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	<title>Associazione Rising &#187; Arte in Genere</title>
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		<title>Singolare femminile. Danza, Musica e Poesia, contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2022 21:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Singolare femminile: danza, musica e recitazione per celebrare la Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne. Il 27 novembre 2022 presso il Teatro della Scuola Civica di Musica “Pinuccio Sciola” a San Sperate (Cagliari), la compagnia teatrale Scene d’Istanti debutterà con la performance teatrale &#8220;Singolare femminile&#8221;. Un lavoro che fonda diverse discipline artistiche. Sei attrici, sei donne – Sara Balistreri, Angela Cassese, Loredana Podda, Roberta Portas, Rossana Sassu, Giorgia Spano – con la regia di Simeone Latini, unite per gridare il proprio no alla violenza di genere.</p>
<p>Incontriamo le attrici a teatro, durante le prove, l’affiatamento tra loro è palpabile, pluralità di voci che si fanno singolare femminile.</p>
<p><strong>Come nasce questo vostro progetto teatrale?</strong></p>
<p>È nato nel 2020, durante il primo lock down. Chiuse dentro le rispettive case, abbiamo avuto tempo per coltivare le nostre passioni. Il teatro, in particolare, che ci unisce tutte. Prima del 2020 non ci conoscevamo ancora, poi è venuta la Scuola Civica di Musica “Pinuccio Sciola” a San Sperate dove ci siamo incontrate nel frequentare il corso di recitazione di Simeone Latini.</p>
<p><strong>Di cosa tratta lo spettacolo?</strong></p>
<p>È una commistione di musica, danza e recitazione che vuole sottolineare da una parte la drammaticità della violenza contro le donne ma anche la possibilità di conquistare una nuova liberà. La parte recitata è molto forte, è la parte portante dello spettacolo. Inframezzata da un tango reinterpretato in modo teatrale con la coreografia di Julio Alvarez, per dare voce ai sentimenti che entrano in gioco quando c’è una situazione di violenza. Inoltre, durante la manifestazione verrà mostrata un’opera dell’artista Zeno Lecca realizzata ad hoc per questo evento.</p>
<p><strong>Come mai la decisione di debuttare con uno spettacolo dedicato al tema della violenza di genere?</strong></p>
<p>È un tema che tutte sentiamo e viviamo, direttamene o indirettamente. E lo spettacolo vuole lanciare anche un messaggio di speranza: dalla violenza si esce, ma nessuna si salva da sola. È necessaria la costruzione di una rete tra donne.</p>
<p><strong>Cos’è per voi violenza?</strong></p>
<p>Violenza è perdita di libertà, è costrizione e manipolazione. Violenza è non essere accettate per quello che si è. Violenza è qualsiasi forza che agisce contro la libera espressione della donna. Violenza è anche il silenzio.</p>
<p><strong>Avete incontrato qualche difficoltà nell’organizzazione dello spettacolo?</strong></p>
<p>Nessuna difficoltà, al contrario una grande partecipazione anche da parte delle associazioni locali attive nel contrasto della violenza di genere, Fidapa BPW San Sperate e il Centro Italiano Femminile di San Sperate. Le difficoltà sono altre, emotive: le parole che recitiamo sono forti e bisogna sentirle, viverle dentro di sé, quando si recita.</p>
<p><strong>Un messaggio alle donne?</strong></p>
<p>Non siete sole, non siamo sole. Spesso chi subisce violenza non si rende neanche conto che è violenza o se ne vergogna. Sarebbe bello se questo nostro lavoro aiutasse ad abbattere la vergogna che le donne sentono quando subiscono violenza. Vorremmo dare voce alle donne, rompere il loro silenzio, e gridare che c’è la possibilità di uscire dalla violenza. Insieme! Noi combattiamo per tutte le donne!</p>
<p><strong><em>Singolare Femminile. Danza, Musica e Poesia, contro la violenza sulle donne<img class=" size-medium wp-image-3208 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Locandina-160x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Locandina" width="160" height="300" /></em></strong></p>
<p><em>27 novembre 2022, ore 18.30</em></p>
<p><em>Teatro della Scuola Civica di Musica “Pinuccio Sciola” &#8211; San Sperate (Cagliari)</em></p>
<p><em>Per informazioni e prenotazioni: </em><a href="mailto:segreteriasansperate@tiscali.it"><em>segreteriasansperate@tiscali.it</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Valentina. Morire di obiezione di coscienza</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 16:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domenica 23 ottobre, in occasione dell&#8217;Open Day del Villaggio Globale, presenteremo il monologo &#8220;Valentina. Morire di obiezione di coscienza&#8221; di e con Elisabetta Canitano. Il monologo racconta la storia di Valentina Milluzzo, donna di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Domenica 23 ottobre, in occasione dell&#8217;Open Day del <a title="Villaggio Globale" href="https://www.facebook.com/villaggiooooglobale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Villaggio Globale</a>, presenteremo il monologo &#8220;Valentina. Morire di obiezione di coscienza&#8221; di e con <a title="Vita di Donna" href="https://www.vitadidonna.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Elisabetta Canitano</a>.