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	<title>Associazione Rising &#187; femminicidio</title>
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		<title>Hermana yo sí te creo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 20:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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<p><em>di Giulia Nanni e Zdenka Rocco</em></p>
<p>Alle donne non è dato dimenticare di essere donne. Come se fossimo donne prima ancora di essere persone; un genere, quello femminile, che condiziona tutta la nostra vita. Siamo accomunate da grandi fatiche e non ci viene raccontato, non abbastanza, che non siamo sole e che possiamo essere unite. L’unione tra donne. Spiazzante. Non ci viene raccontato che quella tra donne è l’unione spiazzante rispetto ai dettami dell’ordine patriarcale. Ordine che ci vuole divise, giudicanti, ostili, in concorrenza e sole. Ci vuole donne fragili. Quell’unione sociale tra donne che nel 1970 Kate Millet ha identificato con la parola “sisterhood”. Donne che si incontrano e si conoscono, donne che si raccontano si ascoltano, donne che si credono. Donne che si rispettano, si difendono, donne che si riconoscono e si sostengono. Donne che accettano e si accettano. Donne accomunate dal loro essere donne. Donne solidali. Donne sorelle. Non ci viene raccontato quanto rivoluzionaria sia la solidarietà tra le donne. Per fortuna non abbiamo smesso di ricordarcelo, anche da sole, anche tra noi, proprio tra noi.</p>
<p>Solo nell’ultimo anno sono stati diversi i movimenti di solidarietà tra le donne. #niunamenos, grido collettivo nato in Argentina dalla necessità di dire basta al femminicidio. #metoo, campagna lanciata su twitter dall’attrice Alyssa Milano per denunciare le molestie sessuali. Trasformato in #wetoogheter, dal movimento Non una di meno alla vigilia del 25 novembre scorso. E #quellavoltache, hastag ripreso dai siti di informazione Gaypost.it e Pasionaria.it, per raccogliere le testimonianze delle donne italiane che hanno subito molestie. Fino a #sorellaioticredo, per manifestare la propria solidarietà – sorellanza – verso tutte le donne. Solidarietà anche per i luoghi delle donne. #lacasasiamotutte, hastag che riassume la battaglia della Casa Internazionale delle Donne di Roma per il mantenimento della propria sede storica di Roma in via della Lungara. Battaglia che ha visto proprio negli ultimi giorni un momento di grande mobilitazione e partecipazione femminista.</p>
<p>Movimenti che ci ricordano che la sorellanza è un regalo che facciamo a noi stesse.</p>
<p>“Hermana yo sí te creo”, lo slogan con cui in Spagna hanno manifestato in solidarietà con la ragazza stuprata da cinque ragazzi a Pamplona. E proprio “Hermana yo sí te creo”, è il titolo che abbiamo scelto per questo numero di FATE le STREGHE che parla di sorellanza. Solidarietà alla ragazza, al movimento e a tutte noi.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Il potere delle parole</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 20:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Inma Mora Sánchez Quello di cui non si parla non esiste, e le donne sono state escluse dalle parole per secoli. Negli ultimi anni, sono stati introdotti diversi termini per spiegare situazioni che,&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Inma Mora Sánchez</em></p>
<p>Quello di cui non si parla non esiste, e le donne sono state escluse dalle parole per secoli. Negli ultimi anni, sono stati introdotti diversi termini per spiegare situazioni che, fino a poco tempo fa, erano ancora invisibili. Il maschile “neutro” non è neutro e questo ormai lo sappiamo bene: è il risultato di un mondo creato al maschile, in cui gli uomini sono la norma e le donne sono l&#8217;eccezione.</p>
<p>Nel nostro sistema patriarcale gli uomini sono al centro dell’organizzazione sociale e la loro visione del mondo, della storia e della cultura è considerata la visione universale e neutra. Il femminismo vuole trasformare questa realtà e, per farlo, è imprescindibile cambiare anche il modo di raccontarla. Abbiamo bisogno delle parole giuste per cercare di avvicinarci al significato vero e proprio di quello che vogliamo dire e per creare così un’immagine precisa di ciò di cui stiamo parlando. Perché ancora sembra strano dire avvocata, architetta o sindaca? Perché non è mai stato un problema dire infermiera, maestra o casalinga? Perché se la “a” viene prima della “o” nell&#8217;alfabeto, sul dizionario troviamo prima “bambino” e non “bambina”? Perché ancora il cognome paterno è quello che deve sopravvivere?</p>
