<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Associazione Rising &#187; prostituzione</title>
	<atom:link href="https://www.associazionerising.eu/tag/prostituzione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.associazionerising.eu</link>
	<description>Pari in Genere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Feb 2025 15:04:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.34</generator>
	<item>
		<title>Roxanne: sostegno e reinserimento delle sopravvissute alla tratta</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/roxanne-per-ilte-alla-tratta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/roxanne-per-ilte-alla-tratta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2019 01:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[donne migranti]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio Roxanne]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2887</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Daniela Moretti, Servizio Roxanne Quando si parla di violenza sulle donne la mente va automaticamente alle tante donne che ogni giorno perdono la vita o portano su di sé e con sé i&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/roxanne-per-ilte-alla-tratta/">Roxanne: sostegno e reinserimento delle sopravvissute alla tratta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Daniela Moretti, Servizio Roxanne</em></p>
<p>Quando si parla di violenza sulle donne la mente va automaticamente alle tante donne che ogni giorno perdono la vita o portano su di sé e con sé i segni indelebili della violenza subita dai propri compagni. Molti sono però i punti di contatto tra questa violenza e quella che subiscono le donne che vivono sulle strade delle nostre città, per lo più immigrate, costrette quotidianamente a vendere il proprio corpo. Roma Capitale ha attivato dal 1999 un <em>“Programma integrato di interventi sulla Prostituzione” </em>finalizzato alla<em> “conoscenza del fenomeno, alla riduzione del danno, a un’azione di contrasto alla prostituzione coatta, a un’azione di sostegno sociale, di prevenzione e di informazione sanitaria<strong>”. </strong></em>La realizzazione del programma è stata affidata al Dipartimento Politiche Sociali &#8211; <em>Servizio Roxanne.</em> Sono stati attivati interventi di contatto in strada, uno sportello di orientamento, due case di fuga, e successivi programmi di semi autonomia. Possiamo dire che in questi 20 anni di attività il Servizio Roxanne ha accolto in programmi di protezione e inclusione 611 donne, di cui il 70% ha portato a termine il programma con una permanenza media nel programma di tre anni. Nel restante 30% troviamo un 15% di abbandoni con presumibile ritorno in strada, un 10% di richiedenti asilo rientrate nel sistema di accoglienza per i richiedenti asilo e un 5% di rimpatri assistiti attraverso Organizzazioni Internazionali. Negli ultimi anni le donne seguite e accolte sono in prevalenza Nigeriane, provenienti dallo Stato di Edo, sempre più giovani, poco o nulla scolarizzate, provenienti da zone molto povere, fortemente traumatizzate da storie personali difficili già nella terra di origine e aggravate dalle violenze e torture subite durante il viaggio, con una grande necessità di mandare soldi a casa e fortemente preoccupate per le famiglie. La violenza che viene esercitata nei loro confronti dai trafficanti e dalle forze di polizia che controllano le frontiere compromette profondamente la loro autostima e la fiducia nell’altro, in particolare quello con gli uomini in divisa e le rende impotenti e completamente dipendenti dai trafficanti e dagli sfruttatori oltre che dagli uomini che incontreranno lungo le nostre strade. Il patto contratto con i trafficanti è quasi sempre suggellato attraverso un rito magico – juju o vudu – durante il quale la ragazza promette di restituire il debito, di non andare alla polizia, di non creare problemi alla “madame”. Le minacce e le ritorsioni verso loro stesse e verso le famiglie, soprattutto genitori, fratelli piccoli o figli, se il patto non è rispettato, fuggendo e chiedendo aiuto, sono fortissime e molto spesso sono le stesse famiglie che cercano il contatto con le ragazze per convincerle a rispettare il patto e tornare dalla “madame”. Il reinserimento di queste ragazze è un percorso molto delicato e lungo, costellato da momenti di grande difficoltà psicologica, dovuti alle ferite profonde che le ragazze portano dentro, alla rabbia accumulata per le violenze subite e all’educazione avuta, profondamente diversa da quella dello stato che le ospita, che spesso è vissuto come una prigione che impedisce loro di costruirsi un futuro. Non comprendono il concetto di minore età e che se minori c’è un adulto – tutore – e un magistrato che dice loro cosa possono o non possono fare, quando fino al giorno prima hanno affrontato da sole il mondo e al loro paese sono considerate donne adulte che possono gestire una famiglia. Sono adolescenti ma anche adulte cresciute in fretta per effetto del dolore provato e delle tante difficoltà affrontate e sopportate, durante il viaggio, in totale solitudine con la speranza di una vita migliore, che si legano con facilità alle persone che incontrano, ma che non instaurano legami profondi. Hanno grandissima difficoltà ad apprendere la lingua italiana e le abitudini, soprattutto quelle alimentari, perché provengono da una cultura diversa ma anche perché la lingua come il cibo sono quelle degli uomini che le hanno abusate. Sono ragazze che si fanno spesso la doccia per rimuovere l’odore dell’uomo bianco che le ha toccate e rimuovendo l’odore rimuovono il ricordo di quello che hanno vissuto.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Daniela Moretti, Assistente Sociale presso il Comune di Roma Capitale, è Responsabile del Servizio Roxanne presso la Direzione Servizi alla Persona del Dipartimento Politiche Sociali. Ha lavorato presso strutture sanitarie private e in Servizi pubblici, acquisendo competenze in programmazione, progettazione, gestione e controllo di servizi.</p>
<p>Il <a title="Servizio Roxanne" href="https://www.comune.roma.it/pcr/it/servizio_roxanne.page?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Servizio &#8220;Roxanne&#8221;</a> del Dipartimento Politiche Sociali &#8211; Comune di Roma, offre prevenzione e consulenza a tutti i soggetti presenti su strada (donne, uomini, trans) e sostegno e reinserimento delle persone sopravvissute alla tratta.</p>
<p>email: <a href="mailto:%20s.roxanne@comune.roma.it">s.roxanne@comune.roma.it</a></p>
<p>Tel. 06 77072404</p>
<p>Numero verde nazionale contro la tratta: 800 290 290</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 9" href="http://www.associazionerising.eu/libere-di-migrare/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 9" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMar2019-web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf del numero di marzo 2019</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/roxanne-per-ilte-alla-tratta/">Roxanne: sostegno e reinserimento delle sopravvissute alla tratta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/roxanne-per-ilte-alla-tratta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In viaggio con i diritti</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/in-viaggio-con-i-diritti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/in-viaggio-con-i-diritti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News in genere]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Gioca a favore della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Grifi]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Offenders on the move]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi Rio 2016]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Saveria Ottaviani]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1622</guid>
		<description><![CDATA[<p>a cura di Laura Grifi e Saveria Ottaviani L&#8217;Organizzazione Mondiale del Turismo ha stimato che, ogni anno, circa tre milioni di persone partano per viaggi a scopo sessuale. Nel mese di maggio 2016, ECPAT&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/in-viaggio-con-i-diritti/">In viaggio con i diritti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>a cura di Laura Grifi e Saveria Ottaviani</em><br />
