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	<title>Associazione Rising &#187; gravidanza</title>
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		<title>Valentina. Morire di obiezione di coscienza</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 16:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domenica 23 ottobre, in occasione dell&#8217;Open Day del Villaggio Globale, presenteremo il monologo &#8220;Valentina. Morire di obiezione di coscienza&#8221; di e con Elisabetta Canitano. Il monologo racconta la storia di Valentina Milluzzo, donna di&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p>Domenica 23 ottobre, in occasione dell&#8217;Open Day del <a title="Villaggio Globale" href="https://www.facebook.com/villaggiooooglobale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Villaggio Globale</a>, presenteremo il monologo &#8220;Valentina. Morire di obiezione di coscienza&#8221; di e con <a title="Vita di Donna" href="https://www.vitadidonna.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Elisabetta Canitano</a>.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Canitano4-2022ott.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-3199 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Canitano4-2022ott-300x186.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Canitano4 2022ott" width="300" height="186" /></a></p>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">Il monologo racconta la storia di Valentina Milluzzo, donna di 32 incinta di due gemelli, morta nel 2016 presso l&#8217;Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, dove le è stato negato un aborto che probabilmente le avrebbe salvato la vita.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">Elisabetta Canitano, autrice del monologo e attrice, ha ripercorso la storia di Valentina, dal desiderio di maternità fino a scandire minuto per minuto gli ultimi momenti che la hanno portata alla morte.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">L&#8217;autrice ha ricostruito la storia di Valentina grazie alla testimonianza della famiglia Milluzzo e all&#8217;esperienza maturata in 40 anni di lavoro in ospedale e in consultorio familiare.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s"></div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">23 ottobre 2022, ore 19.00 &#8211; Teatro del Villaggio Globale, Roma Testaccio</div>
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		<title>Donne a Tutto Tondo, terza edizione</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 20:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sono aperte le iscrizioni ai laboratori di sostegno alla genitorialità “Mamme che lo dicono&#8221; nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Donne a tutto tondo&#8221;, sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e arrivato alla sua terza edizione.&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p>Sono aperte le iscrizioni ai laboratori di sostegno alla genitorialità “Mamme che lo dicono&#8221; nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Donne a tutto tondo&#8221;, sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e arrivato alla sua terza edizione.</p>
<p>Il laboratorio intende prendersi cura del benessere psicofisico della donna attraverso la realizzazione di due laboratori gratuiti di sostegno alla genitorialità, per rafforzare la consapevolezza nel rapporto madre-figlio/a a favore della diffusione di una cultura più attenta ai bisogni emozionali di donne e bambini/e.</p>
<p>“Mamme che lo dicono” mira a facilitare la relazione mamma e bambino/a e rafforzare nella donna la consapevolezza delle proprie capacità. Il progetto si focalizza principalmente sul periodo che va dagli ultimi mesi della gestazione ai primi anni di vita del/lla bambino/a e sui distacchi che scandiscono la relazione madre/figlio-a sino all’adolescenza.  L’obiettivo è quello di facilitare la relazione tra mamma e bambino/a, offrendo alla donna uno spazio in cui, partendo dall’esperienza quotidiana, poter sollevare dubbi e inquietudini.  I temi spaziano da questioni più pratiche legate all’accudimento di figli/e, a momenti informativi e di orientamento nel pieno rispetto delle scelte di ciascuna donna; all’ascolto con un atteggiamento aperto alla conoscenza di sé, alla crescita personale, al riconoscimento della specificità del proprio bambino, al rispetto dell’altra. Gli incontri toccano i seguenti argomenti: Gravidanza; Il primo anno di vita del/lla bambino/a; Il rapporto con la propria madre; Il ruolo del padre; Educazione di figli/e; Stereotipi di genere; Conflittualità e distacchi; Modelli culturali differenti.</p>