<p>L’ordine maschile organizza il mondo e quello femminile resta sempre nascosto, strano, diverso. Ma non solo nella grammatica e nella lingua. Tutti i linguaggi della nostra cultura parlano al maschile e, dal femminismo, nuovi termini e tecniche cercano di misurare questa disparità di genere in ogni area sociale. Ad esempio, sappiamo che i grandi film della storia del cinema sono stati creati per uomini e parlano di uomini agli uomini. I personaggi femminili non hanno una vita propria, ma vengono costruiti in base al loro rapporto con gli uomini: sono mamme, mogli, fidanzate, amanti. Ma come misurare questa disparità? È sufficiente ricorrere al <em>test di Bechdel</em> per capire che più della metà dei film che vediamo non superano questa prova. Questo test è molto semplice e per superarlo basta che vi siano almeno due personaggi donne con nome, che parlino almeno una volta tra di loro e che l’argomento di questa conversazione non sia un uomo.</p>
<p>Parole come <em>femminicidio</em> o <em>genere</em>, che ormai sono entrate a far parte del linguaggio comune, sono state create per misurare le relazioni di potere fra uomini e donne e analizzare la violenza contro le donne come un fenomeno sociale preciso. I termini diffusi negli ultimi anni, la maggior parte in inglese, si sono moltiplicati per evidenziare tutto ciò che sembra invisibili agli occhi di tutte le persone cresciute in un sistema patriarcale senza mai metterlo in discussione. Tre esempi molto chiari: <em>manspreading, manterrupting </em>e <em>mansplaining</em>. Questi termini indicano diverse forme di violenza e pratiche di dominazione difficilmente riconoscibili perché si tratta di atteggiamenti quotidiani che sembrano non comportare una violenza evidente.</p>
<p>Da una parte, il mansplaining è semplicemente il modo paternalistico in cui alcuni uomini spiegano le cose a noi donne perché noi siamo donne e loro uomini. Anche quando noi siamo esperte su qualche argomento, sono convinti che la loro opinione è più importante. Questo termine è stato popolarizzato da Rebecca Solnit nel libro “Men Explain Things to Me” e lo potremmo definire come il piacere nel dare spiegazioni arroganti alle donne con la certezza di avere ragione per il fatto di essere uomini. Collegato a questo termine troviamo anche il <em>manterrupting</em>, ovvero il fatto che gli uomini interrompano le donne in continuazione e senza necessità, semplicemente perché credono che quello che loro devono dire sia più importante.</p>
<p>Se il mansplaining e il manterrupting sono un modo di comunicare e parlare, il manspreading, è invece un modo di stare nello spazio pubblico senza neanche essere capaci di pensare che vi sono altre persone (donne) che hanno bisogno anche loro del proprio spazio. Questo termine indica l’abitudine degli uomini di sedersi con le gambe così aperte da occupare anche il posto delle loro vicine. Il manspreading non è un problema di cattiva educazione: così come a noi donne hanno sempre detto che dobbiamo chiudere le gambe, agli uomini è stata sempre trasmessa l’idea di prenderci lo spazio. Qualche mese fa, il gruppo <em>Mujeres en Lucha</em> ha iniziato una campagna a Madrid chiedendo al comune misure contro il manspreading nei mezzi pubblici. L’appello è stato firmato da oltre 13000 persone e la Empresa Municipal de Transporte (EMT) ha deciso di iniziare una campagna contro questa pratica. È un esempio chiaro di quanto una parola possa essere utile anche per cambiare una piccola parte di questa complessa realtà -oppure almeno, di essere consapevoli su un fatto in particolare-.</p>
<p>Questo è lo spazio che noi dobbiamo prenderci: dalla “a” di avvocata al concetto di “femminicidio”, dalle nostre storie nei film al diritto ad occupare lo spazio pubblico. La violenza simbolica, quasi nascosta, è dove la violenza fisica e psicologica nascono e crescono. Finché le donne non avranno la parola, lo spazio e la visibilità, la violenza contro le donne continuerà ad esistere.</p>
<p><em>Inma Mora Sánchez, giornalista esperta in Gender Studies, ha lavorato in Italia, Spagna e Uruguay sui temi della violenza di genere. Insieme a Chiara Cretella, ha scritto il libro “Lessico Familiare. Per un dizionario ragionato della violenza contro le donne”. Oggi lavora come copywriter e si occupa della comunicazione online di <a title="D.i.Re" href="http://www.direcontrolaviolenza.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">D.i.Re &#8211; Donne in Rete contro la violenza</a>.</em></p>
<p><a title="Inma Mora Sánchez" href="https://inmamsanchez.wordpress.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://inmamsanchez.wordpress.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Il sessismo nel linguaggio giuridico</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 19:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Gian Giacomo Pisotti</em></p>
