<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Associazione Rising &#187; Zdenka Rocco</title>
	<atom:link href="https://www.associazionerising.eu/tag/zdenka-rocco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.associazionerising.eu</link>
	<description>Pari in Genere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Feb 2025 15:04:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.34</generator>
	<item>
		<title>&#8220;I, Tonya&#8221;, il film</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/il-film-i-tonya/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/il-film-i-tonya/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 18:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[donne e sport]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Tonya Harding]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2985</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco I, Tonya, di Craig Gillespie, con Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney. USA 2017  Donna e sport. Donna e stereotipi (di genere). Donna e aspettative: che tu sia femminile, aggraziata, esile;&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/il-film-i-tonya/">&#8220;I, Tonya&#8221;, il film</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p><em>I, Tonya</em>, di Craig Gillespie, con Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney. USA 2017 <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/LocandinaTonya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignright size-medium wp-image-2987" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/LocandinaTonya-204x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandinatonya" width="204" height="300" /></a></p>
<p>Donna e sport. Donna e stereotipi (di genere). Donna e aspettative: che tu sia <em>femminile</em>, aggraziata, esile; che ti sieda con le gambe ben strette, non dica le parolacce. Che tu esegua uno sport che valorizzi la tua <em>grazia</em>, come il pattinaggio artistico. Che se fai pattinaggio artistico, i tuoi capelli siano in ordine e i tuoi costumi omologati; le tue unghie smaltate di chiaro. Che tu sia <em>elegante</em> in pista. Poco sembra importare che la tua tecnica e la tua potenza ti facciano eseguire, prima donna in America, seconda al mondo, il triplo axel. Un salto seguito da tre rotazioni e mezzo, realizzato da poche donne al mondo. A oggi solo sei. Poco se la tua caratura atletica sembra incontenibile e difficile da imbrigliare in schemi fissi. Poco quando non riesci a incarnare &#8211; non vuoi incarnare? &#8211; un modello di femminilità, tradizionale e stereotipato, che ti vuole gentile e remissiva, figlia devota, moglie paziente. Poco, quando la tua esistenza non riesce a incarnare l&#8217;<em>american way of life</em>, il sogno americano fatto di patria, famiglia e barbecue. Famiglia, soprattutto.</p>
<p>Parliamo della pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding. E del film <em>I, Tonya</em> che racconta tutto questo e molto altro ancora.</p>
<p>Tonya Harding è genio e sregolatezza: può eccellere in uno sport come il pattinaggio artistico? A guardare oggi le esibizioni delle pattinatrici possiamo sperare che molto sia cambiato dai primi anni ’90. Forse grazie anche Tonya? Lei prorompe con la propria genialità e cerca di infrangere le regole, gli schemi, certe rigidità che lo sport richiede. Certo, il rispetto delle regole e la necessità di conoscerle a fondo prima di poterle cambiare, è un assunto da cui non si può prescindere. Nello sport come in qualsiasi altro ambito. Tuttavia, è proprio grazie all&#8217;impulso creativo e innovativo di chi è geniale che qualsiasi disciplina (sportiva e non) può subire un&#8217;evoluzione. E Tonya è geniale. Lo è stata quando ha eseguito il triplo axel, prima donna americana a farlo, ai Campionati nazionali statunitensi del 1991.</p>
<p>Nel film di Craig Gillespie c’è tutto questo e c’è anche la vicenda dell&#8217;<em>incidente</em> occorso nel 1994 a Nancy Kerrigan, rivale di Tonya. Del coinvolgimento di Tonya Harding, con l&#8217;esito che la vide radiata dalla Federazione statunitense di pattinaggio. Per questo rimandiamo alla visione del film, tratto dalla vera storia di Tonya Harding e da “<em>interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia” </em>con Tonya Harding, suo marito Jeff Gillooly, sua madre LaVona. Uscito nel 2017, Il film ha ottenuto, tra gli altri, tre candidature e un premio Oscar, due candidature e un premio ai Golden Globes.</p>
<p>Poi c&#8217;è la violenza, nel film come nella vita di Tonya Harding: violenza agita da una madre possessiva e sadica; violenza agita dal compagno Jeff manipolatore e maltrattante. E c&#8217;è per Tonya il bisogno e la ricerca di amore e compassione, che sembrano passare solo e soltanto attraverso la violenza. C&#8217;è il viola dei lividi sul viso di Tonya in pista, mal celati dal fondotinta; c&#8217;è il rosso del sangue lasciato da un proiettile sullo stesso viso, sangue ignorato dal poliziotto che interviene dopo l&#8217;ennesima aggressione di Jeff su Tonya. Non certo il volto <em>adatto</em> all&#8217;eleganza del pattinaggio artistico. E c&#8217;è la violenza del pugilato che diventa, almeno per un breve periodo, lavoro e ragione di vita per Tonya. C&#8217;è la violenza contro le donne e le bambine, nel film. E questa è un&#8217;altra storia, da continuare a raccontare.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 10" href="http://www.associazionerising.eu/rising-sport/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/il-film-i-tonya/">&#8220;I, Tonya&#8221;, il film</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/il-film-i-tonya/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scritte d&#8217;odio su web</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/scritte-dodio-su-web/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/scritte-dodio-su-web/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2019 01:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Writing rising]]></category>