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Canitano4-2022ott.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-3199 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2022/11/Canitano4-2022ott-300x186.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Canitano4 2022ott" width="300" height="186" /></a></p>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">Il monologo racconta la storia di Valentina Milluzzo, donna di 32 incinta di due gemelli, morta nel 2016 presso l&#8217;Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, dove le è stato negato un aborto che probabilmente le avrebbe salvato la vita.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">Elisabetta Canitano, autrice del monologo e attrice, ha ripercorso la storia di Valentina, dal desiderio di maternità fino a scandire minuto per minuto gli ultimi momenti che la hanno portata alla morte.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">L&#8217;autrice ha ricostruito la storia di Valentina grazie alla testimonianza della famiglia Milluzzo e all&#8217;esperienza maturata in 40 anni di lavoro in ospedale e in consultorio familiare.</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s"></div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s">23 ottobre 2022, ore 19.00 &#8211; Teatro del Villaggio Globale, Roma Testaccio</div>
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		<title>Come pietra paziente</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2021 12:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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<p>RISING Pari in Genere sostiene il progetto <strong>&#8220;Come pietra paziente&#8221;</strong>, lo spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Atiq Rahimi, interpretato da Alessia Navarro e diretto da Matteo Tarasco, in scena in anteprima nazionale il <b>10 novembre 2021</b> presso il <b>Teatro Marconi </b>a Roma.</p>
<p>Il progetto, sostenuto dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo, è un viaggio negli abusi culturali che privano la donna della sua dignità, della sua libertà di scelta, della facoltà di sperimentare una dimensione autentica e consapevole della propria femminilità.</p>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">In anteprima nazionale al Teatro Marconi il 10 e l&#8217;11 novembre, lo spettacolo sarà in scena anche al Teatro 7OFF (dal 2 al 5 dicembre) e al Teatro Tor Bella Monaca (dal 6 al 9 dicembre 2021).</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql"></div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Con il sostegno di Afghan Community Italia, associazione <a title="Carminella" href="http://www.carminella.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Carminella</a>, <a title="Nove Onlus" href="https://www.noveonlus.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Nove Onlus</a>.</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql"></div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">
<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Tratto dal romanzo di Atiq Rahimi &#8220;Pietra di pazienza&#8221;.</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Traduzione, drammaturgia e regia di Matteo Tarasco.</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Con: Alessia Navarro, Fabio Appetito, Marcello Spinetta, Kabir Tavani.</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Costumi: Chiara Aversano<br />
Musiche: Stefano Mainetti</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Tehuana srls</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql"></div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">PER INFO E PRENOTAZIONI: 3335001699 (anche WhatsApp)</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/10/Locandina_def1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignnone  wp-image-3179" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/10/Locandina_def1-717x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandina_def" width="594" height="848" /></a></div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql"></div>
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		<title>&#8220;I, Tonya&#8221;, il film</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 18:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[stereotipi di genere]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco I, Tonya, di Craig Gillespie, con Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney. USA 2017  Donna e sport. Donna e stereotipi (di genere). Donna e aspettative: che tu sia femminile, aggraziata, esile;&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p><em>I, Tonya</em>, di Craig Gillespie, con Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney. USA 2017 <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/LocandinaTonya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignright size-medium wp-image-2987" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/LocandinaTonya-204x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandinatonya" width="204" height="300" /></a></p>
