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	<title>Associazione Rising &#187; Giusy Coronato</title>
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		<title>Dilettanti o professioniste?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 18:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p>Le atlete nello sport italiano sono dilettanti o professioniste? Quando ci si avvicina all&#8217;argomento si rimane spesso sorpresi e increduli della risposta. Provate anche voi a rispondere alla seguente domanda e a farla alle persone a voi vicine: “Pensa a un’atleta famosa nello sport: credi sia una professionista o una dilettante? Lo fanno per piacere o è per loro un lavoro?” Le risposte sono state quasi sempre le stesse: “Facile, no? Sono tutte professioniste! Chi pratica uno sport da dilettante lo fa per piacere, non per lucro né per professione.”</p>
<p>Invece no. Nel 1981 la legge n. 91 sul professionismo sportivo all&#8217;articolo 2 afferma che: “<em>sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori atletici che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell&#8217;ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle Federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle Federazioni stesse con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica</em>”.</p>
<p>Significa che possono definirsi professionisti solo gli atleti che svolgono la loro attività nelle federazioni che sono riconosciute dal CONI come discipline sportive professioniste. Quali sono ad oggi tali discipline? Il calcio, il ciclismo, il golf e la pallacanestro solo maschili. Mentre tutti i restanti sport e soprattutto tutte le discipline femminili sono escluse. Nessuna donna oggi può definirsi un&#8217;atleta professionista.  E nel concreto cosa significa? No allo statuto dei lavoratori; no all&#8217;infortunio e al trattamento pensionistico; no a maternità e <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/ProfessionisteDilettanti.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignright size-medium wp-image-2996" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/ProfessionisteDilettanti-300x132.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="professionistedilettanti" width="300" height="132" /></a>a malattia. Questo comporta una discriminazione alla base per tutte le sportive che non rientrano nelle categorie e che devono sottostare per forza alle logiche dei contratti con gli sponsor, rimborsi spese e bonus. È del maggio 2019 la notizia che la Nike, sponsor ufficiale di molte atlete a livello mondiale, ha fatto dietro front sulle politiche aziendali in tema di maternità, che prevedevano la sospensione del contratto durante la gravidanza e nel periodo post, fino a quando non recuperavano la forma fisica ideale e le stesse performance. Solo dal mese scorso la Nike ha dichiarato di aver cambiato la propria policy e che le atlete potranno contare su un contratto che non le penalizza e che sostiene la maternità. Un altro escamotage usato da molte atlete italiane, per poter essere tutelate nella loro attività, è quello di entrare a far parte di un gruppo armato: Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Forestale.</p>
<p>Modificare questa legge permetterebbe a tutte le sportive di poter vivere facendo ciò in cui sono brave, di potersi dedicare completamente e senza preoccupazioni alla loro professione, di decidere se vogliono avere dei figli e non rischiare di rimanere senza lavoro, di aver riconosciuto i diritti fondamentali del lavoratore: la retribuzione, il riposo, le ferie,  il congedo matrimoniale, la maternità, la malattia, l’infortunio, la malattia professionale, la sicurezza sul lavoro, l’attività sindacale e la parità tra uomo e donna. Ciò che tutte noi chiediamo.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 10" href="http://www.associazionerising.eu/rising-sport/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Donna migrante</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Mar 2019 01:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p>È Kafayat, Blessing, Saadia, Hodan, Olena, Fatima e Alima. La donna migrante è la mamma che vuole offrire un futuro migliore al figlio disabile, è la donna che ha perso la casa, la famiglia e tutti i suoi beni a causa della guerra, è la donna che non è libera di amare un’altra donna. È colei che scappa dalla violenza di un marito, è quella a cui piace studiare e che vuole avere la possibilità di scegliere il proprio lavoro, quella che affida i figli alla famiglia e va in cerca di fortuna per farli andare a scuola. Quella che non aveva intenzione di migrare ma che si è fidata delle persone sbagliate e si ritrova dentro un vortice di sfruttamento, minacce e violenza da cui non riesce ad uscire. La donna migrante è “la pazza” abbandonata dalla famiglia, un peso che la comunità non vuole sostenere, ed è quella che poi “matta” lo diventa a causa dei traumi subiti durante il viaggio.</p>
