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	<title>Associazione Rising &#187; Giovanna Bruno</title>
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		<title>Big Little Lies</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 18:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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<p style="margin-top: 0cm; text-align: justify; line-height: 150%;"><em><span style="color: black;">di Giovanna Bruno</span></em></p>
<p style="margin-top: 0cm; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="color: black;">L’arrivo della seconda stagione di “Big Little Lies” è previsto per il 2019, garantendo il tempo necessario a recuperare per chi si fosse perso le prime puntate della pluripremiata serie tratta dall’omonimo romanzo di Liane Moriarty. Grazie ad un cast femminile eccezionale, “Big Little Lies” intreccia tematiche di grande spessore, raccontandole attraverso i numerosi flashbacks dei personaggi femminili al centro della narrazione. Le storie di queste donne, madri e amiche, trasportano chi guarda in un contesto sociale patinato mostrandone, però, i luoghi d’ombra, a partire dall’atmosfera di mistero legata alle indagini su un omicidio. La serie riesce ad affrontare, in pochi episodi e fornendo un taglio critico ed analitico, il potere distruttivo del gossip, il bullismo, i segreti intra ed extra coniugali, le relazioni genitoriali, oltre a saper rappresentare, in modo serio e preciso, le varie sfaccettature in cui la violenza maschile contro le donne può essere agita e le ripercussioni di tali esperienze traumatiche su chi le esperisce direttamente e su chi vi assiste. Oltre alla capacità di mostrare realisticamente la violenza di genere, lo show ha il merito di sottolineare e di riflettere sulla forza e la resilienza dei suoi personaggi femminili, pur non negandone le vulnerabilità e i momenti di fragilità. Ciò che la serie vuole celebrare sono le relazioni positive tra donne: donne pronte a supportarsi reciprocamente, oltre le rivalità, le incomprensioni e le diversità caratteriali o sociali, fornendo un esempio brillante e, a tratti, commovente, di estrema solidarietà femminile.</span></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
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<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Le parole sono importanti, usiamo quelle giuste</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 20:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La nostra opinione]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Giovanna Bruno Con il termine ‘sessismo’ si definisce la tendenza a discriminare una persona a livello sociale, politico, culturale o professionale, in base al sesso di appartenenza. Il linguaggio rappresenta una delle varie&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giovanna Bruno</em></p>
<p>Con il termine ‘sessismo’ si definisce la tendenza a discriminare una persona a livello sociale, politico, culturale o professionale, in base al sesso di appartenenza. Il linguaggio rappresenta una delle varie modalità con cui il sessismo può essere espresso ed esercitato nella società e nelle interrelazioni quotidiane. Il linguaggio rappresenta lo strumento con cui diamo forma a pensieri, sentimenti, idee, creando lo spazio simbolico del nostro modo di concepire e descrivere la realtà che viviamo e il contesto culturale con cui quotidianamente ci confrontiamo. Il linguaggio ha, infatti, la potenzialità intrinseca di condizionare la nostra ‘mentalità’, a causa della relazione esistente tra parola e pensiero.</p>
<p>Il linguaggio ‘comune’ ricopre, dunque, un importante ruolo nei processi di costruzione sociale della realtà, e nel definire, rinforzare o, potenzialmente, scardinare i retaggi culturali, patriarcali e sessisti, che tuttora ostacolano il pieno riconoscimento e il concreto raggiungimento della parità di genere in Italia. Se usato in modo sessista, il linguaggio rinforza concezioni stereotipate relative all’identità di genere di donne e uomini, limitandone la libertà individuale e riducendone la possibilità di una soggettiva e particolare autoaffermazione, che non sia categorizzata in base al sesso. Il potere creativo, simbolico e rappresentativo del linguaggio non può, e non deve, essere sottovalutato.</p>
