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	<title>Associazione Rising &#187; sorellanza</title>
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	<description>Pari in Genere</description>
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		<title>Singolare femminile. Danza, Musica e Poesia, contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2022 21:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
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<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Singolare femminile: danza, musica e recitazione per celebrare la Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne. Il 27 novembre 2022 presso il Teatro della Scuola Civica di Musica “Pinuccio Sciola” a San Sperate (Cagliari), la compagnia teatrale Scene d’Istanti debutterà con la performance teatrale &#8220;Singolare femminile&#8221;. Un lavoro che fonda diverse discipline artistiche. Sei attrici, sei donne – Sara Balistreri, Angela Cassese, Loredana Podda, Roberta Portas, Rossana Sassu, Giorgia Spano – con la regia di Simeone Latini, unite per gridare il proprio no alla violenza di genere.</p>
<p>Incontriamo le attrici a teatro, durante le prove, l’affiatamento tra loro è palpabile, pluralità di voci che si fanno singolare femminile.</p>
<p><strong>Come nasce questo vostro progetto teatrale?</strong></p>
<p>È nato nel 2020, durante il primo lock down. Chiuse dentro le rispettive case, abbiamo avuto tempo per coltivare le nostre passioni. Il teatro, in particolare, che ci unisce tutte. Prima del 2020 non ci conoscevamo ancora, poi è venuta la Scuola Civica di Musica “Pinuccio Sciola” a San Sperate dove ci siamo incontrate nel frequentare il corso di recitazione di Simeone Latini.</p>
<p><strong>Di cosa tratta lo spettacolo?</strong></p>
<p>È una commistione di musica, danza e recitazione che vuole sottolineare da una parte la drammaticità della violenza contro le donne ma anche la possibilità di conquistare una nuova liberà. La parte recitata è molto forte, è la parte portante dello spettacolo. Inframezzata da un tango reinterpretato in modo teatrale con la coreografia di Julio Alvarez, per dare voce ai sentimenti che entrano in gioco quando c’è una situazione di violenza. Inoltre, durante la manifestazione verrà mostrata un’opera dell’artista Zeno Lecca realizzata ad hoc per questo evento.</p>
<p><strong>Come mai la decisione di debuttare con uno spettacolo dedicato al tema della violenza di genere?</strong></p>
<p>È un tema che tutte sentiamo e viviamo, direttamene o indirettamente. E lo spettacolo vuole lanciare anche un messaggio di speranza: dalla violenza si esce, ma nessuna si salva da sola. È necessaria la costruzione di una rete tra donne.</p>
<p><strong>Cos’è per voi violenza?</strong></p>
<p>Violenza è perdita di libertà, è costrizione e manipolazione. Violenza è non essere accettate per quello che si è. Violenza è qualsiasi forza che agisce contro la libera espressione della donna. Violenza è anche il silenzio.</p>
<p><strong>Avete incontrato qualche difficoltà nell’organizzazione dello spettacolo?</strong></p>
<p>Nessuna difficoltà, al contrario una grande partecipazione anche da parte delle associazioni locali attive nel contrasto della violenza di genere, Fidapa BPW San Sperate e il Centro Italiano Femminile di San Sperate. Le difficoltà sono altre, emotive: le parole che recitiamo sono forti e bisogna sentirle, viverle dentro di sé, quando si recita.</p>
<p><strong>Un messaggio alle donne?</strong></p>
<p>Non siete sole, non siamo sole. Spesso chi subisce violenza non si rende neanche conto che è violenza o se ne vergogna. Sarebbe bello se questo nostro lavoro aiutasse ad abbattere la vergogna che le donne sentono quando subiscono violenza. Vorremmo dare voce alle donne, rompere il loro silenzio, e gridare che c’è la possibilità di uscire dalla violenza. Insieme! Noi combattiamo per tutte le donne!</p>
<p><strong><em>Singolare Femminile. Danza, Musica e Poesia, contro la violenza sulle donne<img class=" size-medium wp-image-3208 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Locandina-160x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Locandina" width="160" height="300" /></em></strong></p>
<p><em>27 novembre 2022, ore 18.30</em></p>