		<category><![CDATA[donne migranti]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[scritte sui muri]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2897</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Cara @m***, hai scelto di veicolare con un post pubblicato su un tuo profilo social il tuo pensiero politico di tolleranza e accoglienza. Scrivevi dell’importanza di aprire i porti italiani alle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/scritte-dodio-su-web/">Scritte d&#8217;odio su web</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p><img class="  wp-image-2899 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/WritingRising-mod2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="writingrising-mod2" width="460" height="549" />Cara @m***, hai scelto di veicolare con un post pubblicato su un tuo profilo social il tuo pensiero politico di tolleranza e accoglienza. Scrivevi dell’importanza di aprire i porti italiani alle persone migranti, a quanti richiedono il nostro aiuto, con l’unica colpa di sperare e sognare il futuro. Un maschio ti ha risposto.</p>
<p>Non entreremo nel merito dei messaggi ripugnanti pubblicati da questo tuo denigratore. Si leggono e si commentano da soli, intrisi come sono di volgarità e violenza. Messaggi di un uomo triviale e razzista che sceglie di attaccare le tue opinioni politiche progressiste colpendo te per il colore scuro della tua pelle italiana. Rimasticando tutto un repertorio &#8211; nemmeno originale &#8211; di insulti razzisti e xenofobi.</p>
<p>Scegliamo di concentrarci sul mezzo scelto dall&#8217;uomo: una teoria di messaggi rigurgitati su un profilo social. Secondo modalità sempre più comuni e diffuse che vedono, nella produzione seriale di messaggi, l&#8217;assenza di un contraddittorio, l&#8217;attacco personale. L’Incapacità, il rifiuto del confronto, del dialogo. Perché presupposto del dialogo è il riconoscimento di uguale dignità dell’interlocutore. Invece la scelta di veicolare il proprio messaggio a relazioni virtuali, relazioni in cui manca la conoscenza diretta dell’altro, favorisce l’arrogarsi del diritto di poter dire qualsiasi cosa, senza curarsi delle conseguenze per sé e per gli altri. E quando l’altro è donna, principale bersaglio delle scritte d’odio che investono il web, al razzismo si aggiunge l’insulto che si fa sessista.<img class="alignnone size-full wp-image-2898 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/WritingRising-mod.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="writingrising-mod" width="622" height="213" /></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 9" href="http://www.associazionerising.eu/libere-di-migrare/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 9" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMar2019-web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf del numero di marzo 2019</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/scritte-dodio-su-web/">Scritte d&#8217;odio su web</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/scritte-dodio-su-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[4 mesi 3 settimane 2 giorni]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Cristian Mungiu]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2767</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/">“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio in cui oltre novemila donne morirono a causa di interruzioni clandestine di gravidanza. Otilia e Gabita sono due studentesse universitarie; condividono la stessa stanza alla casa dello studente, e condividono il disorientamento di un’esistenza in un tempo e in un luogo in cui alcuni diritti delle donne vengono negati. Il diritto di scegliere la maternità, di vivere una sessualità consapevole, di essere libere dalla paura della violenza. L’assenza di musica, i colori freddi, i lunghi piani sequenza, i dialoghi che sembrano logorare le protagoniste, contribuiscono a tratteggiare il disagio e il malessere delle ragazze.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Locandina4mesi3settimane2giorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2768 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Locandina4mesi3settimane2giorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandina4mesi3settimane2giorni" width="264" height="374" /></a></p>
<p>La cornice è quella di un Paese sofferente per i decenni di dittatura comunista, sullo sfondo le file per gli approviggionamenti alimentari, le interruzioni nell&#8217;erogazione dell’acqua, della luce. Ma potrebbe essere un qualsiasi Paese in cui le donne vengono private della capacità di scegliere e di essere responsabili.</p>
<p>Una ragazza sembra schiacciata dal peso dell’aborto, oppressa, inerme.  L’altra inizialmente sembra padroneggiare la situazione: si muove nervosa nella penombra della città alla ricerca di una camera d’albergo, del medico abortista, del luogo in cui liberarsi del feto. Entrambe sono vittime della stessa violenza: il ricatto sessuale e lo stupro, l’impossibilità di gestire la propria sessualità. Si dicono che non parleranno più di questa storia. Il film lascia intuire che la storia tenderà a ripetersi.</p>
<p>Esisterebbe l’aborto in una società costruita a misura di donna? Probabilmente no. “L’aborto è un prodotto storico. La conseguenza dell’appropriazione da parte dei padri, della capacità di riprodursi, codificata attraverso la costruzione di miti, di norme etiche, di abitudini mentali”, spiega Dacia Maraini nella sua <em>Lettera </em><i>sull&#8217;aborto</i>. Così il film, realizzato oltre dieci anni fa in contesto storico e politico lontano dal nostro, diventa di drammatica attualità.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/">“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hermana yo sí te creo</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/hermana-yo-si-te-creo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/hermana-yo-si-te-creo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 20:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ZONA Franca]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sorellanza]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2651</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giulia Nanni e Zdenka Rocco Alle donne non è dato dimenticare di essere donne. Come se fossimo donne prima ancora di essere persone; un genere, quello femminile, che condiziona tutta la nostra vita.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/hermana-yo-si-te-creo/">Hermana yo sí te creo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giulia Nanni e Zdenka Rocco</em></p>
