</div>
<div><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/158933625_3593763544067151_8743275279235146045_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignnone size-large wp-image-3147" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/158933625_3593763544067151_8743275279235146045_o-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="158933625_3593763544067151_8743275279235146045_o" width="720" height="540" /></a></div>
<div>Di seguito il manifesto promosso dalle deputate polacche <strong>Katarzyna Kotula</strong>, <strong>Wanda Nowicka</strong> e <strong>Joanna Scheuring-Wielgus</strong>.</div>
<div>
<p>Per l&#8217;Italia lo hanno sottoscritto le deputate dem Boldrini e Quartapelle, Chiara Gribaudo (Pd), Simona Suriano (ex M5S ora nel Gruppo Misto), Maria Edera Spadoni (M5S) e le senatrici Valeria Fedeli (Pd), Laura Garavini (Iv) e Valeria Valente (Pd).</p>
<p><strong><em>Noi, donne europee, non rimarremo in silenzio.</em></strong></p>
<p>Da più di un decennio, in Europa, diverse formazioni politiche alimentano sentimenti xenofobi e intolleranti, mettono in discussione lo Stato di diritto, attentano alle libertà e incrinano la coesione sociale e civile.</p>
<p>In alcuni paesi queste formazioni governano. È il caso della Polonia, dove sono violati i diritti civili e, quotidianamente, è compressa la democrazia a discapito di donne, persone Lgbtqi+, migranti, minoranze, oppositori.</p>
<p>Scriviamo ora questo Manifesto perché, in Polonia, si è deciso di negare alle donne la possibilità di abortire. La nuova legge voluta dal Governo vieta l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, salvo in caso di incesto, stupro o pericolo per la vita della madre. Le donne saranno addirittura costrette, quindi, a portare avanti forzatamente gravidanze anche in presenza di feti con anomalie congenite e malformazioni gravissime, per questo esposti a una quasi certa mortalità <em>post</em> <em>partum</em>.</p>
<p>La cinica risposta delle autorità polacche è quella di creare &#8220;stanze del pianto&#8221; dove le donne possano piangere la loro perdita. Nel 2021, in Polonia, paese membro dell&#8217;Unione europea, il governo propone questo piuttosto che fornire un sostegno psicologico o un aiuto per l&#8217;educazione di minori con disabilità. Le famiglie di queste bambine e bambini vengono dimenticate e, spesso, vivono in condizioni di povertà.</p>
<p>L&#8217;autodeterminazione delle donne è stata di fatto soppressa. Tutto ciò in nome di un presunto dogma religioso diventato, per le autorità politiche polacche, il più importante riferimento, in barba al rispetto dello stesso principio di laicità dello Stato.</p>
<p>Dopo l&#8217;approvazione della legge, le donne polacche hanno invaso le strade per protestare pacificamente e rivendicare i loro diritti e la loro libertà. A queste manifestazioni democratiche, le autorità hanno risposto con una repressione attuata anche attraverso abusi da parte delle forze dell&#8217;ordine. Gas lacrimogeni, violenza, minacce e arresti hanno segnato gli ultimi mesi della Polonia nell&#8217;assordante silenzio dei media governativi, rotto soltanto da voci di condanna verso le donne.</p>
<p>Ora è tempo di agire in modo concreto. Quanto sta accadendo in Polonia riguarda tutte e tutti noi, europee ed europei. Siamo un&#8217;Unione di valori, ideali, principî e non solo una comunità di interessi. Proprio questi valori, ideali e principî sono a rischio. E sono i nostri. In particolare di noi europee, sorelle delle polacche.</p>
<p>Per questo tante e tanti parlamentari ed europarlamentari hanno sottoscritto questo Manifesto e hanno promosso una mobilitazione per l&#8217;8 marzo.</p>
<p>In occasione di questa giornata, vogliamo ribadire che esigiamo in Polonia, come in ogni altro paese, il pieno riconoscimento dei diritti delle donne e della loro libertà: il diritto all&#8217;interruzione sicura della gravidanza, all&#8217;educazione alla sessualità, alla dignità e al rispetto.</p>
<p>Oggi è in Polonia che i diritti delle donne sono più sotto attacco. Se non ci mobilitiamo, se non ci ribelliamo, domani potrebbe toccare anche ad altri Paesi. E questo non possiamo permetterlo.</p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/8-marzo-2021-adonne-polacche/">8 marzo 2021 accanto alle donne polacche</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/8-marzo-2021-adonne-polacche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sogniamo un mondo senza pro-life</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Writing rising]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[pro-life]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2820</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giulia Nanni Il movimento pro-life si compone di tutte quelle realtà – internazionali e nazionali – che si oppongono all&#8217;aborto. Tali organizzazioni sostengono di voler difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e la famiglia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/">Sogniamo un mondo senza pro-life</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<div id="attachment_2822" style="width: 514px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/WorldWithoutProLife.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2822" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/WorldWithoutProLife-768x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="worldwithoutprolife" width="504" height="672" /></a><p class="wp-caption-text">(foto scattata durante la manifestazione in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Roma 24 novembre 2018)</p></div>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Il movimento <em>pro-life</em> si compone di tutte quelle realtà – internazionali e nazionali – che si oppongono all&#8217;aborto. Tali organizzazioni sostengono di voler difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e la famiglia uomo-donna fondata sul matrimonio, riaffermando così una visione della dignità della persona in linea con la legge, appunto, <em>naturale</em>. Ovviamente, cosa ci sia di naturale nel matrimonio e nella monogamia, non ce lo hanno ancora spiegato.</p>