<p>Attraverso la lettura di brani e testimonianze di altre donne, l’ascolto e visione di contenuti multimediali, l’elaborazione di brevi testi scritti, si stimolerà una riflessione profonda nelle partecipanti, facilitando il recupero della storia personale e lavorando sulla memoria a lungo termine. Il progetto si sviluppa su dodici incontri di gruppo strutturati della durata di due ore ciascuno (max 12 partecipanti). Ogni incontro prevede la presenza di 2/3 facilitatrici, operatrici al sostegno della maternità.</p>
<p>Per ulteriori informazioni chiamare il numero <strong>+39 342 5249 122 </strong>o inviare email<img class="  wp-image-3190 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/02/ChiesaValdese.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ChiesaValdese" width="172" height="118" /> a <strong><a href="mailto:associazione.rising@gmail.com">associazione.rising@gmail.com</a></strong></p>
<p>Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese</p>
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		<title>Sogniamo un mondo senza pro-life</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Giulia Nanni Il movimento pro-life si compone di tutte quelle realtà – internazionali e nazionali – che si oppongono all&#8217;aborto. Tali organizzazioni sostengono di voler difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e la famiglia&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<div id="attachment_2822" style="width: 514px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/WorldWithoutProLife.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2822" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/WorldWithoutProLife-768x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="worldwithoutprolife" width="504" height="672" /></a><p class="wp-caption-text">(foto scattata durante la manifestazione in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Roma 24 novembre 2018)</p></div>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Il movimento <em>pro-life</em> si compone di tutte quelle realtà – internazionali e nazionali – che si oppongono all&#8217;aborto. Tali organizzazioni sostengono di voler difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e la famiglia uomo-donna fondata sul matrimonio, riaffermando così una visione della dignità della persona in linea con la legge, appunto, <em>naturale</em>. Ovviamente, cosa ci sia di naturale nel matrimonio e nella monogamia, non ce lo hanno ancora spiegato.</p>
<p>Ma nella comunicazione che punta alla pancia, lo sappiamo, le spiegazioni non servono. L’utilizzo ridondante del termine <em>naturale</em> intende riportare a quell&#8217;idea di giusto e sbagliato astorica e assumibile come dato oggettivo. Dall&#8217;altra parte, invece, la cultura della morte. Sofferenze e sensi di colpa per l’uccisione – a loro dire – di una vita: il feto. Abbiamo tutte e tutti presente almeno una campagna di comunicazione in cui vengono attribuiti pensieri a sistemi nervosi che non sono in grado di formularli e parole a feti che non hanno capacità di parola. Eppure i pro-life, allo stesso modo del rassicurante ‘buon padre di famiglia’, sanno. Sanno cosa pensano i nostri feti ancora prima che possano davvero farlo e sanno cosa è meglio per noi, per le donne tutte, nessuna esclusa.</p>
<p>Noi, dal canto nostro, abbiamo meno certezze: non sappiamo se avremo mai un mondo senza pro-life. Quel che sappiamo è che non smetteremo di sognarlo.</p>
<p>E i nostri sogni, si sa, non si fanno chiudere nei cassetti.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>194: il punto di vista dell&#8217;ostetrica</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[194]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[consultorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Fortini]]></category>
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		<category><![CDATA[ostetrica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Cristina Fortini La prima immagine che mi viene in mente pensando all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza è un ventaglio di volti, di occhi, di sguardi di donne, uguali e diverse. Alcune di loro arrivano&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Cristina Fortini</em></p>
<p>La prima immagine che mi viene in mente pensando all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza è un ventaglio di volti, di occhi, di sguardi di donne, uguali e diverse. Alcune di loro arrivano in Consultorio con le lacrime già pronte a esondare, altre sicure e determinate portano con sé la consapevolezza di una scelta già compiuta.</p>
