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	<title>Associazione Rising &#187; obiezione di coscienza</title>
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		<title>Valentina. Morire di obiezione di coscienza</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 16:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domenica 23 ottobre, in occasione dell&#8217;Open Day del Villaggio Globale, presenteremo il monologo &#8220;Valentina. Morire di obiezione di coscienza&#8221; di e con Elisabetta Canitano. Il monologo racconta la storia di Valentina Milluzzo, donna di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Domenica 23 ottobre, in occasione dell&#8217;Open Day del <a title="Villaggio Globale" href="https://www.facebook.com/villaggiooooglobale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Villaggio Globale</a>, presenteremo il monologo &#8220;Valentina. Morire di obiezione di coscienza&#8221; di e con <a title="Vita di Donna" href="https://www.vitadidonna.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Elisabetta Canitano</a>.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Canitano4-2022ott.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-3199 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Canitano4-2022ott-300x186.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Canitano4 2022ott" width="300" height="186" /></a></p>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">Il monologo racconta la storia di Valentina Milluzzo, donna di 32 incinta di due gemelli, morta nel 2016 presso l&#8217;Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, dove le è stato negato un aborto che probabilmente le avrebbe salvato la vita.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">Elisabetta Canitano, autrice del monologo e attrice, ha ripercorso la storia di Valentina, dal desiderio di maternità fino a scandire minuto per minuto gli ultimi momenti che la hanno portata alla morte.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">L&#8217;autrice ha ricostruito la storia di Valentina grazie alla testimonianza della famiglia Milluzzo e all&#8217;esperienza maturata in 40 anni di lavoro in ospedale e in consultorio familiare.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s"></div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">23 ottobre 2022, ore 19.00 &#8211; Teatro del Villaggio Globale, Roma Testaccio</div>
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		<title>Art.9: obiezione di coscienza</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Marcuccio]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i diritti chiamano altri diritti” vacilla in modo preoccupante, dimostrandosi debole, per noi donne e per la nostra <em>pacifica eversione</em> della cultura patriarcale. Proprio la legge 194 presta il fianco a questi cambiamenti di rotta essendo il “luogo normativo” della differenza sessuale. La legge è la prova che il fatto naturale del “partorire” è cosa pubblica che va normata, sottraendola alla donna che per natura ne porta il segreto. Se è innegabile la conquista realizzata dai movimenti femministi, oggi da custodire cautamente, le strette maglie filate intorno al diritto della donna celano le resistenze culturali che caratterizzarono il dibattito politico. Fino ad ammettere che in alcune norme le obiezioni conservatrici sono riuscite a prevalere! Si prenda la norma ex art.9 che consente al personale sanitario e agli esercenti le attività ausiliarie di “sollevare obiezione di coscienza, preventivamente dichiarata … per essere esonerati dal compimento delle attività specificamente e necessariamente dirette all&#8217;interruzione della gravidanza…”.  Essa rappresentò e rappresenta una grossa rivincita dei cattolici, che ottennero il riconoscimento di un diritto comunque ancorabile alla libertà di pensiero ex art.21 Cost. incontestabile conquista democratica e liberale. Se non fosse che nella mente di chi propose e ottenne la norma e di chi oggi ne fa uso e abuso, la coscienza che si impone al godimento di altrui diritti è una coscienza religiosa, che stride con lo Stato   formalmente laico per Costituzione.  La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel 1999, intervenendo sul caso Pichon e Sajons in Francia, ha lanciato un monito agli Stati UE perché “pur considerata la natura individuale dell’obiezione di coscienza è da escludersi che convinzioni religiose possano prevalere fino ad imporsi ai terzi”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.  