<p><em>Teatro della Scuola Civica di Musica “Pinuccio Sciola” &#8211; San Sperate (Cagliari)</em></p>
<p><em>Per informazioni e prenotazioni: </em><a href="mailto:segreteriasansperate@tiscali.it"><em>segreteriasansperate@tiscali.it</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>8 marzo 2021 accanto alle donne polacche</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 17:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In occasione dell&#8217;8 marzo 2021, anche RISING Pari in Genere partecipa al flash mob accanto alle donne polacche e in difesa del diritto all&#8217;aborto. All&#8217;indomani della nuova legge che in Polonia di fatto sancisce il divieto&#46;&#46;&#46;</p>
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<div>In occasione dell&#8217;8 marzo 2021, anche RISING Pari in Genere partecipa al flash mob accanto alle donne polacche e in difesa del diritto all&#8217;aborto. All&#8217;indomani della nuova legge che in Polonia di fatto sancisce il divieto quasi totale di abortire.</div>
<div></div>
<div>Appuntamento davanti all&#8217;ambasciata della Polonia a Roma, ore 16.00, in contemporanea con molte altre città europee e con Varsavia dove scende in piazza lo <em>Strajk Kobiet </em>(sciopero delle donne).</div>
<div><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/158933625_3593763544067151_8743275279235146045_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignnone size-large wp-image-3147" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/158933625_3593763544067151_8743275279235146045_o-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="158933625_3593763544067151_8743275279235146045_o" width="720" height="540" /></a></div>
<div>Di seguito il manifesto promosso dalle deputate polacche <strong>Katarzyna Kotula</strong>, <strong>Wanda Nowicka</strong> e <strong>Joanna Scheuring-Wielgus</strong>.</div>
<div>
<p>Per l&#8217;Italia lo hanno sottoscritto le deputate dem Boldrini e Quartapelle, Chiara Gribaudo (Pd), Simona Suriano (ex M5S ora nel Gruppo Misto), Maria Edera Spadoni (M5S) e le senatrici Valeria Fedeli (Pd), Laura Garavini (Iv) e Valeria Valente (Pd).</p>
<p><strong><em>Noi, donne europee, non rimarremo in silenzio.</em></strong></p>
<p>Da più di un decennio, in Europa, diverse formazioni politiche alimentano sentimenti xenofobi e intolleranti, mettono in discussione lo Stato di diritto, attentano alle libertà e incrinano la coesione sociale e civile.</p>
<p>In alcuni paesi queste formazioni governano. È il caso della Polonia, dove sono violati i diritti civili e, quotidianamente, è compressa la democrazia a discapito di donne, persone Lgbtqi+, migranti, minoranze, oppositori.</p>
<p>Scriviamo ora questo Manifesto perché, in Polonia, si è deciso di negare alle donne la possibilità di abortire. La nuova legge voluta dal Governo vieta l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, salvo in caso di incesto, stupro o pericolo per la vita della madre. Le donne saranno addirittura costrette, quindi, a portare avanti forzatamente gravidanze anche in presenza di feti con anomalie congenite e malformazioni gravissime, per questo esposti a una quasi certa mortalità <em>post</em> <em>partum</em>.</p>
<p>La cinica risposta delle autorità polacche è quella di creare &#8220;stanze del pianto&#8221; dove le donne possano piangere la loro perdita. Nel 2021, in Polonia, paese membro dell&#8217;Unione europea, il governo propone questo piuttosto che fornire un sostegno psicologico o un aiuto per l&#8217;educazione di minori con disabilità. Le famiglie di queste bambine e bambini vengono dimenticate e, spesso, vivono in condizioni di povertà.</p>
<p>L&#8217;autodeterminazione delle donne è stata di fatto soppressa. Tutto ciò in nome di un presunto dogma religioso diventato, per le autorità politiche polacche, il più importante riferimento, in barba al rispetto dello stesso principio di laicità dello Stato.</p>
<p>Dopo l&#8217;approvazione della legge, le donne polacche hanno invaso le strade per protestare pacificamente e rivendicare i loro diritti e la loro libertà. A queste manifestazioni democratiche, le autorità hanno risposto con una repressione attuata anche attraverso abusi da parte delle forze dell&#8217;ordine. Gas lacrimogeni, violenza, minacce e arresti hanno segnato gli ultimi mesi della Polonia nell&#8217;assordante silenzio dei media governativi, rotto soltanto da voci di condanna verso le donne.</p>