<p>Sicuramente decidere di interrompere una gravidanza è un evento importante che avrà una pesante influenza sul futuro di quella donna, ma sarebbe erroneo definirlo a priori come doloroso. Il diritto di scegliere per la propria vita riproduttiva è appunto un diritto e non richiede, per poterlo esercitare, l’espiazione di una colpa attraverso il dolore. Ritengo che questa precisazione sia fondamentale quando si parla di aborto perché è una “trappola” nella quale spesso si cade anche nell&#8217;intento di difendere la legge che lo rende possibile. L’esperienza di ogni donna è diversa e porta con sé tantissime emozioni, tutte legittime, ma il punto focale è l’autodeterminazione e la possibilità per ognuna di scegliere sul proprio corpo.</p>
<p>Come professionista sanitaria la salute delle donne è la mia prima preoccupazione ed è anche per questo che difendo la legge 194/78: la sua introduzione ha permesso di eliminare quasi completamente il ricorso agli aborti clandestini, salvando la vita di tantissime donne. Va inoltre considerato che le interruzioni di gravidanza hanno avuto, fatta eccezione del periodo dal ’78 all’82, un andamento in costante calo determinando una riduzione del 36% del ricorso a questa pratica (dati del Ministero della salute aggiornati al 2016). Analizzando la situazione da questo punto di vista, le istituzioni e i mezzi che fino ad ora sono stati maggiormente di “aiuto alla vita” sono proprio i consultori e la garanzia dell’applicazione della legge sull&#8217;aborto; la vita è stata invece messa in pericolo dove, a causa dell’obiezione di coscienza, le donne sono state abbandonate. Come politica o amministratrice non avrei dubbi in merito all&#8217;assegnazione delle risorse per favorire la salute delle donne e dei bambini, ma considerando i recenti fatti di attualità non credo sia così immediato per la nostra classe politica.</p>
<p>È innegabile che uno degli obiettivi per migliorare la salute delle donne sia quello di ridurre al minimo il ricorso all&#8217;interruzione di gravidanza, ma il mezzo per ottenere questo risultato deve essere la riduzione delle gravidanze indesiderate, non la loro prosecuzione fino al termine. Ciò è possibile solo tramite una corretta educazione sessuale-affettiva e un accesso semplificato ai metodi contraccettivi. Non è possibile pensare che le cure termali per le riniti allergiche siano fruibili mediante ticket sanitari, mentre i contraccettivi ormonali sono a completo carico delle donne che scelgono una vita riproduttiva responsabile. Alcune regioni virtuose, come la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Lombardia, da quest’anno hanno proposto la distribuzione di metodi contraccettivi di ogni tipo in maniera gratuita per alcune fasce di donne e credo che nei prossimi anni vedranno i risultati di questo approccio.</p>
<p>Come ostetrica mi sento in dovere di essere accanto alle donne, di accompagnarle nelle loro scelte e di sostenerle con tutti i mezzi necessari, purtroppo l’accesso alle cure in Italia non è equo e omogeneo, ma ognuna di noi dovrebbe pretendere di essere ascoltata e rispettata. Per questo come donna credo di dover lottare affinché i nostri diritti vengano garantiti e nessuno pensi di poter decidere sul nostro corpo.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Mi chiamo Cristina e sono un’ostetrica.</p>
<p>Mi sono laureata in Ostetricia nel 2015 a Bologna e avendo a cuore la battaglia per i diritti delle donne ho deciso di dedicare un anno di Servizio Civile proprio a questo, operando all&#8217;interno di un centro antiviolenza. Tale esperienza mi ha permesso di incontrare donne meravigliose e mi ha aperto gli occhi su molti aspetti, lasciandomi anche lo spazio di crescere e cambiare le mie idee.</p>
<p>Da un anno lavoro in Trentino all&#8217;interno di un consultorio familiare. Nell&#8217;immaginario comune l’ostetrica sta in sala parto e “fa nascere i bambini” ma nel mio lavoro ogni giorno incontro donne di tutte le età e provenienze, a partire dalle adolescenti delle scuole superiori per finire alle donne in menopausa, passando per le mamme in gravidanza o in allattamento. È una realtà molto ricca e stimolante che mi permette di stare accanto alle donne in mille modi diversi perché ogni utente è una sfida e allo stesso tempo un’opportunità di crescita.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[4 mesi 3 settimane 2 giorni]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Cristian Mungiu]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio in cui oltre novemila donne morirono a causa di interruzioni clandestine di gravidanza. Otilia e Gabita sono due studentesse universitarie; condividono la stessa stanza alla casa dello studente, e condividono il disorientamento di un’esistenza in un tempo e in un luogo in cui alcuni diritti delle donne vengono negati. Il diritto di scegliere la maternità, di vivere una sessualità consapevole, di essere libere dalla paura della violenza. L’assenza di musica, i colori freddi, i lunghi piani sequenza, i dialoghi che sembrano logorare le protagoniste, contribuiscono a tratteggiare il disagio e il malessere delle ragazze.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Locandina4mesi3settimane2giorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2768 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Locandina4mesi3settimane2giorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandina4mesi3settimane2giorni" width="264" height="374" /></a></p>