Come letteratura e giurisprudenza costituzionale insegnano, a fronte di diritti parimenti rilevanti costituzionalmente – qui il diritto alla salute della donna ex art.32 Cost. e la libertà di coscienza ex art.21 cost. – il necessario bilanciamento deve favorire la tutela della posizione che potrebbe ricevere più grave pregiudizio, dato il monopolio “quasi naturale” del medico sugli interventi a tutela della salute psicofisica della persona. Se l’IVG deve essere praticata da un medico professionista, la libertà di coscienza deve cedere agli obblighi d’ufficio che questa professione, e solo questa, comporta. Potremmo addirittura parlare di “abuso di posizione dominante”, illecito che nella pratica commerciale è sanzionato, e che invece in questo caso è incentivato visto che circa il 70% del personale medico specialista si dichiara obiettore! Quello che è ancora più grave è che molti casi di obiezione di coscienza riguardano l’assistenza antecedente e conseguente all&#8217;intervento, che a norma del terzo comma del citato articolo 9 è attività sanitaria sottratta all&#8217;esonero.   La Cassazione penale abbastanza recentemente ha confermato la condanna di una dottora, in servizio di guardia medica nel reparto di ostetricia e ginecologia di un presidio ospedaliero, per essersi rifiutata di assistere la paziente, già sottoposta ad IVG farmacologica, nella fase del “secondamento”, successiva all&#8217;aborto indotto, omettendo quindi di prestare quell&#8217;assistenza che la norma sottrae all&#8217;esonero per obiezione<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p>All&#8217;origine del “malinteso” è il vizio di merito della legge: considerare l’intervento abortivo semplicemente funzionale alla tutela della salute della donna e non un atto di autodeterminazione sul proprio corpo che la donna rivendica come diritto compiuto in sé per sé.  Si veda   la procedura (art.5 co.1) di accompagnamento della donna affinché si trovino “le possibili soluzioni alternative ai problemi” che potrebbero averla determinata alla decisione, “si sottrae per quanto è possibile alla donna gravida la sua autonomia decisionale di generare o meno” quasi fosse un incapace. La società a impostazione patriarcale si è impadronita del corpo delle donne e delle sue funzioni; e siccome nel generare si perpetua la specie ne ha fatto una questione di Stato affidata al legislatore, con un imbarazzante fluttuare tra diritto, etica e metafisica <a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>.  Si ode così l’eco fideista della “vita prima della vita” anche contro la vita già esistente della donna! Per fortuna giuridicamente la persona nasce con i primi vagiti! Ma la degenerazione applicativa della legge è purtroppo in nuce.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Nel caso di specie l’obiezione di coscienza era stata sollevata dall&#8217;esercente il servizio farmaceutico avverso la richiesta di acquisto del contraccettivo di emergenza. Nonostante le indicazioni casi del genere continuano ad essere denunciati anche in Italia.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> 27 novembre 2012 n.14979/2013</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Adriana Cavarero, pg 81</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Voci a sostegno della 194</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Facciamo rete]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>a cura del Centro Veneto Progetti Donna Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>a cura del Centro Veneto Progetti Donna</em></p>
<p>Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non solo riconosce un diritto inalienabile delle donne, quello di decidere sul proprio corpo, ma ha anche l’obiettivo di disciplinare una pratica la cui attuazione aveva fino a quel momento messo a rischio la salute e la vita delle stesse perché spesso praticato in condizioni rischio, proprio in ragione della clandestinità a cui era relegata. Tutte le operatrici del Centro Veneto Progetti Donna, insieme a Non una di meno e alla Cgil in quella giornata hanno presidiato l’entrata della Clinica ostetrica della città di Padova per ribadire che nessun passo indietro può essere fatto rispetto al riconoscimento di un fondamentale diritto alla libertà di scelta e all&#8217;autodeterminazione di sé.</p>
<p>Purtroppo però, nonostante l’IVG sia un servizio che lo Stato dovrebbe garantire nei presidi sanitari pubblici, sappiamo quanto sia difficile accedere a tale pratica principalmente perché il numero di medici/che obiettori è molto alto (a livello nazionale si parla del 70%). In Veneto si supera invece la media con il 73% dei medici/che ginecologi/ghe obiettori. Un ulteriore segnale di allarme riguarda i tempi medi di attesa tra il primo appuntamento e l’intervento che sono piuttosto alti, se pensiamo che, sempre in Veneto, quasi la metà delle IVG viene effettuata dopo 14 giorni dal primo appuntamento.</p>
<p>In questo contesto si inserisce la mozione approvata al Consiglio comunale di Verona la sera del 4 ottobre 2018 dal titolo “Iniziative per la prevenzione dell’aborto e il sostegno alla maternità nel 40° anniversario della legge 194/1978”.</p>