<p>Donna e sport. Donna e stereotipi (di genere). Donna e aspettative: che tu sia <em>femminile</em>, aggraziata, esile; che ti sieda con le gambe ben strette, non dica le parolacce. Che tu esegua uno sport che valorizzi la tua <em>grazia</em>, come il pattinaggio artistico. Che se fai pattinaggio artistico, i tuoi capelli siano in ordine e i tuoi costumi omologati; le tue unghie smaltate di chiaro. Che tu sia <em>elegante</em> in pista. Poco sembra importare che la tua tecnica e la tua potenza ti facciano eseguire, prima donna in America, seconda al mondo, il triplo axel. Un salto seguito da tre rotazioni e mezzo, realizzato da poche donne al mondo. A oggi solo sei. Poco se la tua caratura atletica sembra incontenibile e difficile da imbrigliare in schemi fissi. Poco quando non riesci a incarnare &#8211; non vuoi incarnare? &#8211; un modello di femminilità, tradizionale e stereotipato, che ti vuole gentile e remissiva, figlia devota, moglie paziente. Poco, quando la tua esistenza non riesce a incarnare l&#8217;<em>american way of life</em>, il sogno americano fatto di patria, famiglia e barbecue. Famiglia, soprattutto.</p>
<p>Parliamo della pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding. E del film <em>I, Tonya</em> che racconta tutto questo e molto altro ancora.</p>
<p>Tonya Harding è genio e sregolatezza: può eccellere in uno sport come il pattinaggio artistico? A guardare oggi le esibizioni delle pattinatrici possiamo sperare che molto sia cambiato dai primi anni ’90. Forse grazie anche Tonya? Lei prorompe con la propria genialità e cerca di infrangere le regole, gli schemi, certe rigidità che lo sport richiede. Certo, il rispetto delle regole e la necessità di conoscerle a fondo prima di poterle cambiare, è un assunto da cui non si può prescindere. Nello sport come in qualsiasi altro ambito. Tuttavia, è proprio grazie all&#8217;impulso creativo e innovativo di chi è geniale che qualsiasi disciplina (sportiva e non) può subire un&#8217;evoluzione. E Tonya è geniale. Lo è stata quando ha eseguito il triplo axel, prima donna americana a farlo, ai Campionati nazionali statunitensi del 1991.</p>
<p>Nel film di Craig Gillespie c’è tutto questo e c’è anche la vicenda dell&#8217;<em>incidente</em> occorso nel 1994 a Nancy Kerrigan, rivale di Tonya. Del coinvolgimento di Tonya Harding, con l&#8217;esito che la vide radiata dalla Federazione statunitense di pattinaggio. Per questo rimandiamo alla visione del film, tratto dalla vera storia di Tonya Harding e da “<em>interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia” </em>con Tonya Harding, suo marito Jeff Gillooly, sua madre LaVona. Uscito nel 2017, Il film ha ottenuto, tra gli altri, tre candidature e un premio Oscar, due candidature e un premio ai Golden Globes.</p>
<p>Poi c&#8217;è la violenza, nel film come nella vita di Tonya Harding: violenza agita da una madre possessiva e sadica; violenza agita dal compagno Jeff manipolatore e maltrattante. E c&#8217;è per Tonya il bisogno e la ricerca di amore e compassione, che sembrano passare solo e soltanto attraverso la violenza. C&#8217;è il viola dei lividi sul viso di Tonya in pista, mal celati dal fondotinta; c&#8217;è il rosso del sangue lasciato da un proiettile sullo stesso viso, sangue ignorato dal poliziotto che interviene dopo l&#8217;ennesima aggressione di Jeff su Tonya. Non certo il volto <em>adatto</em> all&#8217;eleganza del pattinaggio artistico. E c&#8217;è la violenza del pugilato che diventa, almeno per un breve periodo, lavoro e ragione di vita per Tonya. C&#8217;è la violenza contro le donne e le bambine, nel film. E questa è un&#8217;altra storia, da continuare a raccontare.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 10" href="http://www.associazionerising.eu/rising-sport/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Zdenka Rocco Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio in cui oltre novemila donne morirono a causa di interruzioni clandestine di gravidanza. Otilia e Gabita sono due studentesse universitarie; condividono la stessa stanza alla casa dello studente, e condividono il disorientamento di un’esistenza in un tempo e in un luogo in cui alcuni diritti delle donne vengono negati. Il diritto di scegliere la maternità, di vivere una sessualità consapevole, di essere libere dalla paura della violenza. L’assenza di musica, i colori freddi, i lunghi piani sequenza, i dialoghi che sembrano logorare le protagoniste, contribuiscono a tratteggiare il disagio e il malessere delle ragazze.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Locandina4mesi3settimane2giorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2768 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Locandina4mesi3settimane2giorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandina4mesi3settimane2giorni" width="264" height="374" /></a></p>
<p>La cornice è quella di un Paese sofferente per i decenni di dittatura comunista, sullo sfondo le file per gli approviggionamenti alimentari, le interruzioni nell&#8217;erogazione dell’acqua, della luce. Ma potrebbe essere un qualsiasi Paese in cui le donne vengono private della capacità di scegliere e di essere responsabili.</p>
<p>Una ragazza sembra schiacciata dal peso dell’aborto, oppressa, inerme.  L’altra inizialmente sembra padroneggiare la situazione: si muove nervosa nella penombra della città alla ricerca di una camera d’albergo, del medico abortista, del luogo in cui liberarsi del feto. Entrambe sono vittime della stessa violenza: il ricatto sessuale e lo stupro, l’impossibilità di gestire la propria sessualità. Si dicono che non parleranno più di questa storia. Il film lascia intuire che la storia tenderà a ripetersi.</p>