<p>Alle donne non è dato dimenticare di essere donne. Come se fossimo donne prima ancora di essere persone; un genere, quello femminile, che condiziona tutta la nostra vita. Siamo accomunate da grandi fatiche e non ci viene raccontato, non abbastanza, che non siamo sole e che possiamo essere unite. L’unione tra donne. Spiazzante. Non ci viene raccontato che quella tra donne è l’unione spiazzante rispetto ai dettami dell’ordine patriarcale. Ordine che ci vuole divise, giudicanti, ostili, in concorrenza e sole. Ci vuole donne fragili. Quell’unione sociale tra donne che nel 1970 Kate Millet ha identificato con la parola “sisterhood”. Donne che si incontrano e si conoscono, donne che si raccontano si ascoltano, donne che si credono. Donne che si rispettano, si difendono, donne che si riconoscono e si sostengono. Donne che accettano e si accettano. Donne accomunate dal loro essere donne. Donne solidali. Donne sorelle. Non ci viene raccontato quanto rivoluzionaria sia la solidarietà tra le donne. Per fortuna non abbiamo smesso di ricordarcelo, anche da sole, anche tra noi, proprio tra noi.</p>
<p>Solo nell’ultimo anno sono stati diversi i movimenti di solidarietà tra le donne. #niunamenos, grido collettivo nato in Argentina dalla necessità di dire basta al femminicidio. #metoo, campagna lanciata su twitter dall’attrice Alyssa Milano per denunciare le molestie sessuali. Trasformato in #wetoogheter, dal movimento Non una di meno alla vigilia del 25 novembre scorso. E #quellavoltache, hastag ripreso dai siti di informazione Gaypost.it e Pasionaria.it, per raccogliere le testimonianze delle donne italiane che hanno subito molestie. Fino a #sorellaioticredo, per manifestare la propria solidarietà – sorellanza – verso tutte le donne. Solidarietà anche per i luoghi delle donne. #lacasasiamotutte, hastag che riassume la battaglia della Casa Internazionale delle Donne di Roma per il mantenimento della propria sede storica di Roma in via della Lungara. Battaglia che ha visto proprio negli ultimi giorni un momento di grande mobilitazione e partecipazione femminista.</p>
<p>Movimenti che ci ricordano che la sorellanza è un regalo che facciamo a noi stesse.</p>
<p>“Hermana yo sí te creo”, lo slogan con cui in Spagna hanno manifestato in solidarietà con la ragazza stuprata da cinque ragazzi a Pamplona. E proprio “Hermana yo sí te creo”, è il titolo che abbiamo scelto per questo numero di FATE le STREGHE che parla di sorellanza. Solidarietà alla ragazza, al movimento e a tutte noi.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/hermana-yo-si-te-creo/">Hermana yo sí te creo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/hermana-yo-si-te-creo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5&#215;1000</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/5x1000-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/5x1000-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre news]]></category>
		<category><![CDATA[5x1000]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[sorellanza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2609</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Come ogni anno è possibile destinare il proprio 5×1000 a RISING Pari in Genere. Basta indicare il codice fiscale 97816800581 e firmare nell&#8217;apposito riquadro della dichiarazione dei redditi. Un gesto che non costa nulla e che rappresenta un&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/5x1000-2/">5&#215;1000</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Come ogni anno è possibile destinare il proprio <strong>5×1000</strong> a RISING Pari in Genere. Basta indicare il <strong>codice fiscale 97816800581</strong> e <strong>firmare nell&#8217;apposito riquadro</strong> della dichiarazione dei redditi. Un gesto che non costa nulla e che rappresenta un aiuto concreto per sostenere le attività dell’Associazione.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno RISING ha ulteriormente potenziato le proprie attività di informazione, sensibilizzazione, prevenzione, formazione e contrasto alla violenza di genere. Dal mese di marzo l&#8217;Associazione fa parte del <a title="LEF Italia" href="http://coordinamentoitalianolobbyeudonne.blogspot.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne</a> (Lef-Italia). RISING Pari in Genere ha recentemente partecipato al tavolo di concertazione indetto dall&#8217;Onorevole Laura Boldrini &#8220;Proposte per sostenere l’occupazione e l’imprenditoria femminile&#8221;, con l&#8217;obiettivo di superare la situazione italiana che vede meno della metà delle donne impegnate in attività lavorative e professionali, e raggiungere la media europea di occupazione femminile che del 62 per cento. Anche grazie ai fondi del 5&#215;1000, l&#8217;Associazione potrà continuare il suo impegno attivo nel favorire l&#8217;empowerment delle donne in ogni settore della vita, privata e pubblica, promuovere una cultura del rispetto dei diritti umani, delle diversità e della parità di genere.</p>
<p>Associazione <strong>RISING Pari in Genere</strong> – codice fiscale <strong>97816800581</strong></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/5x1000-2/">5&#215;1000</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/5x1000-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viorika, meccanica a Roma</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/intervista-a-vccanica-a-roma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/intervista-a-vccanica-a-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rise, woman!]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