<p>Leggendo la mozione del Comune di Verona notiamo come vengano citati molti dati (presi da fonti non ufficiali e tendenziose come per esempio ilsussidiario.net) che sono in perfetto contrasto con i dati ufficiali del Ministero della Salute e con quelli della Regione del Veneto. Infatti, nel preambolo della mozione si sostiene che la Legge 194, “ha contribuito ad aumentare il ricorso all&#8217;aborto quale strumento contraccettivo e non ha affatto debellato l’aborto clandestino”. Le interruzioni volontarie di gravidanza sono diminuite drasticamente negli ultimi anni: dal 2006 al 2017 in Veneto la diminuzione è del 33% (da 7090 nel 2006 a 4752 nel 2017), con un trend in costante calo ogni anno, e a livello nazionale dal 1982 ad oggi le IVG sono calate del 52,4%. Questo grazie anche alle campagne di prevenzione portate avanti dai Consultori e dalle associazioni, che nella nostra Regione negli ultimi anni tra l’altro hanno subito grossi ridimensionamenti di risorse.</p>
<p>Alla mozione di Verona sono seguite mobilitazioni importanti a carattere nazionale. Il 13 ottobre il movimento Non una di meno ha portato in piazza più di 5000 persone provenienti non solo dalla regione, ma da tutta Italia.  E tante voci si sono alzate per rivendicare la difesa della 194 e la sua corretta applicazione. Questo però non ha impedito la diffusione della mozione in altri Consigli comunali in altre città, tra cui Roma e Sestri Levante, segno questo che Verona non è un caso isolato, e che i diritti delle donne sono sotto attacco.</p>
<p>Fatto dimostrato anche da due Disegni di legge depositati in Senato, rispettivamente sull&#8217;affido condiviso e la garanzia di bigenitorialità, cosiddetto “Pillon”, e sulla revisione dell’articolo 572 del codice penale sui maltrattamenti in famiglia. Queste due proposte, da una parte renderanno praticamente impossibile e pericoloso separarsi alle donne che si trovano in relazioni intime dove c’è violenza da parte del partner e, dall&#8217;altra, disconoscono il fenomeno della violenza maschile contro le donne, introducendo il carattere della sistematicità nei maltrattamenti che non rispecchia invece la peculiarità di un fenomeno che si manifesta nella coppia in modo ciclico, alternando periodi di tensione e violenza a periodi di cosiddetta “luna di miele”.</p>
<p>Ritornando a Verona, pensiamo che tale mozione non possa essere accettata in uno stato laico dove deve essere garantita sempre la libera scelta delle donne, senza condizionamenti o pressioni di qualsivoglia natura. Le opinioni personali, politiche o religiose non devono e non possono entrare dentro strutture pubbliche dove le donne si recano. Così come, allo stesso tempo, deve essere garantita la presenza di medici e mediche non obiettori per permettere a tutte le donne di poter disporre di questo diritto fondamentale.</p>
<p>Pensiamo inoltre che sia necessario da parte delle Istituzioni sostenere con ‘congrui finanziamenti’ percorsi di educazione sessuale nelle scuole e tra i giovani e in famiglia, rendere più accessibili i metodi contraccettivi e garantire la corretta applicazione della Legge 194.<br />
Come Centri antiviolenza siamo da sempre impegnate nell&#8217;affiancare le donne che ci chiedono aiuto per intraprendere l’interruzione volontaria di gravidanza. In un primo momento offriamo le informazioni necessarie rispetto alle strutture a cui rivolgersi e se la donna ce lo chiede la accompagniamo alle visite e poi all&#8217;intervento. Ancora, per le donne che ne sentono il bisogno offriamo un sostegno psicologico post intervento.</p>
<p>Il nostro appello per la città di Verona, e le altre che si dichiarano a favore della vita, è di esserlo sempre, e soprattutto sostenendo la corretta applicazione della legge 194, che è a sua volta a favore della vita, quella delle donne.</p>
<p>Dati: <a title="Dati su IVG in Veneto" href="https://salute.regione.veneto.it/web/ivg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://salute.regione.veneto.it/web/ivg?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Centro Veneto Progetti Donna &#8211; Auser<img class="alignnone size-full wp-image-2761 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Logo-CVPD.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="logo-cvpd" width="350" height="309" /></strong></p>
<p>Il Centro Veneto Progetti Donna &#8211; Auser (CVPD o Centro Donna) è un’Associazione di volontariato che da 28 anni offre sostegno a donne, italiane e straniere, in difficoltà e coinvolte in situazioni di violenza e maltrattamento familiare e non. Nasce a Padova nel 1990 per iniziativa di un gruppo di donne per dare una risposta concreta alle numerose richieste di aiuto. Tra le sue attività garantisce accoglienza alle donne vittime di violenza della città di Padova e Provincia, attraverso i suoi quattro Centri antiviolenza (Padova, Piove di Sacco, Este e Cittadella) riconosciuti dalla Regione Veneto.<br />
