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	<title>Associazione Rising &#187; Legge 194</title>
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		<title>Art.9: obiezione di coscienza</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Marcuccio]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>

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<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i diritti chiamano altri diritti” vacilla in modo preoccupante, dimostrandosi debole, per noi donne e per la nostra <em>pacifica eversione</em> della cultura patriarcale. Proprio la legge 194 presta il fianco a questi cambiamenti di rotta essendo il “luogo normativo” della differenza sessuale. La legge è la prova che il fatto naturale del “partorire” è cosa pubblica che va normata, sottraendola alla donna che per natura ne porta il segreto. Se è innegabile la conquista realizzata dai movimenti femministi, oggi da custodire cautamente, le strette maglie filate intorno al diritto della donna celano le resistenze culturali che caratterizzarono il dibattito politico. Fino ad ammettere che in alcune norme le obiezioni conservatrici sono riuscite a prevalere! Si prenda la norma ex art.9 che consente al personale sanitario e agli esercenti le attività ausiliarie di “sollevare obiezione di coscienza, preventivamente dichiarata … per essere esonerati dal compimento delle attività specificamente e necessariamente dirette all&#8217;interruzione della gravidanza…”.  Essa rappresentò e rappresenta una grossa rivincita dei cattolici, che ottennero il riconoscimento di un diritto comunque ancorabile alla libertà di pensiero ex art.21 Cost. incontestabile conquista democratica e liberale. Se non fosse che nella mente di chi propose e ottenne la norma e di chi oggi ne fa uso e abuso, la coscienza che si impone al godimento di altrui diritti è una coscienza religiosa, che stride con lo Stato   formalmente laico per Costituzione.  La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel 1999, intervenendo sul caso Pichon e Sajons in Francia, ha lanciato un monito agli Stati UE perché “pur considerata la natura individuale dell’obiezione di coscienza è da escludersi che convinzioni religiose possano prevalere fino ad imporsi ai terzi”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.  Come letteratura e giurisprudenza costituzionale insegnano, a fronte di diritti parimenti rilevanti costituzionalmente – qui il diritto alla salute della donna ex art.32 Cost. e la libertà di coscienza ex art.21 cost. – il necessario bilanciamento deve favorire la tutela della posizione che potrebbe ricevere più grave pregiudizio, dato il monopolio “quasi naturale” del medico sugli interventi a tutela della salute psicofisica della persona. Se l’IVG deve essere praticata da un medico professionista, la libertà di coscienza deve cedere agli obblighi d’ufficio che questa professione, e solo questa, comporta. Potremmo addirittura parlare di “abuso di posizione dominante”, illecito che nella pratica commerciale è sanzionato, e che invece in questo caso è incentivato visto che circa il 70% del personale medico specialista si dichiara obiettore! Quello che è ancora più grave è che molti casi di obiezione di coscienza riguardano l’assistenza antecedente e conseguente all&#8217;intervento, che a norma del terzo comma del citato articolo 9 è attività sanitaria sottratta all&#8217;esonero.   La Cassazione penale abbastanza recentemente ha confermato la condanna di una dottora, in servizio di guardia medica nel reparto di ostetricia e ginecologia di un presidio ospedaliero, per essersi rifiutata di assistere la paziente, già sottoposta ad IVG farmacologica, nella fase del “secondamento”, successiva all&#8217;aborto indotto, omettendo quindi di prestare quell&#8217;assistenza che la norma sottrae all&#8217;esonero per obiezione<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p>All&#8217;origine del “malinteso” è il vizio di merito della legge: considerare l’intervento abortivo semplicemente funzionale alla tutela della salute della donna e non un atto di autodeterminazione sul proprio corpo che la donna rivendica come diritto compiuto in sé per sé.  Si veda   la procedura (art.5 co.1) di accompagnamento della donna affinché si trovino “le possibili soluzioni alternative ai problemi” che potrebbero averla determinata alla decisione, “si sottrae per quanto è possibile alla donna gravida la sua autonomia decisionale di generare o meno” quasi fosse un incapace. La società a impostazione patriarcale si è impadronita del corpo delle donne e delle sue funzioni; e siccome nel generare si perpetua la specie ne ha fatto una questione di Stato affidata al legislatore, con un imbarazzante fluttuare tra diritto, etica e metafisica <a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>.  Si ode così l’eco fideista della “vita prima della vita” anche contro la vita già esistente della donna! Per fortuna giuridicamente la persona nasce con i primi vagiti! Ma la degenerazione applicativa della legge è purtroppo in nuce.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Nel caso di specie l’obiezione di coscienza era stata sollevata dall&#8217;esercente il servizio farmaceutico avverso la richiesta di acquisto del contraccettivo di emergenza. Nonostante le indicazioni casi del genere continuano ad essere denunciati anche in Italia.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> 27 novembre 2012 n.14979/2013</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Adriana Cavarero, pg 81</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Voci a sostegno della 194</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Facciamo rete]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Auser]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Veneto Progetti Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>a cura del Centro Veneto Progetti Donna Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>a cura del Centro Veneto Progetti Donna</em></p>