<p>Esisterebbe l’aborto in una società costruita a misura di donna? Probabilmente no. “L’aborto è un prodotto storico. La conseguenza dell’appropriazione da parte dei padri, della capacità di riprodursi, codificata attraverso la costruzione di miti, di norme etiche, di abitudini mentali”, spiega Dacia Maraini nella sua <em>Lettera </em><i>sull&#8217;aborto</i>. Così il film, realizzato oltre dieci anni fa in contesto storico e politico lontano dal nostro, diventa di drammatica attualità.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
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<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Big Little Lies</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 18:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanna Bruno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Giovanna Bruno L’arrivo della seconda stagione di “Big Little Lies” è previsto per il 2019, garantendo il tempo necessario a recuperare per chi si fosse perso le prime puntate della pluripremiata serie tratta&#46;&#46;&#46;</p>
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<p style="margin-top: 0cm; text-align: justify; line-height: 150%;"><em><span style="color: black;">di Giovanna Bruno</span></em></p>
<p style="margin-top: 0cm; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="color: black;">L’arrivo della seconda stagione di “Big Little Lies” è previsto per il 2019, garantendo il tempo necessario a recuperare per chi si fosse perso le prime puntate della pluripremiata serie tratta dall’omonimo romanzo di Liane Moriarty. Grazie ad un cast femminile eccezionale, “Big Little Lies” intreccia tematiche di grande spessore, raccontandole attraverso i numerosi flashbacks dei personaggi femminili al centro della narrazione. Le storie di queste donne, madri e amiche, trasportano chi guarda in un contesto sociale patinato mostrandone, però, i luoghi d’ombra, a partire dall’atmosfera di mistero legata alle indagini su un omicidio. La serie riesce ad affrontare, in pochi episodi e fornendo un taglio critico ed analitico, il potere distruttivo del gossip, il bullismo, i segreti intra ed extra coniugali, le relazioni genitoriali, oltre a saper rappresentare, in modo serio e preciso, le varie sfaccettature in cui la violenza maschile contro le donne può essere agita e le ripercussioni di tali esperienze traumatiche su chi le esperisce direttamente e su chi vi assiste. Oltre alla capacità di mostrare realisticamente la violenza di genere, lo show ha il merito di sottolineare e di riflettere sulla forza e la resilienza dei suoi personaggi femminili, pur non negandone le vulnerabilità e i momenti di fragilità. Ciò che la serie vuole celebrare sono le relazioni positive tra donne: donne pronte a supportarsi reciprocamente, oltre le rivalità, le incomprensioni e le diversità caratteriali o sociali, fornendo un esempio brillante e, a tratti, commovente, di estrema solidarietà femminile.</span></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
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<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>La scelta di Morgana</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 21:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
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		<category><![CDATA[Morgana]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi di genere]]></category>
		<category><![CDATA[vagina]]></category>
		<category><![CDATA[Zdenka Rocco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>intervista di Giulia Nanni e Zdenka Rocco Incontriamo l’artista e scultrice Morgana Orsetta Ghini, che crea opere, installazioni, gioielli, ispirate al tema della femminilità. Questo concetto viene raffigurato attraverso l’uso raffinato e discreto delle&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>intervista di Giulia Nanni e Zdenka Rocco</em></p>
<p><strong>Incontriamo l’artista e scultrice Morgana Orsetta Ghini, che crea opere, installazioni, gioielli, ispirate al tema della femminilità. Questo concetto viene raffigurato attraverso l’uso raffinato e discreto delle forme della vulva, tratto caratteristico del suo intero lavoro.</strong></p>
<p><strong>Ci vuoi raccontare il perché di questa tua scelta? Qual è l’origine?</strong></p>
<p>È stata una scelta apparentemente casuale, ed è successo tutto in Accademia di Belle Arti a Roma. Io abitavo fuori città e arrivavo un po’ tardi a lezione. L’unico posto in cui potermi sedere per disegnare era per terra, sotto il bancone della modella, la quale ogni venti minuti cambiava posizione, per cui non riuscivo mai a disegnare la figura intera. Alzavo gli occhi e la vedevo nuda, dal basso verso l’alto: quindi mi capitava sempre di essere di fronte alla sua vulva. Così mi sono detta: mi concentro solo su una parte del corpo che vedo bene e faccio quella. Per un anno ho fatto disegni così: sono partita dal tentare di disegnare la vulva in maniera iper-figurativa, riproducendone tutti i dettagli, per poi arrivare a una linea più astratta.</p>