<p>Donne diverse accomunate da un destino simile e a volte mortale: il viaggio. Donne che vengono picchiate, stuprate, imprigionate, considerate merce di scambio e private di qualsiasi forma di dignità. Sono donne che arrivano in Italia con in grembo il figlio di uno stupro e che prendono decisioni coraggiose e sofferte: portare avanti la gravidanza, metterne fine, volerlo fare ma non averne più il tempo. Donne che, ancor prima di partire, decidono di inserire il contraccettivo sottocutaneo perché conoscono già l’orrore che le raggiungerà.</p>
<p>Una volta in Italia sono discriminate e vittime di un sistema patriarcale, maschilista, spesso razzista e intollerante. Sono vittime di una società che ha pregiudizi e stereotipi su ogni aspetto che riguarda la loro vita (dai vestiti all’educazione dei figli) e di una società che non comprendono: non conoscono la lingua, non capiscono la burocrazia, le leggi e la cultura. Quando mamme, sono costrette a occuparsi 24 ore su 24 dei propri figli, senza pausa né riposo, a volte senza avere la possibilità di andare a scuola e soprattutto di trovare un lavoro, finché il miracolo dell’assegnazione di un asilo nido non ricade su di loro.</p>
<p>Poi imparano l’italiano, scoprono quali sono i loro diritti, trovano un lavoro e una casa, inseguono il loro obiettivo e costruiscono il loro sogno. Sono donne resilienti, sopravvissute a un viaggio al limite della vita e a un nuovo inizio in un altro “mondo”. Sono donne che esistono, resistono e vanno avanti, un valore aggiunto portato alla nostra società in termini di forza, di coraggio, creatività e conoscenza.</p>
<p>Per tutto questo dovremmo prendere esempio da queste donne, chiedere consiglio, ascoltare, discutere, creare e costruire. Senza dimenticarci di riconoscergli il tempo e lo spazio di ricomporsi.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 9" href="http://www.associazionerising.eu/libere-di-migrare/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 9" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMar2019-web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf del numero di marzo 2019</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>#sorellaioticredo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/YoSìTeCreo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2580 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/YoSìTeCreo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="yositecreo" width="499" height="333" /></a>Nel novembre del 2017, in Spagna, inizia un processo per stupro a carico di un “branco” di uomini che durante la notte della corsa dei tori a Pamplona, nel 2016, ha stuprato una ragazza di 20 anni. Durante il processo un’ondata di donne è scesa in piazza per urlare “Sorella io ti credo”, per supportare la vittima e accusare il sistema di aver screditato la denuncia e protetto i violentatori. L’hashtag #sorellaioticredo si è diffuso in tutto il mondo, in tutte le proteste, poichè rivendica l’importanza e il bisogno che siano le donne per prime a comprendere e sostenere  chi denuncia. Se non sono le donne a credere per prime nelle altre donne, come potrebbe farlo il sistema? A volte è necessario scendere in piazza e urlare, a volte basta una mano sulla spalla, a volte guardare negli occhi e dire “io ti credo”. Solo una donna che sente il sostegno delle altre donne può trovare il coraggio di parlare, raccontare, ribellarsi e dire basta!