<p>Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non solo riconosce un diritto inalienabile delle donne, quello di decidere sul proprio corpo, ma ha anche l’obiettivo di disciplinare una pratica la cui attuazione aveva fino a quel momento messo a rischio la salute e la vita delle stesse perché spesso praticato in condizioni rischio, proprio in ragione della clandestinità a cui era relegata. Tutte le operatrici del Centro Veneto Progetti Donna, insieme a Non una di meno e alla Cgil in quella giornata hanno presidiato l’entrata della Clinica ostetrica della città di Padova per ribadire che nessun passo indietro può essere fatto rispetto al riconoscimento di un fondamentale diritto alla libertà di scelta e all&#8217;autodeterminazione di sé.</p>
<p>Purtroppo però, nonostante l’IVG sia un servizio che lo Stato dovrebbe garantire nei presidi sanitari pubblici, sappiamo quanto sia difficile accedere a tale pratica principalmente perché il numero di medici/che obiettori è molto alto (a livello nazionale si parla del 70%). In Veneto si supera invece la media con il 73% dei medici/che ginecologi/ghe obiettori. Un ulteriore segnale di allarme riguarda i tempi medi di attesa tra il primo appuntamento e l’intervento che sono piuttosto alti, se pensiamo che, sempre in Veneto, quasi la metà delle IVG viene effettuata dopo 14 giorni dal primo appuntamento.</p>
<p>In questo contesto si inserisce la mozione approvata al Consiglio comunale di Verona la sera del 4 ottobre 2018 dal titolo “Iniziative per la prevenzione dell’aborto e il sostegno alla maternità nel 40° anniversario della legge 194/1978”.</p>
<p>Leggendo la mozione del Comune di Verona notiamo come vengano citati molti dati (presi da fonti non ufficiali e tendenziose come per esempio ilsussidiario.net) che sono in perfetto contrasto con i dati ufficiali del Ministero della Salute e con quelli della Regione del Veneto. Infatti, nel preambolo della mozione si sostiene che la Legge 194, “ha contribuito ad aumentare il ricorso all&#8217;aborto quale strumento contraccettivo e non ha affatto debellato l’aborto clandestino”. Le interruzioni volontarie di gravidanza sono diminuite drasticamente negli ultimi anni: dal 2006 al 2017 in Veneto la diminuzione è del 33% (da 7090 nel 2006 a 4752 nel 2017), con un trend in costante calo ogni anno, e a livello nazionale dal 1982 ad oggi le IVG sono calate del 52,4%. Questo grazie anche alle campagne di prevenzione portate avanti dai Consultori e dalle associazioni, che nella nostra Regione negli ultimi anni tra l’altro hanno subito grossi ridimensionamenti di risorse.</p>
<p>Alla mozione di Verona sono seguite mobilitazioni importanti a carattere nazionale. Il 13 ottobre il movimento Non una di meno ha portato in piazza più di 5000 persone provenienti non solo dalla regione, ma da tutta Italia.  E tante voci si sono alzate per rivendicare la difesa della 194 e la sua corretta applicazione. Questo però non ha impedito la diffusione della mozione in altri Consigli comunali in altre città, tra cui Roma e Sestri Levante, segno questo che Verona non è un caso isolato, e che i diritti delle donne sono sotto attacco.</p>
<p>Fatto dimostrato anche da due Disegni di legge depositati in Senato, rispettivamente sull&#8217;affido condiviso e la garanzia di bigenitorialità, cosiddetto “Pillon”, e sulla revisione dell’articolo 572 del codice penale sui maltrattamenti in famiglia. Queste due proposte, da una parte renderanno praticamente impossibile e pericoloso separarsi alle donne che si trovano in relazioni intime dove c’è violenza da parte del partner e, dall&#8217;altra, disconoscono il fenomeno della violenza maschile contro le donne, introducendo il carattere della sistematicità nei maltrattamenti che non rispecchia invece la peculiarità di un fenomeno che si manifesta nella coppia in modo ciclico, alternando periodi di tensione e violenza a periodi di cosiddetta “luna di miele”.</p>
<p>Ritornando a Verona, pensiamo che tale mozione non possa essere accettata in uno stato laico dove deve essere garantita sempre la libera scelta delle donne, senza condizionamenti o pressioni di qualsivoglia natura. Le opinioni personali, politiche o religiose non devono e non possono entrare dentro strutture pubbliche dove le donne si recano. Così come, allo stesso tempo, deve essere garantita la presenza di medici e mediche non obiettori per permettere a tutte le donne di poter disporre di questo diritto fondamentale.</p>
<p>Pensiamo inoltre che sia necessario da parte delle Istituzioni sostenere con ‘congrui finanziamenti’ percorsi di educazione sessuale nelle scuole e tra i giovani e in famiglia, rendere più accessibili i metodi contraccettivi e garantire la corretta applicazione della Legge 194.<br />
Come Centri antiviolenza siamo da sempre impegnate nell&#8217;affiancare le donne che ci chiedono aiuto per intraprendere l’interruzione volontaria di gravidanza. In un primo momento offriamo le informazioni necessarie rispetto alle strutture a cui rivolgersi e se la donna ce lo chiede la accompagniamo alle visite e poi all&#8217;intervento. Ancora, per le donne che ne sentono il bisogno offriamo un sostegno psicologico post intervento.</p>
<p>Il nostro appello per la città di Verona, e le altre che si dichiarano a favore della vita, è di esserlo sempre, e soprattutto sostenendo la corretta applicazione della legge 194, che è a sua volta a favore della vita, quella delle donne.</p>
<p>Dati: <a title="Dati su IVG in Veneto" href="https://salute.regione.veneto.it/web/ivg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://salute.regione.veneto.it/web/ivg?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Centro Veneto Progetti Donna &#8211; Auser<img class="alignnone size-full wp-image-2761 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Logo-CVPD.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="logo-cvpd" width="350" height="309" /></strong></p>