L&#8217;Organizzazione Mondiale del Turismo ha stimato che, ogni anno, circa tre milioni di persone partano per viaggi a scopo sessuale. Nel mese di maggio 2016, ECPAT International ha pubblicato “Offenders on the move”, il global study che raccoglie sessantasei relazioni di esperte/i sul traffico, il turismo e lo sfruttamento sessuale di bambine e bambini. I turisti sessuali italiani sono per il 90% uomini tra i venti e i quaranta anni. E non parliamo solo di vacanzieri. La percentuale comprende anche uomini d&#8217;affari, operatori umanitari, espatriati e pensionati. Un mercato da cento miliardi di dollari. Si stima che 220 milioni di bambine e bambini abbiano avuto rapporti sessuali forzati o subito altre forme di violenza sessuale e/o sfruttamento. Di questi, tre milioni sono stati inseriti nel sistema della prostituzione: 600 mila in Cina, 500 mila in Brasile, 250 mila in Thailandia e 150 mila in Europa (Studio del Segretariato Generale delle Nazioni Unite sulla violenza contro i bambini).<br />
<a title="Global Report 2016" href="http://globalstudysectt.org/global-report/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://globalstudysectt.org/global-report/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br />
<a title="Maghweb" href="http://www.maghweb.org/la-nuova-campagna-di-mete-contro-il-turismo-sessuale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.maghweb.org/la-nuova-campagna-di-mete-contro-il-turismo-sessuale/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<h4>Gioca a favore della vita</h4>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/JogueFavorVida.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-1623 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/JogueFavorVida-300x111.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="JogueFavorVida" width="300" height="111" /></a> Non solo le vacanze, ma anche i grandi eventi sportivi &#8211; Europei e Mondiali di calcio, Olimpiadi &#8211; vedono raddoppiare il numero di donne, bambine e bambini che sono costretti ad entrare nel sistema della tratta e della prostituzione. &#8220;Gioca a favore della vita&#8221; è la campagna di sensibilizzazione organizzata dalla rete brasiliana contro la tratta di esseri umani “Um grito pela vida” in vista delle Olimpiadi di Rio 2016. Tutti i turisti che si troveranno a Rio sono invitati a denunciare, anche in forma anonima, al numero gratuito 100, qualsiasi forma di sfruttamento di cui vengano a conoscenza. E’ responsabilità di tutte e tutti non trasformare la destinazione del nostro viaggio o la sede di un grande evento sportivo, nel campo di gioco di organizzazioni criminali e sfruttatori. Facciamo vincere i diritti!<br />
<a title="Jogue a favor da Vida" href="https://www.facebook.com/redegritopelavida/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.facebook.com/redegritopelavida/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/in-viaggio-con-i-diritti/">In viaggio con i diritti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/in-viaggio-con-i-diritti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>24 dicembre, vigilia di Natale</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/vigilia-di-natale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/vigilia-di-natale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ZONA Franca]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Saveria Ottaviani]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1661</guid>
		<description><![CDATA[<p>testimonianza raccolta da Saveria Ottaviani Arriva Luca, 25 anni, meccanico. Andiamo? Cinque minuti, trenta euro. Prima i soldi e poi… Alfredo, 55 anni, arriva con un biglietto: “Buon Natale, stella!” e cento euro. Fa&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/vigilia-di-natale/">24 dicembre, vigilia di Natale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>testimonianza raccolta da Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Arriva Luca, 25 anni, meccanico. Andiamo? Cinque minuti, trenta euro. Prima i soldi e poi…<br />
Alfredo, 55 anni, arriva con un biglietto: “Buon Natale, stella!” e cento euro. Fa il pittore, è vedovo. La moglie è morta di tumore al seno. Mi lascia in lacrime.<br />
Ecco Giovanni, 30 anni, avvocato. Viene una volta a settimana. Bella, andiamo in albergo, trecento euro per due ore, visto che è Natale. Ok!<br />
Stefano, 23 anni, studente. Andiamo? Non voglio fare niente ma ti pago, mi spiace che passi il Natale qui. Ok, facciamo un giro per cinquanta euro.<br />
Poi due ragazzi di 14/15 anni, a piedi. Possiamo toccare? No. Abbiamo solo trenta euro, ci fai lo sconto. No. E vanno via arrabbiati.<br />
Si ferma un uomo di circa 40 anni. Bella, andiamo? Trenta euro, cinque minuti. Ti posso pagare quanto vuoi, ma senza preservativo. Dico no. Grazie. E se ne va.<br />
Giorgio, 27 anni, porta una pizza rossa. Fa il pizzaiolo. Andiamo? Mangia, sei cosi magra che ti si porta via il vento. Ti auguro che sia l&#8217;ultimo Natale in questo posto.<br />
Si ferma Mario, 43 anni. Quanto vuoi? Trenta euro. Tira fuori il distintivo: sono un poliziotto, facciamo gratis. No, gratis non faccio nulla. Stai attenta, la prossima volta ti porto in questura. (Un giorno in questura mi ci ha portato davvero.)<br />
Arriva Claudio, lo conosco. Vuole andare a casa sua perchè la moglie è in vacanza. Ok, dopo però mi riaccompagni qui. Ha 42 anni e un negozio di alimentari. Dopo un&#8217;ora mi chiama il pappone: dove sei? Non ti vedo? Ti stai divertendo? Sto lavorando&#8230; Torna subito! E&#8217; da un&#8217;ora che ti cerco: stasera oltre ai soliti mille euro devi portarne cento in più! Claudio mi paga centocinquanta euro e mi riporta al mio posto.<br />
C&#8217;è Michele che mi aspetta, 38 anni. Viene tutti giorni, fa il commercialista e paga cinquanta euro.<br />
Dopo di lui Francesco, operaio. 30 anni, trenta euro.<br />
Infine si ferma un uomo di circa 45 anni, vestito elegante, con una bella macchina. Andiamo in un posto dove non porti gli altri, ti do quanto vuoi. Salgo in macchina e andiamo fuori città, in campagna. E&#8217; buio e la strada è senza luce. Ci fermiamo e gli chiedo di pagarmi. Cambia atteggiamento. Inizia ad offendermi e a violentarmi. Mi strappa i vestiti, mi tira i capelli, mi graffia sul seno e la gola. Ora mi ammazza. Strillo e piango. A calci rompo il finestrino, riesco ad aprire la portiera ed esco. Sotto sono nuda, ho solo una maglia lunga nera. Senza scarpe, senza telefono, senza borsa. Spaventata, ferita a sangue, scappo, guardandomi indietro per vedere se lui mi segue. Vedo le case ma non so dove sono. Citofono per chiedere aiuto ma nessuno mi apre. Cammino per le vie, sono le cinque del 25 dicembre. E’ Natale. Prendo un taxi e torno a casa. Non lo dimenticherò mai.</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/vigilia-di-natale/">24 dicembre, vigilia di Natale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/vigilia-di-natale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il privilegio più antico del mondo</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/il-privilegio-tico-del-mondo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/il-privilegio-tico-del-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La nostra opinione]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1587</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giulia Nanni Secondo alcune stime, nel mondo ci sono tra le 40 e le 42 milioni di persone che si prostituiscono: i tre quarti hanno un’età compresa tra i 13 e i 25&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/il-privilegio-tico-del-mondo/">Il privilegio più antico del mondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Secondo alcune stime, nel mondo ci sono tra le <strong>40 e le 42 milioni di persone che si prostituiscono</strong>: i tre quarti hanno un’età compresa tra i 13 e i 25 anni e ben 2 milioni sono minori. La percentuale di donne si avvicina all’80% e, in Europa, 9 prostitute su 10 vorrebbero smettere ma non si sentono in grado di farlo. In Italia ci sono 9 milioni di clienti: circa <strong>un uomo su 3</strong>. Forse la prostituzione non è poi così lontana da tutte/i noi.</p>
<p>Madonna/Prostituta è la dicotomia con cui la società, da sempre, divide le donne; due estremi, entrambi basati sulla rimozione del desiderio sessuale femminile. La prima non ne ha bisogno, rinuncia al proprio corpo, ed è “pura” per questo. La seconda il corpo lo vende, esiste per rispondere e soddisfare i desideri dell’uomo ed è “sporca” nonostante questo. Pensiamo mai all&#8217;identità delle donne? Alla loro sessualità, al loro piacere e alla loro completezza? Ed è proprio sulla base di questo che noi, in quanto donne, è il diritto a non essere prostitute, pur essendo libere, che vogliamo difendere e non quello di poter essere prostitute per essere libere. Libere di fare cosa? Di vendere qualcosa che nemmeno possediamo veramente? È la società patriarcale che decide cosa è bello e cosa è brutto; decide quanto vale il nostro corpo, che prezzo esso debba avere. Siamo prezzate sulla base dell’età, del peso, del colore della pelle, etc. Il denaro introduce un’immediata asimmetria nel rapporto: un essere umano riduce un altro in un oggetto e, nell&#8217;80% dei casi, l&#8217;oggetto è donna. C’è il mercato e ci sono le donne-merce. Anche il più generico consumismo ha come punto di forza la prostituzione simbolica del corpo femminile, nella sua continua riduzione e mero oggetto del desiderio sessuale maschile. Come può coincidere la libertà della donna di fare ciò che desidera del proprio corpo, con la libertà dell’uomo di acquistarlo?</p>