<p>Ora è tempo di agire in modo concreto. Quanto sta accadendo in Polonia riguarda tutte e tutti noi, europee ed europei. Siamo un&#8217;Unione di valori, ideali, principî e non solo una comunità di interessi. Proprio questi valori, ideali e principî sono a rischio. E sono i nostri. In particolare di noi europee, sorelle delle polacche.</p>
<p>Per questo tante e tanti parlamentari ed europarlamentari hanno sottoscritto questo Manifesto e hanno promosso una mobilitazione per l&#8217;8 marzo.</p>
<p>In occasione di questa giornata, vogliamo ribadire che esigiamo in Polonia, come in ogni altro paese, il pieno riconoscimento dei diritti delle donne e della loro libertà: il diritto all&#8217;interruzione sicura della gravidanza, all&#8217;educazione alla sessualità, alla dignità e al rispetto.</p>
<p>Oggi è in Polonia che i diritti delle donne sono più sotto attacco. Se non ci mobilitiamo, se non ci ribelliamo, domani potrebbe toccare anche ad altri Paesi. E questo non possiamo permetterlo.</p>
</div>
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		<title>Hermana yo sí te creo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 20:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ZONA Franca]]></category>
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		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
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<p><em>di Giulia Nanni e Zdenka Rocco</em></p>
<p>Alle donne non è dato dimenticare di essere donne. Come se fossimo donne prima ancora di essere persone; un genere, quello femminile, che condiziona tutta la nostra vita. Siamo accomunate da grandi fatiche e non ci viene raccontato, non abbastanza, che non siamo sole e che possiamo essere unite. L’unione tra donne. Spiazzante. Non ci viene raccontato che quella tra donne è l’unione spiazzante rispetto ai dettami dell’ordine patriarcale. Ordine che ci vuole divise, giudicanti, ostili, in concorrenza e sole. Ci vuole donne fragili. Quell’unione sociale tra donne che nel 1970 Kate Millet ha identificato con la parola “sisterhood”. Donne che si incontrano e si conoscono, donne che si raccontano si ascoltano, donne che si credono. Donne che si rispettano, si difendono, donne che si riconoscono e si sostengono. Donne che accettano e si accettano. Donne accomunate dal loro essere donne. Donne solidali. Donne sorelle. Non ci viene raccontato quanto rivoluzionaria sia la solidarietà tra le donne. Per fortuna non abbiamo smesso di ricordarcelo, anche da sole, anche tra noi, proprio tra noi.</p>
<p>Solo nell’ultimo anno sono stati diversi i movimenti di solidarietà tra le donne. #niunamenos, grido collettivo nato in Argentina dalla necessità di dire basta al femminicidio. #metoo, campagna lanciata su twitter dall’attrice Alyssa Milano per denunciare le molestie sessuali. Trasformato in #wetoogheter, dal movimento Non una di meno alla vigilia del 25 novembre scorso. E #quellavoltache, hastag ripreso dai siti di informazione Gaypost.it e Pasionaria.it, per raccogliere le testimonianze delle donne italiane che hanno subito molestie. Fino a #sorellaioticredo, per manifestare la propria solidarietà – sorellanza – verso tutte le donne. Solidarietà anche per i luoghi delle donne. #lacasasiamotutte, hastag che riassume la battaglia della Casa Internazionale delle Donne di Roma per il mantenimento della propria sede storica di Roma in via della Lungara. Battaglia che ha visto proprio negli ultimi giorni un momento di grande mobilitazione e partecipazione femminista.</p>
<p>Movimenti che ci ricordano che la sorellanza è un regalo che facciamo a noi stesse.</p>
<p>“Hermana yo sí te creo”, lo slogan con cui in Spagna hanno manifestato in solidarietà con la ragazza stuprata da cinque ragazzi a Pamplona. E proprio “Hermana yo sí te creo”, è il titolo che abbiamo scelto per questo numero di FATE le STREGHE che parla di sorellanza. Solidarietà alla ragazza, al movimento e a tutte noi.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Solidarietà femminile e maschile: storie a confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[sorellanza]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Sciagura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Valentina Sciagura La solidarietà femminile e maschile hanno due valenze diverse poiché diversa è stata la storia delle donne e la storia degli uomini. Per le donne è stato fondamentale unirsi per prendere&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Valentina Sciagura</em></p>