</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>7 minuti, di Michele Placido (Italia/Francia/Svizzera, 2016)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Giusy Coronato A Latina, in una fabbrica tessile tutta al femminile, oggi non si lavora. Oggi si decide il futuro della fabbrica. C&#8217;è un&#8217;acquirente, un&#8217;azienda francese e c&#8217;è un&#8217;unica richiesta per chiudere l&#8217;accordo:&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/locandina7minuti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-1781 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/locandina7minuti-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandina7minuti" width="214" height="300" /></a>A Latina, in una fabbrica tessile tutta al femminile, oggi non si lavora. Oggi si decide il futuro della fabbrica. C&#8217;è un&#8217;acquirente, un&#8217;azienda francese e c&#8217;è un&#8217;unica richiesta per chiudere l&#8217;accordo: nessuna delle operaie verrà licenziata se il consiglio di fabbrica darà il consenso a rinunciare a sette dei quindici minuti della pausa pranzo. Solo sette minuti! Undici donne si ritrovano a dover decidere del loro futuro e di quello di altre 300 operaie che le aspettano lì, fuori dalla fabbrica. Donne diversissime fra loro, ognuna con la sua personale battaglia che, in questo microcosmo femminile, rispecchiano quelle della società odierna: c&#8217;è la mamma con quattro figli e il marito disoccupato, c&#8217;è la donna vittima di violenza domestica e quella che subisce molestie dal suo capo. C&#8217;è la ragazzina al suo primo lavoro e la ragazza incinta; c&#8217;è la donna straniera, c&#8217;è la mamma in carrozzina. Tutte insieme per prendere una decisione che sembra così semplice e naturale: cosa sono sette minuti rispetto alla sicurezza di un lavoro? Scena dopo scena, però, le riflessioni si fanno più profonde: le idee, i diritti, la dignità, il peso della storia passata, la responsabilità del futuro iniziano a penetrare nei discorsi e nella narrazione delle proprie vite. Le donne si fermano e parlano, si confrontano, scavano a fondo e vanno oltre l&#8217;apparenza. Spesso i toni si alzano, i pregiudizi vengono a galla e si scagliano contro con parole che diventano macigni, riflessi dei più comuni stereotipi odierni. Solo come succede fra donne, quando l&#8217;empatia e la solidarietà la fanno da padrona, le mani si stringono, ci si immedesima nella storia dell&#8217;altra, che non è né meglio né peggio della tua, è solo diversa. Un film coinvolgente, tratto da una storia vera, dal 3 novembre al cinema.</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-3/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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		<title>FATE le STREGHE, numero 3</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> in questo terzo numero &#8220;SCEGLIERE: UN LAVORO DA DONNE&#8221; Nei paesi dell&#8217;Unione europea  le lavoratrici guadagnano in media il 16% in meno dei colleghi maschi . Come se da novembre le donne lavorassero gratis:&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/ImmagineCopertina.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-large wp-image-1842 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/ImmagineCopertina-1024x566.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineCopertina" width="720" height="398" /></a></p>
<h5 style="text-align: center;"> in questo terzo numero</h5>
<h4 style="text-align: center;">&#8220;SCEGLIERE: UN LAVORO DA DONNE&#8221;</h4>
<p>Nei paesi dell&#8217;Unione europea  le lavoratrici guadagnano in media il 16% in meno dei colleghi maschi . Come se da novembre le donne lavorassero gratis: è il gender pay gap, la disparità salariale tra uomini e donne,  una tra le discriminazioni di genere che si incontrano nel mondo del lavoro.</p>
<p>Scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2016</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<hr />
<h5 style="text-align: center;"> GLI ARTICOLI</h5>
<h5><a title="Costruire la strada dei diritti" href="http://www.associazionerising.eu/costruire-la-s-dei-diritti-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">ZONA <em>Franca</em></span></a></h5>
<h5>Costruire la strada dei diritti</h5>
<p><em>di Laura Grifi</em></p>
<p>I diritti nei luoghi di lavoro si stanno contraendo per tutti: le carenti possibilità occupazionali si traducono spesso nell&#8217;accettazione di condizioni sfavorevoli e precarie. Ancora oggi, questa realtà è più svantaggiosa per le donne: sottopagate, meno riconosciute, molestate ed esiliate dal lavoro nel momento della maternità. <a title="Costruire la strada dei diritti" href="http://www.associazionerising.eu/costruire-la-s-dei-diritti-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Non una di meno" href="http://www.associazionerising.eu/manifestazioneon-una-di-meno/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">NEWS in GENERE</span></a></h5>
<h5>Manifestazione nazionale NON UNA DI MENO</h5>