<p>Le analisi sugli aspetti sessisti del linguaggio giuridico italiano sono ancora agli inizi. Tuttavia, la rilettura di norme abrogate negli ultimi decenni e la lettura di norme recentemente introdotte consentono di constatare un evidente processo positivo: è stato definitivamente abbandonato un vecchio linguaggio sessista, il quale non a caso caratterizzava norme connotate da un&#8217;idea delle donne come proprietà maschile.</p>
<p>Esempio di linguaggio che appare brutale, come violente erano le regole che esprimeva, era quello dell’articolo del codice penale sul delitto d&#8217;onore, sanzionato con pene irrisorie (spesso era irrogata la minima, di 3 anni). Riguardava &#8220;<em>Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell&#8217;atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d&#8217;ira determinato dall&#8217;offesa recata all&#8217;onor suo o della famiglia </em>[…]<em>&#8220;</em>. È sorprendente che quell&#8217;articolo sia stato abrogato soltanto nel 1981.</p>
<p>Il decreto n. 93 del 2013 (sul c.d. femminicidio, come fu denominato dal Governo in sede di presentazione), pur apparendo non del tutto adeguato rispetto al problema della violenza di genere, rappresenta, sul piano sostanziale, un importante passo in avanti. Per quanto riguarda il linguaggio, esso può apparire invece deludente, rispetto alla denominazione, per il suo carattere “neutro”, in conseguenza della scelta tecnica del legislatore di proteggere con lo stesso testo anche i minori, e in generale i componenti della famiglia.</p>
<p>Da segnalare la fioritura di iniziative che perseguono il superamento delle discriminazioni di genere nella lingua. Alcuni esempi: la proposta di legge presentata alla Camera lo scorso febbraio, e una circolare della presidenza, con riguardo al linguaggio delle leggi e degli atti amministrativi; le linee guida elaborate da ministeri, da enti pubblici e da diverse università.</p>
<p><em>Gian Giacomo Pisotti, sardo e sassarese, già magistrato fin dal 1970, nel 2000 è stato nominato presidente delle sezioni civili del Tribunale di Cagliari, anche della sezione famiglia e persone. Nel dicembre del 2009 ha vinto il concorso per la presidenza della sezione civile della Corte d’appello di Cagliari, e si è occupato di cause di famiglia e delle persone fino al suo collocamento in pensione per limiti di età.</em></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Manifestazione nazionale NON UNA DI MENO</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>a cura di Zdenka Rocco In occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, saremo tutte in piazza per la manifestazione nazionale NON UNA DI MENO prevista a Roma&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>a cura di Zdenka Rocco</em></p>
<p>In occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, saremo tutte in piazza per la manifestazione nazionale NON UNA DI MENO prevista a Roma sabato 26 novembre. Il corteo partirà da piazza della Repubblica alle ore 14, attraverserà le vie del centro di Roma e terminerà in Piazza San Giovanni.<img class=" size-medium wp-image-1825 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/bannerini-04-04-300x114.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="bannerini-04-04" width="300" height="114" /><br />
Un&#8217;assemblea nazionale, articolata su tavoli tematici di discussione, è convocata per domenica 27 novembre dalle ore 10, nella scuola elementare Federico Di Donato (via Nino Bixio 83 &#8211; Roma). Le iscrizioni scadranno il 19 novembre.<br />
Non una di meno è un movimento di protesta femminista contro la violenza maschile sulle donne nato in Argentina e diffusosi velocemente in tutto il mondo.<br />
Info e aggiornamenti su <a title="Non una di meno" href="http://nonunadimeno.wordpress.com?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://nonunadimeno.wordpress.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-3/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Boni come er pane” sostiene RISING – Pari in Genere</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 11:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domenica 19 giugno, dalle ore 18.30 si festeggia l’ultimo appuntamento della rassegna “Boni come er pane” con un evento speciale: dar Ciriola e la sua Ape Ciriola si trasferiscono al Monk Club (Via Giuseppe&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><strong>Domenica 19 giugno</strong>, dalle <strong>ore 18.30</strong> si festeggia l’ultimo appuntamento della rassegna <a title="Boni come er pane" href="https://www.facebook.com/events/1753610811575330/?utm_source=rss&utm_medium=rss">“Boni come er pane”</a> con un evento speciale: dar Ciriola e la sua Ape Ciriola si trasferiscono al <a title="Monk Roma Club" href="http://www.monkroma.club/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Monk Club</strong></a> (Via Giuseppe Mirri, 35) per un tramonto d&#8217;estate in poesia, musica, pane e romanità. A esibirsi nel giardino del Monk grandi nomi del panorama artistico: <a title="Giulia Ananìa" href="https://www.facebook.com/Giulia-Anan%C3%ACa-226613837352139/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Giulia Ananìa</a> con il progetto Rome Emotional Map, <a title="Lavinia Mancusi" href="http://www.laviniamancusi.