<p>Ma nella comunicazione che punta alla pancia, lo sappiamo, le spiegazioni non servono. L’utilizzo ridondante del termine <em>naturale</em> intende riportare a quell&#8217;idea di giusto e sbagliato astorica e assumibile come dato oggettivo. Dall&#8217;altra parte, invece, la cultura della morte. Sofferenze e sensi di colpa per l’uccisione – a loro dire – di una vita: il feto. Abbiamo tutte e tutti presente almeno una campagna di comunicazione in cui vengono attribuiti pensieri a sistemi nervosi che non sono in grado di formularli e parole a feti che non hanno capacità di parola. Eppure i pro-life, allo stesso modo del rassicurante ‘buon padre di famiglia’, sanno. Sanno cosa pensano i nostri feti ancora prima che possano davvero farlo e sanno cosa è meglio per noi, per le donne tutte, nessuna esclusa.</p>
<p>Noi, dal canto nostro, abbiamo meno certezze: non sappiamo se avremo mai un mondo senza pro-life. Quel che sappiamo è che non smetteremo di sognarlo.</p>
<p>E i nostri sogni, si sa, non si fanno chiudere nei cassetti.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/">Sogniamo un mondo senza pro-life</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Art.9: obiezione di coscienza</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Marcuccio]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2752</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Daniela Marcuccio Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/">Art.9: obiezione di coscienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i diritti chiamano altri diritti” vacilla in modo preoccupante, dimostrandosi debole, per noi donne e per la nostra <em>pacifica eversione</em> della cultura patriarcale. Proprio la legge 194 presta il fianco a questi cambiamenti di rotta essendo il “luogo normativo” della differenza sessuale. La legge è la prova che il fatto naturale del “partorire” è cosa pubblica che va normata, sottraendola alla donna che per natura ne porta il segreto. Se è innegabile la conquista realizzata dai movimenti femministi, oggi da custodire cautamente, le strette maglie filate intorno al diritto della donna celano le resistenze culturali che caratterizzarono il dibattito politico. Fino ad ammettere che in alcune norme le obiezioni conservatrici sono riuscite a prevalere! Si prenda la norma ex art.9 che consente al personale sanitario e agli esercenti le attività ausiliarie di “sollevare obiezione di coscienza, preventivamente dichiarata … per essere esonerati dal compimento delle attività specificamente e necessariamente dirette all&#8217;interruzione della gravidanza…”.  Essa rappresentò e rappresenta una grossa rivincita dei cattolici, che ottennero il riconoscimento di un diritto comunque ancorabile alla libertà di pensiero ex art.21 Cost. incontestabile conquista democratica e liberale. Se non fosse che nella mente di chi propose e ottenne la norma e di chi oggi ne fa uso e abuso, la coscienza che si impone al godimento di altrui diritti è una coscienza religiosa, che stride con lo Stato   formalmente laico per Costituzione.  La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel 1999, intervenendo sul caso Pichon e Sajons in Francia, ha lanciato un monito agli Stati UE perché “pur considerata la natura individuale dell’obiezione di coscienza è da escludersi che convinzioni religiose possano prevalere fino ad imporsi ai terzi”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.  Come letteratura e giurisprudenza costituzionale insegnano, a fronte di diritti parimenti rilevanti costituzionalmente – qui il diritto alla salute della donna ex art.32 Cost. e la libertà di coscienza ex art.21 cost. – il necessario bilanciamento deve favorire la tutela della posizione che potrebbe ricevere più grave pregiudizio, dato il monopolio “quasi naturale” del medico sugli interventi a tutela della salute psicofisica della persona. Se l’IVG deve essere praticata da un medico professionista, la libertà di coscienza deve cedere agli obblighi d’ufficio che questa professione, e solo questa, comporta. Potremmo addirittura parlare di “abuso di posizione dominante”, illecito che nella pratica commerciale è sanzionato, e che invece in questo caso è incentivato visto che circa il 70% del personale medico specialista si dichiara obiettore! Quello che è ancora più grave è che molti casi di obiezione di coscienza riguardano l’assistenza antecedente e conseguente all&#8217;intervento, che a norma del terzo comma del citato articolo 9 è attività sanitaria sottratta all&#8217;esonero.   La Cassazione penale abbastanza recentemente ha confermato la condanna di una dottora, in servizio di guardia medica nel reparto di ostetricia e ginecologia di un presidio ospedaliero, per essersi rifiutata di assistere la paziente, già sottoposta ad IVG farmacologica, nella fase del “secondamento”, successiva all&#8217;aborto indotto, omettendo quindi di prestare quell&#8217;assistenza che la norma sottrae all&#8217;esonero per obiezione<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p>All&#8217;origine del “malinteso” è il vizio di merito della legge: considerare l’intervento abortivo semplicemente funzionale alla tutela della salute della donna e non un atto di autodeterminazione sul proprio corpo che la donna rivendica come diritto compiuto in sé per sé.  