<p>La cornice è quella di un Paese sofferente per i decenni di dittatura comunista, sullo sfondo le file per gli approviggionamenti alimentari, le interruzioni nell&#8217;erogazione dell’acqua, della luce. Ma potrebbe essere un qualsiasi Paese in cui le donne vengono private della capacità di scegliere e di essere responsabili.</p>
<p>Una ragazza sembra schiacciata dal peso dell’aborto, oppressa, inerme.  L’altra inizialmente sembra padroneggiare la situazione: si muove nervosa nella penombra della città alla ricerca di una camera d’albergo, del medico abortista, del luogo in cui liberarsi del feto. Entrambe sono vittime della stessa violenza: il ricatto sessuale e lo stupro, l’impossibilità di gestire la propria sessualità. Si dicono che non parleranno più di questa storia. Il film lascia intuire che la storia tenderà a ripetersi.</p>
<p>Esisterebbe l’aborto in una società costruita a misura di donna? Probabilmente no. “L’aborto è un prodotto storico. La conseguenza dell’appropriazione da parte dei padri, della capacità di riprodursi, codificata attraverso la costruzione di miti, di norme etiche, di abitudini mentali”, spiega Dacia Maraini nella sua <em>Lettera </em><i>sull&#8217;aborto</i>. Così il film, realizzato oltre dieci anni fa in contesto storico e politico lontano dal nostro, diventa di drammatica attualità.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
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<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[pro-life]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> FATE le STREGHE, numero 8 in questo numero 194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito Nei paesi in cui l&#8217;aborto è vietato, il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h5 style="text-align: center;"> FATE <em>le</em> STREGHE, numero 8</h5>
<h5 style="text-align: center;"><img class=" size-large wp-image-2783 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/TestataNov2018-1024x569.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="testatanov2018" width="720" height="400" /></h5>
<h5 style="text-align: center;">in questo numero</h5>
<h4 style="text-align: center;">194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito</h4>
<p style="text-align: center;"><em>Nei paesi in cui l&#8217;aborto è vietato, il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37 casi ogni 1000. Nei paesi in cui è permesso scende a 34. Vietare l&#8217;aborto non ridimensiona il problema, lo acuisce. I paesi che possiedono leggi restrittive hanno tassi complessivi di aborto maggiori rispetto a quelli in cui l&#8217;aborto è legale e disponibile, perché la vera differenza la fanno la corretta informazione e la prevenzione, attraverso la conoscenza di metodi contraccettivi efficaci e sicuri, una politica che sostenga e protegga le donne che decidono di portare avanti una gravidanza e un welfare più equo. Ma al di là dei numeri e delle statistiche che ci dicono che vietare l&#8217;aborto non ne fa diminuire la pratica, che da sempre le donne hanno trovato il modo di interrompere una gravidanza che non potevano o non volevano portare avanti, in questo numero di Fate le Streghe parleremo di libera scelta. La scelta che ogni donna deve poter fare nella gestione del proprio corpo, la scelta di decidere quando, come e se costruire una famiglia, la scelta di determinare la propria esistenza senza imposizioni e forzature.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">GLI ARTICOLI</h4>
<p style="text-align: left;"><a title="Libera (scelta) di decidere" href="http://www.associazionerising.eu/libera-scelta-di-decidere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>ZONA <em>Franca</em></strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Libera (scelta) di decidere</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p style="text-align: left;">Infusi di erbe, traumi all&#8217;addome, miscuglio di farmaci, uso di ferri da calza, di stampelle per abiti, di pompe da bicicletta: in questo modo si abortiva fino agli anni &#8217;70 in Italia e in molti posti del mondo ancora oggi. Ogni anno si verificano circa 205 milioni di gravidanze nel mondo: più di un terzo di esse sono indesiderate e circa un quinto finisce in un aborto indotto. Ogni anno nel mondo si praticano circa 44 milioni di aborti indotti e poco meno della metà non sono eseguiti in modo sicuro.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Libera (scelta) di decidere" href="http://www.associazionerising.eu/libera-scelta-di-decidere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p style="text-align: left;"><a title="Who's she?" href="http://www.associazionerising.eu/whos-she-indovi-al-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>NEWS in GENERE</strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Who’s she? – Indovina chi al femminile</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>a cura di Giulia Nanni</em></p>