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Lavinia Mancusi</a>, la Med Free Orchestra, l&#8217;attore <a title="Josafat Vagni" href="http://www.imdb.com/name/nm3933351/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Josafat Vagni</a> noto al grande pubblico per i Cesaroni e Matrimoni e altre follie e, ospite d&#8217;eccezione, <a title="Giorgio Tirabassi" href="http://www.giorgiotirabassi.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">GIORGIO TIRABASSI</a> con “Canzoni Romane” per raccontare Roma con poesia, ironia e cuore.</p>
<p><strong><a title="Boni come er pane" href="https://www.facebook.com/events/1753610811575330/?utm_source=rss&utm_medium=rss">“Boni come er pane”</a> sostiene l’associazione RISING Pari in Genere</strong>. Ogni artista porterà sul palco una canzone che parlerà, ognuna a suo modo, di <strong>femminicidio</strong> per sensibilizzare &#8211; anche in una serata conviviale attraverso poesia arte e musica &#8211; a un tema così importante. Per aiutare l’Associazione, nel corso della serata, sarà possibile donare una libera sottoscrizione.</p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Monk.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-1526 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Monk-127x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Monk" width="127" height="300" /></a><a title="Boni come er pane" href="https://www.facebook.com/events/1753610811575330/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>&#8220;Boni come er pane&#8221;</strong></a></p>
<p><strong> </strong>Musica, poesia &amp; pane popolare a Roma</p>
<p>DAR CIRIOLA&#8230; va al <strong>MONK</strong>!</p>
<p><strong>DOMENICA 19 GIUGNO</strong> dalle <strong>ore 18.30</strong></p>
<p>Con i live di Giulia Ananìa con Rome Emotional Map</p>
<p>Con l&#8217;attore Josafat Vagni e Lavinia Mancusi/Med Free Orchestra</p>
<p>Ospite d&#8217;eccezione GIORGIO TIRABASSI trio in &#8220;Canzoni Romane&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Ape Ciriola al Monk Club" href="https://www.facebook.com/events/1753610811575330/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Ape Ciriola al Monk Club</a>, Via Giuseppe Mirri, 35 &#8211; <strong>INGRESSO LIBERO</strong></p>
<p><strong><div id="post-link-1523" class="sh-link post-link sh-hide"><a href="#" onclick="showhide_toggle('post', 1523, 'Show more...', 'Show less...'); return false;" aria-expanded="false"><span id="post-toggle-1523">Show more...</span></a></div><div id="post-content-1523" class="sh-content post-content sh-hide" style="display: none;"></strong></p>
<p><strong>     &#8220;Boni come er pane&#8221;</strong> è la rassegna a ingresso libero dedicata a Roma e ideata dalla cantautrice Giulia Ananìa in collaborazione con Civico d.o.c. e dar Ciriola. Perché a Roma ce piace magna’ e canta’, ma bisogna farlo in compagnia!</p>
<p><strong>Giorgio Tirabassi</strong> attore e musicista che, nonostante il successo e la grande popolarità raggiunta anche grazie alle fortunate serie televisive e importanti film, non ha mai smesso di essere profondamente “dentro” la sua città e di continuare a scattare istantanee ironiche e spietate di alcuni esempi di varia umanità in cui ciascuno può riconoscersi e a raccontare la tradizione popolare della canzone romana.</p>
<p><strong>Giulia Ananìa</strong> con <strong>Rome Emotional Map</strong>: nuovo progetto della cantautrice che nasce dall’idea di mappare emozionalmente Roma con uno spettacolo “site specific” per ogni quartiere della città.</p>
<p><strong>Med Free Orchestra</strong> un’ensamble multietnica composta da sedici musicisti provenienti da varie aree del suddel mondo e propone un pop-rock-balcanico-mediterraneo orientale dando spazio alla musica mediterranea, dalla musica balcanica, klezmer, africana, persiana, turca, greca, reggae e più in generale alla world music.</p>