		<category><![CDATA[sorellanza]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2629</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Abbiamo incontrato Viorika che, insieme alla sorella, è da cinque anni titolare di un’officina meccanica a Roma. Viorika, qual è il tuo lavoro? Ho un’officina meccanica a conduzione familiare. Io e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/intervista-a-vccanica-a-roma/">Viorika, meccanica a Roma</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Abbiamo incontrato Viorika che, insieme alla sorella, è da cinque anni titolare di un’officina meccanica a Roma.</p>
<p><strong>Viorika, qual è il tuo lavoro?</strong></p>
<p>Ho un’officina meccanica a conduzione familiare. Io e mia sorella ci occupiamo della gestione dell’attività, facciamo le diagnosi con le apparecchiature diagnostiche e prepariamo i preventivi. Il nostro dipendente, Danilo, si occupa di riparare le auto.</p>
<p><strong>Come mai la scelta di questo lavoro?</strong></p>
<p>È stata determinata con la mia famiglia, quando abbiamo aperto una seconda attività – oltre l’autoricambio che già avevamo da molti anni – ed è toccata a me e mia sorella la gestione dell’officina.</p>
<p><strong>Voi accogliete il cliente che porta l’auto?</strong></p>
<p>Sì, e diagnostichiamo il problema che ha quella macchina. Poi coordino il meccanico per la riparazione, preparo il preventivo e lo comunico al cliente.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180515_174934.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2630 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180515_174934-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="dav" width="515" height="687" /></a></p>
<p><strong>Tradizionalmente il lavoro in un’officina meccanica è maschile. Com’è per voi essere le titolari, responsabili e organizzatrici di un’officina meccanica?</strong></p>
<p>All’inizio è stato scioccante perché arrivavano molti clienti, maschi adulti, e non volevano proprio parlare con noi dei problemi delle loro macchine. Poi piano piano hanno imparato a conoscerci e la cosa si è stemperata negli anni. Sì, all’inizio è stato difficile, terrificante! Poi ci siamo abituate, ci siamo imposte coi maschi e abbiamo capito come affrontarli.</p>
<p><strong>Tanti ostacoli nel vostro lavoro</strong>.</p>
<p>Tantissimi. Abbiamo avuto anche clienti che sono stati offensivi nei nostri riguardi.</p>
<p><strong>Un episodio in particolare?</strong></p>
<p>Io parlavo con due clienti e loro si giravano dall’altra parte dicendo che non volevano parlare con me perché ero femmina. Mio padre era presente e ci volle il suo intervento per fargli capire che loro dovevano parlare con me, perché ero io a condurre l’officina.</p>
<p><strong>Essere in due, tu e tua sorella, vi ha aiutate a superare questi momenti di difficoltà?</strong></p>
<p>Sì, in due ci siamo date conforto in tante situazioni. Collaboriamo bene insieme e andiamo d’accordo anche con il meccanico. Questo nuovo meccanico, perché ci sono voluti tanti meccanici prima di incontrare quello giusto.</p>
<p><strong>Avete avuto difficoltà anche nell’individuare il vostro dipendente?</strong></p>
<p>Sì, per la stessa ragione, perché siamo due donne. Si volevano sentire come il secondo papà, i salvatori che poi ti soffiano tutto da sotto.</p>
<p><strong>Un aneddoto rispetto alle difficoltà con un dipendente?</strong></p>
<p>Uno addirittura disse che mio padre si stava facendo vecchio e senza di lui chi ci sarebbe potuto stare? E faceva riferimento a sé, naturalmente. Questo mi mandò proprio in bestia! Da lì ho iniziato a essere più dura nei loro confronti. Ero giovane ed era ancora più facile per un uomo adulto sparare uno sfondone del genere. Però poi è andato via!</p>
<p><strong>Nella relazione con le clienti hai incontrato qualche difficoltà?</strong></p>
<p>No, le donne si sentono a loro agio. Solo raramente ho incontrato donne che sembrano non tollerare che noi facciamo un lavoro tradizionalmente maschile. Come una sorta di fastidio o gelosia perché noi, con la nostra attività, potremmo cambiare le cose, facendo qualcosa di differente rispetto a quanto fanno ordinariamente le donne. Però è capitato di rado.</p>
<p>Le donne si sentono a loro agio con noi, possiamo anche metterci sedute e chiacchierare un po’. Con i maschi non possiamo chiacchierare più di tanto perché subito fraintendono e pensano che uno li adora.</p>
<p><strong>Per te cos’è la solidarietà tra donne?</strong></p>
<p>Poter raccontare i propri problemi, comunicare prima di tutto. E tirare fuori eventuali abusi in ambito lavorativo. Ci sono settori in cui avvengono episodi peggiori di quelli che accadono qui nella mia officina. Qui sono solo parole, in altri contesti accade molto peggio.  Quindi solidarietà è comunicazione, non nascondersi mai. Molte donne tengono dentro quello che a loro capita e cercano di andare avanti. Secondo me tra femmine bisogna parlare di più.</p>
<p><strong>Un messaggio alle donne?</strong></p>
<p>Quando un uomo agisce un abuso, dirlo subito, non tenerlo dentro. E se l’uomo non cambia, andarsene. Non rimanere finché … morte non vi separi. Già al primo accenno di violenza psicologica, andare via.</p>
<p>E scansare gli adulatori, quelli che fanno troppi complimenti, o sono troppo protettivi e ti fanno sentire in una sfera di cristallo. Capita a tutte, prima o poi, di incontrare maschi di questo genere e sono da evitare, perché sono i più dannosi.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/intervista-a-vccanica-a-roma/">Viorika, meccanica a Roma</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/intervista-a-vccanica-a-roma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Presentazione del libro &#8220;Violenza sulle donne. Antichi pregiudizi &#8230;</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/presentazione-chi-pregiudizi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/presentazione-chi-pregiudizi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 12:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Concetta Katia Iudicelli]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Marcuccio]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=3087</guid>