<p><strong>In Accademia questa tua ricerca è stata apprezzata?</strong></p>
<p>Sono arrivata all’esame di fine anno con due rotoli di disegni, con l’ansia della valutazione perché non sono mai stata brava a disegnare. Avrò portato un centinaio di disegni ed ero attenta a capire se piacevano o meno, in senso tecnico. Invece ho iniziato a rendermi conto che la gente presente in aula sorrideva, i professori iniziavano ad ammiccare&#8230; Ho capito che non stavano valutando i miei disegni dal punto di vista tecnico didattico, ma si stavano domandando, divertiti, perché mai avessi raffigurato delle vulve: sembrava dovessero trovare un motivo, probabilmente un problema, dietro questa scelta. Hanno iniziato a dire “ma allora ti piacciono le donne”, “ma questa ha la fissa” … Quando ho iniziato a sentire questi riferimenti, mi sono detta: non è possibile, qui c’è un limite! Proprio in Accademia che immaginavo essere un luogo fuori dagli schemi. Da lì ho iniziato a convincermi che avrei continuato a interpretare artisticamente la vulva, nella sua dimensione più poetica e fertile, proprio per sfidare il pregiudizio che a mio avviso era, e spesso rimane, assolutamente fuori luogo. Dunque nei successivi anni di Accademia ho sviluppato questi temi, anzitutto approfondendo come il corpo della donna fosse stato usato nell’arte, nella pubblicità, nella politica e nelle lotte di emancipazione femminile.</p>
<p><strong>Perché hai iniziato a realizzare le sculture?</strong></p>
<p>Ho iniziato a fare sculture perché credo che la tridimensionalità dell’opera sia più affascinante. Trovo molto interessante come un blocco di qualunque materia coinvolga non solo la persona che lo lavora, ma coinvolga anche lo spazio e il luogo che lo contiene: ti devi organizzare per lavorarci intorno, osservarlo da ogni angolatura e definirne la creazione attraverso un costante contatto fisico, a volte anche brutale. Io ho bisogno di instaurare un rapporto con la materia.</p>
<p>All’inizio forse facevo delle sculture più provocatorie, perché anch’io avevo bisogno di capire quale fosse il pregiudizio che le persone manifestavano nell’incontrare sculture realizzate da una donna e narrando un tema cosi specificamente esplicito. E si instaurava il ciclo perverso delle classiche domande che mi facevano, alcune veramente imbarazzanti: “quindi è la tua?”, “quindi chissà quante ne hai viste?”, “dov’è il clitoride?”. Subito a sostenere stereotipi superficiali invece che affrontare un discorso più approfondito.</p>
<p><strong>Com’è lavorare con gli uomini?</strong></p>
<p>Sono abituata a lavorare in un mondo di uomini, la fonderia, il fabbro, la cava di marmo, e sono abituata a fare tutto io. Ho un rapporto con gli uomini molto paritario, ho capito come bisogna trattarli e, in alcuni casi, come bisogna trovare dei compromessi. Perché non è facile fare la scultrice. Arrivi in cava, ti guardano, “e adesso questa cosa vuole?”, pensano. Voglio un blocco di marmo! Devi diventare un po’ aggressiva e tante volte questa mia parte così aggressiva può dare fastidio, soprattutto alle donne.</p>
<p><strong>Perché da parte delle donne che tipo di reazione hai avuto?</strong></p>
<p>La loro reazione è cambiata negli anni. All’inizio, quando ero più giovane, molte vedevano la mia arte come un voler farsi vedere, un voler usare un tema solo per farmi conoscere. Invece, poi ci si è resi conto che dietro c’è un lavoro molto più profondo, un grande rispetto per la donna. E col tempo sono diventate delle mie grandi alleate. Me ne sono resa conto soprattutto quando ho iniziato a fare gioielli in cui è rappresentata una vagina, apprezzati da tante donne, che sono orgogliose di averla come simbolo, perché è come dare un valore diverso. Ho collezioniste da anni, che hanno delle mie opere e mi dicono che non se ne separano mai, un po’ come un amuleto, quando in qualche modo ti dà non dico forza, ma un senso di appartenenza. È bello! Me ne sono resa conto col tempo quando mi capita di incontrare delle persone che hanno un mio anello magari da dieci anni e mi dicono che non se lo tolgono mai.</p>
<p><strong>Vedendo i tuoi lavori abbiano notato che alcuni sono stati commissionati da enti pubblici per luoghi pubblici. Com’è successo? </strong></p>
<p>In effetti la cosa dei Comuni e delle opere pubbliche può sembrare surreale ma capita. Capita di incontrare persone intelligenti che si rendono conto di tutto il lavoro che c’è dietro. Per esempio, un paio di anni fa ho fatto un lavoro per il Palazzo Ducale di Massa, una mostra pubblica, “L’arte al femminile”. Per quella mostra ho fatto tre lavori decidendo di concentrarmi sul sociale. Ognuna delle tre sculture voleva trattare tre temi: la violenza, il bisogno dell’unione e l’infibulazione.</p>
<div id="attachment_2352" style="width: 397px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/6-Mi-difedo-come-posso-marmo-bianco-e-ferro-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="  wp-image-2352" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/6-Mi-difedo-come-posso-marmo-bianco-e-ferro-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="6-mi-difedo-come-posso-marmo-bianco-e-ferro-mog" width="387" height="310" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Mi difendo come posso&#8221;, scultura in marmo bianco e ferro</p></div>