<p><strong>Lavinia Mancusi</strong> è stata, mille e mille anni fa, la moglie di Enea, il super manzo arrivato dalla Grecia. Insieme hanno fondato la razza italica, dicono. Ma questa è storia, ormai. Lavinia Mancusi oggi non è una principessa, ma una cantante nata sull’Isola Tiberina, una mattina di maggio di 31 anni fa… E quel fiume che scorre e il rumore che fa non la lasciano mai. Così ha deciso di cantarla la sua città, di cantare le sue strade, i suoi ponti, gli archi e il vento dolce che scivola nei vicoli e sulle case. Lavinia canta e suona e canta Roma.</p>
<p><strong>Josafat Vagni</strong> giovane attore italiano, si destreggia tra teatro e cortometraggi. I suoi successi: <em>Preferisco il Paradiso</em> (2010) di Giacomo Campiotti, <em>Come non detto</em> (2012) e nel 2014 ha lavorato con Vincenzo Alfieri per la realizzazione del film <em>Forse sono Io 2</em>. È anche autore di testi inediti.</div></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Info</strong>:</p>
<p style="text-align: left;">Domenica <strong>19 giugno</strong> dalle <strong>ore 18.30 </strong><strong>Monk Club</strong> &#8211; Via Mirri, 35 &#8211; Ingresso Libero</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Ufficio stampa  </strong>Civico d.o.c. <a href="mailto:civicodoc@gmail.com">civicodoc@gmail.com</a> <a title="Civico Doc" href="www.civicodoc.net?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.civicodoc.net?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0011.jpg.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-1" title=""><img class="alignnone size-medium wp-image-1574" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0011.jpg-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="IMG-20160620-WA0011.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0010.jpg.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-2" title=""><img class="alignnone size-medium wp-image-1573" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0010.jpg-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="IMG-20160620-WA0010.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0009.jpg.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-3" title=""><img class="alignnone size-medium wp-image-1572" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0009.jpg-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="IMG-20160620-WA0009.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0008.jpg.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-4" title=""><img class="alignnone size-medium wp-image-1571" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0008.jpg-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="IMG-20160620-WA0008.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0007.jpg.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-5" title=""><img class="alignnone size-medium wp-image-1570" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0007.jpg-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="IMG-20160620-WA0007.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0006.jpg.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-6" title=""><img class="alignnone size-medium wp-image-1569" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160620-WA0006.jpg-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="IMG-20160620-WA0006.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Lettera aperta alla Ministra Maria Elena Boschi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 12:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Elena Boschi]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza strutturale]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alla Ministra Maria Elena Boschi e p.c. al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi alla Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini al Presidente del Senato On. Pietro Grasso &#160; Gentilissima Ministra&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p style="text-align: left;">Alla Ministra Maria Elena Boschi</p>
<p style="text-align: left;">e p.c.</p>
<p style="text-align: left;">al Presidente del Consiglio dei Ministri</p>
<p style="text-align: left;">Matteo Renzi</p>
<p style="text-align: left;">alla Presidente della Camera dei Deputati</p>
<p style="text-align: left;">On. Laura Boldrini</p>
<p style="text-align: left;">al Presidente del Senato</p>
<p style="text-align: left;">On. Pietro Grasso</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gentilissima Ministra Maria Elena Boschi,</p>
<p>alcuni mesi fa ci siamo rivolte al <a href="http://www.associazionerising.eu/lettera-aperta-matteo-renzi/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Presidente Matteo Renzi</a> sollecitando l’istituzione di una Ministra per le Pari Opportunità, figura competente e riferimento preciso nel Governo per i Centri Antiviolenza e per le Associazioni impegnate quotidianamente nel contrasto alla violenza contro le donne. Ci siamo rivolte al Presidente Renzi dopo alcune, drammatiche, storie di femminicidio.</p>