<p style="text-align: left;">Indovina chi – uno tra i giochi da tavolo più conosciuti – è reinventato al femminile. Al suo interno 28 profili di donne che hanno avuto il coraggio di essere differenti, di rischiare. Donne che hanno cambiato il mondo. «La parte più difficile è stata selezionarne solo 28» sottolinea l’ideatrice Zuzia Kozerska-Girard, aggiungendo che queste donne hanno ispirato lei e spera possano ispirare anche noi.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Who's she?" href="http://www.associazionerising.eu/whos-she-indovi-al-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p style="text-align: left;"><strong><a title="Donne a tutto tondo 2 e Puzzle solidali" href="http://www.associazionerising.eu/donne-a-tutto-tondo-2-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LE NOSTRE NEWS</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>a cura di Giulia Nanni</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Donne a tutto tondo 2</strong></p>
<p style="text-align: left;">Nel 2019 partirà la seconda edizione dell’iniziativa “Donne a tutto tondo”, per sostenere il benessere psicofisico di ogni donna. Anche quest’anno il progetto è realizzato grazie ai fondi 8xMille della Chiesa Valdese e prevede la realizzazione di tre laboratori gratuiti.</p>
<p><strong><em>Puzzle</em> <em>Solidali. </em>Donare due volte: il regalo che vale di più!</strong></p>
<p>Da oggi, per un compleanno, Natale, una qualsiasi festa o, semplicemente, per il piacere di donare. Un regalo per tutte le occasioni, ma che vale di più!</p>
<p>Regalando un <em>Puzzle Solidale</em> potrai sostenere le nostre attività di contrasto alla violenza maschile contro donne, bambine e bambini. Potrai sostenere la nostra lotta per la promozione dell&#8217;<em>empowerment</em> delle donne e l&#8217;affermazione di una cultura delle pari opportunità!</p>
<p><a title="Donne a tutto tondo 2 e Puzzle solidali" href="http://www.associazionerising.eu/donne-a-tutto-tondo-2-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Una scelta che spetta alle donne" href="http://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA NOSTRA OPINIONE</strong></a></p>
<p><strong>Una scelta che spetta alle donne</strong></p>
<p><em>di Federica Buffa</em></p>
<p>L’articolo 4 della legge 194/78 stabilisce che la donna possa ricorrere all&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza nei casi in cui la prosecuzione della gravidanza comporterebbe un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, tenendo conto della sua condizione economica, sociale o familiare, ma anche in base alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o in previsione di malformazioni o anomalie del concepito.</p>
<p>Proprio nell&#8217;anno in cui la legge compie 40 anni, in Italia alcuni esponenti della classe politica vorrebbero fare un passo indietro, ripristinando la situazione come era in passato, proponendo di abrogare la legge, limitando effettivamente la libertà di scelta delle donne in merito all’IVG.</p>
<p><a title="Una scelta che spetta alle donne" href="http://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Art.9: obiezione di coscienza" href="http://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>FOCUS</strong></a></p>
<p><strong>Art.9: obiezione di coscienza</strong></p>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i diritti chiamano altri diritti” vacilla in modo preoccupante, dimostrandosi debole, per noi donne e per la nostra <em>pacifica eversione</em> della cultura patriarcale. Proprio la legge 194 presta il fianco a questi cambiamenti di rotta essendo il “luogo normativo” della differenza sessuale. La legge è la prova che il fatto naturale del “partorire” è cosa pubblica che va normata, sottraendola alla donna che per natura ne porta il segreto.</p>
<p><a title="Art.9: obiezione di coscienza" href="http://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Oggi a ..." href="http://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA VIGNETTA</strong></a></p>
<p><strong>Oggi a Roma, Novara, Napoli, &#8230;</strong></p>
<p><em>di Laura Valgiusti</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Vignetta.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignnone size-large wp-image-2757" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Vignetta-1024x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="vignetta" width="720" height="720" /></a></p>