		<description><![CDATA[<p>RISING Pari in Genere ha partecipato alla redazione del libro &#8220;Violenza sulle donne. Tra antichi pregiudizi e moderni mutamenti di identità, ruoli, asimmetrie di potere&#8221;, con la stesura di tre articoli: &#8220;L&#8217;operatrice antiviolenza&#8221; di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/presentazione-chi-pregiudizi/">Presentazione del libro &#8220;Violenza sulle donne. Antichi pregiudizi &#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p>RISING Pari in Genere ha partecipato alla redazione del libro &#8220;Violenza sulle donne. Tra antichi pregiudizi e moderni mutamenti di identità, ruoli, asimmetrie di potere&#8221;, con la stesura di tre articoli: &#8220;L&#8217;operatrice antiviolenza&#8221; di Giulia Nanni e Zdenka Rocco; &#8220;Significati e forme della violenza di genere&#8221; di Daniela Marcuccio e Concetta Katia Iudicelli. Il volume, realizzato a cura di Maria Rosa Ardizzone, Maria Francesca Francesconi e Giuseppe Chinnici, è edito dalla Fondazione Ozanam &#8211; San Vincenzo De Paoli con il patrocinio del Vicariato di Roma. La presentazione a Roma è stata il 12 aprile 2018.</p>
<h1 class="post-title entry-title"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/11/invito-Violenza-sulle-donne-001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-3089 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/11/invito-Violenza-sulle-donne-001-300x143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="invito-violenza-sulle-donne-001" width="300" height="143" /></a></h1>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/presentazione-chi-pregiudizi/">Presentazione del libro &#8220;Violenza sulle donne. Antichi pregiudizi &#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/presentazione-chi-pregiudizi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La scelta di Morgana</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/la-scelta-di-morgana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/la-scelta-di-morgana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 21:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Morgana]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi di genere]]></category>
		<category><![CDATA[vagina]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2349</guid>
		<description><![CDATA[<p>intervista di Giulia Nanni e Zdenka Rocco Incontriamo l’artista e scultrice Morgana Orsetta Ghini, che crea opere, installazioni, gioielli, ispirate al tema della femminilità. Questo concetto viene raffigurato attraverso l’uso raffinato e discreto delle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/la-scelta-di-morgana/">La scelta di Morgana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>intervista di Giulia Nanni e Zdenka Rocco</em></p>
<p><strong>Incontriamo l’artista e scultrice Morgana Orsetta Ghini, che crea opere, installazioni, gioielli, ispirate al tema della femminilità. Questo concetto viene raffigurato attraverso l’uso raffinato e discreto delle forme della vulva, tratto caratteristico del suo intero lavoro.</strong></p>
<p><strong>Ci vuoi raccontare il perché di questa tua scelta? Qual è l’origine?</strong></p>
<p>È stata una scelta apparentemente casuale, ed è successo tutto in Accademia di Belle Arti a Roma. Io abitavo fuori città e arrivavo un po’ tardi a lezione. L’unico posto in cui potermi sedere per disegnare era per terra, sotto il bancone della modella, la quale ogni venti minuti cambiava posizione, per cui non riuscivo mai a disegnare la figura intera. Alzavo gli occhi e la vedevo nuda, dal basso verso l’alto: quindi mi capitava sempre di essere di fronte alla sua vulva. Così mi sono detta: mi concentro solo su una parte del corpo che vedo bene e faccio quella. Per un anno ho fatto disegni così: sono partita dal tentare di disegnare la vulva in maniera iper-figurativa, riproducendone tutti i dettagli, per poi arrivare a una linea più astratta.</p>
<p><strong>In Accademia questa tua ricerca è stata apprezzata?</strong></p>
<p>Sono arrivata all’esame di fine anno con due rotoli di disegni, con l’ansia della valutazione perché non sono mai stata brava a disegnare. Avrò portato un centinaio di disegni ed ero attenta a capire se piacevano o meno, in senso tecnico. Invece ho iniziato a rendermi conto che la gente presente in aula sorrideva, i professori iniziavano ad ammiccare&#8230; Ho capito che non stavano valutando i miei disegni dal punto di vista tecnico didattico, ma si stavano domandando, divertiti, perché mai avessi raffigurato delle vulve: sembrava dovessero trovare un motivo, probabilmente un problema, dietro questa scelta. Hanno iniziato a dire “ma allora ti piacciono le donne”, “ma questa ha la fissa” … Quando ho iniziato a sentire questi riferimenti, mi sono detta: non è possibile, qui c’è un limite! Proprio in Accademia che immaginavo essere un luogo fuori dagli schemi. Da lì ho iniziato a convincermi che avrei continuato a interpretare artisticamente la vulva, nella sua dimensione più poetica e fertile, proprio per sfidare il pregiudizio che a mio avviso era, e spesso rimane, assolutamente fuori luogo. Dunque nei successivi anni di Accademia ho sviluppato questi temi, anzitutto approfondendo come il corpo della donna fosse stato usato nell’arte, nella pubblicità, nella politica e nelle lotte di emancipazione femminile.</p>
<p><strong>Perché hai iniziato a realizzare le sculture?</strong></p>
<p>Ho iniziato a fare sculture perché credo che la tridimensionalità dell’opera sia più affascinante. Trovo molto interessante come un blocco di qualunque materia coinvolga non solo la persona che lo lavora, ma coinvolga anche lo spazio e il luogo che lo contiene: ti devi organizzare per lavorarci intorno, osservarlo da ogni angolatura e definirne la creazione attraverso un costante contatto fisico, a volte anche brutale. Io ho bisogno di instaurare un rapporto con la materia.</p>
<p>All’inizio forse facevo delle sculture più provocatorie, perché anch’io avevo bisogno di capire quale fosse il pregiudizio che le persone manifestavano nell’incontrare sculture realizzate da una donna e narrando un tema cosi specificamente esplicito. E si instaurava il ciclo perverso delle classiche domande che mi facevano, alcune veramente imbarazzanti: “quindi è la tua?”, “quindi chissà quante ne hai viste?”, “dov’è il clitoride?”. Subito a sostenere stereotipi superficiali invece che affrontare un discorso più approfondito.</p>
