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	<title>Associazione Rising &#187; Saveria Ottaviani</title>
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		<title>Al via il Campionato europeo femminile di pallacanestro</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 18:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[donne e sport]]></category>
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<p><em>di Saveria Ottaviani </em></p>
<p>Il 27 giugno 2019 prenderà il via il trentasettesimo Campionato europeo femminile di pallacanestro (FIBA Eurobasket Women 2019), che vedrà le atlete azzurre scontrarsi contro le migliori squadre d&#8217;Europa. I paesi che ospiteranno quest&#8217;anno l&#8217;evento sono la Serbia e la Lettonia.</p>
<p>Le azzurre si sono qualificate agli Europei arrivando prime nel loro girone, garantendosi così l&#8217;inserimento in seconda fascia di merito. L&#8217;italia incontrerà la Turchia, l&#8217;Ungheria e la Slovenia e non sarà un girone facile: negli ultimi tre anni l&#8217;Italia non è riuscita a battere all&#8217;Europeo la Turchia, che incontrerà il 27 giugno nella sua partita di esordio. Le Azzurre, che nell&#8217;ultimo Campionato europeo sono arrivate settime, sono pronte a giocarsi tutte le loro carte per migliorare il loro piazzamento e chi lo sa, magari arrivare alla finale del 7 luglio.</p>
<p>Il primo campionato europeo di Basket femminile si è svolto nel 1938 proprio in Italia, paese che ha ospitato per ben sette volte la manifestazione che si tiene ogni due anni. In quel primo anno di manifestazione le Azzurre alzarono il trofeo europeo per la prima ed ultima volta.</p>
<p>Gli Europei quest&#8217;anno verranno completamente trasmessi in diretta da Sky, che da tempo garantisce la copertura di eventi sportivi così importanti. Anche sulla scia del grande seguito che stanno avendo le ragazze del Calcio, la Nazionale femminile di Basket è pronta a trasportarci sul campo di gioco, per vivere insieme alle nostre atlete l&#8217;emozione di questo Campionato europeo.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 10" href="http://www.associazionerising.eu/rising-sport/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Libera (scelta) di decidere</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2018 22:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Saveria Ottaviani Infusi di erbe, traumi all&#8217;addome, miscuglio di farmaci, uso di ferri da calza, di stampelle per abiti, di pompe da bicicletta: in questo modo si abortiva fino agli anni &#8217;70 in&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Infusi di erbe, traumi all&#8217;addome, miscuglio di farmaci, uso di ferri da calza, di stampelle per abiti, di pompe da bicicletta: in questo modo si abortiva fino agli anni &#8217;70 in Italia e in molti posti del mondo ancora oggi. Ogni anno si verificano circa 205 milioni di gravidanze nel mondo: più di un terzo di esse sono indesiderate e circa un quinto finisce in un aborto indotto. Ogni anno nel mondo si praticano circa 44 milioni di aborti indotti e poco meno della metà non sono eseguiti in modo sicuro. I rischi per la salute in seguito ad un aborto dipendono dal fatto che la procedura venga eseguita in modo sicuro o meno. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità definisce aborti non sicuri quelli effettuati da persone non qualificate, con attrezzature pericolose o in strutture prive di norme igieniche. Gli aborti legali sono tra le procedure mediche più sicure, tanto che la mortalità della donna è 13 volte più probabile dopo un parto, che dopo un aborto. Dove l&#8217;aborto è vietato il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è più alto che altrove: 37 casi ogni 1000. Nei paesi dove è permesso scende a 34 (dati del Rapporto Guttmacher Institute statunitense &#8211; OMS). Vietare l&#8217;aborto quindi non ridimensiona il problema, anzi, lo acuisce. I paesi che possiedono leggi restrittive hanno tassi complessivi di aborto maggiori rispetto a quelli in cui l&#8217;aborto è legale e disponibile, perché la vera differenza la fanno la corretta informazione e la prevenzione, attraverso la conoscenza di metodi contraccettivi efficaci e sicuri, una politica che sostenga e protegga le donne che decidono di portare avanti una gravidanza e un welfare più equo. Ma al di là dei numeri e delle statistiche che ci dicono che vietare l&#8217;aborto non ne fa diminuire la pratica, che da sempre le donne hanno trovato il modo di interrompere una gravidanza che non potevano o non volevano portare avanti, in questo numero di Fate <em>le</em> Streghe parleremo di libera scelta. La scelta che ogni donna deve poter fare nella gestione del proprio corpo, la scelta di decidere quando, come e se costruire una famiglia, la scelta di determinare la propria esistenza senza imposizioni e forzature.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/19478-aborto-luro-e-gratuito/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 8" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2018</p>