<p>La realtà è che, nel mondo, a parità di mansione e incarico, le donne guadagnano meno degli uomini tranne in un unico caso: quando vendono il loro corpo. Le prostitute subiscono le più varie forme di oppressione: dallo sfruttamento alla marginalizzazione, dall&#8217;impotenza alla violenza. Ci rifiutiamo, quindi, di definire lavoro un fenomeno che, oltre a quanto detto, genera un tasso di mortalità 40 volte superiore a quello di qualsiasi attività lavorativa. Del resto, dibattere sul potenziale retributivo della prostituzione è disonesto poiché gli esseri umani non hanno e non devono avere prezzo.</p>
<p>La discriminazione contro le donne si riferisce a qualsiasi forma di esclusione o restrizione basata sul genere che ne nega la parità rispetto agli uomini, che diminuisce il loro riconoscimento sociale e la possibilità di avere le stesse libertà in tutti i campi: politico, economico, sociale, culturale e civile. E la prostituzione è proprio questo.</p>
<p>Riteniamo che sia l’espressione massima della subordinazione tra i generi; il simbolo per eccellenza della mercificazione delle donne; causa e conseguenza del continuo rafforzamento della disparità tra uomo e donna. È legittimazione dello stupro sociale: accade sotto gli occhi di tutti e tutte, nell’indifferenza o con il consenso di molti/e. La società e, soprattutto, il cliente scelgono di non interessarsi alla prostituta perché la cultura di cui siamo intrisi/e ritiene ancora che la donna debba essere a disposizione sessuale dell’uomo.</p>
<p>Consigliereste mai alla vostra compagna, sorella, figlia la prostituzione? E le prostitute non sono forse le compagne, sorelle, figlie di qualcuno? È in gioco la società in cui vogliamo vivere e ci rifiutiamo di continuare ad accettare una tale forma di deresponsabilizzazione.</p>
<p>La prostituzione inoltre, è strettamente connessa alla tratta degli esseri umani, due fenomeni che si alimentano a vicenda: in ogni mercato che si rispetti l’offerta risponde alla domanda e, per soddisfare la richiesta di prestazioni sessuali a pagamento, la criminalità organizzata provvede a trafficare le donne.</p>
<p>La disuguaglianza di genere come causa di fondo della tratta e, quindi, della prostituzione è riconosciuta anche dall’UE che, con la direttiva 2011/36/UE, impone di porre in essere azioni <em>gender-specific </em>per il contrasto del fenomeno. Nel febbraio scorso, il Governo italiano ha recepito la direttiva, adottando il primo <a title="Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani" href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/archivio-notizie/2717-adottato-il-primo-piano-nazionale-dazione-contro-la-tratta-e-sfruttamento-degli-esseri-umani?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento</a>, riconoscendone anch&#8217;esso la specificità di genere. Tra le azioni di prevenzione, il Piano si prefigge anche di <em>“porre in essere attività volte a scoraggiare la domanda di servizi offerti dalle vittime di tratta” </em>e proprio in questa direzione, riteniamo che la riduzione della domanda di sesso a pagamento possa, con il tempo, arginare una tale violazione dei diritti umani, stimolare una maggiore presa di coscienza della collettività e favorire la costruzione di una società più paritaria tra uomini e donne. La c.d. criminalizzazione del cliente, introdotta dalla Svezia, vige oggi anche in Norvegia, Islanda, Canada e Francia.</p>
<p>Lottiamo per i diritti delle donne, soprattutto per coloro che non possono farlo e che ne pagano il prezzo maggiore.</p>
<p><strong>FOCUS SUL TEMA</strong></p>
<p>Solitamente parlare di prostituzione equivale a parlare di prostitute; invece, il fenomeno in questione è estremamente complesso e solo una visione olistica dello stesso permette di comprenderlo e di porre in essere strategie adeguate. Proprio per questo riteniamo sia importante precisare che non c’è solo la prostituta ma che gli attori in gioco sono tre: l’uomo, la donna e la criminalità organizzata.</p>
<p>Nonostante le opinioni sulla prostituzione siano estremamente varie e discordanti tra loro, senza scendere nello specifico, sintetizzeremo le più grandi linee di pensiero, tenendo presente che poi, nei dettagli, sono declinate in modo diverso da Paese in Paese.</p>
<p>Il<strong><em> proibizionismo</em></strong>, presente in gran parte del mondo, prevede pene più o meno severe per le prostitute. Rispondendo al principio della deterrenza, si trova ad agire sulle manifestazioni e non sulle cause della prostituzione.</p>
<p>La <strong><em>regolamentazione</em></strong> considera la prostituzione un lavoro; ne accetta l’esistenza e le riconosce uno spazio economico e sociale. Alcuni stati prevedono una legalizzazione a monopolio statale, come quella italiana prima del 1958, altri gestita dal settore privato. Ne sono esempio più conosciuto l’Olanda e la Germania.</p>
<p><strong>L’</strong><em><strong>abolizionismo</strong>, </em>che vige anche in Italia, fa riferimento alla convenzione ONU del 1949, per la repressione della tratta e dello sfruttamento della prostituzione, che considera quest’ultima incompatibile con la dignità e il valore della persona umana. Ritiene che la prostituzione non è una normale attività commerciale e, per sfavorirla, penalizza tutte le attività a essa connesse: favoreggiamento, induzione, reclutamento, sfruttamento, gestione di case, etc. Al tempo stesso però, non la definisce illegale di per sé: non criminalizza né la donna-prostituta, né l’uomo-cliente.</p>
<p>L’approccio più recente è quello <strong><em>neoproibizionista</em></strong> (modello nordico) che, al contrario del primo, considera le prostitute delle vittime e punisce i clienti con una multa. L’acquisto di prestazioni sessuali è considerato una violenza nei confronti delle donne; un serio problema che causa danni all&#8217;individuo e alla società: l’uguaglianza tra i sessi non potrà essere ottenuta fino a quando gli uomini continueranno a comprare, vendere e sfruttare le donne.</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/il-privilegio-tico-del-mondo/">Il privilegio più antico del mondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/il-privilegio-tico-del-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché ho firmato il manifesto di Zéromacho?</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/manifesto-di-zeromacho/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/manifesto-di-zeromacho/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La pulce]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[zéromacho]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1578</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Lucas Chuffart Perché sono contro la prostituzione. Sono femminista e, in quanto tale, a favore dell’uguaglianza e contro la dominazione maschile. Ho firmato perché ho deciso di impegnarmi contro il sistema prostitutore, che&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/manifesto-di-zeromacho/">Perché ho firmato il manifesto di Zéromacho?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Lucas Chuffart</em></p>
<p>Perché sono contro la prostituzione. Sono femminista e, in quanto tale, a favore dell’uguaglianza e contro la dominazione maschile. <a title="Il Manifesto" href="https://docs.google.com/forms/d/1SugL8eB_zfpKD44zHIBXwCVcEkipAsjf-ZwDta-LMj0/viewform?formkey=dC1xWWx3amNqSUYxTmw5WWdwSjVEOWc6MQ&amp;hl=fr#gid=0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Ho firmato</a> perché ho deciso di impegnarmi contro il sistema prostitutore, che distrugge la vita di milioni di persone giovani e povere in tutto il mondo.</p>
