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	<title>Associazione Rising &#187; Valentina Sciagura</title>
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		<title>Solidarietà femminile e maschile: storie a confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentina Sciagura]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Valentina Sciagura</em></p>
<p>La solidarietà femminile e maschile hanno due valenze diverse poiché diversa è stata la storia delle donne e la storia degli uomini.</p>
<p>Per le donne è stato fondamentale unirsi per prendere consapevolezza della propria situazione e per difendere i propri diritti. Può capitare a tutte di subire la stessa tipologia di violenza di genere: a me, alla mia amica, a mia nipote, ecc.</p>
<p>Nel tempo la sorellanza ha costruito legami profondi tra donne che ha portato a non sentirsi giudicate ma ascoltate e capite fino in fondo, a far credere ad una donna in difficoltà che c’è sempre un’alternativa e a costruirla insieme. Solidarietà tra donne significa lottare per le stesse ingiustizie; riempire le strade durante le manifestazioni che ci riguardano; scrivere, ballare e parlare per farci vedere, sentire, riconoscere; è unirsi e non arrendersi quando le discriminazioni prendono il sopravvento.</p>
<p>È imparare dall’esperienza dell’altra; è ascoltare i racconti di chi è più anziana ed esser grate per aver appreso degli strumenti in più per affrontare la vita. È dare energia a chi pensa di non farcela, a chi si sente sola. Solidarietà significa resistere, proporre cambiamenti per migliorare le condizioni di vita di tutte le donne.</p>
<p>E non importa se sei giovane o anziana, madre oppure figlia, se vivi in una terra straniera o pratichi religioni diverse, se sei casalinga oppure avvocata: le donne sanno stabilire nuove connessioni e unirsi in gruppo, anche al di là delle scelte individuali e delle classi sociali.</p>
<p>Purtroppo, nell’epoca attuale diventa sempre più difficile rimanere così unite, specialmente in contesti competitivi come il lavoro dove in particolare le donne devono dimostrare di saper far tutto e bene. La solidarietà femminile, però, è una delle poche e preziose risorse su cui le donne possono contare per sopravvivere alla cultura patriarcale.</p>
<p>La solidarietà maschile si manifesta più nella capacità di “fare gruppo” tra uomini che fanno parte della stessa classe sociale, come legame di appartenenza ad una parte della società. La fratellanza è una forte alleanza nell’agire insieme spinti da un interesse comune, come lo è stato, ad esempio, per tenere sotto scacco l’altro sesso o come durante le guerre, principalmente fatte dagli uomini, per combattere o conquistare un altro popolo. Anche la fratellanza però può portare a dei legami forti e sinceri tra uomini, ad amicizie profonde e ad un sentire comune che unisce e non genera più differenze. Noi ci crediamo.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Alla ricerca del piacere</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 21:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La nostra opinione]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[orgasmo]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentina Sciagura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Valentina Sciagura Le donne hanno dovuto lottare per migliorare le proprie condizioni di vita e per abbattere ostacoli culturali legati alla sessualità, intesa come libera e consapevole. Per decenni la sessualità della donna&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Valentina Sciagura</em></p>
<p>Le donne hanno dovuto lottare per migliorare le proprie condizioni di vita e per abbattere ostacoli culturali legati alla sessualità, intesa come libera e consapevole.</p>
<p>Per decenni la sessualità della donna è stata considerata una questione strettamente biologica, fisiologica o religiosa. Nella società erano diffuse opinioni come: le donne avrebbero dovuto impegnarsi solo nel rapporto sessuale finalizzato alla procreazione; l’orgasmo vaginale avviene solo grazie alla penetrazione maschile; l’attività sessuale della donna, se non finalizzata alla riproduzione, era peccaminosa, ecc. Le donne non si sentivano libere di esprimere il proprio pensiero sui loro rapporti fisici più intimi perché erano argomenti non solo imbarazzanti, ma venivano considerati come il sintomo di malattie, per cui era disdicevole parlarne.</p>
<p>Nel corso degli anni sessanta si cominciò a discutere di “<em>rivoluzione sessuale</em>” e “<em>liberazione sessuale</em>”, e le femministe dell’epoca dichiararono coraggiosamente che “<em>il personale è politico</em>”, sottoponendo ad un’analisi approfondita gli aspetti più intimi dei rapporti uomo-donna.</p>