<hr />
<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>L&#8217;empatia al posto dell&#8217;odio</title>
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		<comments>https://www.associazionerising.eu/lempatia-al-posto-dellodio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 19:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Facciamo rete]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Saveria Ottaviani Lepa Mladenovic, attivista femminista, ha lavorato per anni con le vittime degli stupri durante la guerra in ex Jugoslavia. È un&#8217;attivista di &#8220;Women in Black against War&#8221;, associazione che si batte contro&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p><strong>Lepa Mladenovic, attivista femminista, ha lavorato per anni con le vittime degli stupri durante la guerra in ex Jugoslavia. È un&#8217;attivista di &#8220;Women in Black against War&#8221;, associazione che si batte contro la guerra e contro i gruppi fascisti. Scrittrice, formatrice, educatrice e counselor, combatte ogni discriminazione contro le donne e si batte per i diritti delle lesbiche.</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Lepa, cos&#8217;è la solidarietà fra le donne?</strong></p>
<p>Solidarietà tra le donne significa che abbiamo deciso di comprendere l’Altra donna, dentro un sistema gerarchico patriarcale, contestualizzandoci all’interno di una società fatta di discriminazioni e privilegi sociali. Dobbiamo ogni giorno capire chi siamo emotivamente, socialmente e politicamente: solo così potremo capire chi è l’Altra. Così ho incominciato ad accettarmi incondizionatamente, ad accettare le mie emozioni senza riserve, nonostante nessuno mi abbia mai detto quando ero giovane che l’accettazione era quello di cui avevo bisogno per guarire.<strong> </strong></p>
<p><strong>Quand&#8217;è che si crea davvero la solidarietà fra le donne?</strong></p>
<p>La solidarietà tra le donne inizia con la decisione di ascoltare l’Altra: ascoltare la sua esperienza, facendole spazio dentro di noi. Questo vuol dire accettare che l&#8217;esperienza di ogni donna abbia lo stesso valore, che la mia storia è tanto importante per me quanto la sua per lei, e la sua se la ascolto diventa importante anche per me. La solidarietà tra donne è la scelta di ascoltare il vissuto dell’Altra. In questo processo di ascolto mi prendo cura di lei: dentro di me creo uno spazio per il racconto di questa donna, per la vita di questa donna. L’Altra è entrata dentro di me, non è più da sola, ha una testimone. Nel momento in cui provo ad ascoltarla e cerco di capirla, diamo vita ad uno scambio: ci scambiamo le nostre paure, debolezze, vergogne e colpe. Lei non sarà più un’emarginata, lasciata da sola con il suo dolore, e nemmeno io. Io ho conosciuto lei come lei ha conosciuto me. La sua storia dà inizio al mio cambiamento.</p>
<p>Solidarietà tra le donne non vuol dire che noi siamo più giuste delle Altre. Scegliamo la compassione per prendere più coscienza di noi stesse e dell’Altra contemporaneamente. Non ci sarebbero guerre a questo mondo se io apprezzassi me stessa e chi è diverso da me. Ho capito che i principi della solidarietà sono ora la mia visione del mondo.</p>
<p><strong>Si parla poco di solidarietà femminile&#8230;</strong></p>
<p>Non troverete libri di testo che parlano della solidarietà tra donne, nemmeno nella grande letteratura, in Shakespeare, Goethe, Dostoevskij, Gandhi o Moravia… Quando ho preso la decisione di essere solidale con le donne mi sono messa dalla parte dei “ribelli politici” e questo non è un compito facile, c&#8217;è bisogno di essere circondate da attivisti e attiviste come me. Proprio perché nessuno può dirmi se è giusto il mio modo di essere, ho deciso di dire a me stessa: sono nel giusto.</p>
<p>La solidarietà tra donne è l’inizio di un nuovo mondo per ognuna di noi: abbiamo scelto di capire invece di accusare, l’empatia al posto dell’odio. Scegliamo di essere responsabili dei nostri atti, pensieri ed emozioni invece di essere vittime. Questa è la via per oltrepassare il confine posto dal senso comune sulla costruzione del “Nemico”. Solidarietà tra le donne è una politica antifascista, perché decidiamo di prenderci cura dell’Altra che è diversa da noi. La solidarietà tra le donne è internazionale perché preferenze sessuali, classe sociale o etnia sono solo una delle differenze che intercorrono tra noi. Quando esprimiamo solidarietà verso le donne vuol dire che rompiamo i meccanismi del patriarcato. Io e l’Altra abbiamo lo stesso valore: scegliamo di prenderci cura di noi stesse e delle altre in egual modo accettando con gioia le nostre rispettive differenze.</p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 7" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheMag2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a> .pdf del numero di maggio 2018</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli orgasmi</title>
