<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Associazione Rising &#187; Focus</title>
	<atom:link href="https://www.associazionerising.eu/category/articoli-e-rubriche/focus/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.associazionerising.eu</link>
	<description>Pari in Genere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Feb 2025 15:04:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.34</generator>
	<item>
		<title>Dilettanti o professioniste?</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/dilettanti-o-professioniste/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/dilettanti-o-professioniste/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 18:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[donne e sport]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Giusy Coronato]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2995</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giusy Coronato Le atlete nello sport italiano sono dilettanti o professioniste? Quando ci si avvicina all&#8217;argomento si rimane spesso sorpresi e increduli della risposta. Provate anche voi a rispondere alla seguente domanda e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/dilettanti-o-professioniste/">Dilettanti o professioniste?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p>Le atlete nello sport italiano sono dilettanti o professioniste? Quando ci si avvicina all&#8217;argomento si rimane spesso sorpresi e increduli della risposta. Provate anche voi a rispondere alla seguente domanda e a farla alle persone a voi vicine: “Pensa a un’atleta famosa nello sport: credi sia una professionista o una dilettante? Lo fanno per piacere o è per loro un lavoro?” Le risposte sono state quasi sempre le stesse: “Facile, no? Sono tutte professioniste! Chi pratica uno sport da dilettante lo fa per piacere, non per lucro né per professione.”</p>
<p>Invece no. Nel 1981 la legge n. 91 sul professionismo sportivo all&#8217;articolo 2 afferma che: “<em>sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori atletici che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell&#8217;ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle Federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle Federazioni stesse con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica</em>”.</p>
<p>Significa che possono definirsi professionisti solo gli atleti che svolgono la loro attività nelle federazioni che sono riconosciute dal CONI come discipline sportive professioniste. Quali sono ad oggi tali discipline? Il calcio, il ciclismo, il golf e la pallacanestro solo maschili. Mentre tutti i restanti sport e soprattutto tutte le discipline femminili sono escluse. Nessuna donna oggi può definirsi un&#8217;atleta professionista.  E nel concreto cosa significa? No allo statuto dei lavoratori; no all&#8217;infortunio e al trattamento pensionistico; no a maternità e <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/ProfessionisteDilettanti.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignright size-medium wp-image-2996" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/ProfessionisteDilettanti-300x132.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="professionistedilettanti" width="300" height="132" /></a>a malattia. Questo comporta una discriminazione alla base per tutte le sportive che non rientrano nelle categorie e che devono sottostare per forza alle logiche dei contratti con gli sponsor, rimborsi spese e bonus. È del maggio 2019 la notizia che la Nike, sponsor ufficiale di molte atlete a livello mondiale, ha fatto dietro front sulle politiche aziendali in tema di maternità, che prevedevano la sospensione del contratto durante la gravidanza e nel periodo post, fino a quando non recuperavano la forma fisica ideale e le stesse performance. Solo dal mese scorso la Nike ha dichiarato di aver cambiato la propria policy e che le atlete potranno contare su un contratto che non le penalizza e che sostiene la maternità. Un altro escamotage usato da molte atlete italiane, per poter essere tutelate nella loro attività, è quello di entrare a far parte di un gruppo armato: Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Forestale.</p>
<p>Modificare questa legge permetterebbe a tutte le sportive di poter vivere facendo ciò in cui sono brave, di potersi dedicare completamente e senza preoccupazioni alla loro professione, di decidere se vogliono avere dei figli e non rischiare di rimanere senza lavoro, di aver riconosciuto i diritti fondamentali del lavoratore: la retribuzione, il riposo, le ferie,  il congedo matrimoniale, la maternità, la malattia, l’infortunio, la malattia professionale, la sicurezza sul lavoro, l’attività sindacale e la parità tra uomo e donna. Ciò che tutte noi chiediamo.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 10" href="http://www.associazionerising.eu/rising-sport/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/dilettanti-o-professioniste/">Dilettanti o professioniste?