Il gruppo del Centro Donna è composto da operatrici specializzate, psicologhe, avvocate, educatrici e volontarie, che accolgono le donne che hanno subito violenza e i loro figli, forniscono loro gratuitamente supporto psicologico e legale e progettano, in stretta collaborazione con gli attori coinvolti (FFOO, questura, tribunale, servizi sociali, ospedali), programmi personalizzati di fuoriuscita dal circuito della violenza.</p>
<p>FB: <a href="https://www.facebook.com/CentroAntiviolenzaPadova.e.Provincia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Donna Padova Auser</a></p>
<p><a href="http://www.centrodonnapadova.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.centrodonnapadova.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> FATE le STREGHE, numero 8 in questo numero 194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito Nei paesi in cui l&#8217;aborto è vietato, il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h5 style="text-align: center;"> FATE <em>le</em> STREGHE, numero 8</h5>
<h5 style="text-align: center;"><img class=" size-large wp-image-2783 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/TestataNov2018-1024x569.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="testatanov2018" width="720" height="400" /></h5>
<h5 style="text-align: center;">in questo numero</h5>
<h4 style="text-align: center;">194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito</h4>
<p style="text-align: center;"><em>Nei paesi in cui l&#8217;aborto è vietato, il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37 casi ogni 1000. Nei paesi in cui è permesso scende a 34. Vietare l&#8217;aborto non ridimensiona il problema, lo acuisce. I paesi che possiedono leggi restrittive hanno tassi complessivi di aborto maggiori rispetto a quelli in cui l&#8217;aborto è legale e disponibile, perché la vera differenza la fanno la corretta informazione e la prevenzione, attraverso la conoscenza di metodi contraccettivi efficaci e sicuri, una politica che sostenga e protegga le donne che decidono di portare avanti una gravidanza e un welfare più equo. Ma al di là dei numeri e delle statistiche che ci dicono che vietare l&#8217;aborto non ne fa diminuire la pratica, che da sempre le donne hanno trovato il modo di interrompere una gravidanza che non potevano o non volevano portare avanti, in questo numero di Fate le Streghe parleremo di libera scelta. La scelta che ogni donna deve poter fare nella gestione del proprio corpo, la scelta di decidere quando, come e se costruire una famiglia, la scelta di determinare la propria esistenza senza imposizioni e forzature.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">GLI ARTICOLI</h4>
<p style="text-align: left;"><a title="Libera (scelta) di decidere" href="http://www.associazionerising.eu/libera-scelta-di-decidere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>ZONA <em>Franca</em></strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Libera (scelta) di decidere</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p style="text-align: left;">Infusi di erbe, traumi all&#8217;addome, miscuglio di farmaci, uso di ferri da calza, di stampelle per abiti, di pompe da bicicletta: in questo modo si abortiva fino agli anni &#8217;70 in Italia e in molti posti del mondo ancora oggi. Ogni anno si verificano circa 205 milioni di gravidanze nel mondo: più di un terzo di esse sono indesiderate e circa un quinto finisce in un aborto indotto. Ogni anno nel mondo si praticano circa 44 milioni di aborti indotti e poco meno della metà non sono eseguiti in modo sicuro.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Libera (scelta) di decidere" href="http://www.associazionerising.eu/libera-scelta-di-decidere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p style="text-align: left;"><a title="Who's she?" href="http://www.associazionerising.eu/whos-she-indovi-al-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>NEWS in GENERE</strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Who’s she? – Indovina chi al femminile</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>a cura di Giulia Nanni</em></p>
<p style="text-align: left;">Indovina chi – uno tra i giochi da tavolo più conosciuti – è reinventato al femminile. Al suo interno 28 profili di donne che hanno avuto il coraggio di essere differenti, di rischiare. Donne che hanno cambiato il mondo. «La parte più difficile è stata selezionarne solo 28» sottolinea l’ideatrice Zuzia Kozerska-Girard, aggiungendo che queste donne hanno ispirato lei e spera possano ispirare anche noi.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Who's she?" href="http://www.associazionerising.eu/whos-she-indovi-al-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p style="text-align: left;"><strong><a title="Donne a tutto tondo 2 e Puzzle solidali" href="http://www.associazionerising.eu/donne-a-tutto-tondo-2-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LE NOSTRE NEWS</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>a cura di Giulia Nanni</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Donne a tutto tondo 2</strong></p>