<p><a title="Il Manifesto" href="https://docs.google.com/forms/d/1SugL8eB_zfpKD44zHIBXwCVcEkipAsjf-ZwDta-LMj0/viewform?formkey=dC1xWWx3amNqSUYxTmw5WWdwSjVEOWc6MQ&amp;hl=fr#gid=0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Ho firmato</a> perché il rispetto dell’altro non è in vendita. La sessualità, per me, è l’incontro di due desideri nella gioia del piacere reciproco. Con <a title="Zéromacho" href="www.zeromacho.eu?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Zéromacho</a> chiedo che tutti i paesi, come la Svezia nel 1997 e la Francia nell’aprile del 2016, compiano questa rivoluzione e stabiliscano un principio: pagare per un atto sessuale, cioè comprare il non-desiderio altrui, è una violenza, e dunque un delitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="www.zeromacho.eu?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><img class=" size-medium wp-image-1580 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Logo-ZMPROSTITITUTION-300x46.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Logo ZMPROSTITITUTION" width="300" height="46" /></a></p>
<p><em>Zéromacho è una rete internazionale fondata nel 2011 e presente in 57 paesi, tra cui l’Italia. Riunisce i firmatari del <a title="Il Manifesto" href="https://docs.google.com/forms/d/1SugL8eB_zfpKD44zHIBXwCVcEkipAsjf-ZwDta-LMj0/viewform?formkey=dC1xWWx3amNqSUYxTmw5WWdwSjVEOWc6MQ&amp;hl=fr#gid=0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">manifesto</a> “No alla prostituzione! Sì alla libertà sessuale! Sì al desiderio reciproco!”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Il Manifesto" href="https://docs.google.com/forms/d/1SugL8eB_zfpKD44zHIBXwCVcEkipAsjf-ZwDta-LMj0/viewform?formkey=dC1xWWx3amNqSUYxTmw5WWdwSjVEOWc6MQ&amp;hl=fr#gid=0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Firma il Manifesto</a></p>
<p><a href="http://www.zeromacho.eu?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.zeromacho.eu?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p><em>Leggi l&#8217;articolo originale</em></p>
<p>Pourquoi ai-je signé <a title="le manifeste" href="https://docs.google.com/forms/d/1SugL8eB_zfpKD44zHIBXwCVcEkipAsjf-ZwDta-LMj0/viewform?formkey=dC1xWWx3amNqSUYxTmw5WWdwSjVEOWc6MQ&amp;hl=fr#gid=0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">le manifeste</a> de Zéromacho ?</p>
<p>Parce que je suis contre la prostitution. Je suis féministe, donc engagé pour l’égalité et opposé à la domination masculine. <a title="le manifeste" href="https://docs.google.com/forms/d/1SugL8eB_zfpKD44zHIBXwCVcEkipAsjf-ZwDta-LMj0/viewform?formkey=dC1xWWx3amNqSUYxTmw5WWdwSjVEOWc6MQ&amp;hl=fr#gid=0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">J’ai signé</a> parce que j’ai décidé de m’engager contre le système prostitueur qui détruit la vie de millions de personnes jeunes et pauvres à travers le monde.</p>
<p><a title="le Manifeste" href="https://docs.google.com/forms/d/1SugL8eB_zfpKD44zHIBXwCVcEkipAsjf-ZwDta-LMj0/viewform?formkey=dC1xWWx3amNqSUYxTmw5WWdwSjVEOWc6MQ&amp;hl=fr#gid=0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">J’ai signé</a> parce que le respect d’autrui n’est pas à vendre. La sexualité est pour moi la rencontre de deux désirs, dans la joie d’un plaisir réciproque. Avec <a title="Zéromacho" href="www.zeromacho.eu?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Zéromacho</a> je demande que tous les pays, après la Suède en 1997 et la France en avril 2016, accomplissent cette révolution qui pose un principe : payer pour un acte sexuel, c’est-à-dire acheter le non-désir d’autrui, est une violence, et donc un délit.</p>
<p><em><a title="Zéromacho" href="www.zeromacho.eu?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Zéromacho</a> est un réseau international, fondé en 2011 et présent dans 57 pays, dont l’Italie. Il rassemble les signataires d’un manifeste «Non à la prostitution ! Oui à la liberté sexuelle! Oui au désir réciproque!»</em></p>
<p><a href="www.zeromacho.eu?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.zeromacho.eu?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/ImmagineTestata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignnone size-medium wp-image-1338" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata big" width="300" height="57" /></a></p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/manifesto-di-zeromacho/">Perché ho firmato il manifesto di Zéromacho?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/manifesto-di-zeromacho/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La disparità di desiderio alla base della prostituzione</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/la-disparita-d-prostituzione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/la-disparita-d-prostituzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Kajsa Ekis Ekman]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1603</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Kajsa Ekis Ekman Definire la prostituzione è molto semplice: è una prestazione sessuale tra due persone, tra chi la desidera e chi no. Poiché il desiderio è assente, il pagamento ne prende il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/la-disparita-d-prostituzione/">La disparità di desiderio alla base della prostituzione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Kajsa Ekis Ekman</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/ekis-stuart5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-1604 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/ekis-stuart5-300x215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ekis-stuart5" width="300" height="215" /></a>Definire la prostituzione è molto semplice: è una prestazione sessuale tra due persone, tra chi la desidera e chi no. Poiché il desiderio è assente, il pagamento ne prende il posto. Questa disparità di desiderio sta alla base di tutta la prostituzione, sia che si parli di &#8220;VIP escort&#8221; che della moderna schiavitù della tratta. Grazie al denaro, l&#8217;acquirente ottiene il “consenso” alla prestazione, ma è importante evidenziare come una parte ottiene una prestazione sessuale, anche se l&#8217;altra parte non la vuole. Se ci fosse desiderio reciproco non ci sarebbe bisogno di alcun pagamento.<br />
Questo è soltanto uno dei problemi legati alla prostituzione. C&#8217;è violenza, povertà, alti tassi di mortalità; ci sono gli sfruttatori &#8211; siano essi criminalità organizzata o Stato &#8211; e l&#8217;intero settore che nutre questa disparità di desiderio. Il commercio del sesso è principalmente un fenomeno di genere: il 98% sono donne e ragazze vendute agli uomini. Solo una minoranza sono uomini e ragazzi venduti ad altri uomini.<br />
Ultimamente si parla di “sex work”. Si dice che la prostituzione sia un lavoro come qualsiasi altro. Che la vendita di una prestazione sessuale non debba essere vista come una violazione dei nostri diritti, ma come un diritto in sé. Si afferma che se la prostituzione fosse legalizzata, le sue criticità svanirebbero, le autorità sarebbero in grado di controllarla e le prostitute potrebbero costituire loro sindacati ed essere meglio retribuite. Anche alcune organizzazioni femministe e socialiste sono portavoce di questa tesi. La prostituzione non avrebbe nulla a che fare con il rapporto tra donne e uomini, trattandosi di una mera transazione commerciale. E se ne parla utilizzando termini legati alle attività commerciali. Invece di prostituzione si parla di “commercio del sesso”, invece di prostitute di “sex worker” &#8211; termini che offrono una parvenza di neutralità. In Olanda, in cui tutti gli aspetti della prostituzione sono legali, i proprietari dei bordelli sono chiamati “imprenditori indipendenti&#8221;; in Australia, “fornitori di servizi”. La tesi della “sex worker” o del &#8220;lavoro come un altro&#8221; offre un pretesto per non dover affrontare lo sfruttamento, la miseria e la disuguaglianza che la prostituzione comporta. E offre alle femministe e alla Sinistra un pretesto per non agire.<br />
Tuttavia la realtà ci racconta un&#8217;altra storia: la prostituzione non è un lavoro come un altro. Per le donne e le ragazze che si prostituiscono, il tasso di mortalità è di 40 volte superiore alla media. Nel 2003 un gruppo di medici e psicologi guidato dalla dottoressa Farley ha realizzato un&#8217;importante ricerca intervistando 800 prostitute in 9 Paesi diversi. I risultati hanno mostrato che il 71% aveva subito aggressioni fisiche e che il 63% era stata violentata mentre si prostituiva. Inoltre l&#8217;89% ha detto che avrebbe lasciato la prostituzione se avesse avuto la possibilità di farlo. Quale altra professione può essere paragonata a questi risultati? Ogni società che vuole tendere verso la parità di genere, il rispetto della vita e della dignità e vuole offrire un futuro dignitoso alle ragazze, deve lottare contro la prostituzione. Non combattendo le prostitute ma contrastando gli sfruttatori: l&#8217;industria del sesso e gli acquirenti. È l&#8217;acquirente, non la prostituta, che ha realmente una scelta.<br />