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/dilettanti-o-professioniste/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sicurezza e immigrazione: donne che resistono</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/sicurezza-e-im-che-resistono/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/sicurezza-e-im-che-resistono/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2019 01:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[donne migranti]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Maraone]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2875</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giulia Maraone Le recenti politiche sul tema dell’immigrazione mettono in luce la volontà di perpetrare con maggiore forza ideologie che tentano di inseguire quello che viene storicamente definito controllo sociale. Numerosi gli autori&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/sicurezza-e-im-che-resistono/">Sicurezza e immigrazione: donne che resistono</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giulia Maraone</em></p>
<p>Le recenti politiche sul tema dell’immigrazione mettono in luce la volontà di perpetrare con maggiore forza ideologie che tentano di inseguire quello che viene storicamente definito <em>controllo sociale</em>. Numerosi gli autori e le autrici che hanno nel tempo teorizzato a riguardo e analizzato eterogenee sfaccettature presupponendo tesi divergenti.  Assumiamo quindi come focus la stretta correlazione tra controllo sociale e discriminazione istituzionale, connessione che maggiormente rispecchia il clima socio-politico e culturale che innanzi ci appare. Ben note alle donne e ai movimenti femministi le teorie e le pratiche che ne sono a fondamento.</p>
<p>Con discriminazione istituzionale si intendono, dunque, tutte quelle procedure amministrative la cui applicazione produce e acuisce condizioni di evidente disuguaglianza sociale per alcune categorie di cittadini/e, in genere appartenenti a gruppi svantaggiati. Con tali premesse, esemplificativi appaiono i fenomeni migratori e in particolare le cosiddette migrazioni forzate. Le recenti statistiche (Fondazione ISMU, aggiornamento dati 5-11-18) indicano che sono state 130mila le richieste di asilo presentate nel 2017 in Italia, oltre 21mila, il 16% circa del totale, erano donne.</p>
<p>Una di queste donne si chiama si chiama Anilda, è nata a Gomsiqe, un minuscolo villaggio dell’Albania. È partita per sfuggire alla disperazione, è una storia di umiliazioni e deprivazione la sua, una storia di voglia di riscatto e affermazione, una storia di coraggio e autodeterminazione. La decisione è stata difficile, l’incertezza e le paure erano tante, ma è stata inevitabile. Il viaggio con mezzi, per così dire, di fortuna è stato lungo e difficoltoso ma è arrivata.  Finora la strada di Anilda è stata lunga ma ha trovato “un posto sicuro” che potesse guidarla nel rimettere insieme frammenti di vita e ripartire. In Italia ogni giorno nuovi traguardi, ogni giorno delle opportunità afferrate, qualche giorno la paura e il pianto. Anilda ha un permesso di soggiorno per motivi umanitari, le scadrà tra qualche mese. Il suo futuro è incerto.</p>
<p>Il decreto legge 132/2018, nello smantellare il Testo Unico sull&#8217;Immigrazione, all&#8217;art.1 abolisce il permesso di soggiorno per motivi umanitari, convertibile in lavoro subordinato o rinnovabile alla scadenza in protezione speciale, della durata di un anno e non più convertibile. La titolarità precedentemente acquisita nega il diritto all&#8217;iscrizione anagrafica, consolidatasi ormai da decenni come la principale porta d&#8217;accesso per l&#8217;esigibilità dei diritti di cittadinanza e tutela. Di fatto nega la possibilità per i cittadini e le cittadine migranti di intraprendere e proseguire dei percorsi di <em>empowerment</em> concreti e praticabili, impoverendo drasticamente il range di opportunità per l&#8217;inclusione sul territorio e creando nuovi e nuove invisibili abitanti dei non-luoghi della società.  Quando razzismo e sessismo si confermano istituzionalizzati, agire diviene irrinunciabile.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 9" href="http://www.associazionerising.eu/libere-di-migrare/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 9" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMar2019-web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf del numero di marzo 2019</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/sicurezza-e-im-che-resistono/">Sicurezza e immigrazione: donne che resistono</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/sicurezza-e-im-che-resistono/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Art.9: obiezione di coscienza</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Marcuccio]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2752</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Daniela Marcuccio Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/">Art.9: obiezione di coscienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i diritti chiamano altri diritti” vacilla in modo preoccupante, dimostrandosi debole, per noi donne e per la nostra <em>pacifica eversione</em> della cultura patriarcale. Proprio la legge 194 presta il fianco a questi cambiamenti di rotta essendo il “luogo normativo” della differenza sessuale. La legge è la prova che il fatto naturale del “partorire” è cosa pubblica che va normata, sottraendola alla donna che per natura ne porta il segreto. Se è innegabile la conquista realizzata dai movimenti femministi, oggi da custodire cautamente, le strette maglie filate intorno al diritto della donna celano le resistenze culturali che caratterizzarono il dibattito politico. Fino ad ammettere che in alcune norme le obiezioni conservatrici sono riuscite a prevalere! Si prenda la norma ex art.9 che consente al personale sanitario e agli esercenti le attività ausiliarie di “sollevare obiezione di coscienza, preventivamente dichiarata … per essere esonerati dal compimento delle attività specificamente e necessariamente dirette all&#8217;interruzione della gravidanza…”.  