<p>La solidarietà femminile e maschile hanno due valenze diverse poiché diversa è stata la storia delle donne e la storia degli uomini.</p>
<p>Per le donne è stato fondamentale unirsi per prendere consapevolezza della propria situazione e per difendere i propri diritti. Può capitare a tutte di subire la stessa tipologia di violenza di genere: a me, alla mia amica, a mia nipote, ecc.</p>
<p>Nel tempo la sorellanza ha costruito legami profondi tra donne che ha portato a non sentirsi giudicate ma ascoltate e capite fino in fondo, a far credere ad una donna in difficoltà che c’è sempre un’alternativa e a costruirla insieme. Solidarietà tra donne significa lottare per le stesse ingiustizie; riempire le strade durante le manifestazioni che ci riguardano; scrivere, ballare e parlare per farci vedere, sentire, riconoscere; è unirsi e non arrendersi quando le discriminazioni prendono il sopravvento.</p>
<p>È imparare dall’esperienza dell’altra; è ascoltare i racconti di chi è più anziana ed esser grate per aver appreso degli strumenti in più per affrontare la vita. È dare energia a chi pensa di non farcela, a chi si sente sola. Solidarietà significa resistere, proporre cambiamenti per migliorare le condizioni di vita di tutte le donne.</p>
<p>E non importa se sei giovane o anziana, madre oppure figlia, se vivi in una terra straniera o pratichi religioni diverse, se sei casalinga oppure avvocata: le donne sanno stabilire nuove connessioni e unirsi in gruppo, anche al di là delle scelte individuali e delle classi sociali.</p>
<p>Purtroppo, nell’epoca attuale diventa sempre più difficile rimanere così unite, specialmente in contesti competitivi come il lavoro dove in particolare le donne devono dimostrare di saper far tutto e bene. La solidarietà femminile, però, è una delle poche e preziose risorse su cui le donne possono contare per sopravvivere alla cultura patriarcale.</p>
<p>La solidarietà maschile si manifesta più nella capacità di “fare gruppo” tra uomini che fanno parte della stessa classe sociale, come legame di appartenenza ad una parte della società. La fratellanza è una forte alleanza nell’agire insieme spinti da un interesse comune, come lo è stato, ad esempio, per tenere sotto scacco l’altro sesso o come durante le guerre, principalmente fatte dagli uomini, per combattere o conquistare un altro popolo. Anche la fratellanza però può portare a dei legami forti e sinceri tra uomini, ad amicizie profonde e ad un sentire comune che unisce e non genera più differenze. Noi ci crediamo.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>#sorellaioticredo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Giusy Coronato Nel novembre del 2017, in Spagna, inizia un processo per stupro a carico di un “branco” di uomini che durante la notte della corsa dei tori a Pamplona, nel 2016, ha&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/YoSìTeCreo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2580 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/YoSìTeCreo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="yositecreo" width="499" height="333" /></a>Nel novembre del 2017, in Spagna, inizia un processo per stupro a carico di un “branco” di uomini che durante la notte della corsa dei tori a Pamplona, nel 2016, ha stuprato una ragazza di 20 anni. Durante il processo un’ondata di donne è scesa in piazza per urlare “Sorella io ti credo”, per supportare la vittima e accusare il sistema di aver screditato la denuncia e protetto i violentatori. L’hashtag #sorellaioticredo si è diffuso in tutto il mondo, in tutte le proteste, poichè rivendica l’importanza e il bisogno che siano le donne per prime a comprendere e sostenere  chi denuncia. Se non sono le donne a credere per prime nelle altre donne, come potrebbe farlo il sistema? A volte è necessario scendere in piazza e urlare, a volte basta una mano sulla spalla, a volte guardare negli occhi e dire “io ti credo”. Solo una donna che sente il sostegno delle altre donne può trovare il coraggio di parlare, raccontare, ribellarsi e dire basta!