<em>L’autrice, giornalista, scrittrice e attivista, è autrice di &#8220;Being and Being Bought &#8211; prostitution, surrogacy and the Split Self&#8221;, Spinifex Press, 2013 e &#8220;Stolen spring&#8221; sulla crisi dell&#8217;euro e su come abbia colpito la Grecia.</em><br />
<a title="Kajsa Ekis Ekman" href="http://kajsaekisekman.blogspot.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://kajsaekisekman.blogspot.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p><em>leggi l&#8217;articolo originale</em></p>
<p><div id="post-link-1603" class="sh-link post-link sh-hide"><a href="#" onclick="showhide_toggle('post', 1603, 'Show more...', 'Show less...'); return false;" aria-expanded="false"><span id="post-toggle-1603">Show more...</span></a></div><div id="post-content-1603" class="sh-content post-content sh-hide" style="display: none;">Prostitution is, in reality, very simple. It is sex between two people &#8211; between one who wants it and one who doesn’t. Since desire is absent, payment takes its place. This inequality of lust is the basis of all prostitution, be it ‘VIP escort services’ or the modern slavery of trafficking. The same condition is always present: one person wants to have sex, one doesn’t. Money may get the buyer ‘consent’ and even fake appreciation during the act, but it only highlights the fact that the other party has sex even though s/he does not really want to. No matter how much is said or done to cover this up, if there were mutual desire, there wouldn’t be any payment—and we all know it.</p>
<p>Prostitution is therefore an enemy of sexual liberation, of lust, and of free will. This, of course, is only one of the problems associated with prostitution. There is also the violence, the poverty, the high mortality rates, the pimps &#8211; be it the mafia or the state &#8211; and the whole industry that feeds off the inequality of lust. The sex trade is a highly gendered phenomenon. It primarily involves women and girls being sold to men: 98% of the people whose lives are sold through trafficking are women and girls. A minority are men and boys whose lives are sold to other men.</p>
<p>Simultaneously, a new way of talking about prostitution has arisen. It is called ‘sex work’.Its promoters say that prostitution is a job, just like any other. That selling sex should not be seen as a violation of our rights, but more as a right in itself. That we ought to focus on the condom use and proper payment. They say that if prostitution is legalized, its negative features will disappear, the authorities will be able to control it and prostitutes will be able to establish unions and be better paid. They claim that prostitution is not harmful in itself, that what happens between two consenting adults is their own business. Not infrequently, feminist and socialist organizations are mouthpieces for this line of argument: work, unions, rights and self-determination. In the world of prostitution, ‘working’ has long been used as a euphemism to avoid naming what is happening, a kind of perversely ironic usage. Someone asked “Are you working?” with a certain look, and the other person got the drift. But today the term ‘work’ is used in all seriousness by social commentators, politicians and international organizations: prostitution has become a job. We hear it from the postmodern left as well as the neoliberal right. According to this way of thinking, prostitution has nothing to do with the relationship between women and men but instead is quite simply a business transaction. We are to speak, then, in business-related terms. Although the absolute majority of people in prostitution in the world are women and girls and the absolute majority of buyers are men, we are not supposed to speak about women and men, but about ‘sellers’ and ‘customers’. Instead of prostitution we are to say ‘commercial sex’ and instead of prostitutes, ‘sex workers’ &#8211; terms that provide a semblance of neutrality. In Holland, where all aspects of prostitution are legal, brothel owners are called ‘independent entrepreneurs’; in Australia, ‘service providers’.</p>
<p>The cultural equivalent of sex workers’ rights is the ‘cult of the whore’.In intellectual circles, praising the whore is fashionable. The whore is quintessentially hip. The word ‘whore’ can spice up the dullest book or the most insipid party; it breathes exoticism and titillation. We hear more and more talk of ‘reclaiming’ the word. They call it paying homage: the whore has been scorned by society &#8211; now we must elevate her! But the gesture is, in fact, a way of dissociating oneself from prostituted women. Wearing the ‘whore’ like a necklace: ‘I wear her as an accessory, and thus show that I am not her’. The sex worker story is <em>the</em> contemporary justification for the sex industry, just like the “happy whore” was in the 60´s and the “necessary evil” or the “drainage model” was in the late 1800´s. It provides society with an excuse not to have to face the exploitation, misery and inequality that prostitution entails. As the sex industry grows, it seeks to be legalized and has succeeded, in places like Australia, to be listed on the stock exchange. The story of the “sex worker” or “job like any other” fits the industry perfectly, at the same time as it offers feminists and the Left an excuse not to act. The facts of prostitution, however, tell us another story: that it is definitely not a job like any other. For women and girls in prostitution, the death rate is 40 times higher than the average. No group of women, regardless of career or life situation, has as high a mortality rate as prostituted women. A significant study of individuals in prostitution, led by Dr Melissa Farley, was carried out in 2003 by a team of doctors and psychologists who interviewed 800 prostitutes in 9 countries. The results showed that 71 percent had experienced physical assault while in prostitution, that 63 percent had been raped while engaged in prostitution, that 89 percent said they wanted to leave prostitution and would if they had the possibility to do so. What other profession can be compared with this?</p>
<p>In my opinion, any society which wants to strive towards gender equality, respect for life and dignity and a decent future for young girls, needs to fight against prostitution. But not by fighting the prostitutes! No, by fighting the exploiters: the industry and the buyers. It is the buyer, not the prostitute, who really has a choice. Sweden passed a law in 1998 prohibiting the purchase of sexual services. It was the first time in the world that prostitution legislation had targeted the buyers. This means that it is perfectly legal to sell sex anywhere, but it is illegal to buy it. It was the result of 30 years of struggle from the women´s movement, as well as social work and research. Thirteen years after the law, buying of sex has diminished substantially. The sex industry had to pack up and leave, along with most of the traffickers. Before 1 in 8 Swedish men bought sex, today the number is down to 1 in 13. In Germany, where the sex industry is legal, 1 in 4 men buy sex. Often it has been said that buying sex is “natural” for men &#8211; but these statistics should disprove that, since if that were true, the same number of men would buy sex in every country. Today in Sweden, buying sex is seen as something only “losers” and social outcasts do. Real men can get women without having to pay for them, our generation thinks. This of course does not mean that prostitution has entirely disappeared. But that we are on our way. To exploit another human being is not “natural” or “biological” &#8211; even if the sex industry wants us to think that. Their biggest fear is that everyone will have sex for free, because we want to &#8211; that would mean the end of their market. As a report on the Australian sex industry states: the future of the sex industry looks good – despite the ”competition from unpaid sex.” Now we know – every time we are having sex for free, we compete with the sex industry.<br />