Essa rappresentò e rappresenta una grossa rivincita dei cattolici, che ottennero il riconoscimento di un diritto comunque ancorabile alla libertà di pensiero ex art.21 Cost. incontestabile conquista democratica e liberale. Se non fosse che nella mente di chi propose e ottenne la norma e di chi oggi ne fa uso e abuso, la coscienza che si impone al godimento di altrui diritti è una coscienza religiosa, che stride con lo Stato   formalmente laico per Costituzione.  La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel 1999, intervenendo sul caso Pichon e Sajons in Francia, ha lanciato un monito agli Stati UE perché “pur considerata la natura individuale dell’obiezione di coscienza è da escludersi che convinzioni religiose possano prevalere fino ad imporsi ai terzi”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.  Come letteratura e giurisprudenza costituzionale insegnano, a fronte di diritti parimenti rilevanti costituzionalmente – qui il diritto alla salute della donna ex art.32 Cost. e la libertà di coscienza ex art.21 cost. – il necessario bilanciamento deve favorire la tutela della posizione che potrebbe ricevere più grave pregiudizio, dato il monopolio “quasi naturale” del medico sugli interventi a tutela della salute psicofisica della persona. Se l’IVG deve essere praticata da un medico professionista, la libertà di coscienza deve cedere agli obblighi d’ufficio che questa professione, e solo questa, comporta. Potremmo addirittura parlare di “abuso di posizione dominante”, illecito che nella pratica commerciale è sanzionato, e che invece in questo caso è incentivato visto che circa il 70% del personale medico specialista si dichiara obiettore! Quello che è ancora più grave è che molti casi di obiezione di coscienza riguardano l’assistenza antecedente e conseguente all&#8217;intervento, che a norma del terzo comma del citato articolo 9 è attività sanitaria sottratta all&#8217;esonero.   La Cassazione penale abbastanza recentemente ha confermato la condanna di una dottora, in servizio di guardia medica nel reparto di ostetricia e ginecologia di un presidio ospedaliero, per essersi rifiutata di assistere la paziente, già sottoposta ad IVG farmacologica, nella fase del “secondamento”, successiva all&#8217;aborto indotto, omettendo quindi di prestare quell&#8217;assistenza che la norma sottrae all&#8217;esonero per obiezione<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p>All&#8217;origine del “malinteso” è il vizio di merito della legge: considerare l’intervento abortivo semplicemente funzionale alla tutela della salute della donna e non un atto di autodeterminazione sul proprio corpo che la donna rivendica come diritto compiuto in sé per sé.  Si veda   la procedura (art.5 co.1) di accompagnamento della donna affinché si trovino “le possibili soluzioni alternative ai problemi” che potrebbero averla determinata alla decisione, “si sottrae per quanto è possibile alla donna gravida la sua autonomia decisionale di generare o meno” quasi fosse un incapace. La società a impostazione patriarcale si è impadronita del corpo delle donne e delle sue funzioni; e siccome nel generare si perpetua la specie ne ha fatto una questione di Stato affidata al legislatore, con un imbarazzante fluttuare tra diritto, etica e metafisica <a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>.  Si ode così l’eco fideista della “vita prima della vita” anche contro la vita già esistente della donna! Per fortuna giuridicamente la persona nasce con i primi vagiti! Ma la degenerazione applicativa della legge è purtroppo in nuce.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Nel caso di specie l’obiezione di coscienza era stata sollevata dall&#8217;esercente il servizio farmaceutico avverso la richiesta di acquisto del contraccettivo di emergenza. Nonostante le indicazioni casi del genere continuano ad essere denunciati anche in Italia.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> 27 novembre 2012 n.14979/2013</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Adriana Cavarero, pg 81</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/">Art.9: obiezione di coscienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Solidarietà femminile e maschile: storie a confronto</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/solidarieta-maschile-femminile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/solidarieta-maschile-femminile/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sorellanza]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Sciagura]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2595</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Valentina Sciagura La solidarietà femminile e maschile hanno due valenze diverse poiché diversa è stata la storia delle donne e la storia degli uomini. Per le donne è stato fondamentale unirsi per prendere&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/solidarieta-maschile-femminile/">Solidarietà femminile e maschile: storie a confronto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Valentina Sciagura</em></p>