<p>Il linguaggio sessista include parole, espressioni, modi di dire, doppi sensi, proverbi, luoghi comuni, abitudini grammaticali che vanno a denigrare la persona in base alla sua identità di genere e sono al contempo conseguenza e concausa di una doppia morale, nonché di visioni stereotipate e discriminatorie. Ad esempio, l’insulto ‘puttana’, rivolto alle donne anche in contesti non legati al sesso, mostra una finalità denigratoria della sessualità femminile, concepita come priva di desiderio e finalizzata alla riproduzione e alla mera soddisfazione dei bisogni maschili (in una visione prettamente etero-normativa). Allo stesso modo, insultare un uomo definendolo ‘una femminuccia’, qualora non rispetti gli standard di una mascolinità stereotipata, sottolinea chiaramente la concezione di subalternità del genere femminile rispetto a quello maschile.</p>
<p>Un’ulteriore modalità con cui il linguaggio rinforza strutture di disuguaglianza e disparità di potere tra i generi consiste nell’utilizzo di sostantivi maschili riferiti alle donne, per quelle lingue in cui esiste anche il genere grammaticale femminile, come l’italiano. Ciò accade, spesso, soprattutto laddove le donne accedono a professioni, cariche istituzionali e ruoli di maggiore prestigio. Professioni, cariche e ruoli a cui, storicamente, le donne non potevano accedere. Non c’è dunque da stupirsi che termini come <em>sindaca</em>, <em>ministra</em>, <em>avvocata, ingegnera </em>possano non suonare, nonostante siano assolutamente corretti dal punto di vista grammaticale, e importantissimi da utilizzare nel rispetto dell’identità di genere delle donne a cui si rivolgono. Chi si ostina a utilizzare i maschili nei confronti delle donne, giustificando tale scelta con la presunta ‘cacofonia’ dei corrispettivi femminili, non fa altro che riprodurre quelle discriminazioni sessiste che hanno per lungo tempo precluso alle donne la possibilità di perseguire determinate carriere e accedere a ruoli di potere. Termini come quelli citati non sono entrati nel linguaggio comune, semplicemente perché non erano necessari, in quanto alle donne non veniva riconosciuto il diritto di ambire a tali posizioni. C’è poi chi qualifica il maschile come ‘neutro’ e vi attribuisce una funzione ‘universale’, che possa valere anche per il genere femminile. Ma la presunta neutralità del maschile non rappresenta uno strumento di inclusione, bensì un privilegio degli uomini di poter dare per scontato il diritto a venire appellati secondo la loro identità di genere, nonché un ennesimo espediente per sminuire, mortificare o ignorare il valore sociale, professionale e politico delle donne, rendendole completamente invisibili.</p>
<p>Appare, inoltre, alquanto evidente che la questione non sia limitata esclusivamente al rispetto delle regole grammaticali della lingua italiana, le quali prevedono le suddette accordanze al femminile. Un fattore in particolare sembra essere centrale nel dibattito, in grado di rendere accettabili <em>cuoca, sarta, maestra, parrucchiera, operaia, infermiera, segretaria,</em> e di destare obiezioni all’utilizzo di certi altri femminili: il potere. Ciò che viene percepito come anomalo è il riconoscimento di una donna in una posizione al vertice, con un certo ruolo e un certo prestigio. Ostinarsi a non utilizzare il femminile per mestieri, occupazioni o cariche istituzionali certamente non aiuta a renderli più ‘orecchiabili’ né facilita il processo necessario a inserirli più facilmente nell’uso corrente della lingua comune, nonostante l’italiano lo permetta già.</p>
<p>Cruciale è la potenzialità intrinseca del linguaggio di adattarsi – e farci adattare – al progresso verso una società più inclusiva e giusta. Ignorarne, minimizzarne o banalizzarne il peso e la portata sociale, culturale, politica ed economica significa non riconoscere l’urgenza e la necessità di un cambiamento strutturale, che riguarda numerose sfere, tra cui – e in maniera imprescindibile – il linguaggio. Infatti, la battaglia per il riconoscimento paritario a livello linguistico è un tassello, fondamentale, di una battaglia più ampia, per la parità di genere in tutti gli ambiti. L’utilizzo del femminile è un importante strumento non solo per dare la giusta visibilità linguistica alle donne, ma anche per abituarsi all&#8217;idea che determinate professioni siano oggi, finalmente, accessibili a prescindere dal genere. Come spiega l’Accademia della Crusca, “un uso più consapevole della lingua contribuisce a una più adeguata rappresentazione pubblica del ruolo della donna nella società, a una sua effettiva presenza nella cittadinanza e a realizzare quel salto di qualità nel modo di vedere la donna che anche la politica chiede oggi alla società italiana. È indispensabile che