<em>Kajsa Ekis Ekman is author of &#8220;Being and Being Bought &#8211; prostitution, surrogacy and the Split Self&#8221;, Spinifex Press, 2013 and &#8220;Stolen spring&#8221; on the eurocrisis and how it hit Greece.</div></em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/la-disparita-d-prostituzione/">La disparità di desiderio alla base della prostituzione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/la-disparita-d-prostituzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Rosen Hicher</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/intervista-a-rosen-hicher/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/intervista-a-rosen-hicher/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rise, woman!]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Grifi]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Rosen Hicher]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1595</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Laura Grifi Una donna ha percorso la stessa strada due volte: 800 km per le strade francesi da Saintes Charente-Maritime a Parigi. Dal 1988 al 2009 Rosen Hicher, su quelle strade, ha subito&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/intervista-a-rosen-hicher/">Intervista a Rosen Hicher</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Laura Grifi</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/CitLaura.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-1601 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/CitLaura-300x145.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="CitLaura" width="300" height="145" /></a>Una donna ha percorso la stessa strada due volte: 800 km per le strade francesi da Saintes Charente-Maritime a Parigi. Dal 1988 al 2009 Rosen Hicher, su quelle strade, ha subito il mercato della prostituzione; dal 2 settembre al 12 ottobre 2014 Rosen Hicher ha marciato, su quelle strade, contro il sistema della prostituzione. Dopo aver perso il proprio impiego nel campo dell’elettronica, nel marzo del 1988, Rosen entra nel mercato della prostituzione, rispondendo a un annuncio di lavoro di un bar. Nel 2009 Rosen esce dal sistema della prostituzione, superando tanti ostacoli e difficoltà. Rosen racconta che per smettere di prostituirsi bisogna prima di tutto riconoscere che si sta subendo una violenza; in secondo luogo, bisogna analizzare come si è entrate nel sistema della prostituzione. Rosen s’interroga e ripercorre quindi tutta la sua storia: aveva subito uno stupro all’età di sedici anni e aveva convissuto con un padre alcolizzato. La violenza sembrava essere il trattamento “naturale” riservato alle donne. Nel 2014, Rosen sceglie di ripercorrere la stessa strada, partendo dall&#8217;ultimo luogo in cui si è prostituita, per arrivare a Parigi con un messaggio e una proposta di legge. Rosen attira l’attenzione dei passanti chiedendo “Avete già comprato una donna?” per poi condividere il suo messaggio: la prostituzione è una forma di violenza. Rosen sostiene che lo Stato deve vietare l’acquisto di esseri umani.  Se non ci fosse un uomo, il cliente, disposto a comprare una donna, non ci sarebbe il mercato della prostituzione. La soluzione non è dare diritti alle prostitute, ma dare la possibilità di uscire dal mercato della prostituzione. La proposta di legge, che Rosen portava nello zaino e che proprio nel 2016 è stata approvata in Francia, mirava alla penalizzazione del cliente. Passo dopo passo, sulla stessa strada, Rosen è diventata il simbolo della lotta alla prostituzione.</p>
<p><strong>Perché prostituzione significa schiavitù e non libertà?</strong></p>
<p>La persona prostituta spesso vive un grande disagio economico ed è vittima di gravi violenze (stupro, aggressione, abuso, alcolismo, ecc ecc). Più del 90 per cento delle donne sono intrappolate nella rete dello sfruttamento, costrette a subire l’impensabile.</p>
<p><strong>In che modo il maschilismo e il patriarcato feriscono il corpo delle donne?</strong></p>
<p>Quando un uomo compra una donna fa su di lei tutto ciò che vuole, certamente non ciò che la donna desidera. Nessuna persona prostituta sceglierebbe qualcosa che non può sopportare; lo tollera grazie al denaro, anche quando subisce atti spesso estremamente violenti.</p>
<p><strong>Quando vivevi nel sistema della prostituzione, quali erano i tuoi pensieri? Quali le tue emozioni?</strong></p>
<p>Finché ho subito la prostituzione, ho provato tanto odio: odio contro i clienti, odio contro la società, odio contro me stessa. E voglia di vomitare, spesso voglia di uccidere. Durante l&#8217;atto mi veniva da vomitare, e quando tutto era finalmente finito piangevo per dieci minuti. Avrei voluto infilare un coltello nella pancia di questi clienti, spesso ho sentito il desiderio di morire.</p>
<p><strong>Ci racconti un incontro, una persona, dai tuoi 800 km contro la prostituzione?</strong></p>
<p>Durante la mia marcia ho incontrato tante persone che si congratulavano con me, che mi dicevano che la prostituzione è schiavitù e dovrebbe essere abolita, che è un orrore. È stato molto bello incontrare tutte queste persone, donne, uomini, politici. Un giorno una donna mi ha detto che la mia marcia l’ha costretta a riflettere sulla prostituzione e ha deciso di sostenermi perché la prostituzione uccide ogni giorno migliaia di donne in tutto il mondo. Grazie per avermi fatto riflettere su questa drammatica realtà, mi ha detto!</p>
<p><strong><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/RosenHicher.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-1" title=""><img class=" size-medium wp-image-1596 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/RosenHicher-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="RosenHicher" width="300" height="300" /></a>Molte donne pensano che dalla tratta e dalla prostituzione non si possa uscire. La tua storia racconta il contrario. Cosa diresti loro?</strong></p>
<p>Voglio dire loro che è un percorso molto duro, ma nulla è impossibile. Si deve combattere contro i propri demoni, non si deve avere paura di restare senza denaro, tutto si risolve e la felicità che si potrà percepire sarà semplicemente infinita! Si può recuperare la propria vita e le proprie scelte, io ci sono riuscita, anche gli altri possono. Ci vuole tempo e sostegno, come fosse una cura, ma la felicità è alle porte quando si riconquista questa libertà, la libertà di scegliere il proprio partner e scegliere l&#8217;amore senza dover fingere. Io ho sofferto molto per questo, ho avuto paure inimmaginabili, è stato duro. Poi riprendere in mano la propria vita è semplicemente meraviglioso.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/rosen.hicher?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/rosen.hicher?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p><em>leggi l&#8217;intervista in lingua originale</em></p>
<p><strong>Pourquoi la prostitution signifie la servitude et non la liberté?</strong></p>
<p>La personne prostituée est souvent une personne en grande détresse économique ayant été victime de grave violence (viol, agression, abus, alcoolisme, etc). Plus de 90 pour cent de femmes sont dans des réseaux de proxénétisme, obligées de subir l’impensable.</p>
<p><strong>Comment le machisme et le patriarcat blessent le corps des femmes?</strong></p>
<p>Quand homme achète une femme il en fait ce qu&#8217;il veut et non ce quelle veut, aucune personnes prostituées choisissent l&#8217;acte quelle ne puisse supporter, elles le font car l&#8217;argent et la pour lors imposer l&#8217;acte souvent extrêmement violent.</p>
<p><strong>Lorsque vous viviez dans le système de la prostitution, quelles étaient vos pensées? Qu&#8217;est-ce que vos émotions?</strong></p>
<p>Lorsque je subissais la prostitution, j&#8217;éprouvais de la haine, haine contre les clients, haine contre la société, haine contre moi, l&#8217;envie de vomir, de tuer mais souvent arrivé, vomir pendant l&#8217;acte, pleurer quand tout était enfin fini pour 10 minutes, j&#8217;ai très souvent éprouvé l&#8217;envie de rentrer un couteau dans le ventre de ces clients, j&#8217;ai très souvent éprouvé l&#8217;envie de mourir.</p>
<p><strong>Parlez-nous d&#8217;une réunion, une seule personne, de vos 800 km contre la prostitution?</strong></p>
<p>Pendant cette marche j&#8217;ai rencontré beaucoup de personnes qui me disaient bravo, l’esclavage doit être abolie, c&#8217;est une horreur. Ma plus belle rencontre fût toutes ces personnes, elles, ces femmes, ces hommes, ces politiques. Une femme m&#8217;a dit, un jour, votre marche ma obligé d&#8217;y réfléchir et je vous soutiens car la prostitution tue chaque jour des milliers de femmes dans le monde. Je vous remercie de m&#8217;y avoir fait y penser!</p>
<p><strong>Beaucoup de femmes pensent que la traite et de la prostitution ne peuvent pas sortir. Votre histoire raconte le contraire. Que voulez-vous leur dire?</strong></p>