<p>Le donne hanno iniziato ad incontrarsi regolarmente in piccoli gruppi per parlare anche della propria vita privata, mettendo in discussione il rapporto sessuale inteso come “istituzione” analoga all’istituto del matrimonio, che ha come fine la procreazione e spesso il soddisfacimento dei desideri sessuali dell’uomo, anche se non necessariamente quelli della donna.</p>
<p>Così facendo, le donne ripresero pian piano il controllo della propria vita e del proprio corpo. Si iniziò a considerare, a parlare, a studiare e a scrivere sulla masturbazione femminile, sull’orgasmo clitorideo e vaginale, intesi come simboli di una vita sessuale sana per le donne. Anne Koedt nel 1968 scriveva “<em>Dobbiamo convincerci che se certe posizioni sessuali non portano al reciproco orgasmo, esse non devono più essere considerate normali</em>”.</p>
<p>Cos’è cambiato oggi? I rapporti sessuali si vivono in maniera paritaria? Nell’epoca attuale pare che si affronti la sessualità in maniera diversa, forse non necessariamente migliore. Si continua a ripetere che le donne hanno raggiunto la parità sessuale e che da quando si è diffuso l’uso della pillola anticoncezionale non ci sono più disparità fra uomo e donna. È veramente così?</p>
<p>I mass-media hanno influenzato ed influenzano notevolmente il modo di vivere le relazioni e la sessualità. In nome della liberalizzazione dei costumi, si diffondono idee e immagini della donna come disponibile, provocante, pronta ad appagare i desideri sessuali degli uomini. Il mondo della pornografia virtuale, facilmente accessibile grazie ad internet, mostra e abitua chi ne fa uso ad una sessualità finta, alla visione di atti aggressivi e dominanti agiti nei confronti delle donne durante atti sessuali, ad orgasmi automatici, ad una intimità immaginaria lontana dall’affettività e dall’emotività che caratterizzano i rapporti intimi volti alla ricerca del piacere reciproco e ad una sessualità vissuta come esperienza di verità.</p>
<p>E cosa si dice del desiderio femminile? Si diffondono opinioni secondo cui il raggiungimento dell’orgasmo femminile viene considerato una “<em>conquista</em>” da parte dell’uomo, utile ad accrescere e/o a rassicurare la propria virilità e autostima. Conseguentemente, l’orgasmo smette di essere un piacere femminile, bensì un dono che un uomo decide di offrire alla donna.</p>
<p>In questo quadro così complesso, noi donne come viviamo la sessualità? Quanta consapevolezza abbiamo dei nostri desideri sessuali? Quanto riusciamo ad esprimere liberamente ciò che vogliamo? E a rendere partecipe il/la partner di ciò che ci piace e non ci piace? Proviamo ancora imbarazzo e vergogna quando parliamo di questo argomento con le amiche, oppure evitiamo di parlarne? Rispetto al passato oggi vi sono diversi punti di riferimento che condizionano il nostro modo di essere, di vivere l’intimità, di sperimentare il piacere, di stare in una relazione.</p>
<p>L’orgasmo è prima di tutto consapevolezza di un piacere personale, appagamento di un bisogno intimo. Una ricerca del piacere che porta al proprio equilibrio sessuale. Quando condiviso è un atto di spontaneità che implica lasciarsi andare in maniera sincera e autentica; può essere vissuto in maniera leggera e giocosa, oppure come un momento che rafforza la complicità nella coppia. E se non ci sentiamo libere, capite e rispettate, forse è il caso di cambiare partner?</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 5" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 5" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/FateLeStregheNov2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/alla-ricerca-del-piacere/">Alla ricerca del piacere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
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		<title>Intervista a Delia, calzolaia a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco e Valentina Sciagura Qual è il tuo lavoro oggi? Come ci sei arrivata? Oggi faccio la calzolaia e quattro anni fa ho aperto il mio negozio. Nel 2003 sono arrivata in&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco e Valentina Sciagura</em></p>
<p><strong>Qual è il tuo lavoro oggi? Come ci sei arrivata?</strong> Oggi faccio la calzolaia e quattro anni fa ho aperto il mio negozio. Nel 2003 sono arrivata in Italia e ho fatto la domestica e baby-sitter. Per cinque anni, tutti i fine settimana andavo da un calzolaio a imparare questo mestiere.<br />
Da piccola vedevo mio padre cucire a macchina e mi piaceva quel lavoro. Lui mi diceva di lasciar perdere, che mi sarei rovinata gli occhi, anche se mi faceva usare la sua macchina. Per un po&#8217; ho fatto piccoli lavori di sartoria, poi ho scoperto che mi piace sistemare le scarpe, anche perché mi permette di stare in comunicazione con le persone. Questo è l&#8217;unico lavoro che potrei fare!<br />