<p>La solidarietà femminile e maschile hanno due valenze diverse poiché diversa è stata la storia delle donne e la storia degli uomini.</p>
<p>Per le donne è stato fondamentale unirsi per prendere consapevolezza della propria situazione e per difendere i propri diritti. Può capitare a tutte di subire la stessa tipologia di violenza di genere: a me, alla mia amica, a mia nipote, ecc.</p>
<p>Nel tempo la sorellanza ha costruito legami profondi tra donne che ha portato a non sentirsi giudicate ma ascoltate e capite fino in fondo, a far credere ad una donna in difficoltà che c’è sempre un’alternativa e a costruirla insieme. Solidarietà tra donne significa lottare per le stesse ingiustizie; riempire le strade durante le manifestazioni che ci riguardano; scrivere, ballare e parlare per farci vedere, sentire, riconoscere; è unirsi e non arrendersi quando le discriminazioni prendono il sopravvento.</p>
<p>È imparare dall’esperienza dell’altra; è ascoltare i racconti di chi è più anziana ed esser grate per aver appreso degli strumenti in più per affrontare la vita. È dare energia a chi pensa di non farcela, a chi si sente sola. Solidarietà significa resistere, proporre cambiamenti per migliorare le condizioni di vita di tutte le donne.</p>
<p>E non importa se sei giovane o anziana, madre oppure figlia, se vivi in una terra straniera o pratichi religioni diverse, se sei casalinga oppure avvocata: le donne sanno stabilire nuove connessioni e unirsi in gruppo, anche al di là delle scelte individuali e delle classi sociali.</p>
<p>Purtroppo, nell’epoca attuale diventa sempre più difficile rimanere così unite, specialmente in contesti competitivi come il lavoro dove in particolare le donne devono dimostrare di saper far tutto e bene. La solidarietà femminile, però, è una delle poche e preziose risorse su cui le donne possono contare per sopravvivere alla cultura patriarcale.</p>
<p>La solidarietà maschile si manifesta più nella capacità di “fare gruppo” tra uomini che fanno parte della stessa classe sociale, come legame di appartenenza ad una parte della società. La fratellanza è una forte alleanza nell’agire insieme spinti da un interesse comune, come lo è stato, ad esempio, per tenere sotto scacco l’altro sesso o come durante le guerre, principalmente fatte dagli uomini, per combattere o conquistare un altro popolo. Anche la fratellanza però può portare a dei legami forti e sinceri tra uomini, ad amicizie profonde e ad un sentire comune che unisce e non genera più differenze. Noi ci crediamo.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/solidarieta-maschile-femminile/">Solidarietà femminile e maschile: storie a confronto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/solidarieta-maschile-femminile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che genere di orgasmo?</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/che-genere-di-orgasmo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/che-genere-di-orgasmo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 20:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Cianci]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[orgasmo]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2373</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Ilaria Cianci Non c’è un orgasmo giusto o uno migliore di un altro: ciò che si può affermare con certezza è che esiste il nostro modo di provare un orgasmo. La differenza risiede&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/che-genere-di-orgasmo/">Che genere di orgasmo?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Ilaria Cianci</em></p>
<p>Non c’è un orgasmo giusto o uno migliore di un altro: ciò che si può affermare con certezza è che esiste il <em>nostro modo </em>di provare un orgasmo<em>. </em>La differenza risiede nella diversa sensibilità, individualità e dal grado di conoscenza che ogni donna ha di se stessa e del proprio corpo.</p>
<p>Un errore molto diffuso nell’immaginario collettivo riguarda la netta differenziazione dell’orgasmo femminile in <em>vaginale</em> e <em>clitorideo</em>. In realtà, recenti studi in campo sessuologico, dimostrano che l&#8217;orgasmo &#8211; per la donna, così come per l&#8217;uomo &#8211; è uno solo: nella donna, tuttavia, il tipo di stimolazione per raggiungerlo è duplice, potendo riguardare sia la vagina sia la clitoride. Mentre nell’uomo il conseguimento del piacere è strettamente connesso al meccanismo della riproduzione, nella donna, la zona deputata al raggiungimento del piacere e quella legata alla riproduzione, sono comunicanti ma non coincidono.</p>
<p>Questa rigida distinzione tra i due tipi di orgasmo femminile ha determinato pregiudizi, stereotipi e senso d’inadeguatezza dovuti alla presunta incapacità di raggiungere l’uno o l’altro orgasmo. <em>L’orgasmo clitorideo</em>, era considerato un orgasmo “inferiore” &#8211; per piacere e coinvolgimento &#8211; poiché privo di penetrazione, mentre quello <em>vaginale,</em> provocato da una stimolazione indiretta delle radici della clitoride, sembrava essere più soddisfacente e maggiormente percepito.</p>