<p style="text-align: left;">Nel 2019 partirà la seconda edizione dell’iniziativa “Donne a tutto tondo”, per sostenere il benessere psicofisico di ogni donna. Anche quest’anno il progetto è realizzato grazie ai fondi 8xMille della Chiesa Valdese e prevede la realizzazione di tre laboratori gratuiti.</p>
<p><strong><em>Puzzle</em> <em>Solidali. </em>Donare due volte: il regalo che vale di più!</strong></p>
<p>Da oggi, per un compleanno, Natale, una qualsiasi festa o, semplicemente, per il piacere di donare. Un regalo per tutte le occasioni, ma che vale di più!</p>
<p>Regalando un <em>Puzzle Solidale</em> potrai sostenere le nostre attività di contrasto alla violenza maschile contro donne, bambine e bambini. Potrai sostenere la nostra lotta per la promozione dell&#8217;<em>empowerment</em> delle donne e l&#8217;affermazione di una cultura delle pari opportunità!</p>
<p><a title="Donne a tutto tondo 2 e Puzzle solidali" href="http://www.associazionerising.eu/donne-a-tutto-tondo-2-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Una scelta che spetta alle donne" href="http://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA NOSTRA OPINIONE</strong></a></p>
<p><strong>Una scelta che spetta alle donne</strong></p>
<p><em>di Federica Buffa</em></p>
<p>L’articolo 4 della legge 194/78 stabilisce che la donna possa ricorrere all&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza nei casi in cui la prosecuzione della gravidanza comporterebbe un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, tenendo conto della sua condizione economica, sociale o familiare, ma anche in base alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o in previsione di malformazioni o anomalie del concepito.</p>
<p>Proprio nell&#8217;anno in cui la legge compie 40 anni, in Italia alcuni esponenti della classe politica vorrebbero fare un passo indietro, ripristinando la situazione come era in passato, proponendo di abrogare la legge, limitando effettivamente la libertà di scelta delle donne in merito all’IVG.</p>
<p><a title="Una scelta che spetta alle donne" href="http://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Art.9: obiezione di coscienza" href="http://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>FOCUS</strong></a></p>
<p><strong>Art.9: obiezione di coscienza</strong></p>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i diritti chiamano altri diritti” vacilla in modo preoccupante, dimostrandosi debole, per noi donne e per la nostra <em>pacifica eversione</em> della cultura patriarcale. Proprio la legge 194 presta il fianco a questi cambiamenti di rotta essendo il “luogo normativo” della differenza sessuale. La legge è la prova che il fatto naturale del “partorire” è cosa pubblica che va normata, sottraendola alla donna che per natura ne porta il segreto.</p>
<p><a title="Art.9: obiezione di coscienza" href="http://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Oggi a ..." href="http://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA VIGNETTA</strong></a></p>
<p><strong>Oggi a Roma, Novara, Napoli, &#8230;</strong></p>
<p><em>di Laura Valgiusti</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Vignetta.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignnone size-large wp-image-2757" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Vignetta-1024x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="vignetta" width="720" height="720" /></a></p>
<p><a title="Oggi a ..." href="http://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Voci a sostegno della 194" href="http://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>FACCIAMO RETE</strong></a></p>
<p><strong>Voci a sostegno della 194</strong></p>
<p><em>a cura del Centro Veneto Progetti Donna</em></p>
<p>Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non solo riconosce un diritto inalienabile delle donne, quello di decidere sul proprio corpo, ma ha anche l’obiettivo di disciplinare una pratica la cui attuazione aveva fino a quel momento messo a rischio la salute e la vita delle stesse perché spesso praticato in condizioni rischio, proprio in ragione della clandestinità a cui era relegata. Tutte le operatrici del Centro Veneto Progetti Donna, insieme a Non una di meno e alla Cgil in quella giornata hanno presidiato l’entrata della Clinica ostetrica della città di Padova per ribadire che nessun passo indietro può essere fatto rispetto al riconoscimento di un fondamentale diritto alla libertà di scelta e all&#8217;autodeterminazione di sé.</p>
<p><a title="Voci a sostegno della 194" href="http://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="194: il punto di vista dell'ostetrica" href="http://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>APPROFONDIMENTO</strong></a></p>
<p><strong>194: il punto di vista dell&#8217;ostetrica</strong></p>
<p><em>di Cristina Fortini</em></p>