</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>SAVE THE DATE! Corteo Cittadino Legge 194</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Giulia Nanni 22 maggio 2018, quarantesimo anniversario dell’approvazione delle Legge 194/78 &#8211; “Norme per la tutela sociale della maternità e sull&#8217;interruzione volontaria della gravidanza”. Legge che, in Italia, ha decriminalizzato e disciplinato le&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>22 maggio 2018, quarantesimo anniversario dell’approvazione delle Legge 194/78 &#8211; “Norme per la tutela sociale della maternità e sull&#8217;interruzione volontaria della gravidanza”. Legge che, in Italia, ha decriminalizzato e disciplinato le modalità di accesso all&#8217;aborto conferendo alle donne la possibilità di scegliere una maternità cosciente e responsabile.</p>
<p>Eppure, 40 anni dopo, l’obiezione di coscienza registra percentuali altissime, impedendo alle donne l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza. Continui e numerosi, inoltre, gli attacchi alla Legge 194 da parte di associazioni Pro-Vita e ideologie di estrema destra.</p>
<p>Per ribadire la nostra libertà di scelta, ci incontreremo il 26 maggio 2018, ore 17.00 in Piazza dell&#8217;Esquilino a Roma!</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>5&#215;1000</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Come ogni anno è possibile destinare il proprio 5×1000 a RISING Pari in Genere. Basta indicare il codice fiscale 97816800581 e firmare nell&#8217;apposito riquadro della dichiarazione dei redditi. Un gesto che non costa nulla e che rappresenta un&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Come ogni anno è possibile destinare il proprio <strong>5×1000</strong> a RISING Pari in Genere. Basta indicare il <strong>codice fiscale 97816800581</strong> e <strong>firmare nell&#8217;apposito riquadro</strong> della dichiarazione dei redditi. Un gesto che non costa nulla e che rappresenta un aiuto concreto per sostenere le attività dell’Associazione.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno RISING ha ulteriormente potenziato le proprie attività di informazione, sensibilizzazione, prevenzione, formazione e contrasto alla violenza di genere. Dal mese di marzo l&#8217;Associazione fa parte del <a title="LEF Italia" href="http://coordinamentoitalianolobbyeudonne.blogspot.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne</a> (Lef-Italia). RISING Pari in Genere ha recentemente partecipato al tavolo di concertazione indetto dall&#8217;Onorevole Laura Boldrini &#8220;Proposte per sostenere l’occupazione e l’imprenditoria femminile&#8221;, con l&#8217;obiettivo di superare la situazione italiana che vede meno della metà delle donne impegnate in attività lavorative e professionali, e raggiungere la media europea di occupazione femminile che del 62 per cento. Anche grazie ai fondi del 5&#215;1000, l&#8217;Associazione potrà continuare il suo impegno attivo nel favorire l&#8217;empowerment delle donne in ogni settore della vita, privata e pubblica, promuovere una cultura del rispetto dei diritti umani, delle diversità e della parità di genere.</p>
<p>Associazione <strong>RISING Pari in Genere</strong> – codice fiscale <strong>97816800581</strong></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Il valore della sorellanza</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Daniela Marcuccio La solidarietà, principio a fondamento (art.2 Cost.)  della Repubblica nata dalla Resistenza, è innanzitutto valore di etica pubblica e norma per la politica. La solidarietà genera alleanze, sodalizi che diano forza&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>La solidarietà, principio a fondamento (art.2 Cost.)  della Repubblica nata dalla Resistenza, è innanzitutto valore di etica pubblica e norma per la politica. La solidarietà genera alleanze, sodalizi che diano forza quando la solitudine produce isolamento e sofferenza.  È un valore che deve dare senso alla normatività dei precetti, affinché si agisca nella legalità non per timore della sanzione ma per convincimento.  