<p>In particolare, durante la seconda ondata del femminismo &#8211; alla fine degli anni ’60 &#8211; si è posto l’accento su come il modello di piacere vaginale fosse considerato la via privilegiata per l’espressione del piacere femminile, poiché frutto della costruzione culturale patriarcale rigorosamente procreativa, mentre quello clitorideo come espressione di conquista di una sessualità autonoma e non più responsiva a quella maschile.</p>
<p>Oggi possiamo dichiarare &#8211; sulla base della storia di genere e delle ricerche scientifiche in ambito sessuologico &#8211; che il termine clitorideo o vaginale può essere utilizzato per indicare un tipo di stimolazione prevalente, piuttosto che diverse tipologie di orgasmo.</p>
<p>L&#8217;orgasmo è, perciò, un&#8217;acquisizione che s&#8217;impara con il tempo, conoscendosi attraverso l&#8217;esperienza.</p>
<p>In tale prospettiva, risulta indispensabile e prezioso per tutte noi donne riappropriarci della nostra sessualità, “<em>pretendendo per sé un libero accesso al piacere che è l’indispensabile viatico alla pienezza della vita, alla sua creatività</em>” (Collettivo Femminista Benazir)<em>.</em><strong> </strong></p>
<p><strong>Bibliografia:</strong></p>
<p>Carla Lonzi, nel 1971 “La donna vaginale e la donna clitoridea”;</p>
<p>Collettivo Femminista Benazir (2012) <em>Frammenti di autocoscienza: Il percorso politico sulla sessualità di un gruppo di giovani femministe, Aracne Editrice;</em></p>
<p>Anne Koedt (1970) “Il mito dell’orgasmo vaginale ”<strong> </strong></p>
<p><strong>Sitografia:</strong></p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2016/09/20/la-clitoride-spiegata-bene/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ilpost.it/2016/09/20/la-clitoride-spiegata-bene/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/03/il-piacere-femminile-sempre-al-servizio-delluomo/3556104/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/03/il-piacere-femminile-sempre-al-servizio-delluomo/3556104/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/04/sesso-lorgasmo-vaginale-non-esiste/3561858/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/04/sesso-lorgasmo-vaginale-non-esiste/3561858/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a href="https://www.internazionale.it/video/2017/02/08/vagina-orgasmo?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.internazionale.it/video/2017/02/08/vagina-orgasmo?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a href="http://www.huffingtonpost.it/2014/10/10/punto-g-orgasmo-vaginale-non-esistono-studio_n_5964080.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.huffingtonpost.it/2014/10/10/punto-g-orgasmo-vaginale-non-esistono-studio_n_5964080.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 5" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/FateLeStregheNov2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/che-genere-di-orgasmo/">Che genere di orgasmo?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/che-genere-di-orgasmo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per un uso non sessista della lingua italiana</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 19:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Bruno]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[sessismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2210</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giovanna Bruno Alcune delle &#8220;Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana&#8221; (1987) a cura di Alma Sabatini per la Presidenza del Consiglio delle ministre e dei ministri e per la Commissione&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/">Per un uso non sessista della lingua italiana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giovanna Bruno</em></p>
<p>Alcune delle &#8220;Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana&#8221; (1987) a cura di Alma Sabatini per la Presidenza del Consiglio delle ministre e dei ministri e per la Commissione delle Pari Opportunità.</p>
<p>&#8211; <strong>Evitare l’articolo</strong> con i cognomi femminili: Raggi, non ‘la Raggi’;</p>
<p>&#8211; <strong>Accordare il genere</strong> degli aggettivi con quello dei nomi che sono in maggioranza per cui Silvia, Luca e Chiara sono simpatiche, o in caso di parità con l’ultimo nome: Silvia, Luca, Chiara e Giovanni sono simpatici;</p>
<p>&#8211; <strong>Evitare il maschile</strong> cosiddetto <em><strong>neutro </strong></em>(la nostra lingua non ha il neutro, ha un maschile e un femminile), ad esempio “L’Umanità” al posto di “L’uomo”, “I diritti della persona” piuttosto che “I diritti dell’uomo”;</p>
<p>&#8211; <strong>Usare il femminile</strong> dei titoli professionali in riferimento alle donne.</p>
<p>Per un elenco più dettagliato delle regole grammaticali per femminilizzare le professioni, qui il link con la versione integrale:</p>