Ho iniziato a lavorare molto presto. Già in Perù lavoravo: mia madre mi ha lasciata che avevo tre anni, e a nove anni facevo la baby-sitter. Poi a dodici mia sorella mi ha mandata a fare le pulizie: eravamo dieci fratelli, e per poter continuare gli studi dovevo lavorare. Devo molto a mia sorella: lei mi ha sempre incoraggiata ad andare avanti per cambiare le cose. Se oggi io e i miei fratelli stiamo bene e siamo riusciti a risollevarci lo dobbiamo a lei. Purtroppo oggi mia sorella non c&#8217;è più, ma è stata come una mamma e una maestra per me.</p>
<p><strong>Tua sorella ti ha aiutata anche negli studi? Ti consigliava di studiare?</strong> Sì, sempre. Lei lavorava, faceva la maestra alle elementari, e mi diceva che non dovevo essere come papà e mamma e lavorare nei campi. Lei mi diceva di studiare e ci sono riuscita: ho preso il diploma al liceo e poi ho frequentato per un anno infermieristica. Purtroppo ho dovuto interrompere gli studi perché non c&#8217;erano abbastanza soldi per tutti i fratelli. Sono venuta in Italia pensando di rimanerci solo per due anni; poi mi sono abituata e sono rimasta qui.</p>
<p><strong>Delia, sei mai stata disoccupata?</strong> Sì, anche se per brevi periodi. Quando non lavoravo, me lo cercavo in tutti i modi, perché non riuscivo a stare ferma. E facevo qualsiasi cosa mi capitava: assistere un anziano, fare le pulizie, fare volantinaggio. Anche adesso faccio volantinaggio per attirare nuovi clienti in negozio!</p>
<p><strong>Vivi in Italia da tanti anni, cosa pensi della crisi economica?</strong> Si parla tanto di crisi, ma io non la sento. Da piccola sono stata molto povera, quindi già avere qualcosa da mangiare per me è un grande risultato. Io la crisi l&#8217;ho vissuta quando ero piccola.</p>
<p><strong>Il giro di clienti è diminuito per il tuo negozio?</strong> Quest&#8217;anno sì, negli anni precedenti erano di più. Hanno aperto parecchi calzolai e c&#8217;è un po&#8217; di concorrenza tra noi.</p>
<div id="attachment_1732" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-1732 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/20161001_162736-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Delia" width="300" height="169" /><p class="wp-caption-text">Delia davanti al suo negozio a Roma, in via R.R. Pereira</p></div>
<p><strong>Tradizionalmente il lavoro da calzolaio è maschile: com&#8217;è essere calzolaia?</strong> È bello! Tante persone vengono in negozio e mi chiedono di parlare con il calzolaio. Quando io gli dico che possono parlare con me, replicano che vogliono parlare con il calzolaio vero. Allora io gli dico che sono io quello vero e che possono mettermi alla prova! Sono poche le persone che mi accettano da subito!</p>
<p><strong>Ricordi se nella tua famiglia si parlava di lavori per uomini e lavori per donne?</strong> No, un po’ solo mia nonna. Lei mi diceva che dovevo imparare a cucinare, a mettere a posto le cose, a pulire la casa. Ma io non ci facevo caso, perché ero cresciuta in fretta e non avevo questo bisogno di imparare. Anzi, quando non mi andava di cucinare, dicevo a mio papà cucina tu mentre io vado a lavorare i campi. A me non piaceva fare le cose da donna!</p>
<p><strong>Quando eri bambina, la tua famiglia quale lavoro ti consigliava di fare?</strong> Mi dicevano sempre di studiare per fare l&#8217;infermiera. A me sarebbe piaciuto diventare infermiera, purtroppo non ci sono riuscita.</p>
<p><strong>Quale futuro auguri ai tuoi figli?</strong> Ho due figli: una bambina di tre anni e un bambino di otto mesi. Vorrei che studiassero per diventare commercialisti, perché è un lavoro dove si guadagna bene e che serve in qualsiasi posto nel mondo. Oppure infermieri. Se non ci riescono, vorrei che facessero il mio lavoro, o la sartoria o parrucchiera, che è più semplice.</p>
<p><strong>Un augurio alle donne?</strong> Di andare avanti, lavorare e non dipendere mai da un uomo, perché gli uomini vanno e vengono. Noi abbiamo la stessa forza degli uomini e non dobbiamo lasciarci sottomettere mai.</p>
<p><strong>Delia, sei di grande esempio per tutte le donne!</strong> Quando sento che qualcuna viene maltrattata dal marito, io le dico che ci fai a vivere con un uomo che ti maltratta? Stai bene anche senza di lui, lavori lo stesso, hai i tuoi figli che ti danno la forza per andare avanti. E dico anche di continuare qualsiasi lavoro, perché gli uomini arrivano, prendono e poi se ne vanno. Capiterà un altro uomo, no? E se non capitano, hai i figli! La vita continua, non si ferma mai.</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-3/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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