<p>Il Centro Veneto Progetti Donna &#8211; Auser (CVPD o Centro Donna) è un’Associazione di volontariato che da 28 anni offre sostegno a donne, italiane e straniere, in difficoltà e coinvolte in situazioni di violenza e maltrattamento familiare e non. Nasce a Padova nel 1990 per iniziativa di un gruppo di donne per dare una risposta concreta alle numerose richieste di aiuto. Tra le sue attività garantisce accoglienza alle donne vittime di violenza della città di Padova e Provincia, attraverso i suoi quattro Centri antiviolenza (Padova, Piove di Sacco, Este e Cittadella) riconosciuti dalla Regione Veneto.<br />
Il gruppo del Centro Donna è composto da operatrici specializzate, psicologhe, avvocate, educatrici e volontarie, che accolgono le donne che hanno subito violenza e i loro figli, forniscono loro gratuitamente supporto psicologico e legale e progettano, in stretta collaborazione con gli attori coinvolti (FFOO, questura, tribunale, servizi sociali, ospedali), programmi personalizzati di fuoriuscita dal circuito della violenza.</p>
<p>FB: <a href="https://www.facebook.com/CentroAntiviolenzaPadova.e.Provincia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Donna Padova Auser</a></p>
<p><a href="http://www.centrodonnapadova.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.centrodonnapadova.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Una scelta che spetta alle donne</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La nostra opinione]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Buffa]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Federica Buffa L’articolo 4 della legge 194/78 stabilisce che la donna possa ricorrere all&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza nei casi in cui la prosecuzione della gravidanza comporterebbe un serio pericolo per la sua salute&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Federica Buffa</em></p>
<p>L’articolo 4 della legge 194/78 stabilisce che la donna possa ricorrere all&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza nei casi in cui la prosecuzione della gravidanza comporterebbe un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, tenendo conto della sua condizione economica, sociale o familiare, ma anche in base alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o in previsione di malformazioni o anomalie del concepito.</p>
<p>Proprio nell&#8217;anno in cui la legge compie 40 anni, in Italia alcuni esponenti della classe politica vorrebbero fare un passo indietro, ripristinando la situazione come era in passato, proponendo di abrogare la legge, limitando effettivamente la libertà di scelta delle donne in merito all’IVG.</p>
<p>Questo clima sta svalorizzando la presa di coscienza, di decisione e di responsabilità che questa legge rappresenta. A Verona il mese scorso è stata approvata una mozione antiaborto che dichiara la città a favore della vita, in quanto favorirà finanziamenti ad associazioni che avranno l’obiettivo di promuovere iniziative contro l’aborto.</p>
<p>Ovviamente anche in altre città si sta tentando di fare lo stesso, facendo piccoli passi per arrivare a garantire sempre meno alle donne l’accesso all’IVG. Da anni, inoltre, stiamo assistendo a un aumento di medici e operatori sanitari obiettori di coscienza, che si oppongono alle pratiche abortive a discapito delle donne che ne fanno richiesta, rappresentando un ostacolo nell’esercizio di un diritto.</p>
<p>La legge è stata approvata dopo molte battaglie sociali volte a tutelare le donne, proprio perché molte di esse erano costrette a ricorre ad aborti clandestini rischiando la loro vita. Ad oggi, come nel 1981 quando fu richiesto un referendum abrogativo, la Legge 194 viene rimessa in discussione attraverso una presa di posizione che vedrebbe lo Stato imporsi, attraverso il controllo, su una scelta che spetta alle donne.</p>
<p>Riteniamo fondamentale che lo Stato continui a tutelare le donne lasciando loro la scelta cosciente e responsabile sui propri corpi. Crediamo invece sia più giusto definire e rafforzare programmi di prevenzione e sostegno, invece che tagliarle fuori da una decisione che condizionerà le loro vite.</p>
<p>Pensiamo ad esempio ai giovani, senza distinzione di genere, in un contesto culturale in cui ancora oggi la questione della sessualità è considerata un tabù: sarebbe opportuno considerare l’educazione sessuale come una pratica utile per la conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo, elemento importante per ragazzi e ragazze. Ad oggi, spesso assistiamo a un’assenza di trasmissione di strumenti ai giovani, soprattutto alle donne che, in un contesto che continua a stereotiparle, pare non abbiano il diritto di acquisire consapevolezza sui propri corpi. È importante che le ragazze abbiano la possibilità di approfondire il tema della sessualità, acquisendo gli strumenti necessari per un maggiore riconoscimento del proprio corpo.</p>
<p>E ancora, se pensiamo alle donne migranti, provenienti da culture che trasmettono una visione della sessualità lontana dal piacere individuale ma diretta all&#8217;appagamento maschile e alla procreazione, sarebbe opportuno fornire loro strumenti utili per uscire da questa dinamica che le vede come soggetti inferiori e non meritevoli di godere appieno il proprio corpo.</p>
<p>Un lavoro come questo porterebbe ad un livello maggiore di prevenzione per evitare gravidanze indesiderate, ma non perché si giudica la pratica dell’aborto, piuttosto per evitare alle donne di dover ricorrere ad una pratica che spesso, anche a livello emotivo, è difficile e dura, oltre che poco accessibile nel periodo storico che stiamo vivendo.</p>