<p><a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/documenti/Normativa%20e%20Documentazione/Dossier%20Pari%20opportunit%C3%A0/linguaggio_non_sessista.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/documenti/Normativa%20e%20Documentazione/Dossier%20Pari%20opportunit%C3%A0/linguaggio_non_sessista.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/">Per un uso non sessista della lingua italiana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il corpo legislativo</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/il-corpo-legislativo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/il-corpo-legislativo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 04:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Marcuccio]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2091</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Daniela Marcuccio Per secoli il corpo delle donne è stato coniugato alla sessualità come valore da controllare a fini di ordine pubblico, ora in nome dell’onore (altrui), ora per garantire la discendenza attraverso&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/il-corpo-legislativo/">Il corpo legislativo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Per secoli il corpo delle donne è stato coniugato alla sessualità come valore da controllare a fini di ordine pubblico, ora in nome dell’onore (altrui), ora per garantire la discendenza attraverso la fecondazione, ora per difendere la morale pubblica. Trattandosi di questione di ordine pubblico, l’intervento è competenza del diritto penale. Il codice penale (del 1930) conferiva rilevanza di causa di giustificazione al movente dell’“offesa all&#8217;onor suo e della sua famiglia” che determinava a uccidere “il coniuge, la figlia o la sorella” (art.587 c.p). L&#8217;autore del reato era quindi il maschio.  E valutava il matrimonio riparatore causa di estinzione del reato di sequestro di persona e violenza carnale (art.544 c.p.). Le due norme, prodotto inconfutabile della cultura patriarcale, furono abrogate soltanto nel 1981, sei anni dopo il nuovo diritto di famiglia (l.n.151/1975), grazie alle pressioni del movimento delle donne le cui denunce avevano reso ormai improcrastinabile l’intervento.</p>
<p>Il poter decidere della propria sessualità era la rivendicazione indispensabile per riappropriarsi del corpo e della soggettività come le femministe urlavano a gran voce ovunque. La stessa legge 194/1978 sull&#8217;interruzione volontaria di gravidanza ha consacrato solennemente il protagonismo della donna rispetto a una delle vicende più drammatiche dell’esistenza femminile. Fino ad allora con il reato di aborto si era preteso di “scorporare” l’evento gravidanza dal corpo della persona che la porta avanti. Questo effetto si otterrebbe anche se si riconoscesse lo status di persona al concepito, come da anni alcuni movimenti per la vita chiedono, provocando la tacita abrogazione della 194 perché si esproprierebbe nuovamente la donna della decisione di sé. Infatti parlare del concepito come di una persona significa attribuirgli capacità e soggettività giuridica autonome rispetto a quella della donna che lo porta in grembo, con la quale entrerebbe in conflitto qualora la stessa decidesse di interrompere la gravidanza o fosse costretta a farlo, come nel caso di necessarie cure chemioterapiche. Tecnicamente si nominerebbe un tutore del concepito, autorizzato a prendere una decisione sul corpo della futura madre, anche contro la sua volontà.</p>
<p>Il cambiamento culturale attivato negli anni settanta dovette tuttavia attendere a lungo compiutezza perché la legge sullo stupro, reato contro la persona e non più contro la moralità pubblica, fu approvata soltanto nel 1996. Il reato di violenza sessuale diventa così reato contro la libertà della persona-donna, diventa stupro qualsiasi atto sul corpo della donna compiuto senza il di lei consenso. Si tutela una fisicità, che è corpo e anima, non più disponibile “da” altri se non la donna medesima. La stessa nomenclatura ha sostituito alla locuzione <em>violenza carnale</em>, violazione della carne-corpo-cosa, la più appropriata <em>violenza sessuale</em>, violazione della sessualità-valore, finalmente costringendo a ripensare la relazione tra i sessi nel senso del rispetto.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/FateLeStregheMar2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di marzo 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/il-corpo-legislativo/">Il corpo legislativo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/il-corpo-legislativo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Disparità e discriminazioni</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[gender pay gap]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza strutturale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=1872</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giulia Nanni Le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro si incontrano ancora prima di accedervi: le donne hanno meno possibilità occupazionali degli uomini a tre anni dalla fine degli studi, con conseguente&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/">Disparità e discriminazioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro si incontrano ancora prima di accedervi: le donne hanno meno possibilità occupazionali degli uomini a tre anni dalla fine degli studi, con conseguente maggior tasso di inoccupazione. Avuto accesso al mercato del lavoro invece, si è obbligate a scontrarsi con segregazione orizzontale e verticale; flessibilità del lavoro; utilizzo del part-time; disparità salariale; molestie e mobbing.</p>