<p>La prima “Mi difendo come posso”: una buccia di marmo naturale, quindi molto ruvida con incisa solo una grande vulva molto organica, sembra quasi una conchiglia e, dal marmo, escono degli spuntoni in ferro &#8220;Sempre vergine&#8221;, scultura in marmo bianco e filo di ferro appuntiti, proprio come una specie di foresta, delle armi, una corazza. La seconda è “Ritratto di famiglia”: tre vagine, come se fossero una madre con delle figlie o tre donne che hanno bisogno di unirsi, di stare insieme per farsi forza. L’ultima è un lavoro sull&#8217;infibulazione: il blocco di marmo, da una parte liscio, super morbido e molto sensuale, da far venire voglia di toccarlo; mentre dall&#8217;altra parte un filo di ferro arrugginito, come un ricamo nella carne che chiude la speranza di una nuova vita. Lei si chiamata “Sempre Vergine”. Un altro lavoro è quello realizzato per il Lago di Molveno, #OP17. Lì dentro c’è un concetto legato allo svuotamento del lago, alla scoperta della sua identità nascosta, un lavoro legato alla cautela che dovremmo dedicare all&#8217;uso delle risorse naturali, cosi come alla consapevolezza che tali risorse vanno comunque utilizzate per il bene della comunità. Dunque una visione diversa di come si possa sintetizzare la necessità di produrre dei frutti con l’attenzione che dobbiamo dedicare alle risorse che li producono; nel caso della scultura una visione del lago, risorsa naturale e contemporaneamente macchina di energia, come non era mai stata immaginata prima.</p>
<div id="attachment_2357" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/scultura-monumentale-Lago-di-Molveno-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-1" title=""><img class="wp-image-2357 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/scultura-monumentale-Lago-di-Molveno-MOG-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="scultura-monumentale-lago-di-molveno-mog" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;#OP17&#8243;, scultura monumentale, Lago di Molveno</p></div>
<p><strong>Hai incontrato degli ostacoli nel tuo lavoro?</strong></p>
<p>Sì, e ho dovuto aggirare l’ostacolo per non rischiare di essere solo “quella che fa le vagine”. No, non sono quella che fa le vagine, è un’altra cosa! Tutte le opere che ho messo insieme negli anni mi permettono di presentarmi con una riflessione, e ci si rende conto che c’è una storia, ci sono dei concetti da sviluppare.</p>
<p><strong>Ci parli di una delle ultime sculture in marmo?</strong></p>
<div id="attachment_2359" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/fontana-2017-MOG-e1509277471762.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-2" title=""><img class="wp-image-2359 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/fontana-2017-MOG-e1509277471762-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="fontana-2017-mog" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Fontana&#8221;, realizzata in marmo</p></div>
<p>Una fontana. Sono andata in cava, ho trovato un blocco bellissimo. Aveva già fatto quasi tutto la natura, dovevo giusto ammorbidirlo un po’. È stato un bel lavoro, sono molto contenta del risultato. Mi piace legare l’acqua, gli elementi naturali. L’acqua è vita, anche il movimento, il rumore, ti apre i sensi. Anche il tatto è fondamentale, me ne rendo conto quando vengono delle persone in studio da me, chiedono tutti guardando le mie sculture: “si può toccare?” Certo che sì! Tocchi il marmo, tocchi le forme e ti si apre l’immaginario anche dei tuoi ricordi. Vedi una buccia di marmo, pensi che sia ruvidissima, poi la tocchi e invece è super liscia. Bisogna passare un attimo un po’ più in là, come con le persone: se ti fermi un secondo, inizi a metterti in gioco e a voler conoscere. Il problema è che nessuno ne ha più voglia.</p>
<p><em>MOG &#8211; Morgana Orsetta Ghini </em></p>
<p><em>Nata a Roma nel 1978, frequenta l’Accademia di Belle Arti, che conclude a Carrara nel 2001, diplomandosi con lode. Grazie al progetto Erasmus trascorre un anno a Tenerife nelle Isole Canarie, dove apprende le tecniche di fusione del bronzo e la lavorazione del ferro. </em></p>
<p><em>Realizza le sue opere in materiali diversi, come il marmo, il ferro, il bronzo, le resine, l’acciaio, gli acquarelli e i tessuti. Dal 2004 inizia a disegnare e realizzare gioielli, che sono interpretati come piccole sculture.</em></p>
<p><em>MOG crea opere ed installazioni ispirate al tema della vagina, con significato anche a sfondo sociale.</em></p>
<p><em>Vive tra Pietrasanta e Berlino.</em></p>
<p><a href="http://www.mog-art-com?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.mog-art.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<div id="attachment_2356" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/5-Ritratto-di-famiglia-marmo-bianco-di-carrara-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-3" title=""><img class="wp-image-2356 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/5-Ritratto-di-famiglia-marmo-bianco-di-carrara-MOG-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="5-ritratto-di-famiglia-marmo-bianco-di-carrara-mog" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Ritratto di famiglia&#8221;, scultura in marmo bianco di Carrara</p></div>