<p>Inoltre, per quanto riguarda le giovani minorenni, è compito del sistema sanitario saper sostenere e accompagnare, insieme ai genitori, le ragazze che si trovano a dover prendere una scelta di questo tipo nella loro vita. Un giusto sostegno permetterebbe loro di avere un aiuto in una situazione in cui dovranno riflettere su un’importante decisione che per legge non possono prendere completamente da sole.</p>
<p>Consideriamo anche un altro aspetto, ovvero il diritto di una donna a non essere madre. Ancora oggi la donna che non vuole figli viene giudicata, come se noi donne fossimo nate solo per poter procreare, come se le nostre vite non avessero senso in assenza di figli. Questo è un altro stereotipo da abbattere perché continua a rappresentare i nostri corpi come oggetti o, ancora peggio, come macchine volte alla produzione. La scelta di avere figli o meno è alla base della libertà individuale e del riconoscimento di una propria identità.</p>
<p>La strada è ancora lunga, ma possiamo iniziare a ragionare sul lavoro da attuare mettendo in campo le giuste pratiche, iniziando innanzitutto a non ostacolare le donne imponendosi sulle loro vite.</p>
<p>È necessario avviare un lavoro condiviso affinché la Legge 194 non diventi l’ennesimo passo indietro nei confronti delle donne.</p>
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<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> FATE le STREGHE, numero 8 in questo numero 194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito Nei paesi in cui l&#8217;aborto è vietato, il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h5 style="text-align: center;"> FATE <em>le</em> STREGHE, numero 8</h5>
<h5 style="text-align: center;"><img class=" size-large wp-image-2783 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/TestataNov2018-1024x569.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="testatanov2018" width="720" height="400" /></h5>
<h5 style="text-align: center;">in questo numero</h5>
<h4 style="text-align: center;">194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito</h4>
<p style="text-align: center;"><em>Nei paesi in cui l&#8217;aborto è vietato, il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37 casi ogni 1000. Nei paesi in cui è permesso scende a 34. Vietare l&#8217;aborto non ridimensiona il problema, lo acuisce. I paesi che possiedono leggi restrittive hanno tassi complessivi di aborto maggiori rispetto a quelli in cui l&#8217;aborto è legale e disponibile, perché la vera differenza la fanno la corretta informazione e la prevenzione, attraverso la conoscenza di metodi contraccettivi efficaci e sicuri, una politica che sostenga e protegga le donne che decidono di portare avanti una gravidanza e un welfare più equo. Ma al di là dei numeri e delle statistiche che ci dicono che vietare l&#8217;aborto non ne fa diminuire la pratica, che da sempre le donne hanno trovato il modo di interrompere una gravidanza che non potevano o non volevano portare avanti, in questo numero di Fate le Streghe parleremo di libera scelta. La scelta che ogni donna deve poter fare nella gestione del proprio corpo, la scelta di decidere quando, come e se costruire una famiglia, la scelta di determinare la propria esistenza senza imposizioni e forzature.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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<h4 style="text-align: center;">GLI ARTICOLI</h4>
<p style="text-align: left;"><a title="Libera (scelta) di decidere" href="http://www.associazionerising.eu/libera-scelta-di-decidere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>ZONA <em>Franca</em></strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Libera (scelta) di decidere</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p style="text-align: left;">Infusi di erbe, traumi all&#8217;addome, miscuglio di farmaci, uso di ferri da calza, di stampelle per abiti, di pompe da bicicletta: in questo modo si abortiva fino agli anni &#8217;70 in Italia e in molti posti del mondo ancora oggi. Ogni anno si verificano circa 205 milioni di gravidanze nel mondo: più di un terzo di esse sono indesiderate e circa un quinto finisce in un aborto indotto. Ogni anno nel mondo si praticano circa 44 milioni di aborti indotti e poco meno della metà non sono eseguiti in modo sicuro.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Libera (scelta) di decidere" href="http://www.associazionerising.eu/libera-scelta-di-decidere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p style="text-align: left;"><a title="Who's she?" href="http://www.associazionerising.eu/whos-she-indovi-al-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>NEWS in GENERE</strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Who’s she? – Indovina chi al femminile</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>a cura di Giulia Nanni</em></p>
<p style="text-align: left;">Indovina chi – uno tra i giochi da tavolo più conosciuti – è reinventato al femminile. Al suo interno 28 profili di donne che hanno avuto il coraggio di essere differenti, di rischiare. Donne che hanno cambiato il mondo. «La parte più difficile è stata selezionarne solo 28» sottolinea l’ideatrice Zuzia Kozerska-Girard, aggiungendo che queste donne hanno ispirato lei e spera possano ispirare anche noi.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Who's she?" href="http://www.associazionerising.eu/whos-she-indovi-al-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p style="text-align: left;"><strong><a title="Donne a tutto tondo 2 e Puzzle solidali" href="http://www.associazionerising.eu/donne-a-tutto-tondo-2-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LE NOSTRE NEWS</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>a cura di Giulia Nanni</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Donne a tutto tondo 2</strong></p>