<p>La <strong>SEGREGAZIONE ORIZZONTALE</strong> determina la concentrazione delle donne in pochi settori o ambiti lavorativi, i quali, molto spesso tendono a riprodurre compiti e ruoli tipicamente femminili.</p>
<p>La <strong>SEGREGAZIONE VERTICALE</strong> o «soffitto di cristallo» fa riferimento a quelle barriere che impediscono alle donne l&#8217;accesso a posizioni più elevate, concentrandole ai livelli più bassi delle scale gerarchiche di potere, responsabilità e autonomia.</p>
<p>La <strong>FLESSIBILITA’ DEL LAVORO</strong> vede i contratti femminili più brevi di quelli maschili e le occupazioni instabili svolte al 35,7% dalle donne e al 15% dagli uomini. Instabilità e discontinuità dei rapporti di lavoro implicano più bassi livelli retributivi, configurano gabbie salariali di genere e incidono sulla decisione di non avere figli per una donna che, entrando in maternità, perde il lavoro e si trova a non avere diritti né garanzie nel periodo pre e post-partum.</p>
<p><strong>L&#8217;UTILIZZO DEL PART-TIME</strong> è prevalentemente femminile (in media il rapporto è di circa tre donne ogni uomo). La maggior concentrazione di lavoratori a tempo parziale si riscontra nella fase di entrata nel mondo del lavoro, mentre per le lavoratrici si colloca maggiormente nel periodo riproduttivo e di rientro dalla maternità. Aspetto quest&#8217;ultimo che evidenzia come le difficoltà di conciliare lavoro e famiglia sono quasi interamente a carico delle donne.</p>
<p>La <strong>DISPARITA’ SALARIALE</strong> in Europa si concretizza in un 16% in più che gli uomini percepiscono rispetto alle donne. Nel complesso è il settore industriale a discriminare maggiormente in termini di genere; infatti al suo interno la distanza retributiva arriva al 20%, mentre nei servizi il divario è del 10% e nel lavoro autonomo è del 30%.</p>
<p><strong>MOLESTIE</strong> e <strong>MOBBING</strong> sono tutte quelle azioni, più o meno gravi, singole o reiterate nel tempo, che minano il benessere psico-fisico della vittima. Se si considerano solo le molestie sessuali sul lavoro, le hanno subite circa il 51,8% delle donne in età tra i 14 e i 65 anni.</p>
<p>(da Francesca Sartori, Differenze e diseguaglianze di genere, Bologna, il Mulino, 2009)</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-3/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/">Disparità e discriminazioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I tre attori in gioco</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/tre-attori-in-gioco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/tre-attori-in-gioco/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 05:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Nanni]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2178</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giulia Nanni Solitamente parlare di prostituzione equivale a parlare di prostitute; invece, il fenomeno in questione è estremamente complesso e solo una visione olistica dello stesso permette di comprenderlo e di porre in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/tre-attori-in-gioco/">I tre attori in gioco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Solitamente parlare di prostituzione equivale a parlare di prostitute; invece, il fenomeno in questione è estremamente complesso e solo una visione olistica dello stesso permette di comprenderlo e di porre in essere strategie adeguate. Proprio per questo riteniamo sia importante precisare che non c’è solo la prostituta ma che gli attori in gioco sono tre: l’uomo, la donna e la criminalità organizzata.</p>
<p>Nonostante le opinioni sulla prostituzione siano estremamente varie e discordanti tra loro, senza scendere nello specifico, sintetizzeremo le più grandi linee di pensiero, tenendo presente che poi, nei dettagli, sono declinate in modo diverso da Paese in Paese.</p>
<p>Il<strong><em> proibizionismo</em></strong>, presente in gran parte del mondo, prevede pene più o meno severe per le prostitute. Rispondendo al principio della deterrenza, si trova ad agire sulle manifestazioni e non sulle cause della prostituzione.</p>
<p>La <strong><em>regolamentazione</em></strong> considera la prostituzione un lavoro; ne accetta l’esistenza e le riconosce uno spazio economico e sociale. Alcuni stati prevedono una legalizzazione a monopolio statale, come quella italiana prima del 1958, altri gestita dal settore privato. Ne sono esempio più conosciuto l’Olanda e la Germania.</p>
<p><strong>L’</strong><em><strong>abolizionismo</strong>, </em>che vige anche in Italia, fa riferimento alla convenzione ONU del 1949, per la repressione della tratta e dello sfruttamento della prostituzione, che considera quest’ultima incompatibile con la dignità e il valore della persona umana. Ritiene che la prostituzione non è una normale attività commerciale e, per sfavorirla, penalizza tutte le attività a essa connesse: favoreggiamento, induzione, reclutamento, sfruttamento, gestione di case, etc. Al tempo stesso però, non la definisce illegale di per sé: non criminalizza né la donna-prostituta, né l’uomo-cliente.</p>