alle donne sia riconosciuto pienamente il loro ruolo perché possano così far parte a pieno titolo del mondo lavorativo e partecipare ai processi decisionali del Paese. E il linguaggio è uno strumento indispensabile per attuare questo processo”. Le parole sono importanti. Quindi, dato che la grammatica italiana lo permette, usiamo quelle giuste. Con uno sguardo al futuro, i benefici dell’utilizzo del femminile per professioni storicamente riservate agli uomini andrebbero anche a incidere le aspirazioni delle bambine e delle ragazze. Il linguaggio ha un grande potere evocativo, che permette o limita l’immaginazione. Avere a disposizione le parole per ‘dire’ crea lo spazio simbolico per pensare, sognare e desiderare. Dovrebbe essere interesse di tutt* fornire alle bambine e ai bambini tutte le parole necessarie per immaginare di poter diventare tutto ciò che vogliono.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Per un uso non sessista della lingua italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 19:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giovanna Bruno</em></p>
<p>Alcune delle &#8220;Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana&#8221; (1987) a cura di Alma Sabatini per la Presidenza del Consiglio delle ministre e dei ministri e per la Commissione delle Pari Opportunità.</p>
<p>&#8211; <strong>Evitare l’articolo</strong> con i cognomi femminili: Raggi, non ‘la Raggi’;</p>
<p>&#8211; <strong>Accordare il genere</strong> degli aggettivi con quello dei nomi che sono in maggioranza per cui Silvia, Luca e Chiara sono simpatiche, o in caso di parità con l’ultimo nome: Silvia, Luca, Chiara e Giovanni sono simpatici;</p>
<p>&#8211; <strong>Evitare il maschile</strong> cosiddetto <em><strong>neutro </strong></em>(la nostra lingua non ha il neutro, ha un maschile e un femminile), ad esempio “L’Umanità” al posto di “L’uomo”, “I diritti della persona” piuttosto che “I diritti dell’uomo”;</p>
<p>&#8211; <strong>Usare il femminile</strong> dei titoli professionali in riferimento alle donne.</p>
<p>Per un elenco più dettagliato delle regole grammaticali per femminilizzare le professioni, qui il link con la versione integrale:</p>
<p><a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/documenti/Normativa%20e%20Documentazione/Dossier%20Pari%20opportunit%C3%A0/linguaggio_non_sessista.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/documenti/Normativa%20e%20Documentazione/Dossier%20Pari%20opportunit%C3%A0/linguaggio_non_sessista.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>FATE le STREGHE, numero 5</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 18:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h5> <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/TestataNumero5Liu2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-large wp-image-2260 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/TestataNumero5Liu2017-1024x584.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="testatanumero5liu2017" width="720" height="411" /></a></h5>
<h5 style="text-align: center;">in questo numero</h5>
<h4 style="text-align: center;">&#8220;NON VEDO, NON SENTO, URLO!&#8221;</h4>
<p style="text-align: center;"> <em>Il linguaggio ha un grande potere evocativo, che permette o limita l’immaginazione. Avere a disposizione le parole per ‘dire’ crea lo spazio simbolico per pensare, sognare e desiderare. La battaglia per il riconoscimento paritario a livello linguistico è un tassello, fondamentale, di una battaglia più ampia, per la parità di genere in tutti gli ambiti. Le parole sono importanti, usiamo quelle giuste.</em></p>
<p style="text-align: center;"> <em>Giovanna Bruno</em></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di luglio 2017</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;">GLI ARTICOLI</h5>
<h5><a title="Le parole sono consapevolezza" href="http://www.associazionerising.eu/le-parole-sono-consapevolezza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">ZONA <em>Franca</em></span></a></h5>
<h5>Le parole sono consapevolezza</h5>
<p><em>di Laura Grifi</em></p>
<p>Facciamo un gioco? Tutti i maschi parlano e Caterina sta in silenzio; se Caterina dice quello che pensa tutti fanno finta che le sue parole non siano importanti. Se non fosse un gioco ma la storia dell’umanità?</p>
<p><a title="Le parole sono consapevolezza" href="http://www.associazionerising.eu/le-parole-sono-consapevolezza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
<hr />