<p style="text-align: left;">Nel 2019 partirà la seconda edizione dell’iniziativa “Donne a tutto tondo”, per sostenere il benessere psicofisico di ogni donna. Anche quest’anno il progetto è realizzato grazie ai fondi 8xMille della Chiesa Valdese e prevede la realizzazione di tre laboratori gratuiti.</p>
<p><strong><em>Puzzle</em> <em>Solidali. </em>Donare due volte: il regalo che vale di più!</strong></p>
<p>Da oggi, per un compleanno, Natale, una qualsiasi festa o, semplicemente, per il piacere di donare. Un regalo per tutte le occasioni, ma che vale di più!</p>
<p>Regalando un <em>Puzzle Solidale</em> potrai sostenere le nostre attività di contrasto alla violenza maschile contro donne, bambine e bambini. Potrai sostenere la nostra lotta per la promozione dell&#8217;<em>empowerment</em> delle donne e l&#8217;affermazione di una cultura delle pari opportunità!</p>
<p><a title="Donne a tutto tondo 2 e Puzzle solidali" href="http://www.associazionerising.eu/donne-a-tutto-tondo-2-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Una scelta che spetta alle donne" href="http://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA NOSTRA OPINIONE</strong></a></p>
<p><strong>Una scelta che spetta alle donne</strong></p>
<p><em>di Federica Buffa</em></p>
<p>L’articolo 4 della legge 194/78 stabilisce che la donna possa ricorrere all&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza nei casi in cui la prosecuzione della gravidanza comporterebbe un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, tenendo conto della sua condizione economica, sociale o familiare, ma anche in base alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o in previsione di malformazioni o anomalie del concepito.</p>
<p>Proprio nell&#8217;anno in cui la legge compie 40 anni, in Italia alcuni esponenti della classe politica vorrebbero fare un passo indietro, ripristinando la situazione come era in passato, proponendo di abrogare la legge, limitando effettivamente la libertà di scelta delle donne in merito all’IVG.</p>
<p><a title="Una scelta che spetta alle donne" href="http://www.associazionerising.eu/una-scelta-chetta-alle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Art.9: obiezione di coscienza" href="http://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>FOCUS</strong></a></p>
<p><strong>Art.9: obiezione di coscienza</strong></p>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Il vento revisionista e oscurantista che da un po’ di tempo soffia sul nostro paese tragicamente investe spazi dove i diritti della persona sono dati per acquisiti.  L’assunto per cui “i diritti chiamano altri diritti” vacilla in modo preoccupante, dimostrandosi debole, per noi donne e per la nostra <em>pacifica eversione</em> della cultura patriarcale. Proprio la legge 194 presta il fianco a questi cambiamenti di rotta essendo il “luogo normativo” della differenza sessuale. La legge è la prova che il fatto naturale del “partorire” è cosa pubblica che va normata, sottraendola alla donna che per natura ne porta il segreto.</p>
<p><a title="Art.9: obiezione di coscienza" href="http://www.associazionerising.eu/art-9-obiezione-di-coscienza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Oggi a ..." href="http://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA VIGNETTA</strong></a></p>
<p><strong>Oggi a Roma, Novara, Napoli, &#8230;</strong></p>
<p><em>di Laura Valgiusti</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Vignetta.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="alignnone size-large wp-image-2757" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Vignetta-1024x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="vignetta" width="720" height="720" /></a></p>
<p><a title="Oggi a ..." href="http://www.associazionerising.eu/oggi-a-roma-novara-napoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Voci a sostegno della 194" href="http://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>FACCIAMO RETE</strong></a></p>
<p><strong>Voci a sostegno della 194</strong></p>
<p><em>a cura del Centro Veneto Progetti Donna</em></p>
<p>Il 22 maggio di quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni di una Legge, la 194 del 1978, in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), che non solo riconosce un diritto inalienabile delle donne, quello di decidere sul proprio corpo, ma ha anche l’obiettivo di disciplinare una pratica la cui attuazione aveva fino a quel momento messo a rischio la salute e la vita delle stesse perché spesso praticato in condizioni rischio, proprio in ragione della clandestinità a cui era relegata. Tutte le operatrici del Centro Veneto Progetti Donna, insieme a Non una di meno e alla Cgil in quella giornata hanno presidiato l’entrata della Clinica ostetrica della città di Padova per ribadire che nessun passo indietro può essere fatto rispetto al riconoscimento di un fondamentale diritto alla libertà di scelta e all&#8217;autodeterminazione di sé.</p>
<p><a title="Voci a sostegno della 194" href="http://www.associazionerising.eu/voci-a-sostegno-della-194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="194: il punto di vista dell'ostetrica" href="http://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>APPROFONDIMENTO</strong></a></p>
<p><strong>194: il punto di vista dell&#8217;ostetrica</strong></p>
<p><em>di Cristina Fortini</em></p>
<p>La prima immagine che mi viene in mente pensando all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza è un ventaglio di volti, di occhi, di sguardi di donne, uguali e diverse. Alcune di loro arrivano in Consultorio con le lacrime già pronte a esondare, altre sicure e determinate portano con sé la consapevolezza di una scelta già compiuta.</p>
<p>Sicuramente decidere di interrompere una gravidanza è un evento importante che avrà una pesante influenza sul futuro di quella donna, ma sarebbe erroneo definirlo a priori come doloroso. Il diritto di scegliere per la propria vita riproduttiva è appunto un diritto e non richiede, per poterlo esercitare, l’espiazione di una colpa attraverso il dolore.</p>