Si veda   la procedura (art.5 co.1) di accompagnamento della donna affinché si trovino “le possibili soluzioni alternative ai problemi” che potrebbero averla determinata alla decisione, “si sottrae per quanto è possibile alla donna gravida la sua autonomia decisionale di generare o meno” quasi fosse un incapace. La società a impostazione patriarcale si è impadronita del corpo delle donne e delle sue funzioni; e siccome nel generare si perpetua la specie ne ha fatto una questione di Stato affidata al legislatore, con un imbarazzante fluttuare tra diritto, etica e metafisica <a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>.  Si ode così l’eco fideista della “vita prima della vita” anche contro la vita già esistente della donna! Per fortuna giuridicamente la persona nasce con i primi vagiti! Ma la degenerazione applicativa della legge è purtroppo in nuce.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Nel caso di specie l’obiezione di coscienza era stata sollevata dall&#8217;esercente il servizio farmaceutico avverso la richiesta di acquisto del contraccettivo di emergenza. Nonostante le indicazioni casi del genere continuano ad essere denunciati anche in Italia.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> 27 novembre 2012 n.14979/2013</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Adriana Cavarero, pg 81</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/">Art.9: obiezione di coscienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Voci a sostegno della 194</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Facciamo rete]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Auser]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Veneto Progetti Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2759</guid>
		<description><![CDATA[<p>a cura del Centro Veneto Progetti Donna Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/">Voci a sostegno della 194</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>a cura del Centro Veneto Progetti Donna</em></p>
<p>Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non solo riconosce un diritto inalienabile delle donne, quello di decidere sul proprio corpo, ma ha anche l’obiettivo di disciplinare una pratica la cui attuazione aveva fino a quel momento messo a rischio la salute e la vita delle stesse perché spesso praticato in condizioni rischio, proprio in ragione della clandestinità a cui era relegata. Tutte le operatrici del Centro Veneto Progetti Donna, insieme a Non una di meno e alla Cgil in quella giornata hanno presidiato l’entrata della Clinica ostetrica della città di Padova per ribadire che nessun passo indietro può essere fatto rispetto al riconoscimento di un fondamentale diritto alla libertà di scelta e all&#8217;autodeterminazione di sé.</p>
<p>Purtroppo però, nonostante l’IVG sia un servizio che lo Stato dovrebbe garantire nei presidi sanitari pubblici, sappiamo quanto sia difficile accedere a tale pratica principalmente perché il numero di medici/che obiettori è molto alto (a livello nazionale si parla del 70%). In Veneto si supera invece la media con il 73% dei medici/che ginecologi/ghe obiettori. Un ulteriore segnale di allarme riguarda i tempi medi di attesa tra il primo appuntamento e l’intervento che sono piuttosto alti, se pensiamo che, sempre in Veneto, quasi la metà delle IVG viene effettuata dopo 14 giorni dal primo appuntamento.</p>
<p>In questo contesto si inserisce la mozione approvata al Consiglio comunale di Verona la sera del 4 ottobre 2018 dal titolo “Iniziative per la prevenzione dell’aborto e il sostegno alla maternità nel 40° anniversario della legge 194/1978”.</p>
<p>Leggendo la mozione del Comune di Verona notiamo come vengano citati molti dati (presi da fonti non ufficiali e tendenziose come per esempio ilsussidiario.net) che sono in perfetto contrasto con i dati ufficiali del Ministero della Salute e con quelli della Regione del Veneto. Infatti, nel preambolo della mozione si sostiene che la Legge 194, “ha contribuito ad aumentare il ricorso all&#8217;aborto quale strumento contraccettivo e non ha affatto debellato l’aborto clandestino”. Le interruzioni volontarie di gravidanza sono diminuite drasticamente negli ultimi anni: dal 2006 al 2017 in Veneto la diminuzione è del 33% (da 7090 nel 2006 a 4752 nel 2017), con un trend in costante calo ogni anno, e a livello nazionale dal 1982 ad oggi le IVG sono calate del 52,4%. Questo grazie anche alle campagne di prevenzione portate avanti dai Consultori e dalle associazioni, che nella nostra Regione negli ultimi anni tra l’altro hanno subito grossi ridimensionamenti di risorse.</p>
<p>Alla mozione di Verona sono seguite mobilitazioni importanti a carattere nazionale. Il 13 ottobre il movimento Non una di meno ha portato in piazza più di 5000 persone provenienti non solo dalla regione, ma da tutta Italia.  E tante voci si sono alzate per rivendicare la difesa della 194 e la sua corretta applicazione. Questo però non ha impedito la diffusione della mozione in altri Consigli comunali in altre città, tra cui Roma e Sestri Levante, segno questo che Verona non è un caso isolato, e che i diritti delle donne sono sotto attacco.</p>