<h5><a title="Educare alle differenze" href="http://www.associazionerising.eu/quarto-meetinglle-differenze/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">NEWS in GENERE</span></a></h5>
<h5>Quarto meeting nazionale di &#8220;Educare alle differenze&#8221;</h5>
<p><em>a cura di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Il 23 e 24 settembre si terrà a Roma il quarto meeting nazionale di <a title="Educare alle differenze" href="http://www.scosse.org/educare-alle-differenze-iv-edizione/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">&#8220;Educare alle differenze&#8221;</a> promosso da <a title="SCOSSE" href="http://www.scosse.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">S.CO.S.S.E.</a>, Stonewall e Il Progetto Alice e da oltre 250 associazioni del territorio nazionale, con la partecipazione di insegnanti, educatrici e educatori, professionisti/e dell’educazione e genitori.</p>
<p><a title="Educare alle differenze" href="http://www.associazionerising.eu/quarto-meetinglle-differenze/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
<hr />
<h5><a title="RISING su Worth Wearing" href="http://www.associazionerising.eu/trovaci-su-worth-wearing/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">Le nostre NEWS</span></a></h5>
<h5>Trovaci su Worth Wearing!</h5>
<p><em>a cura di Giulia Nanni</em><strong> </strong></p>
<p><strong><a title="#ParoleDiDonne" href="https://worthwearing.org/store/paroledidonne?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">#ParoleDiDonne</a>, </strong>la campagna che ci ha accompagnate sulla nostra pagina facebook, oggi diventa una frase da indossare o per personalizzare la tua tazza. <a title="#ParoleDiDonne" href="https://worthwearing.org/store/paroledidonne?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://worthwearing.org/store/paroledidonne?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="RISING su Worth Wearing" href="http://www.associazionerising.eu/trovaci-su-worth-wearing/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="La parole sono importanti" href="http://www.associazionerising.eu/le-parole-sono-quelle-giuste/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA NOSTRA OPINIONE</span></a></h5>
<h5>Le parole sono importanti, usiamo quelle giuste</h5>
<p><em>di Giovanna Bruno</em></p>
<p>Con il termine ‘sessismo’ si definisce la tendenza a discriminare una persona a livello sociale, politico, culturale o professionale, in base al sesso di appartenenza. Il linguaggio rappresenta una delle varie modalità con cui il sessismo può essere espresso ed esercitato nella società e nelle interrelazioni quotidiane. Il linguaggio rappresenta lo strumento con cui diamo forma a pensieri, sentimenti, idee, creando lo spazio simbolico del nostro modo di concepire e descrivere la realtà che viviamo e il contesto culturale con cui quotidianamente ci confrontiamo.</p>
<p><a title="Le parole sono importanti" href="http://www.associazionerising.eu/le-parole-sono-quelle-giuste/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
<h5><a title="Per un uso non sessista dell'italiano" href="http://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FOCUS</span></a></h5>
<h5>Per un uso non sessista della lingua italiana</h5>
<p><em>di Giovanna Bruno</em></p>
<p>Alcune &#8220;Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana&#8221; estratte da &#8220;Il sessismo nella lingua italiana&#8221;, a cura di Alma Sabatini.</p>
<h5><a title="Per un uso non sessista dell'italiano" href="http://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></h5>
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<h5><a title="Vita di Lloyd" href="http://www.associazionerising.eu/si-puo-essere-r-troppo-amore/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA VIGNETTA</span></a></h5>
<p><em>di Simone Tempia</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Vita-con-Lloyd.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-1" title=""><img class="  wp-image-2214 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Vita-con-Lloyd-1024x530.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="vita-con-lloyd" width="450" height="233" /></a></p>
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<p><a title="Vita di Lloyd" href="http://www.associazionerising.eu/si-puo-essere-r-troppo-amore/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Il potere delle parole" href="http://www.associazionerising.eu/il-potere-delle-parole/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FACCIAMO RETE</span></a></h5>
<h5>Il potere delle parole</h5>
<p><em>di Inma Mora Sánchez</em></p>