<p><em>Le storie si ripetono</em>.</p>
<p>Solo nell’ultima settimana a Roma Sara è stata uccisa dall’ex fidanzato; a Taranto, Federica e suo figlio sono stati uccisi dal marito e padre; in provincia di Pordenone, Michela è stata uccisa dall’ex fidanzato.</p>
<p>Storie dalla guerra, ferocissima, contro le donne. Una guerra che ci riguarda tutte e tutti.</p>
<p>Finalmente il 10 maggio u.s. è arrivata per Lei la delega in materia di Pari Opportunità, attribuzione che abbiamo accolto come un importante segnale da parte del Governo della reale volontà di dare attuazione di tutte quelle norme in materia di contrasto alla violenza contro le donne.</p>
<p>Ci preme ricordare che il nostro Paese ha ratificato da tempo la Convenzione di Istanbul, assumendo così l’impegno di applicarla in ogni sua parte: prevenzione della violenza, protezione delle vittime, punizione per i colpevoli. Prevenzione: nelle scuole – luogo deputato per eccellenza all’educazione – di violenza contro le donne si parla di rado, mai in maniera strutturata e sistematica. Protezione: i Centri Antiviolenza, insufficienti come numero, sono finanziati in modo sporadico, mai adeguato. Punizione: le forze dell’ordine, i tribunali, sottovalutano e minimizzano le richieste di aiuto delle donne, troppo spesso le colpevolizzano per la violenza subita.</p>
<p>Certo, per dare attuazione di tutto ciò, ci vuole tempo. E questo noi lo comprendiamo, Ministra Boschi: è passato <em>appena</em> un mese dall’attribuzione della delega alle Pari Opportunità. Ci aspettiamo da Lei almeno un segnale di solidarietà e rispetto per le vittime, basta una parola. La parola è &#8220;basta&#8221;!</p>
<p>Confidiamo in Lei, nella sua attenzione e sensibilità.</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p>Associazione RISING Pari in Genere</p>
<p>la Presidente</p>
<p>Zdenka Rocco</p>
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		<title>ZONA Franca, numero 1</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 10:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ZONA Franca]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Franca Rame]]></category>
		<category><![CDATA[Franca Viola]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Grifi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Laura Grifi Siamo donne contro la violenza di genere. La ZONA Franca è il luogo in cui si muove il nostro incontro: i momenti dei collettivi e delle piazze di protesta; lo spazio&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Laura Grifi</em></p>
<p>Siamo donne contro la violenza di genere. La ZONA <em>Franca</em> è il luogo in cui si muove il nostro incontro: i momenti dei collettivi e delle piazze di protesta; lo spazio dell’abbraccio e della conversazione che può dare per scontate tutte le premesse. Le righe dedicate a noi, che non hanno altra regola se non la schiettezza. La zona in cui ritroviamo le orme delle Franca Viola e delle Franca Rame. La prima rifiutava quel matrimonio, che non riparava lo stupro ma la colpa sociale, incidendo nelle cronache italiane: “l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”. L’altra Franca, la donna sola su un palcoscenico, una sedia e un lungo scialle intorno al collo, le gambe abbandonate e la voce sicura; ma anche quella dal sorriso intelligente: “L’orgasmo è un fatto culturale!”. La zona franca delle donne che con coraggio rompono il silenzio, che aspetta di accogliere quelle che non sono ancora libere e presto ce la faranno, la zona delle donne in cui si lotta per cambiare la società.</p>
<p>Vi presentiamo il primo numero di “FATE <em>le</em> STREGHE”, spazio di cultura di genere, luogo politico e di confronto per raccontare idee, progetti e realtà associative. <em>Fate le streghe</em>, perché a forza di fare le brave, un centinaio di noi, solo in Italia, ci rimette la pelle ogni anno; altre sopravvivono al fianco di un uomo maltrattante; molte altre vengono vendute e violate ogni giorno. <em>Fate le streghe</em> per ricordare chi ha lottato per le conquiste sociali che fanno parte della nostra vita: “Tremate, tremate, le streghe son tornate!”. <em>Fate le streghe</em>, perché da sempre subiamo un ribaltamento culturale, in cui al femminile è deputata la sottomissione come fosse stata prescritta da un fato ineluttabile.</p>