<p>Fatto dimostrato anche da due Disegni di legge depositati in Senato, rispettivamente sull&#8217;affido condiviso e la garanzia di bigenitorialità, cosiddetto “Pillon”, e sulla revisione dell’articolo 572 del codice penale sui maltrattamenti in famiglia. Queste due proposte, da una parte renderanno praticamente impossibile e pericoloso separarsi alle donne che si trovano in relazioni intime dove c’è violenza da parte del partner e, dall&#8217;altra, disconoscono il fenomeno della violenza maschile contro le donne, introducendo il carattere della sistematicità nei maltrattamenti che non rispecchia invece la peculiarità di un fenomeno che si manifesta nella coppia in modo ciclico, alternando periodi di tensione e violenza a periodi di cosiddetta “luna di miele”.</p>
<p>Ritornando a Verona, pensiamo che tale mozione non possa essere accettata in uno stato laico dove deve essere garantita sempre la libera scelta delle donne, senza condizionamenti o pressioni di qualsivoglia natura. Le opinioni personali, politiche o religiose non devono e non possono entrare dentro strutture pubbliche dove le donne si recano. Così come, allo stesso tempo, deve essere garantita la presenza di medici e mediche non obiettori per permettere a tutte le donne di poter disporre di questo diritto fondamentale.</p>
<p>Pensiamo inoltre che sia necessario da parte delle Istituzioni sostenere con ‘congrui finanziamenti’ percorsi di educazione sessuale nelle scuole e tra i giovani e in famiglia, rendere più accessibili i metodi contraccettivi e garantire la corretta applicazione della Legge 194.<br />
Come Centri antiviolenza siamo da sempre impegnate nell&#8217;affiancare le donne che ci chiedono aiuto per intraprendere l’interruzione volontaria di gravidanza. In un primo momento offriamo le informazioni necessarie rispetto alle strutture a cui rivolgersi e se la donna ce lo chiede la accompagniamo alle visite e poi all&#8217;intervento. Ancora, per le donne che ne sentono il bisogno offriamo un sostegno psicologico post intervento.</p>
<p>Il nostro appello per la città di Verona, e le altre che si dichiarano a favore della vita, è di esserlo sempre, e soprattutto sostenendo la corretta applicazione della legge 194, che è a sua volta a favore della vita, quella delle donne.</p>
<p>Dati: <a title="Dati su IVG in Veneto" href="https://salute.regione.veneto.it/web/ivg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://salute.regione.veneto.it/web/ivg?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Centro Veneto Progetti Donna &#8211; Auser<img class="alignnone size-full wp-image-2761 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Logo-CVPD.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="logo-cvpd" width="350" height="309" /></strong></p>
<p>Il Centro Veneto Progetti Donna &#8211; Auser (CVPD o Centro Donna) è un’Associazione di volontariato che da 28 anni offre sostegno a donne, italiane e straniere, in difficoltà e coinvolte in situazioni di violenza e maltrattamento familiare e non. Nasce a Padova nel 1990 per iniziativa di un gruppo di donne per dare una risposta concreta alle numerose richieste di aiuto. Tra le sue attività garantisce accoglienza alle donne vittime di violenza della città di Padova e Provincia, attraverso i suoi quattro Centri antiviolenza (Padova, Piove di Sacco, Este e Cittadella) riconosciuti dalla Regione Veneto.<br />
Il gruppo del Centro Donna è composto da operatrici specializzate, psicologhe, avvocate, educatrici e volontarie, che accolgono le donne che hanno subito violenza e i loro figli, forniscono loro gratuitamente supporto psicologico e legale e progettano, in stretta collaborazione con gli attori coinvolti (FFOO, questura, tribunale, servizi sociali, ospedali), programmi personalizzati di fuoriuscita dal circuito della violenza.</p>
<p>FB: <a href="https://www.facebook.com/CentroAntiviolenzaPadova.e.Provincia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Donna Padova Auser</a></p>
<p><a href="http://www.centrodonnapadova.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.centrodonnapadova.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/">Voci a sostegno della 194</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>194: il punto di vista dell&#8217;ostetrica</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[194]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[consultorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Fortini]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[ostetrica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2764</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Cristina Fortini La prima immagine che mi viene in mente pensando all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza è un ventaglio di volti, di occhi, di sguardi di donne, uguali e diverse. Alcune di loro arrivano&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/">194: il punto di vista dell&#8217;ostetrica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Cristina Fortini</em></p>
<p>La prima immagine che mi viene in mente pensando all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza è un ventaglio di volti, di occhi, di sguardi di donne, uguali e diverse. Alcune di loro arrivano in Consultorio con le lacrime già pronte a esondare, altre sicure e determinate portano con sé la consapevolezza di una scelta già compiuta.</p>