<p><em>a cura di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Tutte in piazza per la manifestazione nazionale NON UNA DI MENO prevista a Roma sabato 26 novembre. <a title="Non una di meno" href="http://www.associazionerising.eu/manifestazioneon-una-di-meno/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Nuova sede per il Centro Antiviolenza Gramaglia" href="http://www.associazionerising.eu/nuova-sede-delella-gramaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">Le nostre NEWS</span></a></h5>
<h5>Nuova sede del Centro Antiviolenza Mariella Gramaglia</h5>
<p><em>a cura di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Il Centro Antiviolenza Mariella Gramaglia apre una nuova sede grazie al sodalizio con l&#8217;AIED Roma &#8211;<br />
Associazione Italiana per l&#8217;Educazione Demografica. <a title="Nuova sede del Centro Antiviolenza Gramaglia" href="http://www.associazionerising.eu/nuova-sede-delella-gramaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="di Katia Iudicelli e Giulia Nanni" href="http://www.associazionerising.eu/la-disparita-diale-dei-ruoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA NOSTRA OPINIONE</span></a></h5>
<h5>La disparità di genere nel lavoro mostra e rafforza la costruzione sociale dei ruoli</h5>
<p><em>di Katia Iudicelli</em></p>
<p>La disparità uomo-donna o Gender Gap, discriminazione fondata sul sesso, che è uno dei presupposti culturali della violenza contro le donne, si manifesta con forza nell&#8217;ambito del lavoro. Da tempo l&#8217;Europa ha posto la parità di genere come valore fondante dell&#8217;Unione Europea; negli anni le normative nazionali e internazionali si sono evolute e si sono avuti dei progressi. <a title="La disparità di genere nel lavoro" href="http://www.associazionerising.eu/la-disparita-diale-dei-ruoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
<h5><a title="Discriminazioni e disparità" href="http://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FOCUS</span></a></h5>
<h5>Disparità e discriminazioni</h5>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro si incontrano ancora prima di accedervi: le donne hanno meno possibilità occupazionali degli uomini a tre anni dalla fine degli studi, con conseguente maggior tasso di inoccupazione. Avuto accesso al mercato del lavoro invece, si è obbligate a scontrarsi con segregazione orizzontale e verticale; flessibilità del lavoro; utilizzo del part-time; disparità salariale; molestie e mobbing. <a title="Discriminazioni e disparità" href="http://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="di Vanna Vinci" href="http://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-vanna-vinci/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA VIGNETTA</span></a></h5>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/mondina.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-1" title=""><img class="  wp-image-1745 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/mondina-771x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="mondina" width="249" height="330" /></a>di Vanna Vinci</p>
<p>La <em>bambina</em> mondina</p>
<p>Vanna Vinci lavora nel mondo del fumetto dal 1990. La bambina filosofica è il suo personaggio più ribelle, caustico e sulfureo.</p>
<p><a title="La bambina mondina" href="http://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-vanna-vinci/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="Intervista a Loredana Taddei" href="http://www.associazionerising.eu/parita-e-parte-non-privilegi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FACCIAMO RETE</span></a></h5>
<h5>Parità e partecipazione sul lavoro: diritti, non privilegi</h5>
<p>Intervista a Loredana Taddei, Responsabile delle Politiche di Genere CGIL Nazionale</p>
<p><em>di Laura Grifi e Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Nel 1960, 56 anni fa, facevamo un importante passo in avanti verso la parità di genere, con un accordo interconfederale per il settore industriale, intitolato “parità salariale uomo-donna”, che prevedeva un inquadramento professionale non più riferito al sesso, principio inserito anche nella nostra Carta costituzionale, oltre che nei trattati dell’Unione europea. Oggi l’Italia è invece tra i paesi con la maggior differenza salariale tra uomini e donne. Che rimane un aspetto cruciale delle disuguaglianze per le donne nel mercato del lavoro. <a title="Intervista a Loredana Taddei" href="http://www.associazionerising.eu/parita-e-parte-non-privilegi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