<p><a title="Oggi a ..." href="http://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Voci a sostegno della 194" href="http://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>FACCIAMO RETE</strong></a></p>
<p><strong>Voci a sostegno della 194</strong></p>
<p><em>a cura del Centro Veneto Progetti Donna</em></p>
<p>Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non solo riconosce un diritto inalienabile delle donne, quello di decidere sul proprio corpo, ma ha anche l’obiettivo di disciplinare una pratica la cui attuazione aveva fino a quel momento messo a rischio la salute e la vita delle stesse perché spesso praticato in condizioni rischio, proprio in ragione della clandestinità a cui era relegata. Tutte le operatrici del Centro Veneto Progetti Donna, insieme a Non una di meno e alla Cgil in quella giornata hanno presidiato l’entrata della Clinica ostetrica della città di Padova per ribadire che nessun passo indietro può essere fatto rispetto al riconoscimento di un fondamentale diritto alla libertà di scelta e all&#8217;autodeterminazione di sé.</p>
<p><a title="Voci a sostegno della 194" href="http://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="194: il punto di vista dell'ostetrica" href="http://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>APPROFONDIMENTO</strong></a></p>
<p><strong>194: il punto di vista dell&#8217;ostetrica</strong></p>
<p><em>di Cristina Fortini</em></p>
<p>La prima immagine che mi viene in mente pensando all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza è un ventaglio di volti, di occhi, di sguardi di donne, uguali e diverse. Alcune di loro arrivano in Consultorio con le lacrime già pronte a esondare, altre sicure e determinate portano con sé la consapevolezza di una scelta già compiuta.</p>
<p>Sicuramente decidere di interrompere una gravidanza è un evento importante che avrà una pesante influenza sul futuro di quella donna, ma sarebbe erroneo definirlo a priori come doloroso. Il diritto di scegliere per la propria vita riproduttiva è appunto un diritto e non richiede, per poterlo esercitare, l’espiazione di una colpa attraverso il dolore.</p>
<p><a title="194: il punto di vista dell'ostetrica" href="http://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="4 mesi, 3 settimane, 2 giorni" href="http://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>ARTE in GENERE</strong></a></p>
<p><strong>“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</strong></p>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio in cui oltre novemila donne morirono a causa di interruzioni clandestine di gravidanza. Otilia e Gabita sono due studentesse universitarie; condividono la stessa stanza alla casa dello studente, e condividono il disorientamento di un’esistenza in un tempo e in un luogo in cui alcuni diritti delle donne vengono negati. Il diritto di scegliere la maternità, di vivere una sessualità consapevole, di essere libere dalla paura della violenza.</p>
<p><a title="4 mesi, 3 settimane, 2 giorni" href="http://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="L'aborto farmacologico" href="http://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>RISE, WOMAN!</strong></a></p>
<p><strong>Un aborto farmacologico, intervista a Clara Campi</strong></p>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p><strong>Parliamo della tua esperienza con l’aborto farmacologico: conoscevi già la procedura? Credi che ci sia informazione fra le donne? Cosa non ti aspettavi?</strong></p>
<p>No, secondo me le donne non sanno e io stessa sapevo molte cose solo in teoria. Io me ne sono accorta subito, ho chiamato il consultorio e l’esperienza in consultorio è stata positiva. Lì mi hanno consigliato l’aborto farmacologico perché essendo all&#8217;inizio era la cosa più ovvia. La cosa scioccante è iniziata quando mi hanno dato la lista degli ospedali e ho notato che in questa lista la maggior parte degli ospedali milanesi non offre la possibilità dell’aborto farmacologico, ti devi per forza operare.  Io non capisco perché debbano obbligarti ad operare, è insensato.</p>
<p><a title="L'aborto farmacologico" href="http://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Libertà di scegliere" href="http://www.associazionerising.eu/liberta-donne-scegliere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA PULCE</strong></a></p>
<p><strong>Libertà alle donne di scegliere</strong></p>
<p><em>di Vincenzo Spinelli</em></p>