<p>Sicuramente decidere di interrompere una gravidanza è un evento importante che avrà una pesante influenza sul futuro di quella donna, ma sarebbe erroneo definirlo a priori come doloroso. Il diritto di scegliere per la propria vita riproduttiva è appunto un diritto e non richiede, per poterlo esercitare, l’espiazione di una colpa attraverso il dolore. Ritengo che questa precisazione sia fondamentale quando si parla di aborto perché è una “trappola” nella quale spesso si cade anche nell&#8217;intento di difendere la legge che lo rende possibile. L’esperienza di ogni donna è diversa e porta con sé tantissime emozioni, tutte legittime, ma il punto focale è l’autodeterminazione e la possibilità per ognuna di scegliere sul proprio corpo.</p>
<p>Come professionista sanitaria la salute delle donne è la mia prima preoccupazione ed è anche per questo che difendo la legge 194/78: la sua introduzione ha permesso di eliminare quasi completamente il ricorso agli aborti clandestini, salvando la vita di tantissime donne. Va inoltre considerato che le interruzioni di gravidanza hanno avuto, fatta eccezione del periodo dal ’78 all’82, un andamento in costante calo determinando una riduzione del 36% del ricorso a questa pratica (dati del Ministero della salute aggiornati al 2016). Analizzando la situazione da questo punto di vista, le istituzioni e i mezzi che fino ad ora sono stati maggiormente di “aiuto alla vita” sono proprio i consultori e la garanzia dell’applicazione della legge sull&#8217;aborto; la vita è stata invece messa in pericolo dove, a causa dell’obiezione di coscienza, le donne sono state abbandonate. Come politica o amministratrice non avrei dubbi in merito all&#8217;assegnazione delle risorse per favorire la salute delle donne e dei bambini, ma considerando i recenti fatti di attualità non credo sia così immediato per la nostra classe politica.</p>
<p>È innegabile che uno degli obiettivi per migliorare la salute delle donne sia quello di ridurre al minimo il ricorso all&#8217;interruzione di gravidanza, ma il mezzo per ottenere questo risultato deve essere la riduzione delle gravidanze indesiderate, non la loro prosecuzione fino al termine. Ciò è possibile solo tramite una corretta educazione sessuale-affettiva e un accesso semplificato ai metodi contraccettivi. Non è possibile pensare che le cure termali per le riniti allergiche siano fruibili mediante ticket sanitari, mentre i contraccettivi ormonali sono a completo carico delle donne che scelgono una vita riproduttiva responsabile. Alcune regioni virtuose, come la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Lombardia, da quest’anno hanno proposto la distribuzione di metodi contraccettivi di ogni tipo in maniera gratuita per alcune fasce di donne e credo che nei prossimi anni vedranno i risultati di questo approccio.</p>
<p>Come ostetrica mi sento in dovere di essere accanto alle donne, di accompagnarle nelle loro scelte e di sostenerle con tutti i mezzi necessari, purtroppo l’accesso alle cure in Italia non è equo e omogeneo, ma ognuna di noi dovrebbe pretendere di essere ascoltata e rispettata. Per questo come donna credo di dover lottare affinché i nostri diritti vengano garantiti e nessuno pensi di poter decidere sul nostro corpo.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Mi chiamo Cristina e sono un’ostetrica.</p>
<p>Mi sono laureata in Ostetricia nel 2015 a Bologna e avendo a cuore la battaglia per i diritti delle donne ho deciso di dedicare un anno di Servizio Civile proprio a questo, operando all&#8217;interno di un centro antiviolenza. Tale esperienza mi ha permesso di incontrare donne meravigliose e mi ha aperto gli occhi su molti aspetti, lasciandomi anche lo spazio di crescere e cambiare le mie idee.</p>
<p>Da un anno lavoro in Trentino all&#8217;interno di un consultorio familiare. Nell&#8217;immaginario comune l’ostetrica sta in sala parto e “fa nascere i bambini” ma nel mio lavoro ogni giorno incontro donne di tutte le età e provenienze, a partire dalle adolescenti delle scuole superiori per finire alle donne in menopausa, passando per le mamme in gravidanza o in allattamento. È una realtà molto ricca e stimolante che mi permette di stare accanto alle donne in mille modi diversi perché ogni utente è una sfida e allo stesso tempo un’opportunità di crescita.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/">194: il punto di vista dell&#8217;ostetrica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un aborto farmacologico</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rise, woman!]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aborto farmacologico]]></category>
		<category><![CDATA[Clara Campi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2771</guid>
		<description><![CDATA[<p>Intervista a Clara Campi di Giusy Coronato Clara Campi è una giovane attrice diplomata presso l&#8217;American Musical and Dramatic Academy di New York, dopo cinque anni negli USA è tornata a Milano dove si&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/">Un aborto farmacologico</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p>Intervista a Clara Campi</p>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p>Clara Campi è una giovane attrice diplomata presso l&#8217;American Musical and Dramatic Academy di New York, dopo cinque anni negli USA è tornata a Milano dove si dedica principalmente alla stund uo comedy. Qualche mese fa in un reading durante uno spettacolo, ha parlato della sua esperienza con la RU486 in un Ospedale di Milano.</p>
<p><strong>Clara, quando hai iniziato ad avvicinarti alla causa dei diritti delle donne? Ti definisci femminista?</strong></p>