<p><a title="194: il punto di vista dell'ostetrica" href="http://www.associazionerising.eu/194-il-punto-d-dellostetrica/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="4 mesi, 3 settimane, 2 giorni" href="http://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>ARTE in GENERE</strong></a></p>
<p><strong>“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”, di Cristian Mungiu</strong></p>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Bucarest, Romania, 1987: negli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, due ragazze affrontano il dramma dell’aborto. Clandestino in Romania dal 1966 fino alla caduta del regime del 1989, in un ventennio in cui oltre novemila donne morirono a causa di interruzioni clandestine di gravidanza. Otilia e Gabita sono due studentesse universitarie; condividono la stessa stanza alla casa dello studente, e condividono il disorientamento di un’esistenza in un tempo e in un luogo in cui alcuni diritti delle donne vengono negati. Il diritto di scegliere la maternità, di vivere una sessualità consapevole, di essere libere dalla paura della violenza.</p>
<p><a title="4 mesi, 3 settimane, 2 giorni" href="http://www.associazionerising.eu/4-mesi-3-settiristian-mungiu/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="L'aborto farmacologico" href="http://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>RISE, WOMAN!</strong></a></p>
<p><strong>Un aborto farmacologico, intervista a Clara Campi</strong></p>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p><strong>Parliamo della tua esperienza con l’aborto farmacologico: conoscevi già la procedura? Credi che ci sia informazione fra le donne? Cosa non ti aspettavi?</strong></p>
<p>No, secondo me le donne non sanno e io stessa sapevo molte cose solo in teoria. Io me ne sono accorta subito, ho chiamato il consultorio e l’esperienza in consultorio è stata positiva. Lì mi hanno consigliato l’aborto farmacologico perché essendo all&#8217;inizio era la cosa più ovvia. La cosa scioccante è iniziata quando mi hanno dato la lista degli ospedali e ho notato che in questa lista la maggior parte degli ospedali milanesi non offre la possibilità dell’aborto farmacologico, ti devi per forza operare.  Io non capisco perché debbano obbligarti ad operare, è insensato.</p>
<p><a title="L'aborto farmacologico" href="http://www.associazionerising.eu/laborto-farmacologico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Libertà di scegliere" href="http://www.associazionerising.eu/liberta-donne-scegliere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA PULCE</strong></a></p>
<p><strong>Libertà alle donne di scegliere</strong></p>
<p><em>di Vincenzo Spinelli</em></p>
<p>Il 22 maggio 1978 il Parlamento italiano sanciva con la legge 194 la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza. L’iter della legge, lungo e travagliato, aveva visto l’opinione pubblica spaccata in due: da un lato le donne che combattevano per una maternità libera e consapevole, dall&#8217;altro la chiesa cattolica ferma nella sua condanna. Dopo 40 anni, possiamo affermare, senza tema di smentita, che la legge ha funzionato. Infatti, dal picco di IVG registrato nel 1982 (poco meno di 235.000) si è arrivati nel 2016 a poco meno di 85.000 interventi. Questa drastica riduzione di IVG è dovuta a una maggiore istruzione delle donne, una maggiore diffusione (anche se ancora insufficiente) dell’educazione sessuale e della contraccezione, all&#8217;introduzione, avvenuta nel 2015, della contraccezione d’emergenza.</p>
<p><a title="Libertà di scegliere" href="http://www.associazionerising.eu/liberta-donne-scegliere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
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<p><a title="Sogniamo un mondo senza pro-life" href="http://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>WRITING RISING</strong></a></p>
<p><strong>Sogniamo un mondo senza pro-life</strong></p>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Il movimento <em>pro-life</em> si compone di tutte quelle realtà – internazionali e nazionali – che si oppongono all&#8217;aborto. Tali organizzazioni sostengono di voler difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e la famiglia uomo-donna fondata sul matrimonio, riaffermando così una visione della dignità della persona in linea con la legge, appunto, <em>naturale</em>. Ovviamente, cosa ci sia di naturale nel matrimonio e nella monogamia, non ce lo hanno ancora spiegato.</p>
<p><a title="Sogniamo un mondo senza pro-life" href="http://www.associazionerising.eu/sogniamo-un-mosenza-pro-life/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>[&#8230;]</strong></a></p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Libertà alle donne di scegliere</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 16:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Spinelli Il 22 maggio 1978 il Parlamento italiano sanciva con la legge 194 la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza. L’iter della legge, lungo e travagliato, aveva visto l’opinione pubblica spaccata in due:&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Vincenzo Spinelli</em></p>
<p>Il 22 maggio 1978 il Parlamento italiano sanciva con la legge 194 la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza. L’iter della legge, lungo e travagliato, aveva visto l’opinione pubblica spaccata in due: da un lato le donne che combattevano per una maternità libera e consapevole, dall&#8217;altro la chiesa cattolica ferma nella sua condanna. Dopo 40 anni, possiamo affermare, senza tema di smentita, che la legge ha funzionato. Infatti, dal picco di IVG registrato nel 1982 (poco meno di 235.000) si è arrivati nel 2016 a poco meno di 85.000 interventi. Questa drastica riduzione di IVG è dovuta a una maggiore istruzione delle donne, una maggiore diffusione (anche se ancora insufficiente) dell’educazione sessuale e della contraccezione, all&#8217;introduzione, avvenuta nel 2015, della contraccezione d’emergenza.</p>