<p>Il 22 maggio 1978 il Parlamento italiano sanciva con la legge 194 la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza. L’iter della legge, lungo e travagliato, aveva visto l’opinione pubblica spaccata in due: da un lato le donne che combattevano per una maternità libera e consapevole, dall&#8217;altro la chiesa cattolica ferma nella sua condanna. Dopo 40 anni, possiamo affermare, senza tema di smentita, che la legge ha funzionato. Infatti, dal picco di IVG registrato nel 1982 (poco meno di 235.000) si è arrivati nel 2016 a poco meno di 85.000 interventi. Questa drastica riduzione di IVG è dovuta a una maggiore istruzione delle donne, una maggiore diffusione (anche se ancora insufficiente) dell’educazione sessuale e della contraccezione, all&#8217;introduzione, avvenuta nel 2015, della contraccezione d’emergenza.</p>
<p><a title="Libertà di scegliere" href="http://www.associazionerising.eu/liberta-donne-scegliere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Sogniamo un mondo senza pro-life" href="http://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>WRITING RISING</strong></a></p>
<p><strong>Sogniamo un mondo senza pro-life</strong></p>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Il movimento <em>pro-life</em> si compone di tutte quelle realtà – internazionali e nazionali – che si oppongono all&#8217;aborto. Tali organizzazioni sostengono di voler difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e la famiglia uomo-donna fondata sul matrimonio, riaffermando così una visione della dignità della persona in linea con la legge, appunto, <em>naturale</em>. Ovviamente, cosa ci sia di naturale nel matrimonio e nella monogamia, non ce lo hanno ancora spiegato.</p>
<p><a title="Sogniamo un mondo senza pro-life" href="http://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Libertà alle donne di scegliere</title>
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		<comments>https://www.associazionerising.eu/liberta-donne-scegliere/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La pulce]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[AIED]]></category>
		<category><![CDATA[AIED Roma]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Spinelli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Spinelli Il 22 maggio 1978 il Parlamento italiano sanciva con la legge 194 la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza. L’iter della legge, lungo e travagliato, aveva visto l’opinione pubblica spaccata in due:&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Vincenzo Spinelli</em></p>
<p>Il 22 maggio 1978 il Parlamento italiano sanciva con la legge 194 la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza. L’iter della legge, lungo e travagliato, aveva visto l’opinione pubblica spaccata in due: da un lato le donne che combattevano per una maternità libera e consapevole, dall&#8217;altro la chiesa cattolica ferma nella sua condanna. Dopo 40 anni, possiamo affermare, senza tema di smentita, che la legge ha funzionato. Infatti, dal picco di IVG registrato nel 1982 (poco meno di 235.000) si è arrivati nel 2016 a poco meno di 85.000 interventi. Questa drastica riduzione di IVG è dovuta a una maggiore istruzione delle donne, una maggiore diffusione (anche se ancora insufficiente) dell’educazione sessuale e della contraccezione, all&#8217;introduzione, avvenuta nel 2015, della contraccezione d’emergenza.</p>
<p>La legge può essere rivista e corretta, di sicuro non abolita.</p>
<p>Nel corso degli anni sono stati presentati 35 ricorsi per incostituzionalità della legge 194, come riportato nel libro di Marco Sani “194. Storie di aborto. Dalla criminalità alla legalità”. E ancora, dal 2009 esiste un comitato “No 194”, a cui è iscritto anche l’attuale ministro della famiglia Lorenzo Fontana, che vorrebbe abolire la legge e sostituirla con un ddl (originario estensore avv. Pietro Guerini &#8211; 14-12-2015) “Norme per la tutela del diritto alla nascita”, nel quale si ipotizza, tra l’altro, una condanna penale dagli 8 ai 12 anni di galera sia per le donne che si sottopongono all&#8217;intervento sia per i medici che lo praticano.</p>
<p>A sostegno di questa campagna oscurantista nei mesi scorsi le città italiane sono state tappezzate da cartelloni pubblicitari inneggianti contro l’aborto, l’omosessualità e il divorzio (ddl  Pillon n.735/2018).</p>
<p>Gli addetti ai lavori (medici non obbiettori definiti dal Papa “sicari”) sanno bene che esiste un programma chiamato Agenda Europa che mira a fare lobby contro il genocidio dell’aborto, l’eutanasia, le famiglie omosessuali. Si tratta di un network di associazioni integraliste, appoggiate dai movimenti di estrema destra, che si sta espandendo in Italia, Ungheria, Russia, Polonia e gode di grossi finanziamenti.</p>
