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	<title>Associazione Rising &#187; Tonya Harding</title>
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	<description>Pari in Genere</description>
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		<title>&#8220;I, Tonya&#8221;, il film</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 18:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
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		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
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<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p><em>I, Tonya</em>, di Craig Gillespie, con Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney. USA 2017 <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/LocandinaTonya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignright size-medium wp-image-2987" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/LocandinaTonya-204x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandinatonya" width="204" height="300" /></a></p>
<p>Donna e sport. Donna e stereotipi (di genere). Donna e aspettative: che tu sia <em>femminile</em>, aggraziata, esile; che ti sieda con le gambe ben strette, non dica le parolacce. Che tu esegua uno sport che valorizzi la tua <em>grazia</em>, come il pattinaggio artistico. Che se fai pattinaggio artistico, i tuoi capelli siano in ordine e i tuoi costumi omologati; le tue unghie smaltate di chiaro. Che tu sia <em>elegante</em> in pista. Poco sembra importare che la tua tecnica e la tua potenza ti facciano eseguire, prima donna in America, seconda al mondo, il triplo axel. Un salto seguito da tre rotazioni e mezzo, realizzato da poche donne al mondo. A oggi solo sei. Poco se la tua caratura atletica sembra incontenibile e difficile da imbrigliare in schemi fissi. Poco quando non riesci a incarnare &#8211; non vuoi incarnare? &#8211; un modello di femminilità, tradizionale e stereotipato, che ti vuole gentile e remissiva, figlia devota, moglie paziente. Poco, quando la tua esistenza non riesce a incarnare l&#8217;<em>american way of life</em>, il sogno americano fatto di patria, famiglia e barbecue. Famiglia, soprattutto.</p>
<p>Parliamo della pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding. E del film <em>I, Tonya</em> che racconta tutto questo e molto altro ancora.</p>
<p>Tonya Harding è genio e sregolatezza: può eccellere in uno sport come il pattinaggio artistico? A guardare oggi le esibizioni delle pattinatrici possiamo sperare che molto sia cambiato dai primi anni ’90. Forse grazie anche Tonya? Lei prorompe con la propria genialità e cerca di infrangere le regole, gli schemi, certe rigidità che lo sport richiede. Certo, il rispetto delle regole e la necessità di conoscerle a fondo prima di poterle cambiare, è un assunto da cui non si può prescindere. Nello sport come in qualsiasi altro ambito. Tuttavia, è proprio grazie all&#8217;impulso creativo e innovativo di chi è geniale che qualsiasi disciplina (sportiva e non) può subire un&#8217;evoluzione. E Tonya è geniale. Lo è stata quando ha eseguito il triplo axel, prima donna americana a farlo, ai Campionati nazionali statunitensi del 1991.</p>
<p>Nel film di Craig Gillespie c’è tutto questo e c’è anche la vicenda dell&#8217;<em>incidente</em> occorso nel 1994 a Nancy Kerrigan, rivale di Tonya. Del coinvolgimento di Tonya Harding, con l&#8217;esito che la vide radiata dalla Federazione statunitense di pattinaggio. Per questo rimandiamo alla visione del film, tratto dalla vera storia di Tonya Harding e da “<em>interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia” </em>con Tonya Harding, suo marito Jeff Gillooly, sua madre LaVona. Uscito nel 2017, Il film ha ottenuto, tra gli altri, tre candidature e un premio Oscar, due candidature e un premio ai Golden Globes.</p>
<p>Poi c&#8217;è la violenza, nel film come nella vita di Tonya Harding: violenza agita da una madre possessiva e sadica; violenza agita dal compagno Jeff manipolatore e maltrattante. E c&#8217;è per Tonya il bisogno e la ricerca di amore e compassione, che sembrano passare solo e soltanto attraverso la violenza. C&#8217;è il viola dei lividi sul viso di Tonya in pista, mal celati dal fondotinta; c&#8217;è il rosso del sangue lasciato da un proiettile sullo stesso viso, sangue ignorato dal poliziotto che interviene dopo l&#8217;ennesima aggressione di Jeff su Tonya. Non certo il volto <em>adatto</em> all&#8217;eleganza del pattinaggio artistico. E c&#8217;è la violenza del pugilato che diventa, almeno per un breve periodo, lavoro e ragione di vita per Tonya. C&#8217;è la violenza contro le donne e le bambine, nel film. E questa è un&#8217;altra storia, da continuare a raccontare.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 10" href="http://www.associazionerising.eu/rising-sport/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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