<p>Decisamente lo sono ma non saprei individuare il momento preciso: sono figlia di una femminista che da piccola mi fece leggere “Dalla parte delle bambine” e ricordo di non averlo neanche capito fino in fondo, perchè avrò avuto 10 anni. In realtà mi sono scontrata con il maschilismo più tardi, l’ho trovato soprattutto nel mio ambiente lavorativo che, essendo quello della comicità, è totalmente dominato dagli uomini. Lì ho sbattuto contro certe cose che nel mio piccolo mondo bello erano cose superate, invece mi sono resa conto che non lo erano per niente.</p>
<p><strong>Hai così iniziato a trattare temi sull&#8217;argomento anche nei tuoi spettacoli?<img class="alignnone size-large wp-image-2776 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/ClaraCampi2-1024x452.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="claracampi2" width="720" height="318" /></strong></p>
<p>In scena cerco di puntare molto su quello, anche se io scrivo di tutto, tanti monologhi su argomenti molto frivoli, altre su cose impegnative ma non legate all&#8217;argomento, però secondo me nessuno dà voce a questi temi quindi cerco di concentrarmi su quelli.</p>
<p><strong>Parliamo della tua esperienza con l’aborto farmacologico: conoscevi già la procedura? Credi che ci sia informazione fra le donne? Cosa non ti aspettavi?</strong></p>
<p>No, secondo me le donne non sanno e io stessa sapevo molte cose solo in teoria. Io me ne sono accorta subito, ho chiamato il consultorio e l’esperienza in consultorio è stata positiva. Lì mi hanno consigliato l’aborto farmacologico perché essendo all&#8217;inizio era la cosa più ovvia. La cosa scioccante è iniziata quando mi hanno dato la lista degli ospedali e ho notato che in questa lista la maggior parte degli ospedali milanesi non offre la possibilità dell’aborto farmacologico, ti devi per forza operare.  Io non capisco perché debbano obbligarti ad operare, è insensato. Già questa cosa mi ha lasciato così. Mi sono concentrata sugli ospedali che lo offrono e ho provato a telefonare e anche lì secondo shock: non potevo prendere l’appuntamento. Questa cosa è inspiegabile, è una manovra punitiva, non c’è una giustificazione logica. Il terzo shock è stato anche doversi presentare così presto la mattina. Io non avevo intenzione di perdere tempo e di dovermi sottoporre all&#8217;operazione, ma le visite sono una a settimana e prendono un numero limitato di donne e non si può prenotare. Non mi sono mai svegliata così presto.</p>
<p><strong>L’aborto farmacologico prevede un ricovero di tre giorni, poiché bisogna prendere due pillole a distanza di due giorni. Quando ti hanno informato di ciò?</strong></p>
<p>Me lo aveva detto il medico, persona ottima, e lui stesso mi ha detto che non avevano senso i tre giorni di ricovero, infatti mi aveva detto prendi la prima pillola, firma per uscire e torna a prendere la seconda pillola.</p>
<p><strong>Una volta in ospedale hai trovato la stessa collaborazione?</strong></p>
<p>Il problema è stato che tutto il resto del personale ospedaliero non era così collaborativo. Io ho avuto problemi quando mi hanno fatto storie perché firmavo per uscire e quando sono tornata mi hanno praticamente tenuto un giorno in più perché non trovavano nessuno che mi potesse dare una pillola e poi addirittura alla fine me l’hanno data nel tardo pomeriggio. Io volevo fare l’ecografia perché l’espulsione c’era stata ma non c’era un medico non obiettore presente, quindi nessuno mi ha fatto un’ecografia. Credo però che non c’entri nulla: se tu pensi che ho commesso un omicidio, l’ho fatto io, adesso tu controlla che io sto bene perché tu non hai influito su questa cosa. Sono dovuta rimanere un giorno in più e anche se non volevo sono rimasta perché ero in una situazione vulnerabile e mi hanno un po&#8217; spaventato, dicendo che c’era il rischio di emorragia, come se dovessi morire.</p>
<p><strong>Hai trovato giudicante il comportamento del personale ospedaliero?</strong></p>
<p>Era assolutamente giudicante, sembrava lo facessero a posta a guardarti in un certo modo, è strano ed inquietante. Io ho viaggiato e pensavo che vivere a Milano significa essere avanti, invece no, ci sono delle persone che non sono avanti e sono quelle con cui ti interfacci. Non è questione di  essere obiettori, io ho avuto problemi con le infermiere: non mi comunicavano nulla. Io ero in una stanza con altre sei donne e, tranne una, le altre avevano subito aborti spontanei, persone che volevano un figlio, lo avevano perso e questo per loro era sofferenza: perché farci stare insieme? Stiamo vivendo due esperienze opposte. Mi ha demoralizzato l’essere giudicata così tanto. Io sono abituata al giudizio a causa anche del lavoro che faccio ci sono abituata. Lì, però, io ero in una situazione vulnerabile, da sola in ospedale e non senza calore umano.</p>
<p><strong>Ti sei sentita così giudicata anche dai tuoi amici e la tua famiglia?</strong></p>
<p>No, anzi mi sono sentita accolta. Per fortuna i miei amici, quasi tutti nel mondo della comicità, sono persone che amano pensare, tendono ad avere mentalità aperta, i migliori complimenti sul monologo che ho fatto li ho ricevuti da loro. Il giudizio non l’ho sentito ma non ne ho parlato subito, l’ho tenuto un po&#8217; per me perché non ne avevo voglia.</p>
<p><strong>Cosa rispondi a chi dice che l’aborto non è un diritto?</strong></p>
<p>Citerei George Carlin, il mio comico preferito, che disse “Com&#8217;è che tutte le persone che sono contro l’aborto sono persone che non scoperesti mai?” Se davvero credi che quella sia una vita umana, che può essere un punto di vista anche sensato, allora non dovresti iniziare a fare discorsi su “aborto sì ma solo in caso di stupro”: è una vita umana anche in quel caso. Nel momento in cui dici che non si può fare, tranne che in questi casi, allora stai dicendo veramente di voler regolare il corpo e la vita sessuale delle donne. Paradossalmente ho più rispetto per quello persone che vogliono proteggere l’embrione in ogni caso, quelli sono i più coerenti, ma forse sono anche dei pazzi furiosi.</p>