<p>J&#8217;ai surtout envie de leur dire, c&#8217;est dur mais rien est impossible, il faut se battre contre ses propres démons, ne pas avoir peur du manque d&#8217;argent tout se met en route et le bonheur que l&#8217;on perçoit est tout simplement un bonheur sans fin, une reprise de sa propre vie et de ses propre choix, j&#8217;y suis arrivée , elles le peuvent, il faut du temps des soins des moyens mais le bonheur est tout au près de nous avec cette liberté si riche de choisir son partenaire et de choisir l&#8217;amour et non se semblant de bonheur, j&#8217;en ai souffert beaucoup, j&#8217;ai eu des angoisses de manque, des peurs inimaginables mais cela ne dur pas et puis reprendre sa vie en main est tout simplement merveilleux.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/intervista-a-rosen-hicher/">Intervista a Rosen Hicher</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/intervista-a-rosen-hicher/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mamma Roma, di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1962)</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/mamma-roma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/mamma-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1560</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Nel 1962 Pasolini gira il suo secondo film, Mamma Roma. È ambientato nella periferia romana, nelle borgate segnate dalla miseria squallida e rabbiosa di quel sottoproletariato, caro a Pasolini, che lotta&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/mamma-roma/">Mamma Roma, di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1962)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p><em><img class=" size-medium wp-image-1561 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Mamma_Roma_locandina-210x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Mamma_Roma_locandina" width="210" height="300" /></em></p>
<p>Nel 1962 Pasolini gira il suo secondo film, <em>Mamma Roma</em>. È ambientato nella periferia romana, nelle borgate segnate dalla miseria squallida e rabbiosa di quel sottoproletariato, caro a Pasolini, che lotta per sopravvivere e affrancarsi da un destino di sofferenza. Destino che sembra ineluttabile per prostitute e sfruttatori, delinquenti di bassa lega, ragazzini di quartiere.</p>
<p>È Anna Magnani, all’apice della sua fama, a interpretare il ruolo di Mamma Roma, prostituta che si affranca dal suo sfruttatore Carmine (Franco Citti) quando questi si sposa e la lascia finalmente libera di scegliere della propria vita. La donna si trasferisce con suo figlio Ettore (Ettore Garofalo) in un quartiere piccolo-borghese, Cinecittà. Compra un banco di frutta al mercato rionale e fa assumere suo figlio come cameriere in una trattoria. È questa l’occasione di riscatto sociale dalla vita violenta delle periferie, dai furti e dalle amicizie poco raccomandabili. Ma la tranquillità dura poco: Carmine torna e impone a Mamma Roma di prostituirsi ancora, ricattandola su ciò che la donna ha di più caro: suo figlio. E quando Ettore scopre che la madre si prostituisce, lascia il lavoro e si dà a piccoli furti, avviandosi verso un epilogo drammatico.</p>
<p>È per strada che Mamma Roma si racconta in lunghe passeggiate notturne, scoprendosi donna forte ma condannata, madre, amante, vittima; carnefice inconsapevole della rovina di suo figlio. Sono aspri piani sequenza in cui lei, partendo dal proprio vissuto di donna sola, disperata, riesce a spostare la responsabilità dalla propria persona a quella collettiva: “Certo la responsabilità probabilmente è mia, quel prete aveva ragione, però se io fossi nata in un mondo diverso, se mio padre fosse stato diverso, mia madre diversa, il mio ambiente diverso, probabilmente sarei stata diversa anch&#8217;io”. È nel buio denso della notte romana che echeggiano le sue parole di denuncia: “E allora di chi è la colpa? Se avevano i mezzi erano tutte brave persone”.</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/mamma-roma/">Mamma Roma, di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1962)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/mamma-roma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La vignetta di Anarkikka</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-anarkikka/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-anarkikka/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La vignetta]]></category>
		<category><![CDATA[Anarkikka]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1545</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; IN NIGERIA LE PROMETTONO UN LAVORO. IN ITALIA SCOPRE &#8221;DI COSA SI TRATTA&#8221;. &#160; &#160; Anarkikka è illustrAutrice e vignettista. anarkikka.blogautore.espresso.repubblica.it &#62; prima pagina scarica qui .pdf del numero di luglio 2016 fatelestreghe@associazionerising.org</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-anarkikka/">La vignetta di Anarkikka</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><img class=" size-medium wp-image-1546 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/AnarkikkaTratta-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="AnarkikkaTratta" width="300" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>IN NIGERIA LE PROMETTONO UN LAVORO. IN ITALIA SCOPRE &#8221;DI COSA SI TRATTA&#8221;.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anarkikka è illustrAutrice e vignettista.</p>
<p><a title="Anarkikka" href="http://anarkikka.blogautore.espresso.repubblica.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">anarkikka.blogautore.espresso.repubblica.it</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-anarkikka/">La vignetta di Anarkikka</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-anarkikka/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La prostituzione è l&#8217;apice della violenza contro le donne</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/european-womens-lobby/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/european-womens-lobby/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Facciamo rete]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Marcuccio]]></category>
		<category><![CDATA[European Women’s Lobby]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Romana Cocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Grifi]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ludovica Bottarelli Tranquilli Leali]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforma di Pechino]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Siusi Casaccia]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1500</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Laura Grifi e Daniela Marcuccio Abbiamo incontrato Siusi Casaccia, Maria Ludovica Bottarelli Tranquilli Leali e Francesca Romana Cocchi del Coordinamento Italiano della European Women’s Lobby Cos’è e come agisce il Coordinamento italiano della European&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/european-womens-lobby/">La prostituzione è l&#8217;apice della violenza contro le donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Laura Grifi e Daniela Marcuccio</em></p>
<p><em>Abbiamo incontrato Siusi Casaccia, Maria Ludovica Bottarelli Tranquilli Leali e Francesca Romana Cocchi del Coordinamento Italiano della European Women’s Lobby</em></p>
<p><strong>Cos’è e come agisce il Coordinamento italiano della European Women’s Lobby?</strong></p>
<p>Il <a title="Coordinamento Italiano EWL" href="http://www.womenlobby.org/italy?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Coordinamento Italiano</a> si muove sui temi posti dalla Piattaforma di Pechino, per perseguire l’uguaglianza tra uomini e donne, superando la violenza di genere, il gap che si traduce in marginalizzazione e povertà, le difficoltà delle donne nel mondo del lavoro; agiamo anche per raggiungere una maggiore presenza nella compagine e rappresentanza politica. Il Coordinamento si pone come interfaccia tra le l’attività di EWL che si svolgono a livello europeo nei confronti delle istituzioni comunitarie, Commissione e Parlamento, e l’ambito nazionale, ove si promuovono campagne di sensibilizzazione, anche in collaborazione con i coordinamenti degli altri Stati. Per fare un esempio, abbiamo promosso una campagna d’informazione e promozione della Convenzione di Istanbul, in collaborazione con il Consiglio d’Europa, attraverso conferenze stampa, comunicazioni, newsletter, con un’agenda che ha visto impegnati tutti i Coordinamenti nazionali ognuno nel proprio Paese. L’Italia è stata piuttosto diligente, ha ratificato tempestivamente la Convenzione, anche se il cammino non può ritenersi concluso e vari aspetti possono essere meglio definiti e aggiornati. Purtroppo, l’aspetto squisitamente normativo non basta, come ci rendiamo conto in questi giorni in cui i fatti di cronaca ci lasciano tutti sconvolti, per l’ennesima giovane donna uccisa dall’<em>amantissimo</em> ex-compagno.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/LogoCoordinamLobbyEuropeaDonne.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-1501 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/LogoCoordinamLobbyEuropeaDonne-300x136.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="LogoCoordinamLobbyEuropeaDonne" width="300" height="136" /></a></p>