<p><strong>Com’è lavorare con gli uomini?</strong></p>
<p>Sono abituata a lavorare in un mondo di uomini, la fonderia, il fabbro, la cava di marmo, e sono abituata a fare tutto io. Ho un rapporto con gli uomini molto paritario, ho capito come bisogna trattarli e, in alcuni casi, come bisogna trovare dei compromessi. Perché non è facile fare la scultrice. Arrivi in cava, ti guardano, “e adesso questa cosa vuole?”, pensano. Voglio un blocco di marmo! Devi diventare un po’ aggressiva e tante volte questa mia parte così aggressiva può dare fastidio, soprattutto alle donne.</p>
<p><strong>Perché da parte delle donne che tipo di reazione hai avuto?</strong></p>
<p>La loro reazione è cambiata negli anni. All’inizio, quando ero più giovane, molte vedevano la mia arte come un voler farsi vedere, un voler usare un tema solo per farmi conoscere. Invece, poi ci si è resi conto che dietro c’è un lavoro molto più profondo, un grande rispetto per la donna. E col tempo sono diventate delle mie grandi alleate. Me ne sono resa conto soprattutto quando ho iniziato a fare gioielli in cui è rappresentata una vagina, apprezzati da tante donne, che sono orgogliose di averla come simbolo, perché è come dare un valore diverso. Ho collezioniste da anni, che hanno delle mie opere e mi dicono che non se ne separano mai, un po’ come un amuleto, quando in qualche modo ti dà non dico forza, ma un senso di appartenenza. È bello! Me ne sono resa conto col tempo quando mi capita di incontrare delle persone che hanno un mio anello magari da dieci anni e mi dicono che non se lo tolgono mai.</p>
<p><strong>Vedendo i tuoi lavori abbiano notato che alcuni sono stati commissionati da enti pubblici per luoghi pubblici. Com’è successo? </strong></p>
<p>In effetti la cosa dei Comuni e delle opere pubbliche può sembrare surreale ma capita. Capita di incontrare persone intelligenti che si rendono conto di tutto il lavoro che c’è dietro. Per esempio, un paio di anni fa ho fatto un lavoro per il Palazzo Ducale di Massa, una mostra pubblica, “L’arte al femminile”. Per quella mostra ho fatto tre lavori decidendo di concentrarmi sul sociale. Ognuna delle tre sculture voleva trattare tre temi: la violenza, il bisogno dell’unione e l’infibulazione.</p>
<div id="attachment_2352" style="width: 397px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/6-Mi-difedo-come-posso-marmo-bianco-e-ferro-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2352" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/6-Mi-difedo-come-posso-marmo-bianco-e-ferro-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="6-mi-difedo-come-posso-marmo-bianco-e-ferro-mog" width="387" height="310" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Mi difendo come posso&#8221;, scultura in marmo bianco e ferro</p></div>
<p>La prima “Mi difendo come posso”: una buccia di marmo naturale, quindi molto ruvida con incisa solo una grande vulva molto organica, sembra quasi una conchiglia e, dal marmo, escono degli spuntoni in ferro &#8220;Sempre vergine&#8221;, scultura in marmo bianco e filo di ferro appuntiti, proprio come una specie di foresta, delle armi, una corazza. La seconda è “Ritratto di famiglia”: tre vagine, come se fossero una madre con delle figlie o tre donne che hanno bisogno di unirsi, di stare insieme per farsi forza. L’ultima è un lavoro sull&#8217;infibulazione: il blocco di marmo, da una parte liscio, super morbido e molto sensuale, da far venire voglia di toccarlo; mentre dall&#8217;altra parte un filo di ferro arrugginito, come un ricamo nella carne che chiude la speranza di una nuova vita. Lei si chiamata “Sempre Vergine”. Un altro lavoro è quello realizzato per il Lago di Molveno, #OP17. Lì dentro c’è un concetto legato allo svuotamento del lago, alla scoperta della sua identità nascosta, un lavoro legato alla cautela che dovremmo dedicare all&#8217;uso delle risorse naturali, cosi come alla consapevolezza che tali risorse vanno comunque utilizzate per il bene della comunità. Dunque una visione diversa di come si possa sintetizzare la necessità di produrre dei frutti con l’attenzione che dobbiamo dedicare alle risorse che li producono; nel caso della scultura una visione del lago, risorsa naturale e contemporaneamente macchina di energia, come non era mai stata immaginata prima.</p>
<div id="attachment_2357" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/scultura-monumentale-Lago-di-Molveno-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-1" title=""><img class="wp-image-2357 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/scultura-monumentale-Lago-di-Molveno-MOG-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="scultura-monumentale-lago-di-molveno-mog" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;#OP17&#8243;, scultura monumentale, Lago di Molveno</p></div>
<p><strong>Hai incontrato degli ostacoli nel tuo lavoro?</strong></p>
<p>Sì, e ho dovuto aggirare l’ostacolo per non rischiare di essere solo “quella che fa le vagine”. No, non sono quella che fa le vagine, è un’altra cosa! Tutte le opere che ho messo insieme negli anni mi permettono di presentarmi con una riflessione, e ci si rende conto che c’è una storia, ci sono dei concetti da sviluppare.</p>
<p><strong>Ci parli di una delle ultime sculture in marmo?</strong></p>
<div id="attachment_2359" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/fontana-2017-MOG-e1509277471762.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-2" title=""><img class="wp-image-2359 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/fontana-2017-MOG-e1509277471762-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="fontana-2017-mog" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Fontana&#8221;, realizzata in marmo</p></div>