		<link>https://www.associazionerising.eu/gli-orgasmi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 21:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ZONA Franca]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Gli orgasmi urlati al cielo e quelli trattenuti. Gli orgasmi clitoridei e quelli vaginali. Gli orgasmi rubati, quelli liberatori, i tanto attesi, quelli arrivati troppo presto e quelli arrivati troppo tardi. Quelli arrivati quando sono voluti arrivare. Gli orgasmi che invocano qualche dio, quelli che implorano di non fermarsi mai, quelli che fanno gridare “Sì!”, quelli celestiali. Gli orgasmi fisici, mentali, razionali e irrazionali. Gli orgasmi immaginati e quelli inimmaginabili. Gli orgasmi ottenuti grazie a una mano, a un dito, a una lingua, a un pene, a un oggetto. Gli orgasmi ottenuti grazie a noi stesse. Gli orgasmi simulati e quelli profondamente reali. Quelli ansimanti, quelli profondi e quelli superficiali. Gli orgasmi raggiunti con l’autoerotismo e quelli raggiunti grazie ad altre persone. Gli orgasmi solitari e quelli in compagnia. Gli orgasmi nascosti, quelli desiderati, gli orgasmi indesiderabili. L’orgasmo negato per tanto tempo. Troppo. L’orgasmo che fa ridere, l’orgasmo che fa piangere, quello che stupisce e quello che ferisce, quello che illumina e quello che apre mondi. L’orgasmo eclatante e quello sommesso, quello evidente e quello invisibile. Si parla sempre troppo poco dell’orgasmo femminile. In questo numero di Fate le Streghe parliamo di orgasmo femminile, per invitare ogni donna ad esplorare i diversi orgasmi, senza pregiudizi, tabù, paure. E a parlare dei propri orgasmi, ad esserne fiera, felice, allegra e orgogliosa.</p>
<p><a title="FATE le STREGHE, numero 5" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe, numero 6" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE, numero 5" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/FateLeStregheNov2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2017</p>
<hr />
<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/gli-orgasmi/">Gli orgasmi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
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		<title>Quando una parola inizia a vivere</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 19:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Emily Dickinson]]></category>
		<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[parola]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Saveria Ottaviani  Il pettirosso e l&#8217;amore, il calabrone e la morte, le piccole cose fragili e quasi insignificanti della vita e i temi alti dei grandi filosofi racchiusi in una prosa breve, senza&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em>di Saveria Ottaviani </em></p>
<p>Il pettirosso e l&#8217;amore, il calabrone e la morte, le piccole cose fragili e quasi insignificanti della vita e i temi alti dei grandi filosofi racchiusi in una prosa breve, senza metrica o rima, intervallata dai suoi amati “trattini” che legano le parole e i concetti e allo stesso tempo obbligano il lettore ad una pausa, in un percorso quasi forzato in cui è sempre lei a gestire gli intervalli, le riflessioni e i rimandi, regista di immagini e suggestioni.  I grandi temi affrontati attraverso le piccole cose, le parole da dire scelte con cura tanto quanto le cose da non dire, gli spazi vuoti e quelli pieni da riempire di contenuti. Grande progressista, Emily Dickinson ha precorso il suo tempo ed è stata una delle più importanti innovatrici della poesia moderna: nella seconda metà dell&#8217;Ottocento non è stata capita l&#8217;originalità dei suoi versi, l&#8217;uso delle parole, sia dal punto di vista sintattico che di contenuto. Dickinson ha pubblicato in vita solo 7 poesie e la sua grande produzione di più di 1700 componimenti è stata purtroppo pubblicata postuma. La difficoltà dei suoi contemporanei di apprezzarla va attribuita alla sua grande modernità, ma anche e soprattutto al suo essere una donna anticonvenzionale, non sposata e riluttante ad integrarsi in un mondo in cui non si riconosceva. È stata una donna, dunque, ad influenzare maggiormente la poesia moderna e forse ancora oggi si fa fatica a riconoscerle questo grande merito.<a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/EmilyD.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-large wp-image-2288 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/EmilyD-1024x819.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="emilyd" width="720" height="576" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di luglio 2017</p>