<p><strong>Per quanto riguarda il tema della prostituzione, quali sono state le azioni della EWL?</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il tema della prostituzione, la Lobby lavora da alcuni anni, in collaborazione con il Parlamento Europeo, ma anche con una campagna autonomamente progettata e diffusa, con l’obiettivo di contrastare il sistema di mercato della prostituzione perché considerato, nel suo complesso e in ciò che esprime, come sfruttamento delle donne e di prostitute, oggetto di tratta. La Lobby sostiene il modello svedese, quel tipo di cornice normativa che prevede la non sanzionabilità della donna che si prostituisce e, per contro, la sanzionabilità dell’acquisto di servizi sessuali. Colpire la domanda significa operare sul mercato, che paradossalmente vede nei Paesi in cui la prostituzione è legalizzata il punto di arrivo della maggior parte delle donne oggetto di tratta. Un sistema alimentato anche attraverso i flussi migratori che sembrano non esaurirsi mai, quasi un percorso irrefrenabile, in cui condizioni di partenza di bisogno e disperazione muovono le persone.</p>
<p><strong>Perché combattere la prostituzione significa lottare per la parità di genere?</strong></p>
<p>Tutto il sistema che prevede lo sfruttamento delle donne avviate al mercato della prostituzione è la materializzazione e l’identificazione intrinseca della violenza sulle donne e della sproporzione di condizioni nella società tra uomini e donne. A parte l’altissimo tasso di violenza diretta o fisica che subiscono le prostitute, dichiarata anche da coloro che si esprimono come libere nell’esercizio dell’attività, in questo tipo d’interazione si esprime il massimo della violenza possibile: l’uso della donna come oggetto e l’annullamento della dignità e della personalità femminile. Il sistema stesso esprime questo tipo di relazione gerarchica e di esercizio di potere, attraverso il denaro.</p>
<p><strong>A proposito del documento “18 miti sulla prostituzione” elaborato dalla EWL, ci sembra che esista una narrazione della prostituzione costruita per nascondere la reale condizione di schiavitù delle donne. Quali parole dovremmo usare per parlare di prostituzione?</strong></p>
<p>Al di là di quali parole, dovremmo riflettere a quante parole vengono utilizzate: il messaggio mediatico ha una sua forza data dalla ripetitività e dall’invasività. La televisione, per esempio, ha canali dedicati in cui si espone l’immagine della prostituta che racconta, a chi paga, quanto è bello fare questo “mestiere”. Il messaggio va da “ti posso comprare” a “devi darmi quello che chiedo, altrimenti posso farti del male”. Oggi abbiamo un linguaggio monocorde per cui ogni azione deve essere produttiva e di utilità economica. Dovremmo, invece, promuovere un’educazione all’intangibilità del corpo femminile e alla relazione non come esercizio di potere, ma di rispetto. Dovremmo sottrarre la relazione a una valutazione economica.</p>
<p><strong>In Europa cosa sta cambiando rispetto alla prostituzione?</strong></p>
<p>In Germania c’è in atto un ripensamento, visto il risultato che si è ottenuto con la legalizzazione, anche se non siamo in grado di valutare di che portata. Da parte governativa si hanno alcuni accenni verso ipotesi di regolamentazione più restrittiva, per esempio per una maggiore tutela delle minori. Una volta aperto il percorso della legalizzazione, però, gli interessi in campo sono talmente forti, che il dibattito spesso sembra un esercizio di stile, piuttosto che di politiche di governo. Anche in Olanda ci sono delle critiche alla situazione esistente e sono state formulate proposte di modifica della normativa. C’è quindi un ripensamento, ma non ancora un intervento. Nella crisi generale che c’è oggi in Europa, l’aspetto della tutela dei diritti ha il fiato corto.</p>
<p><strong>In Italia come dovremmo intervenire? Qual è la vostra proposta?</strong></p>
<p>La proposta di base è riuscire ad arrivare alla sanzionabilità del cliente, ma credo che siamo ancora lontane perché un paio di disegni di legge presentati in Italia vanno proprio nella direzione opposta. C’è uno strano timore di ragionare in termini di diritti come visione generale della società. Le campagne promozionali sono più per la legalizzazione e ci si interroga poco sugli interessi che può smuovere questo tipo di indirizzo. Il problema è che, parlando di prostituzione, spesso si estrapola il fenomeno dal suo contesto più generale: la violazione dei diritti umani, in particolare delle donne, in un’ottica di mercificazione dei corpi e delle relazioni. Si parla di diritti sul piano individuale, ma raramente si valuta il fenomeno nella sua portata complessiva, analizzando in che modo la nostra società si struttura, si organizza, che cosa tutela e che cosa invece lascia si verifichi come esperienza negativa. C’è, peraltro, una proposta intermedia di modifica del sistema normativo, che in Italia andrà valutata in maniera più approfondita e che prevede d’istituire la prostituzione forzata come fattispecie di reato autonomo, poiché è complicato ad oggi istruire processi per tratta, a causa della difficoltà ad ottenere la collaborazione con le parti lese, finchè ancora vulnerabili. Questa proposta mira a dare una voce sufficientemente libera alle donne vittime di tratta, che invece in questo momento affrontano troppe difficoltà nel percorso di uscita dal fenomeno.</p>
<p><strong>Dal punto di vista culturale c’è ancora molto lavoro da fare per affermare che la prostituzione non è una condizione di libertà e desiderio delle donne?</strong></p>
<p>Il libero esercizio non è vietato, ma considerare la prostituzione al pari di qualunque attività economica e con pari dignità è difficile da riconoscere. Al di là delle valutazioni individuali, il sistema generale della prostituzione al 99,9% è costruito a favore degli sfruttatori. Anche nel meccanismo dei bordelli legalizzati tedeschi, il controllo e la verifica di quanto le donne che ci lavorano siano o meno esposte agli sfruttatori ha le ali spuntate per un qualunque sistema di controllo.</p>
<p><strong>Qual è la situazione delle associazioni italiane, con cui avete dialogato, attive sul tema della prostituzione?</strong></p>
<p>La situazione italiana è variegata, esiste una rete di associazioni femministe che aderisce alla nostra posizione. C’è molta frammentazione in generale, però, e in questo momento storico, le varie reti si compongono e scompongono abbastanza velocemente. C’è un comparto, anche in ambito femminista, che è rimasto aderente alla politica di legalizzazione come affermazione dei diritti individuali. C’è un’attenzione della politica, abbastanza lontana dalla posizione EWL, che persegue interessi di decoro e sicurezza pubblica, e la cui attenzione effettiva ai diritti a nostro parere è più sbandierata che verificata sul campo. La rete sarebbe un punto fondamentale, l’attivismo per i diritti e per l’uguaglianza, dal lavoro in rete e dall’unione delle forze riceve maggiore visibilità, attenzione e capacità d’intervenire sul contesto. La European Women’s Lobby, come il Coordinamento italiano, nasce come piattaforma che convoglia le azioni di associazioni diverse ed autonome tra loro. Collaborare in una piattaforma non significa quindi perdere indipendenza, ma dare maggiore forza e impatto politico alle battaglie comuni.</p>
<p><strong>Perché è importante combattere la prostituzione sia per le donne che per gli uomini?</strong></p>
<p>Per una civiltà migliore, come conquista di una relazione paritaria e rispettosa; dovremmo chiederlo anche agli uomini. Si fa fatica perché ci sperimentiamo e siamo educati a percorsi radicati in forma di rapporto gerarchico. Da una relazione paritaria deriva un appagamento diverso, che arricchisce tutti i partecipanti e la società.</p>
<p><a href="http://www.womenlobby.org/italy?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.womenlobby.org/italy?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/european-womens-lobby/">La prostituzione è l&#8217;apice della violenza contro le donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/european-womens-lobby/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