L’afflato di giustizia che anima la Legge fondamentale, in bilico tra desiderio di riscatto ed esperienza dell’iniquo, si alimenta della constatazione che la comunità sociale rigurgita di diseguaglianze economiche e sociali che ostacolano l’effettiva eguaglianza nei diritti delle persone. Essa è innanzitutto solidarietà economica: nel libero mercato lo scambio può essere gravemente iniquo. Che cosa è stato e sarebbe il rapporto di lavoro senza il “diritto del lavoro” che preserva dal considerare la persona del lavoratore merce di scambio?  La storia ci insegna che chi null’altro ha, sul mercato, vende sé stesso/a. Così la solidarietà economica in una società in cui convivono mercato, proprietà privata e pubblica e fini collettivi giustifica la scelta per un sistema tributario impostato a principi di progressività solidaristica per sostenere le fasce deboli della società.   Nei sistemi anglosassoni si parla di “legge di Robin Hood”.  Il connubio dovere etico/obbligo dovrebbe redistribuire la ricchezza ogniqualvolta le sperequazioni impediscano la realizzazione dei diritti fondamentali delle persone o rischino di danneggiare la fruibilità dei beni comuni. La violazione del principio e la sua non condivisione traccia un solco profondo di egoismo tra la generazione presente e le generazioni future. Di queste la componente femminile sarà quella più colpita essendo ancora numerose le donne nelle fasce economicamente fragili e in quelle del lavoro nero.</p>
<p>Cosa si può fare per resuscitare il senso della legalità attraverso il valore della solidarietà, resistendo alla tentazione polemica di relegarlo tra gli atteggiamenti compassionevoli?  Per dare una soluzione attingiamo alla storia delle donne. Essa testimonia che la coralità dell’esistenza ha caratterizzato il vissuto delle donne tranne nei casi in cui, per volontà di maschi padri, mariti o re, esse furono messe le une contro le altre. La legge del patriarcato ha prodotto il capitalismo, sistema di sfruttamento dei pochi a danno dei più; l’individualismo culturale ad esso connesso ruppe l’armonia delle comunità sociali governate al loro interno dai tempi della solidarietà femminile. La famiglia monogamica ha isolato la donna dalle altre donne, ha coltivato la cultura del sospetto nell’altra persona, declinata in termini di rivalità, facendo sprofondare la persona nell’amarezza di un senso di solitudine tipicamente borghese. Mentre il Quaderno proibito di Alba De Cespedes era il solo conforto allo stato di frustrazione di una-casalinga, moglie e madre nella provincia italiana, negli stessi anni Cinquanta la comunione di vita seppur di fatica di tabacchine e mondine nelle campagne favorì le rivendicazioni economiche che di lì a poco sarebbero diventate diritti: le loro lotte dolorose ma solidali scossero la politica ufficiale segnando la via maestra alle prime leggi sul lavoro femminile. “Sebben che siamo donne, paura non abbiamo” così le mondine difesero, con la solidità dei loro corpi schierati a barriera, le proprie rivendicazioni dalle cariche a cavallo dei gendarmi in repressione. La solidarietà sociale è dunque sguardo di donna, perché guardarsi tra donne significa riconoscersi nell’altra senza rivalità. Con il femminismo delle suffragette le donne si ritrovarono nella “comunanza” dell’esclusione e dello sfruttamento secolari come soggetto politico nuovo per le forme della rappresentanza.  La solidarietà divenne necessità costitutiva della forma politica democratica facendosi carico della società reale con le sue contraddizioni, diseguaglianze, aspirazioni e aspettative.   La solidarietà politica e ancor meglio la politica della solidarietà fa scelte sui bisogni delle persone “riconoscendosi in esse” come se l’altro/a fosse sé …”. Oggi più che mai la Politica deve chiedersi, come si chiedeva Martin Luther King &#8211;  Cosa facciamo per gli altri e le altre?  La solidarietà è politica e pratica della cura, progetto nuovo di governo della comunità umana e del mondo di tutti i viventi. “C’è un modo di soddisfare i bisogni che mentre calma uno stato di mancanza dell’altro/a allo stesso tempo promuove una trasformazione del suo essere tale da metterlo/a nelle condizioni di divenire sempre più autonomo nel processo di soddisfazione dei propri bisogni”. È questa la pratica femminista transitata dai gruppi di autocoscienza ai Cav. Nessun aiuto è solidaristico se depotenzia l’altra/o assistendola/o senza emanciparla/o!</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Un&#8217;altra solidarietà maschile</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La pulce]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Stefano Ciccone, Maschile Plurale Un percorso di cambiamento maschile non può non misurarsi con il fatto che gli uomini sono il riferimento della norma, i detentori di potere e privilegi. Questa posizione ci&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Stefano Ciccone, Maschile Plurale</em></p>