<h5><a title="di Liliana Ocmin" href="http://www.associazionerising.eu/strategie-polivoro-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">APPROFONDIMENTO</span></a></h5>
<h5>Strategie politiche per rilanciare il lavoro femminile</h5>
<p><em>di Liliana Ocmin, Responsabile Dipartimento Politiche Migratorie Donne Giovani e Coordinamento Nazionale Donne CISL</em></p>
<p>L’imperversare della violenza sulle donne a cui assistiamo quotidianamente fa emergere con forza, ancora una volta, la necessità di intervenire con urgenza e in maniera adeguata, attraverso il pieno coinvolgimento degli uomini, su quelle sovrastrutture culturali, purtroppo difficili da scalfire, che incidono così drammaticamente nella vita e nelle relazioni di coppia. Anche la difficile conciliazione tra vita lavorativa ed esigenze di cura familiare, sebbene con minor clamore mediatico, rimanda direttamente a questi aspetti che continuano a “mietere vittime” sui posti di lavoro e in particolare tra le lavoratrici. <a title="Approfondimento di Liliana Ocmin" href="http://www.associazionerising.eu/strategie-polivoro-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="7 minuti" href="http://www.associazionerising.eu/7-minuti-di-miasvizzera-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">IL FILM</span></a></h5>
<h5>7 minuti, di Michele Placido (Italia/Francia/Svizzera, 2016)</h5>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p>A Latina, in una fabbrica tessile tutta al femminile, oggi non si lavora. Oggi si decide il futuro della fabbrica. C&#8217;è un&#8217;acquirente, un&#8217;azienda francese e c&#8217;è un&#8217;unica richiesta per chiudere l&#8217;accordo: nessuna delle operaie verrà licenziata se il consiglio di fabbrica darà il consenso a rinunciare a sette dei quindici minuti della pausa pranzo. Solo sette minuti <a title="7 minuti" href="http://www.associazionerising.eu/7-minuti-di-miasvizzera-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="Delia, calzolaia a Roma" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-a-delia-calzolaia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">RISE, WOMAN!</span></a></h5>
<h5>Intervista a Delia, calzolaia a Roma</h5>
<p><em>di Zdenka Rocco e Valentina Sciagura</em></p>
<p>Tante persone vengono in negozio e mi chiedono di parlare con il calzolaio. Quando io gli dico che possono parlare con me, replicano che vogliono parlare con il calzolaio vero. Allora io gli dico che sono io quello vero e che possono mettermi alla prova! Sono poche le persone che mi accettano da subito! <a title="Delia, calzolaia a Roma" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-a-delia-calzolaia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="Lavoratrice e mamma" href="http://www.associazionerising.eu/lavoratrice-mamma/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA PULCE</span></a></h5>
<h5>Lavoratrice e mamma: una corsa ad ostacoli</h5>
<p><em>di Fernando Cecchini</em></p>
<p>Mamma è la prima parola pronunciata da ogni essere umano; eppure grazie alla crisi, alle nuove regole del lavoro, all&#8217;ottimizzazione delle risorse, oggi essere madre è divenuto un lusso ed un problema. <a title="Lavoratrice e mamma" href="http://www.associazionerising.eu/lavoratrice-mamma/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5> <a title="AAA Segretaria solare cercasi" href="http://www.associazionerising.eu/cercasi-segretaria-solare/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">WRITING RISING</span></a></h5>
<h5>AAA Segretaria solare cercasi</h5>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/AnnuncioLavoro.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-2" title=""><img class="  wp-image-1786 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/AnnuncioLavoro.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="AnnuncioLavoro" width="483" height="265" /></a></p>
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<p>A chiunque sarà capitato di leggere annunci di lavoro, ce ne sono di ogni tipo e il sessismo non si nota quasi più. C&#8217;è un ingegnere che ha bisogno di una segretaria, perché un segretario, forse, non sarebbe alla stessa altezza <a title="AAA Segretaria solare cercasi" href="http://www.associazionerising.eu/cercasi-segretaria-solare/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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