<p>La legge può essere rivista e corretta, di sicuro non abolita.</p>
<p>Nel corso degli anni sono stati presentati 35 ricorsi per incostituzionalità della legge 194, come riportato nel libro di Marco Sani “194. Storie di aborto. Dalla criminalità alla legalità”. E ancora, dal 2009 esiste un comitato “No 194”, a cui è iscritto anche l’attuale ministro della famiglia Lorenzo Fontana, che vorrebbe abolire la legge e sostituirla con un ddl (originario estensore avv. Pietro Guerini &#8211; 14-12-2015) “Norme per la tutela del diritto alla nascita”, nel quale si ipotizza, tra l’altro, una condanna penale dagli 8 ai 12 anni di galera sia per le donne che si sottopongono all&#8217;intervento sia per i medici che lo praticano.</p>
<p>A sostegno di questa campagna oscurantista nei mesi scorsi le città italiane sono state tappezzate da cartelloni pubblicitari inneggianti contro l’aborto, l’omosessualità e il divorzio (ddl  Pillon n.735/2018).</p>
<p>Gli addetti ai lavori (medici non obbiettori definiti dal Papa “sicari”) sanno bene che esiste un programma chiamato Agenda Europa che mira a fare lobby contro il genocidio dell’aborto, l’eutanasia, le famiglie omosessuali. Si tratta di un network di associazioni integraliste, appoggiate dai movimenti di estrema destra, che si sta espandendo in Italia, Ungheria, Russia, Polonia e gode di grossi finanziamenti.</p>
<p>Al di là delle opinioni personali, condivisibili o meno ma sempre legittime, noi pensiamo che in un paese civile vada salvaguardata la libertà delle donne di decidere se portare avanti o interrompere una gravidanza. Dietro ogni scelta c’è un vissuto personale che nessuno si deve permettere di giudicare. Se la legge 194 venisse abrogata si correrebbe il rischio concreto di dover nuovamente affrontare la piaga degli aborti clandestini e i loro esiti a volte fatali per le donne.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Vincenzo Spinelli</strong>, medico specializzato in Ostetricia e Ginecologia, è consulente AIED e Direttore Sanitario dei Consultori AIED di Roma e specialista consultoriale e responsabile del Servizio IVG dell’Ospedale di Marino.<img class="alignnone size-full wp-image-1817 alignright" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/aied-roma-logo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="aied-roma-logo" width="245" height="94" /></p>
<p><strong>AIED</strong>, associazione, laica e democratica, nasce nel 1953 su iniziativa di un gruppo di giornalisti, scienziati, intellettuali senza uno specifico target politico, allo scopo di promuovere il cambiamento del costume e della legislazione attraverso la diffusione della cultura della procreazione libera e responsabile.  A tal fine si è da sempre attivata per: favorire la nascita e la crescita di una cultura delle sessualità, informata e consapevole; sviluppare una nuova cultura della maternità fin dal concepimento; sostenere la parità tra i sessi in tutti gli ambiti della vita sociale; formare ed aggiornare il personale docente e educativo in materia di educazione alla sessualità. L’AIED prende posizione contro la violenza su donne e minori. Conduce attività di studio e ricerca su tematiche sociali con ricadute demografiche anche in collaborazione con le Università locali. Svolge attività di stimolo e controllo sull&#8217;applicazione delle leggi sull’IVG, sulla contraccezione avanzando anche proposte di modifica e/o integrazione della normativa vigente ogni qualvolta risulti inadeguata a tutelare la libertà decisionale della persona e  diversità.</p>
<p><a title="AIED" href="http://www.aied.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.aied.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="AIED Roma" href="http://www.aied-roma.it?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.aied-roma.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Libera (scelta) di decidere</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2018 22:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ZONA Franca]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Saveria Ottaviani]]></category>

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<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Infusi di erbe, traumi all&#8217;addome, miscuglio di farmaci, uso di ferri da calza, di stampelle per abiti, di pompe da bicicletta: in questo modo si abortiva fino agli anni &#8217;70 in Italia e in molti posti del mondo ancora oggi. Ogni anno si verificano circa 205 milioni di gravidanze nel mondo: più di un terzo di esse sono indesiderate e circa un quinto finisce in un aborto indotto. Ogni anno nel mondo si praticano circa 44 milioni di aborti indotti e poco meno della metà non sono eseguiti in modo sicuro. I rischi per la salute in seguito ad un aborto dipendono dal fatto che la procedura venga eseguita in modo sicuro o meno. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità definisce aborti non sicuri quelli effettuati da persone non qualificate, con attrezzature pericolose o in strutture prive di norme igieniche. Gli aborti legali sono tra le procedure mediche più sicure, tanto che la mortalità della donna è 13 volte più probabile dopo un parto, che dopo un aborto. Dove l&#8217;aborto è vietato il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37 casi ogni 1000. Nei paesi dove è permesso scende a 34 (dati del Rapporto Guttmacher Institute statunitense &#8211; OMS). Vietare l&#8217;aborto quindi non ridimensiona il problema, anzi, lo acuisce. I paesi che possiedono leggi restrittive hanno tassi complessivi di aborto maggiori rispetto a quelli in cui l&#8217;aborto è legale e disponibile, perché la vera differenza la fanno la corretta informazione e la prevenzione, attraverso la conoscenza di metodi contraccettivi efficaci e sicuri, una politica che sostenga e protegga le donne che decidono di portare avanti una gravidanza e un welfare più equo. Ma al di là dei numeri e delle statistiche che ci dicono che vietare l&#8217;aborto non ne fa diminuire la pratica, che da sempre le donne hanno trovato il modo di interrompere una gravidanza che non potevano o non volevano portare avanti, in questo numero di Fate <em>le</em> Streghe parleremo di libera scelta. La scelta che ogni donna deve poter fare nella gestione del proprio corpo, la scelta di decidere quando, come e se costruire una famiglia, la scelta di determinare la propria esistenza senza imposizioni e forzature.