<p>In questo primo numero parliamo della <a title="Quante donne possono dire di non aver mai subito violenza culturale?" href="http://www.associazionerising.eu/quante-donne-violenza-culturale/?utm_source=rss&utm_medium=rss">violenza che viene prima</a>, quella per cui non vai al Centro antiviolenza, quella che non configura un reato, ma racconta una cultura. Subito le news riguardanti la nostra associazione e quelle più in generale del mondo femminista. Quindi ci aspetta il dialogo tra le associazioni sul tema scelto: abbiamo incontrato la <a title="L’opinione della Casa delle donne di Bologna e dell’associazione SCOSSE" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-casabologna-scosse/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Casa delle Donne di Bologna</a> e l’associazione <a title="L’opinione della Casa delle donne di Bologna e dell’associazione SCOSSE" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-casabologna-scosse/?utm_source=rss&utm_medium=rss">SCOSSE</a> di Roma. Infine quattro rubriche aprono nuovi spunti di riflessione: la <a title="Intervista a Gioia, una donna che ce l’ha fatta" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-gioia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">storia di una donna</a> che ce l’ha fatta; il femminile nell’<a title="MUSTANG di Deniz Gamze Erduven (Francia, 2015)" href="http://www.associazionerising.eu/mustang-di-denn-francia-2015/?utm_source=rss&utm_medium=rss">arte</a>; “<a title="Lo stereotipo è lì, da sempre" href="http://www.associazionerising.eu/pulce-lorenzo-gasparrini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">La pulce</a>” ospita le parole al maschile e infine “<a title="Ti tengo stretta fin quando il cuore ti si ferma" href="http://www.associazionerising.eu/writing-rising-numero-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Writing Rising</a>” in cui riflettiamo sulle scritte sui muri, attraverso cui parlano le nostre città. Non resta che augurarci buon viaggio!</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 1" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a>Scarica <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMAR16.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>qui</strong></a> il numero di marzo 2016</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 1" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&lt;prima pagina</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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		<item>
		<title>Lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2016 13:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e p.c. Alla Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini Al Presidente del Senato On. Pietro Grasso &#160; Egregio Presidente, nelle ultime 24 ore due donne sono state&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p>Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi</p>
<p>e p.c.</p>
<p>Alla Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini</p>
<p>Al Presidente del Senato On. Pietro Grasso</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Egregio Presidente,</p>
<p>nelle ultime 24 ore due donne sono state uccise, una terza è in fin di vita. Luana, strangolata dal suo ex ; Marinella, sgozzata dal marito; Carla, ricoverata in fin di vita dopo che il suo ex  l’ha cosparsa di alcool e le ha dato fuoco (e Carla era incinta all’ottavo mese). Tre storie di ordinaria violenza famigliare; tre storie di femminicidio; tre storie della stessa guerra, ferocissima, contro le donne, che ci riguarda tutte (e tutti).</p>
<p>Una guerra che genera solitudine, isolamento, senso di colpa. Le donne si sentono in colpa per quanto subiscono; tendono a trovare un alibi, a giustificare la violenza sino a sentirsi responsabili di quanto accaduto, riducendosi al silenzio. E’ un fenomeno, quello della violenza contro le donne, che continua a essere sottovalutato, non emergendo nella sua interezza: quanti episodi,  soprattutto quelli in ambiente famigliare, vengono vissuti come normali?</p>
<p>Tre storie di femminicidio di cui conosciamo i responsabili penali: mariti, ex mariti, partner rifiutati che non accettano l’autonomia femminile. E quando la donna afferma la propria libertà e autodeterminazione, la cercano, la minacciano, la picchiano, talvolta la uccidono.</p>
<p>Tuttavia c’è un’altra responsabilità, quella politica, e la mancanza di una ministra alle pari opportunità ne è testimonianza. Per questo ci rivolgiamo a lei, egregio Presidente:  è indispensabile istituire un riferimento preciso nel Governo , una figura competente che si occupi a tempo pieno del tema della violenza contro le donne, che sia un riferimento preciso  per le Associazioni e i Centri Antiviolenza che quotidianamente denunciano e contrastano questo fenomeno.</p>
<p>Confidiamo nel suo interesse e ci rendiamo disponibili a un confronto.</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p>Associazione RISING Pari in Genere</p>
<p>la Presidente</p>
<p>Zdenka Rocco</p>
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