<p>Una fontana. Sono andata in cava, ho trovato un blocco bellissimo. Aveva già fatto quasi tutto la natura, dovevo giusto ammorbidirlo un po’. È stato un bel lavoro, sono molto contenta del risultato. Mi piace legare l’acqua, gli elementi naturali. L’acqua è vita, anche il movimento, il rumore, ti apre i sensi. Anche il tatto è fondamentale, me ne rendo conto quando vengono delle persone in studio da me, chiedono tutti guardando le mie sculture: “si può toccare?” Certo che sì! Tocchi il marmo, tocchi le forme e ti si apre l’immaginario anche dei tuoi ricordi. Vedi una buccia di marmo, pensi che sia ruvidissima, poi la tocchi e invece è super liscia. Bisogna passare un attimo un po’ più in là, come con le persone: se ti fermi un secondo, inizi a metterti in gioco e a voler conoscere. Il problema è che nessuno ne ha più voglia.</p>
<p><em>MOG &#8211; Morgana Orsetta Ghini </em></p>
<p><em>Nata a Roma nel 1978, frequenta l’Accademia di Belle Arti, che conclude a Carrara nel 2001, diplomandosi con lode. Grazie al progetto Erasmus trascorre un anno a Tenerife nelle Isole Canarie, dove apprende le tecniche di fusione del bronzo e la lavorazione del ferro. </em></p>
<p><em>Realizza le sue opere in materiali diversi, come il marmo, il ferro, il bronzo, le resine, l’acciaio, gli acquarelli e i tessuti. Dal 2004 inizia a disegnare e realizzare gioielli, che sono interpretati come piccole sculture.</em></p>
<p><em>MOG crea opere ed installazioni ispirate al tema della vagina, con significato anche a sfondo sociale.</em></p>
<p><em>Vive tra Pietrasanta e Berlino.</em></p>
<p><a href="http://www.mog-art-com?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.mog-art.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<div id="attachment_2356" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/5-Ritratto-di-famiglia-marmo-bianco-di-carrara-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-3" title=""><img class="wp-image-2356 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/5-Ritratto-di-famiglia-marmo-bianco-di-carrara-MOG-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="5-ritratto-di-famiglia-marmo-bianco-di-carrara-mog" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Ritratto di famiglia&#8221;, scultura in marmo bianco di Carrara</p></div>
<div id="attachment_2354" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/7-Sempre-Vergine-marmo-bianco-e-filo-di-ferro-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-4" title=""><img class="wp-image-2354 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/7-Sempre-Vergine-marmo-bianco-e-filo-di-ferro-MOG-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="7-sempre-vergine-marmo-bianco-e-filo-di-ferro-mog" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Sempre vergine&#8221;, scultura in marmo bianco e filo di ferro</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 5" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/FateLeStregheNov2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/la-scelta-di-morgana/">La scelta di Morgana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/la-scelta-di-morgana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Liberiamo il desiderio</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/liberiamo-il-desiderio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/liberiamo-il-desiderio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 15:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Writing rising]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[orgasmo]]></category>
		<category><![CDATA[scritte sui muri]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2344</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Liberiamo desideri e liberiamo il desiderio.  Perché c’erano una volta le nostre nonne e c’era il dovere, coniugale e soprannaturale. Non lo fo per piacer mio ma per dar dei figli&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/liberiamo-il-desiderio/">Liberiamo il desiderio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<div id="attachment_2345" style="width: 446px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/WritingRising.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2345" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/WritingRising-1024x768.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="writingrising" width="436" height="327" /></a><p class="wp-caption-text">(foto scattata presso la Metro Garbatella, Roma)</p></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Liberiamo desideri e liberiamo il desiderio.  Perché c’erano una volta le nostre nonne e c’era il dovere, coniugale e soprannaturale. N<em>on lo fo per piacer mio ma per dar dei figli a Dio, </em>si dicevano<em>. </em>Poi ci sono state le nostre mamme, la loro rottura (con le nonne) e la loro scoperta (di sé, del desiderio, dell’orgasmo). Infine ci siamo noi, generazione ampia, trasversale, intersecata con le ragazze, le nostre figlie e le loro amiche, generazione di donne adulte che accelera, frena, talvolta ritorna. Talvolta per noi può essere la riproposizione di un dilemma, la scelta tra due bagagli che ci portiamo al seguito: l’abitudine alla mancanza di piacere e l’attitudine alla ricerca di quello stesso piacere. Due bagagli troppo pesanti da trasportare entrambi.</p>
<p>C’è il rapporto con quel retroterra culturale che di orgasmo (femminile), sessualità (femminile), desiderio e piacere (femminile), parla poco, sottovoce, talvolta male. È l’abitudine alla mancanza di piacere che ritorna e si insinua. E c’è il bagaglio fatto di liberazioni, diritti riconosciuti e acquisiti, altri già sottratti; scoperta e ascolto del proprio corpo e della specificità di ciascuna; desiderio di un incontro, di una fantasia, di una fuga. Di svelare il desiderio nel nostro corpo, a noi stesse prima di tutto, a chi ci ama senza possederci. È l’attitudine alla ricerca del piacere, come quello di un orgasmo, liberato.</p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 5" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/FateLeStregheNov2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/liberiamo-il-desiderio/">Liberiamo il desiderio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/liberiamo-il-desiderio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il linguaggio, la mia arma fondamentale&#8221;</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 20:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rise, woman!]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio sessista]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[mediatrice culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2236</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Incontriamo Selvije, donna albanese in Italia fin dal 2000. Arrivata in gommone per migliorare la sua vita, dopo alcuni anni di grandi difficoltà e tante sofferenze, oggi si definisce una donna&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/">&#8220;Il linguaggio, la mia arma fondamentale&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Incontriamo Selvije, donna albanese in Italia fin dal 2000. Arrivata in gommone per migliorare la sua vita, dopo alcuni anni di grandi difficoltà e tante sofferenze, oggi si definisce una donna felice. E ha fatto della parola, del linguaggio lo strumento fondamentale del suo lavoro. Infatti Selvije è una mediatrice culturale.</p>