<p><a title="Clara Campi" href="http://claracampi.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://claracampi.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/">Un aborto farmacologico</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una scelta che spetta alle donne</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La nostra opinione]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Buffa]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2749</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Federica Buffa L’articolo 4 della legge 194/78 stabilisce che la donna possa ricorrere all&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza nei casi in cui la prosecuzione della gravidanza comporterebbe un serio pericolo per la sua salute&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/">Una scelta che spetta alle donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Federica Buffa</em></p>
<p>L’articolo 4 della legge 194/78 stabilisce che la donna possa ricorrere all&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza nei casi in cui la prosecuzione della gravidanza comporterebbe un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, tenendo conto della sua condizione economica, sociale o familiare, ma anche in base alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o in previsione di malformazioni o anomalie del concepito.</p>
<p>Proprio nell&#8217;anno in cui la legge compie 40 anni, in Italia alcuni esponenti della classe politica vorrebbero fare un passo indietro, ripristinando la situazione come era in passato, proponendo di abrogare la legge, limitando effettivamente la libertà di scelta delle donne in merito all’IVG.</p>
<p>Questo clima sta svalorizzando la presa di coscienza, di decisione e di responsabilità che questa legge rappresenta. A Verona il mese scorso è stata approvata una mozione antiaborto che dichiara la città a favore della vita, in quanto favorirà finanziamenti ad associazioni che avranno l’obiettivo di promuovere iniziative contro l’aborto.</p>
<p>Ovviamente anche in altre città si sta tentando di fare lo stesso, facendo piccoli passi per arrivare a garantire sempre meno alle donne l’accesso all’IVG. Da anni, inoltre, stiamo assistendo a un aumento di medici e operatori sanitari obiettori di coscienza, che si oppongono alle pratiche abortive a discapito delle donne che ne fanno richiesta, rappresentando un ostacolo nell’esercizio di un diritto.</p>
<p>La legge è stata approvata dopo molte battaglie sociali volte a tutelare le donne, proprio perché molte di esse erano costrette a ricorre ad aborti clandestini rischiando la loro vita. Ad oggi, come nel 1981 quando fu richiesto un referendum abrogativo, la Legge 194 viene rimessa in discussione attraverso una presa di posizione che vedrebbe lo Stato imporsi, attraverso il controllo, su una scelta che spetta alle donne.</p>
<p>Riteniamo fondamentale che lo Stato continui a tutelare le donne lasciando loro la scelta cosciente e responsabile sui propri corpi. Crediamo invece sia più giusto definire e rafforzare programmi di prevenzione e sostegno, invece che tagliarle fuori da una decisione che condizionerà le loro vite.</p>
<p>Pensiamo ad esempio ai giovani, senza distinzione di genere, in un contesto culturale in cui ancora oggi la questione della sessualità è considerata un tabù: sarebbe opportuno considerare l’educazione sessuale come una pratica utile per la conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo, elemento importante per ragazzi e ragazze. Ad oggi, spesso assistiamo a un’assenza di trasmissione di strumenti ai giovani, soprattutto alle donne che, in un contesto che continua a stereotiparle, pare non abbiano il diritto di acquisire consapevolezza sui propri corpi. È importante che le ragazze abbiano la possibilità di approfondire il tema della sessualità, acquisendo gli strumenti necessari per un maggiore riconoscimento del proprio corpo.</p>
<p>E ancora, se pensiamo alle donne migranti, provenienti da culture che trasmettono una visione della sessualità lontana dal piacere individuale ma diretta all&#8217;appagamento maschile e alla procreazione, sarebbe opportuno fornire loro strumenti utili per uscire da questa dinamica che le vede come soggetti inferiori e non meritevoli di godere appieno il proprio corpo.</p>
<p>Un lavoro come questo porterebbe ad un livello maggiore di prevenzione per evitare gravidanze indesiderate, ma non perché si giudica la pratica dell’aborto, piuttosto per evitare alle donne di dover ricorrere ad una pratica che spesso, anche a livello emotivo, è difficile e dura, oltre che poco accessibile nel periodo storico che stiamo vivendo.</p>
<p>Inoltre, per quanto riguarda le giovani minorenni, è compito del sistema sanitario saper sostenere e accompagnare, insieme ai genitori, le ragazze che si trovano a dover prendere una scelta di questo tipo nella loro vita. Un giusto sostegno permetterebbe loro di avere un aiuto in una situazione in cui dovranno riflettere su un’importante decisione che per legge non possono prendere completamente da sole.</p>