<div id="attachment_2354" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/7-Sempre-Vergine-marmo-bianco-e-filo-di-ferro-MOG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-4" title=""><img class="wp-image-2354 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/7-Sempre-Vergine-marmo-bianco-e-filo-di-ferro-MOG-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="7-sempre-vergine-marmo-bianco-e-filo-di-ferro-mog" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Sempre vergine&#8221;, scultura in marmo bianco e filo di ferro</p></div>
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<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 5" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/FateLeStregheNov2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/la-scelta-di-morgana/">La scelta di Morgana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
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		<title>Quando una parola inizia a vivere</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 19:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
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		<category><![CDATA[parola]]></category>
		<category><![CDATA[Saveria Ottaviani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Saveria Ottaviani  Il pettirosso e l&#8217;amore, il calabrone e la morte, le piccole cose fragili e quasi insignificanti della vita e i temi alti dei grandi filosofi racchiusi in una prosa breve, senza&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><em>di Saveria Ottaviani </em></p>
<p>Il pettirosso e l&#8217;amore, il calabrone e la morte, le piccole cose fragili e quasi insignificanti della vita e i temi alti dei grandi filosofi racchiusi in una prosa breve, senza metrica o rima, intervallata dai suoi amati “trattini” che legano le parole e i concetti e allo stesso tempo obbligano il lettore ad una pausa, in un percorso quasi forzato in cui è sempre lei a gestire gli intervalli, le riflessioni e i rimandi, regista di immagini e suggestioni.  I grandi temi affrontati attraverso le piccole cose, le parole da dire scelte con cura tanto quanto le cose da non dire, gli spazi vuoti e quelli pieni da riempire di contenuti. Grande progressista, Emily Dickinson ha precorso il suo tempo ed è stata una delle più importanti innovatrici della poesia moderna: nella seconda metà dell&#8217;Ottocento non è stata capita l&#8217;originalità dei suoi versi, l&#8217;uso delle parole, sia dal punto di vista sintattico che di contenuto. Dickinson ha pubblicato in vita solo 7 poesie e la sua grande produzione di più di 1700 componimenti è stata purtroppo pubblicata postuma. La difficoltà dei suoi contemporanei di apprezzarla va attribuita alla sua grande modernità, ma anche e soprattutto al suo essere una donna anticonvenzionale, non sposata e riluttante ad integrarsi in un mondo in cui non si riconosceva. È stata una donna, dunque, ad influenzare maggiormente la poesia moderna e forse ancora oggi si fa fatica a riconoscerle questo grande merito.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/EmilyD.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-large wp-image-2288 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/EmilyD-1024x819.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="emilyd" width="720" height="576" /></a></p>
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<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Il corpo di Frida: passioni fisiche, politiche e umane</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 04:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Messicana]]></category>
		<category><![CDATA[Frida Kahlo]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Albergati]]></category>
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<div id="attachment_2055" style="width: 311px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-2055 " src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Frida-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="La colonna rotta" width="301" height="301" /><p class="wp-caption-text">Frida Kahlo, La colonna rotta (La columna rota &#8211; The broken column ), 1944</p></div>
<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Il suo sguardo fiero, sensuale e deciso. I fiori nei capelli, le scimmie, i colori, le farfalle, i pappagalli. Le radici della terra che penetrano la carne e la lacerano, le vene che sgusciano fuori dalla pelle e zampillano sangue che macchia i vestiti e le lenzuola. Quello che è dentro, Frida non riesce a trattenerlo e vive di vita propria fuori da sé: il cuore, un feto, i legami che la uniscono alle persone e alla terra. Quello che è fuori le penetra dentro senza filtri e senza difese: il sole, la luna, le ciminiere, i grattacieli. Eppure tutto è collegato da fili invisibili, da cordoni ombelicali che non possono essere tagliati.  L&#8217;universo crea un legame con Frida e attraverso di lei con Diego e con la terra, gli oggetti scavano radici nel terreno e tutto è collegato. Il dolore fisico trafigge Frida come frecce, come chiodi conficcati nella pelle: la spina dorsale la trapassa come un tubo metallico, il corpo è inerme su un letto, che ospita uno scheletro. Nella sua mente c&#8217;è solo Diego, che le strappa il cuore, che continua a battere autonomo e inesorabile. Dai suoi quadri tracimano energia, dolore, passione e irruenza. Una donna che ha dipinto il mondo che la circondava filtrandolo attraverso se stessa con fierezza, rappresentando il suo dolore, le sue emozioni e idee senza veli e senza pudore. Un corpo che da un lato appare come enorme limite alla vita di Frida, che la sottopone a dolori inimmaginabili e la costringe su letti di ospedali; lo stesso corpo però la collega al mondo attraverso le passioni fisiche, politiche e umane, facendole godere in pieno ogni aspetto della sua vita.</p>