<p>Al di là delle opinioni personali, condivisibili o meno ma sempre legittime, noi pensiamo che in un paese civile vada salvaguardata la libertà delle donne di decidere se portare avanti o interrompere una gravidanza. Dietro ogni scelta c’è un vissuto personale che nessuno si deve permettere di giudicare. Se la legge 194 venisse abrogata si correrebbe il rischio concreto di dover nuovamente affrontare la piaga degli aborti clandestini e i loro esiti a volte fatali per le donne.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Vincenzo Spinelli</strong>, medico specializzato in Ostetricia e Ginecologia, è consulente AIED e Direttore Sanitario dei Consultori AIED di Roma e specialista consultoriale e responsabile del Servizio IVG dell’Ospedale di Marino.<img class="alignnone size-full wp-image-1817 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/aied-roma-logo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="aied-roma-logo" width="245" height="94" /></p>
<p><strong>AIED</strong>, associazione, laica e democratica, nasce nel 1953 su iniziativa di un gruppo di giornalisti, scienziati, intellettuali senza uno specifico target politico, allo scopo di promuovere il cambiamento del costume e della legislazione attraverso la diffusione della cultura della procreazione libera e responsabile.  A tal fine si è da sempre attivata per: favorire la nascita e la crescita di una cultura delle sessualità, informata e consapevole; sviluppare una nuova cultura della maternità fin dal concepimento; sostenere la parità tra i sessi in tutti gli ambiti della vita sociale; formare ed aggiornare il personale docente e educativo in materia di educazione alla sessualità. L’AIED prende posizione contro la violenza su donne e minori. Conduce attività di studio e ricerca su tematiche sociali con ricadute demografiche anche in collaborazione con le Università locali. Svolge attività di stimolo e controllo sull&#8217;applicazione delle leggi sull’IVG, sulla contraccezione avanzando anche proposte di modifica e/o integrazione della normativa vigente ogni qualvolta risulti inadeguata a tutelare la libertà decisionale della persona e  diversità.</p>
<p><a title="AIED" href="http://www.aied.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.aied.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Libera (scelta) di decidere</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2018 22:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ZONA Franca]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
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<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Infusi di erbe, traumi all&#8217;addome, miscuglio di farmaci, uso di ferri da calza, di stampelle per abiti, di pompe da bicicletta: in questo modo si abortiva fino agli anni &#8217;70 in Italia e in molti posti del mondo ancora oggi. Ogni anno si verificano circa 205 milioni di gravidanze nel mondo: più di un terzo di esse sono indesiderate e circa un quinto finisce in un aborto indotto. Ogni anno nel mondo si praticano circa 44 milioni di aborti indotti e poco meno della metà non sono eseguiti in modo sicuro. I rischi per la salute in seguito ad un aborto dipendono dal fatto che la procedura venga eseguita in modo sicuro o meno. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità definisce aborti non sicuri quelli effettuati da persone non qualificate, con attrezzature pericolose o in strutture prive di norme igieniche. Gli aborti legali sono tra le procedure mediche più sicure, tanto che la mortalità della donna è 13 volte più probabile dopo un parto, che dopo un aborto. Dove l&#8217;aborto è vietato il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37 casi ogni 1000. Nei paesi dove è permesso scende a 34 (dati del Rapporto Guttmacher Institute statunitense &#8211; OMS). Vietare l&#8217;aborto quindi non ridimensiona il problema, anzi, lo acuisce. I paesi che possiedono leggi restrittive hanno tassi complessivi di aborto maggiori rispetto a quelli in cui l&#8217;aborto è legale e disponibile, perché la vera differenza la fanno la corretta informazione e la prevenzione, attraverso la conoscenza di metodi contraccettivi efficaci e sicuri, una politica che sostenga e protegga le donne che decidono di portare avanti una gravidanza e un welfare più equo. Ma al di là dei numeri e delle statistiche che ci dicono che vietare l&#8217;aborto non ne fa diminuire la pratica, che da sempre le donne hanno trovato il modo di interrompere una gravidanza che non potevano o non volevano portare avanti, in questo numero di Fate <em>le</em> Streghe parleremo di libera scelta. La scelta che ogni donna deve poter fare nella gestione del proprio corpo, la scelta di decidere quando, come e se costruire una famiglia, la scelta di determinare la propria esistenza senza imposizioni e forzature.</p>
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<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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