<p>Consideriamo anche un altro aspetto, ovvero il diritto di una donna a non essere madre. Ancora oggi la donna che non vuole figli viene giudicata, come se noi donne fossimo nate solo per poter procreare, come se le nostre vite non avessero senso in assenza di figli. Questo è un altro stereotipo da abbattere perché continua a rappresentare i nostri corpi come oggetti o, ancora peggio, come macchine volte alla produzione. La scelta di avere figli o meno è alla base della libertà individuale e del riconoscimento di una propria identità.</p>
<p>La strada è ancora lunga, ma possiamo iniziare a ragionare sul lavoro da attuare mettendo in campo le giuste pratiche, iniziando innanzitutto a non ostacolare le donne imponendosi sulle loro vite.</p>
<p>È necessario avviare un lavoro condiviso affinché la Legge 194 non diventi l’ennesimo passo indietro nei confronti delle donne.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/">Una scelta che spetta alle donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oggi a Roma, Novara, Napoli, &#8230;</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La vignetta]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Valgiusti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2756</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Laura Valgiusti &#160; Nata a Roma nel &#8217;77, proviene da una formazione multi-disciplinare ed eclettica. Dopo aver seguito studi classici, si avvicina alle arti visive diplomandosi in &#8220;Fumetto&#8221; presso la Scuola Internazionale di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/">Oggi a Roma, Novara, Napoli, &#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p>di Laura Valgiusti</p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Vignetta.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-large wp-image-2757 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Vignetta-1024x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="vignetta" width="720" height="720" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nata a Roma nel &#8217;77, proviene da una formazione multi-disciplinare ed eclettica.<br />
Dopo aver seguito studi classici, si avvicina alle arti visive diplomandosi in &#8220;Fumetto&#8221; presso la Scuola Internazionale di Comics, porta poi a termine un corso regionale di formazione in illustrazione Grafica e uno privato di arti applicate. Lavora principalmente con colori ad olio, su grandi tele, alle quali alterna disegni di scorci in bianco e nero, inchiostro su carta.<br />
Nel 2004 esordisce nella pittura, partecipando Alla X edizione della mostra &#8220;Alternativa 94&#8243; presso via Margutta, nel 2005 inaugura la sua prima personale alla Galleria Tartaglia a Roma; nel corso degli anni prende parte a diverse mostre collettive, anche all&#8217;estero (The Walls, Amsterdam &#8211; ora Bright Side Gallery -). Recentemente ha illustrato il libro Video Games Daries.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/">Oggi a Roma, Novara, Napoli, &#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[4 mesi 3 settimane 2 giorni]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Cristian Mungiu]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2767</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/">“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio in cui oltre novemila donne morirono a causa di interruzioni clandestine di gravidanza. Otilia e Gabita sono due studentesse universitarie; condividono la stessa stanza alla casa dello studente, e condividono il disorientamento di un’esistenza in un tempo e in un luogo in cui alcuni diritti delle donne vengono negati. Il diritto di scegliere la maternità, di vivere una sessualità consapevole, di essere libere dalla paura della violenza. L’assenza di musica, i colori freddi, i lunghi piani sequenza, i dialoghi che sembrano logorare le protagoniste, contribuiscono a tratteggiare il disagio e il malessere delle ragazze.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Locandina4mesi3settimane2giorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2768 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Locandina4mesi3settimane2giorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandina4mesi3settimane2giorni" width="264" height="374" /></a></p>
<p>La cornice è quella di un Paese sofferente per i decenni di dittatura comunista, sullo sfondo le file per gli approviggionamenti alimentari, le interruzioni nell&#8217;erogazione dell’acqua, della luce. Ma potrebbe essere un qualsiasi Paese in cui le donne vengono private della capacità di scegliere e di essere responsabili.</p>
<p>Una ragazza sembra schiacciata dal peso dell’aborto, oppressa, inerme.  L’altra inizialmente sembra padroneggiare la situazione: si muove nervosa nella penombra della città alla ricerca di una camera d’albergo, del medico abortista, del luogo in cui liberarsi del feto. Entrambe sono vittime della stessa violenza: il ricatto sessuale e lo stupro, l’impossibilità di gestire la propria sessualità. Si dicono che non parleranno più di questa storia. Il film lascia intuire che la storia tenderà a ripetersi.</p>
<p>Esisterebbe l’aborto in una società costruita a misura di donna? Probabilmente no. “L’aborto è un prodotto storico. La conseguenza dell’appropriazione da parte dei padri, della capacità di riprodursi, codificata attraverso la costruzione di miti, di norme etiche, di abitudini mentali”, spiega Dacia Maraini nella sua <em>Lettera </em><i>sull&#8217;aborto</i>. Così il film, realizzato oltre dieci anni fa in contesto storico e politico lontano dal nostro, diventa di drammatica attualità.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/">“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