<p>L’approccio più recente è quello <strong><em>neoproibizionista</em></strong> (modello nordico) che, al contrario del primo, considera le prostitute delle vittime e punisce i clienti con una multa. L’acquisto di prestazioni sessuali è considerato una violenza nei confronti delle donne; un serio problema che causa danni all&#8217;individuo e alla società: l’uguaglianza tra i sessi non potrà essere ottenuta fino a quando gli uomini continueranno a comprare, vendere e sfruttare le donne.</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/tre-attori-in-gioco/">I tre attori in gioco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/tre-attori-in-gioco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’incidenza del sessismo nella cultura italiana</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/lincidenza-delltura-italiana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
		<comments>https://www.associazionerising.eu/lincidenza-delltura-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 06:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[global gender gap report]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Grifi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazionerising.eu/?p=2176</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Laura Grifi L’esperienza dei Centri Antiviolenza e le principali disposizioni nazionali e internazionali in materia di violenza di genere, affermano che la violenza ha matrice culturale e dipende dai rapporti storicamente diseguali tra&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/lincidenza-delltura-italiana/">L’incidenza del sessismo nella cultura italiana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Laura Grifi</em></p>
<p>L’esperienza dei Centri Antiviolenza e le principali disposizioni nazionali e internazionali in materia di violenza di genere, affermano che la violenza ha matrice culturale e dipende dai rapporti storicamente diseguali tra i sessi. La discriminazione delle donne alimenta la violenza nei confronti delle stesse e viceversa. Pertanto, una delle misure di prevenzione necessarie è quella di promuovere un cambiamento culturale che elimini pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi pratica basata sull&#8217;idea dell’inferiorità della donna o su modelli stereotipati dei ruoli di donne e uomini. La cultura quindi può legittimare o dissuadere dal commettere un atto violento. La nostra cultura è ancora intrisa di stereotipi e pregiudizi che relegano la donna in una posizione subordinata?</p>
<p>Non abbiamo trovato un’indagine statistica, che valuti a tutto tondo l’incidenza del sessismo nella cultura italiana, considerando in maniera esaustiva i valori, il linguaggio, le norme, gli stereotipi e le pratiche che perpetriamo e tramandiamo. I pochi dati a nostra disposizione ci dicono che le donne sono meno indipendenti dal punto di vista economico e meno rappresentante nelle sfere decisionali della società. Donne e uomini ritengono che il genere femminile sia più discriminato e più spesso si trovi costretto a rinunciare alle proprie aspirazioni e ai propri desideri. In Italia, le donne sono presenti negli organi istituzionali solo per un terzo; nessuna donna è mai stata eletta Presidente del Consiglio o della Repubblica. Riguardo all’occupazione, le donne lavorano meno, sono pagate la metà e ricoprono mansioni di livello più basso. Il 40% della popolazione ritiene ancora che la donna avrebbe potuto evitare la violenza subita. Anche le statistiche confermano che c’è ancora molto lavoro da fare.</p>
<p><a title="" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/TabGenderGap2015_2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-medium wp-image-1002 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/TabGenderGap2015_2-300x202.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="TabGenderGap2015_2" width="300" height="202" /></a></p>
<h4>GLOBAL GENDER GAP REPORT 2015</h4>
<p>L’Italia si posiziona al 41° posto su 145 paesi per quanto riguarda l’uguaglianza di genere. Quattro le dimensioni analizzate: salute, istruzione, partecipazione politica ed economica. I valori vanno da 0 (disuguaglianza di genere) a 1 (uguaglianza di genere).</p>
<h4>STEREOTIPI, RINUNCE E DISCRIMINAZIONI DI GENERE</h4>
<p>(Istat, 2011)<br />
La ricerca sintetizza che per la maggioranza della popolazione (57,7%) la situazione degli uomini nel nostro Paese è migliore di quella delle donne: lo pensano le donne (64,6% delle intervistate) più degli uomini (il 50,5%). Per quattro persone su dieci (43,7%) la donna è vittima di discriminazioni. Il 44,1% delle donne, contro il 19,9% degli uomini, ha dovuto fare qualche rinuncia in ambito lavorativo a causa d’impegni e responsabilità familiari o per volere dei propri familiari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 1" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a>Scarica <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMAR16.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>qui</strong></a> il numero di marzo 2016</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 1" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&lt;prima pagina</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/lincidenza-delltura-italiana/">L’incidenza del sessismo nella cultura italiana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.associazionerising.eu/lincidenza-delltura-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