<p>La prima immagine che mi viene in mente pensando all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza è un ventaglio di volti, di occhi, di sguardi di donne, uguali e diverse. Alcune di loro arrivano in Consultorio con le lacrime già pronte a esondare, altre sicure e determinate portano con sé la consapevolezza di una scelta già compiuta.</p>
<p>Sicuramente decidere di interrompere una gravidanza è un evento importante che avrà una pesante influenza sul futuro di quella donna, ma sarebbe erroneo definirlo a priori come doloroso. Il diritto di scegliere per la propria vita riproduttiva è appunto un diritto e non richiede, per poterlo esercitare, l’espiazione di una colpa attraverso il dolore.</p>
<p><a title="194: il punto di vista dell'ostetrica" href="http://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="4 mesi, 3 settimane, 2 giorni" href="http://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>ARTE in GENERE</strong></a></p>
<p><strong>“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</strong></p>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio in cui oltre novemila donne morirono a causa di interruzioni clandestine di gravidanza. Otilia e Gabita sono due studentesse universitarie; condividono la stessa stanza alla casa dello studente, e condividono il disorientamento di un’esistenza in un tempo e in un luogo in cui alcuni diritti delle donne vengono negati. Il diritto di scegliere la maternità, di vivere una sessualità consapevole, di essere libere dalla paura della violenza.</p>
<p><a title="4 mesi, 3 settimane, 2 giorni" href="http://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="L'aborto farmacologico" href="http://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>RISE, WOMAN!</strong></a></p>
<p><strong>Un aborto farmacologico, intervista a Clara Campi</strong></p>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p><strong>Parliamo della tua esperienza con l’aborto farmacologico: conoscevi già la procedura? Credi che ci sia informazione fra le donne? Cosa non ti aspettavi?</strong></p>
<p>No, secondo me le donne non sanno e io stessa sapevo molte cose solo in teoria. Io me ne sono accorta subito, ho chiamato il consultorio e l’esperienza in consultorio è stata positiva. Lì mi hanno consigliato l’aborto farmacologico perché essendo all&#8217;inizio era la cosa più ovvia. La cosa scioccante è iniziata quando mi hanno dato la lista degli ospedali e ho notato che in questa lista la maggior parte degli ospedali milanesi non offre la possibilità dell’aborto farmacologico, ti devi per forza operare.  Io non capisco perché debbano obbligarti ad operare, è insensato.</p>
<p><a title="L'aborto farmacologico" href="http://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Libertà di scegliere" href="http://www.associazionerising.eu/liberta-donne-scegliere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA PULCE</strong></a></p>
<p><strong>Libertà alle donne di scegliere</strong></p>
<p><em>di Vincenzo Spinelli</em></p>
<p>Il 22 maggio 1978 il Parlamento italiano sanciva con la legge 194 la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza. L’iter della legge, lungo e travagliato, aveva visto l’opinione pubblica spaccata in due: da un lato le donne che combattevano per una maternità libera e consapevole, dall&#8217;altro la chiesa cattolica ferma nella sua condanna. Dopo 40 anni, possiamo affermare, senza tema di smentita, che la legge ha funzionato. Infatti, dal picco di IVG registrato nel 1982 (poco meno di 235.000) si è arrivati nel 2016 a poco meno di 85.000 interventi. Questa drastica riduzione di IVG è dovuta a una maggiore istruzione delle donne, una maggiore diffusione (anche se ancora insufficiente) dell’educazione sessuale e della contraccezione, all&#8217;introduzione, avvenuta nel 2015, della contraccezione d’emergenza.</p>
<p><a title="Libertà di scegliere" href="http://www.associazionerising.eu/liberta-donne-scegliere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Sogniamo un mondo senza pro-life" href="http://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>WRITING RISING</strong></a></p>
<p><strong>Sogniamo un mondo senza pro-life</strong></p>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Il movimento <em>pro-life</em> si compone di tutte quelle realtà – internazionali e nazionali – che si oppongono all&#8217;aborto. Tali organizzazioni sostengono di voler difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e la famiglia uomo-donna fondata sul matrimonio, riaffermando così una visione della dignità della persona in linea con la legge, appunto, <em>naturale</em>. Ovviamente, cosa ci sia di naturale nel matrimonio e nella monogamia, non ce lo hanno ancora spiegato.</p>
<p><a title="Sogniamo un mondo senza pro-life" href="http://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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