<p>Un percorso di cambiamento maschile non può non misurarsi con il fatto che gli uomini sono il riferimento della norma, i detentori di potere e privilegi. Questa posizione ci costringe a ripensare le parole e i gesti: la solidarietà tra donne, l’autovalorizzazione femminile contro il dominio simbolico maschile, l’orgoglio del movimento <em>lgbt</em> in un mondo che stigmatizza l’omosessualità non possono essere risorse per esprimere il cambiamento degli uomini. Non dovremmo, peraltro, accettare il racconto caricaturale che ci viene fatto sul femminismo: la rottura operata dalle donne non valorizzò le “qualità femminili” e non intendeva “competere” con gli uomini ma, anzi, partì dal rompere la complicità femminile con valori, rappresentazioni e desideri stereotipati.</p>
<p>La “solidarietà maschile” ci suona subito, comprensibilmente tesa a difendere un privilegio: una postura paternalistica, ironica e compiaciuta di svalutazione della parola femminile. La solidarietà maschile appare il darsi di gomito e dirsi: “sai come sono fatte le donne”, la tendenza a giustificare comportamenti maschili spacciati per “trasgressivi” e spesso solo conformisti.</p>
<p>Questa collusività tra uomini non agisce solo come “alleanza” per controllare le donne, ma anche come dispositivo di controllo tra uomini: prevede che ogni uomo si conformi a modelli e comportamenti da cui dipende il suo riconoscimento. Sin da piccoli siamo incalzati a dimostrare di essere uomini, di non essere “femminucce”, di essere “come tutti gli altri uomini”. Un’affermazione di identità che chiede, paradossalmente, omologazione. “Il cerchio degli uomini”, dalla partita di calcetto alle più alte istituzioni scientifiche, politiche e religiose, esclude le donne, conferisce identità agli uomini e mescola solidarietà e gerarchia, gregarismo e competizione: più difficile l’intimità, lo scoprirsi, il riconoscimento della propria vulnerabilità.</p>
<p>È possibile “un’altra solidarietà” tra uomini? La solidarietà può essere una risorsa politica?</p>
<p>Il cambiamento maschile non può avvenire solo per “assunzione di responsabilità”, per volontaristica adesione ai dettami del “politicamente corretto”. Soprattutto, la rottura della collusività maschile non può produrre il suo complemento: la distinzione tra uomini buoni e non, tra “giudici” e giudicati. È necessario riconoscersi parte di un universo comune nel quale agire conflitti, rompere complicità, ma senza facili estraneità e innocenze, senza nuove gerarchie tra “civilizzati” e non.</p>
<p>Potremmo pensare a una solidarietà, ad esempio, capace di rompere la pressione della complicità virile e sostenga il ragazzino preso in giro, chiamato “checca” o “finocchio”? Sarebbe una diversa solidarietà maschile che aprirebbe spazi di libertà anziché riprodurre conformismo. La storia maschile non è solo storia di dominio: è anche storia di relazioni di solidarietà che rompono gerarchie e relazioni di potere. Per creare cambiamento è necessario creare spazi di ascolto tra uomini, costruire relazioni nuove.</p>
<p>Oggi il cambiamento nelle relazioni tra i sessi è raccontato troppo spesso come minaccia per l’identità, il ruolo e la libertà degli uomini. Minaccia contro cui spesso viene invocata una solidarietà maschile revanscista e misogina. È possibile ascoltare questo disagio e la sofferenza maschili di fronte al cambiamento senza cadere nella complicità collusiva, nella reazione vittimistica e frustrata?</p>
<p>Solo riuscendo a vedere quanto, questo cambiamento, renda possibile anche una nuova qualità nella vita degli uomini, nelle loro relazioni, nella loro sessualità. Il cambiamento come opportunità, come spazio di libertà e, perché no, anche di una diversa e più libera solidarietà tra uomini.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>L&#8217;empatia al posto dell&#8217;odio</title>