<p>Quello di cui non si parla non esiste, e le donne sono state escluse dalle parole per secoli. Negli ultimi anni, sono stati introdotti diversi termini per spiegare situazioni che, fino a poco tempo fa, erano ancora invisibili. Il maschile “neutro” non è neutro e questo ormai lo sappiamo bene: è il risultato di un mondo creato al maschile, in cui gli uomini sono la norma e le donne sono l&#8217;eccezione.</p>
<p><a title="Il potere delle parole" href="http://www.associazionerising.eu/il-potere-delle-parole/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Un nuovo immaginario femminile" href="http://www.associazionerising.eu/un-nuovo-immagtura-di-genere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">APPROFONDIMENTO</span></a></h5>
<p><strong>Un nuovo immaginario femminile nella letteratura di genere</strong></p>
<p><em>di Elena Grilli</em></p>
<p>Quando parliamo di sessismo, parliamo di rappresentazioni stereotipate del maschile e del femminile, che si perpetuano in vari contesti sociali e a tutti i livelli, e si esprimono naturalmente anche nel linguaggio e nelle narrazioni. Da assidua lettrice di romanzi gialli prima e scrittrice poi, e in quanto attivista all&#8217;interno di un centro antiviolenza, mi sono posta più volte la questione dei personaggi femminili nella letteratura gialla.</p>
<p><a title="Un nuovo immaginario femminile" href="http://www.associazionerising.eu/un-nuovo-immagtura-di-genere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Quando una parola inizia a vivere" href="http://www.associazionerising.eu/quando-una-parnizia-a-vivere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">ARTE in Genere</span></a></h5>
<h5>Quando una parola inizia a vivere</h5>
<p><em>di Saveria Ottaviani </em></p>
<p>Grande progressista, Emily Dickinson ha precorso il suo tempo ed è stata una delle più importanti innovatrici della poesia moderna: nella seconda metà dell&#8217;Ottocento non è stata capita l&#8217;originalità dei suoi versi, l&#8217;uso delle parole, sia dal punto di vista sintattico che di contenuto.</p>
<p><a title="Quando una parola inizia a vivere" href="http://www.associazionerising.eu/quando-una-parnizia-a-vivere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Intervista a Selvije, mediatrice culturale" href="http://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">RISE, WOMAN!</span></a></h5>
<h5>&#8220;Il linguaggio, la mia arma fondamentale&#8221;</h5>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Da bambina sognavo di fare l’interprete o la giornalista. Mi piaceva tanto leggere e scrivere. Finita la scuola superiore, per motivi economici e culturali, non ho potuto fare l’università in Albania. Sono arrivata in Italia con due parole, buongiorno e grazie, parole che mi aveva insegnato mio padre.</p>
<p><a title="Intervista a Selvije, mediatrice culturale" href="http://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Il sessismo nel linguaggio giuridico" href="http://www.associazionerising.eu/sessismo-linguaggio-giuridico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA PULCE</span></a></h5>
<h5>Il sessismo nel linguaggio giuridico</h5>
<p><em>di Gian Giacomo Pisotti</em></p>
<p>Le analisi sugli aspetti sessisti del linguaggio giuridico italiano sono ancora agli inizi. Tuttavia, la rilettura di norme abrogate negli ultimi decenni e la lettura di norme recentemente introdotte consentono di constatare un evidente processo positivo: è stato definitivamente abbandonato un vecchio linguaggio sessista, il quale non a caso caratterizzava norme connotate da un&#8217;idea delle donne come proprietà maschile.</p>
<p><a title="Il sessismo nel linguaggio giuridico" href="http://www.associazionerising.eu/sessismo-linguaggio-giuridico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Una parola: responsabilità" href="http://www.associazionerising.eu/una-parola-responsabilita/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">WRITING RISING</span></a></h5>
<h5>Una parola: responsabilità</h5>
<p><em>di Valeria D&#8217;Angelo</em></p>
<p>Apprendimento, didattica, discipline: queste sono alcune parole, che compaiono nella copertina di un libro per le elementari e che, quasi in modo solenne, evidenziano l’importanza e la centralità proprie dell’istruzione, della conoscenza e del sapere.</p>
<p><a title="Una parola: responsabilità" href="http://www.associazionerising.eu/una-parola-responsabilita/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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