<p><strong>Vuoi raccontarci la tua storia? Da quanto tempo vivi in Italia e come ci sei arrivata?</strong></p>
<p>Vengo dall&#8217;Albania, da un bellissimo paese che si chiama Mirdita, che in italiano significa “buongiorno”. Mi imbarcai su un gommone un bel giorno di dicembre, era il 2000. Volevo migliorare la mia vita. All&#8217;inizio soffrii tantissimo, senza documenti come tanti migranti. Ma come io dico sempre, dopo la tempesta spunta il sole: dopo diversi anni mi sposo con un uomo Italiano e divento mamma di un splendido bambino. Ho lavorato nei centri antiviolenza per dare voce alle donne e nei centri di accoglienza per i diritti dei migranti.</p>
<p><strong>Qual è e in cosa consiste il tuo lavoro?</strong></p>
<p>Il mio lavoro è la mediatrice culturale, interprete della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. La mediatrice culturale non è soltanto un’interprete che traduce da una lingua all&#8217;altra, ma esercita una vera e propria funzione di orientamento culturale nei confronti dei migranti. È una figura ancora poco conosciuta, che opera per favorire l’inserimento sociale dei migranti. E dialoga con gli enti territoriali, con i servizi sociali e con le istituzioni.</p>
<p><strong>Ci aiuti a capire la differenza tra &#8220;fare una traduzione&#8221; e essere mediatrice culturale? Quanto è importante saper riconoscere e restituire le sfumature tra le parole?</strong></p>
<p>Tradurre è prendere un testo, capirlo per ricomporlo in un&#8217;altra lingua. La traduzione nasce da un’esigenza pratica, dal bisogno di comunicare con chi utilizza un codice linguistico diverso dal nostro. La mediatrice culturale fa da ponte fra due culture, fra due utenti, per facilitare la comunicazione.  Non si tratta soltanto di tradurre e interpretare, ma ci sono molti altri aspetti in gioco. I nostri interventi riguardano per lo più migranti in condizioni socio economiche disagiate e richiedenti protezioni internazionale. Dal punto di vista dell’intervento sociale, il compito è di facilitare, con il linguaggio verbale e non verbale, l’inserimento dei cittadini stranieri nel contesto sociale, esercitando la funzione di tramite tra i bisogni dei migranti e le risposte offerte dai servizi pubblici. Comunque fra mediare e tradurre c’è sempre di mezzo la parola, l’ascolto, la comunicazione, il sostengo. Il linguaggio è l’arma fondamentale.</p>
<p><strong>Perché hai scelto di fare la mediatrice culturale?</strong></p>
<p>Da bambina sognavo di fare l’interprete o la giornalista. Mi piaceva tanto leggere e scrivere. Finita la scuola superiore, per motivi economici e culturali, non ho potuto fare l’università in Albania. Sono arrivata in Italia con due parole, buongiorno e grazie, che mi aveva insegnato mio padre. Dopo alcuni anni, anche in seguito alle difficoltà che ho incontrato in Italia, sentii nascere dentro di me un richiamo e si accese una lampadina: volevo fare la mediatrice culturale. Penso che ci sia sempre bisogno di una mediatrice culturale: a scuola, all&#8217;ospedale, al consultorio, al Comune, in questura.</p>
<p><strong>C’è un episodio del tuo lavoro che vuoi raccontarci?</strong></p>
<p>Sì, quella volta che lavorai come interprete della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. La richiedente era una donna, aveva 45 anni e un figlio di 24. In Italia da 22 anni, per 22 anni per strada. Dal 2013 senza documenti. Fino a quando viene fermata e portata al CIE dove chiede la protezione internazionale. La donna era molto confusa, piangeva, non riusciva quasi a parlare. Ricordo l’emozione che aumentava, parola dopo parola. La gestione delle emozioni è una delle difficoltà maggiori nel mio lavoro. A un certo punto non ho fatto più da interprete o traduttrice, ho fatto la mediatrice. Ho creato il ponte, portando alla commissione la voce della donna. Conosco bene la cultura, gli usi e costumi albanesi: una donna non può tornare nel paese di origine dopo 22 anni trascorsi per strada. Ha perso l’onore e rischia la vita. La rassicurai: qui nessuno ti giudica e hai il diritto di vivere come tutti gli altri. Alla fine mi sentivo una donna soddisfatta.</p>
<p><strong>Ci sono differenze tra la lingua italiana e quella albanese, specialmente rispetto a un uso sessista, discriminatorio, della stessa?</strong></p>
<p>Sì, c’è discriminazione, nel linguaggio come nella società. Soprattutto nel mondo del lavoro, dell’economia e della politica, dove il genere femminile continua ad avere un ruolo marginale e non ricopre i ruoli di leadership. Manca l’obbiettivo principale di cancellare gli stereotipi legati alla discriminazione di genere per aggiungere valore alla partecipazione collettiva, sensibilizzare la gente sul tema dell’uguaglianza, fornire gli strumenti per far sì che tutti, uomini e donne, abbiano gli stessi doveri e gli stessi diritti.</p>
<p><strong>Un augurio alle donne che oggi possono trovarsi in difficoltà?</strong></p>
<p>A te donna! Con la tua dignità, trovi la forza e il coraggio di spezzare le catene di schiavitù con un mezzo semplice: il linguaggio. Auguro a tutte le donne di vivere libere e felici. Oggi io sono una donna felice.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/">&#8220;Il linguaggio, la mia arma fondamentale&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