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		<comments>https://www.associazionerising.eu/lempatia-al-posto-dellodio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p><strong>Lepa Mladenovic, attivista femminista, ha lavorato per anni con le vittime degli stupri durante la guerra in ex Jugoslavia. È un&#8217;attivista di &#8220;Women in Black against War&#8221;, associazione che si batte contro la guerra e contro i gruppi fascisti. Scrittrice, formatrice, educatrice e counselor, combatte ogni discriminazione contro le donne e si batte per i diritti delle lesbiche.</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Lepa, cos&#8217;è la solidarietà fra le donne?</strong></p>
<p>Solidarietà tra le donne significa che abbiamo deciso di comprendere l’Altra donna, dentro un sistema gerarchico patriarcale, contestualizzandoci all’interno di una società fatta di discriminazioni e privilegi sociali. Dobbiamo ogni giorno capire chi siamo emotivamente, socialmente e politicamente: solo così potremo capire chi è l’Altra. Così ho incominciato ad accettarmi incondizionatamente, ad accettare le mie emozioni senza riserve, nonostante nessuno mi abbia mai detto quando ero giovane che l’accettazione era quello di cui avevo bisogno per guarire.<strong> </strong></p>
<p><strong>Quand&#8217;è che si crea davvero la solidarietà fra le donne?</strong></p>
<p>La solidarietà tra le donne inizia con la decisione di ascoltare l’Altra: ascoltare la sua esperienza, facendole spazio dentro di noi. Questo vuol dire accettare che l&#8217;esperienza di ogni donna abbia lo stesso valore, che la mia storia è tanto importante per me quanto la sua per lei, e la sua se la ascolto diventa importante anche per me. La solidarietà tra donne è la scelta di ascoltare il vissuto dell’Altra. In questo processo di ascolto mi prendo cura di lei: dentro di me creo uno spazio per il racconto di questa donna, per la vita di questa donna. L’Altra è entrata dentro di me, non è più da sola, ha una testimone. Nel momento in cui provo ad ascoltarla e cerco di capirla, diamo vita ad uno scambio: ci scambiamo le nostre paure, debolezze, vergogne e colpe. Lei non sarà più un’emarginata, lasciata da sola con il suo dolore, e nemmeno io. Io ho conosciuto lei come lei ha conosciuto me. La sua storia dà inizio al mio cambiamento.</p>
<p>Solidarietà tra le donne non vuol dire che noi siamo più giuste delle Altre. Scegliamo la compassione per prendere più coscienza di noi stesse e dell’Altra contemporaneamente. Non ci sarebbero guerre a questo mondo se io apprezzassi me stessa e chi è diverso da me. Ho capito che i principi della solidarietà sono ora la mia visione del mondo.</p>
<p><strong>Si parla poco di solidarietà femminile&#8230;</strong></p>
<p>Non troverete libri di testo che parlano della solidarietà tra donne, nemmeno nella grande letteratura, in Shakespeare, Goethe, Dostoevskij, Gandhi o Moravia… Quando ho preso la decisione di essere solidale con le donne mi sono messa dalla parte dei “ribelli politici” e questo non è un compito facile, c&#8217;è bisogno di essere circondate da attivisti e attiviste come me. Proprio perché nessuno può dirmi se è giusto il mio modo di essere, ho deciso di dire a me stessa: sono nel giusto.</p>
<p>La solidarietà tra donne è l’inizio di un nuovo mondo per ognuna di noi: abbiamo scelto di capire invece di accusare, l’empatia al posto dell’odio. Scegliamo di essere responsabili dei nostri atti, pensieri ed emozioni invece di essere vittime. Questa è la via per oltrepassare il confine posto dal senso comune sulla costruzione del “Nemico”. Solidarietà tra le donne è una politica antifascista, perché decidiamo di prenderci cura dell’Altra che è diversa da noi. La solidarietà tra le donne è internazionale perché preferenze sessuali, classe sociale o etnia sono solo una delle differenze che intercorrono tra noi. Quando esprimiamo solidarietà verso le donne vuol dire che rompiamo i meccanismi del patriarcato. Io e l’Altra abbiamo lo stesso valore: scegliamo di prenderci cura di noi stesse e delle altre in egual modo accettando con gioia le nostre rispettive differenze.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
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