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Osservatorio di genere e Legge 194</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 04:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione TerreMutate]]></category>
		<category><![CDATA[Casa delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Valleriani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Valentina Valleriani Associazione Donne TerreMutate, L&#8217;Aquila Il 2 dicembre scorso, presso la Casa delle donne a L&#8217;Aquila, l&#8217;Associazione Donne TerreMutate ha promosso la conferenza stampa su Osservatorio di genere e Legge 194/78, insieme&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><em>di Valentina Valleriani</em><br />
<em>Associazione Donne TerreMutate, L&#8217;Aquila</em></p>
<p>Il 2 dicembre scorso, presso la Casa delle donne a L&#8217;Aquila, l&#8217;Associazione Donne TerreMutate ha promosso la conferenza stampa su Osservatorio di genere e Legge 194/78, insieme a Tiziana Bartolini di Noi Donne, Stefania Ulivi della 27a Ora, RISING Pari in Genere di Roma e 8Marzo2012 di Tivoli. L&#8217;idea è stata quella di promuovere la <strong>realizzazione di un Osservatorio di genere</strong>, per esplorare l&#8217;impatto che le scelte delle istituzioni locali provocano nella vita delle donne, segnare positivamente la vita quotidiana del territorio, far emergere tutto ciò che configura una violazione dei diritti delle donne nei differenti ambiti e sollecitare le istituzioni a scelte più rispettose. L&#8217;Osservatorio sarà uno strumento di monitoraggio utile per raccogliere le informazioni quantitative e qualitative volte alla rilevazione di dati circa le discriminazioni legate al genere che le donne subiscono sul territorio, uno spazio per utilizzare i dati raccolti, per elaborare e promuovere politiche di pari opportunità.<br />
La prima azione come Osservatorio di genere è stata focalizzare l&#8217;<strong>attenzione sulla Legge 194</strong>, della sua corretta applicabilità a L&#8217;Aquila e sul territorio regionale, di quanto incide l&#8217;obiezione di coscienza nelle strutture sanitarie e, di conseguenza, di quanto è importante far emergere forme di violazioni dei diritti delle donne. Per la Casa delle donne partire dalla Legge 194 è una scelta molto significativa, perché mostra chiaramente l&#8217;intento della Casa di essere parte attiva sul territorio che abita e di essere direttamente connessa su quanto accade nella vita delle donne. È un buon punto di partenza cominciare ad indagare l&#8217;applicabilità della 194, un risultato così faticosamente conquistato dal movimento delle donne, che segnò un punto fermo per il diritto all&#8217;autodeterminazione, ma che oggi deve essere “osservata” perché venga ripristinata la sua corretta applicazione.<br />
Il dibattito politico che ogni tanto si riaccende sull&#8217;applicazione della 194 non aiuta a leggere correttamente il dato, anzi si rivela fuorviante e pericoloso, in quanto <strong>il diritto delle donne ad abortire è posto sullo stesso piano del diritto dei medici ad obiettare</strong>. La legge 194 sancisce, in via esclusiva, il diritto delle donne ad interrompere la gravidanza e garantisce (art. 9 L. 194/1978) l&#8217;esercizio dell&#8217;obiezione di coscienza: l&#8217;unico diritto affermato è quello di abortire legalmente in ospedale, laddove l&#8217;obiezione di coscienza deve essere un&#8217;eccezione, non la regola. In realtà è divenuta via via regola, tant&#8217;è che oggi è sempre più difficile abortire in Italia con il 70% di medici obiettori e questo dato manda letteralmente in dissesto la legge, impedendone di fatto l&#8217;osservanza.<br />
A livello territoriale, secondo quanto riportato da una medica della Asl1 Avezzano-Sulmona-L&#8217;Aquila che ha partecipato alla conferenza stampa, sembra che la 194 venga applicata in modo corretto. Per confermare o meno quanto riportato, Donne TerreMutate ha inviato a giugno 2016 una richiesta di dati e informazioni alle 4 Asl della Regione Abruzzo, per esplorare la corretta applicazione della 194, con allegata una scheda sintetica per la raccolta di dati puntuali, relativi agli ultimi 5 anni. Ma nessuna delle 4 Asl ha risposto e la conferenza stampa è stata anche l&#8217;occasione per denunciare la mancanza di sensibilità e di attenzione da parte delle strutture sanitarie territoriali.</p>
<p><a title="Casa delle donne" href="http://www.laquiladonne.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.laquiladonne.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="TerreMutate" href="http://www.laquiladonne.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-2044" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/TerreMutate.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="TerreMutate" width="571" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/FateLeStregheMar2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di marzo 2017</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/osservatorio-dre-e-legge-194/">Osservatorio di genere e Legge 194</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
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