<p>Fino al 26 marzo Frida Kahlo e l’Arte Messicana del XX secolo sono a Bologna a Palazzo Albergati, grazie all’esposizione delle opere della Collezione Gelman.</p>
<p><a title="Frida Kahlo a Palazzo Albergati" href="http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<div id="attachment_2056" style="width: 335px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class="  wp-image-2056" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Henry-ford-hospital1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Henry-ford-hospital" width="325" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">Frida Kahlo, Henry Ford Hospital o Il letto volante, 1932</p></div>
<div id="attachment_2057" style="width: 335px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class="  wp-image-2057" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/le-due-Frida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="le due Frida" width="325" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Frida Kahlo, Le due Frida, 1939</p></div>
<div id="attachment_2054" style="width: 335px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class="  wp-image-2054" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/AutoritrattoMessicoStatiUniti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="AutoritrattoMessicoStatiUniti" width="325" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Frida Kahlo, Autoritratto al confine tra Messico e USA, 1932</p></div>
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<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/FateLeStregheMar2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di marzo 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>7 minuti, di Michele Placido (Italia/Francia/Svizzera, 2016)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[7 minuti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Giusy Coronato A Latina, in una fabbrica tessile tutta al femminile, oggi non si lavora. Oggi si decide il futuro della fabbrica. C&#8217;è un&#8217;acquirente, un&#8217;azienda francese e c&#8217;è un&#8217;unica richiesta per chiudere l&#8217;accordo:&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/locandina7minuti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-1781 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/locandina7minuti-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="locandina7minuti" width="214" height="300" /></a>A Latina, in una fabbrica tessile tutta al femminile, oggi non si lavora. Oggi si decide il futuro della fabbrica. C&#8217;è un&#8217;acquirente, un&#8217;azienda francese e c&#8217;è un&#8217;unica richiesta per chiudere l&#8217;accordo: nessuna delle operaie verrà licenziata se il consiglio di fabbrica darà il consenso a rinunciare a sette dei quindici minuti della pausa pranzo. Solo sette minuti! Undici donne si ritrovano a dover decidere del loro futuro e di quello di altre 300 operaie che le aspettano lì, fuori dalla fabbrica. Donne diversissime fra loro, ognuna con la sua personale battaglia che, in questo microcosmo femminile, rispecchiano quelle della società odierna: c&#8217;è la mamma con quattro figli e il marito disoccupato, c&#8217;è la donna vittima di violenza domestica e quella che subisce molestie dal suo capo. C&#8217;è la ragazzina al suo primo lavoro e la ragazza incinta; c&#8217;è la donna straniera, c&#8217;è la mamma in carrozzina. Tutte insieme per prendere una decisione che sembra così semplice e naturale: cosa sono sette minuti rispetto alla sicurezza di un lavoro? Scena dopo scena, però, le riflessioni si fanno più profonde: le idee, i diritti, la dignità, il peso della storia passata, la responsabilità del futuro iniziano a penetrare nei discorsi e nella narrazione delle proprie vite. Le donne si fermano e parlano, si confrontano, scavano a fondo e vanno oltre l&#8217;apparenza. Spesso i toni si alzano, i pregiudizi vengono a galla e si scagliano contro con parole che diventano macigni, riflessi dei più comuni stereotipi odierni. Solo come succede fra donne, quando l&#8217;empatia e la solidarietà la fanno da padrona, le mani si stringono, ci si immedesima nella storia dell&#8217;altra, che non è né meglio né peggio della tua, è solo diversa. Un film coinvolgente, tratto da una storia vera, dal 3 novembre al cinema.</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-3/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/7-minuti-di-miasvizzera-2016/">7 minuti, di Michele Placido (Italia/Francia/Svizzera, 2016)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
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