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<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>FATE le STREGHE, numero 5</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 18:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Saveria Ottaviani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>  in questo numero &#8220;NON VEDO, NON SENTO, URLO!&#8221;  Il linguaggio ha un grande potere evocativo, che permette o limita l’immaginazione. Avere a disposizione le parole per ‘dire’ crea lo spazio simbolico per pensare,&#46;&#46;&#46;</p>
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<h5> <a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/TestataNumero5Liu2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-large wp-image-2260 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/TestataNumero5Liu2017-1024x584.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="testatanumero5liu2017" width="720" height="411" /></a></h5>
<h5 style="text-align: center;">in questo numero</h5>
<h4 style="text-align: center;">&#8220;NON VEDO, NON SENTO, URLO!&#8221;</h4>
<p style="text-align: center;"> <em>Il linguaggio ha un grande potere evocativo, che permette o limita l’immaginazione. Avere a disposizione le parole per ‘dire’ crea lo spazio simbolico per pensare, sognare e desiderare. La battaglia per il riconoscimento paritario a livello linguistico è un tassello, fondamentale, di una battaglia più ampia, per la parità di genere in tutti gli ambiti. Le parole sono importanti, usiamo quelle giuste.</em></p>
<p style="text-align: center;"> <em>Giovanna Bruno</em></p>
<p>Scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheLug2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di luglio 2017</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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<h5 style="text-align: center;">GLI ARTICOLI</h5>
<h5><a title="Le parole sono consapevolezza" href="http://www.associazionerising.eu/le-parole-sono-consapevolezza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">ZONA <em>Franca</em></span></a></h5>
<h5>Le parole sono consapevolezza</h5>
<p><em>di Laura Grifi</em></p>
<p>Facciamo un gioco? Tutti i maschi parlano e Caterina sta in silenzio; se Caterina dice quello che pensa tutti fanno finta che le sue parole non siano importanti. Se non fosse un gioco ma la storia dell’umanità?</p>
<p><a title="Le parole sono consapevolezza" href="http://www.associazionerising.eu/le-parole-sono-consapevolezza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Educare alle differenze" href="http://www.associazionerising.eu/quarto-meetinglle-differenze/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">NEWS in GENERE</span></a></h5>
<h5>Quarto meeting nazionale di &#8220;Educare alle differenze&#8221;</h5>
<p><em>a cura di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Il 23 e 24 settembre si terrà a Roma il quarto meeting nazionale di <a title="Educare alle differenze" href="http://www.scosse.org/educare-alle-differenze-iv-edizione/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">&#8220;Educare alle differenze&#8221;</a> promosso da <a title="SCOSSE" href="http://www.scosse.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">S.CO.S.S.E.</a>, Stonewall e Il Progetto Alice e da oltre 250 associazioni del territorio nazionale, con la partecipazione di insegnanti, educatrici e educatori, professionisti/e dell’educazione e genitori.</p>
<p><a title="Educare alle differenze" href="http://www.associazionerising.eu/quarto-meetinglle-differenze/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="RISING su Worth Wearing" href="http://www.associazionerising.eu/trovaci-su-worth-wearing/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">Le nostre NEWS</span></a></h5>
<h5>Trovaci su Worth Wearing!</h5>
<p><em>a cura di Giulia Nanni</em><strong> </strong></p>
<p><strong><a title="#ParoleDiDonne" href="https://worthwearing.org/store/paroledidonne?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">#ParoleDiDonne</a>, </strong>la campagna che ci ha accompagnate sulla nostra pagina facebook, oggi diventa una frase da indossare o per personalizzare la tua tazza. <a title="#ParoleDiDonne" href="https://worthwearing.org/store/paroledidonne?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://worthwearing.org/store/paroledidonne?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a title="RISING su Worth Wearing" href="http://www.associazionerising.eu/trovaci-su-worth-wearing/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="La parole sono importanti" href="http://www.associazionerising.eu/le-parole-sono-quelle-giuste/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA NOSTRA OPINIONE</span></a></h5>
<h5>Le parole sono importanti, usiamo quelle giuste</h5>
<p><em>di Giovanna Bruno</em></p>
<p>Con il termine ‘sessismo’ si definisce la tendenza a discriminare una persona a livello sociale, politico, culturale o professionale, in base al sesso di appartenenza. Il linguaggio rappresenta una delle varie modalità con cui il sessismo può essere espresso ed esercitato nella società e nelle interrelazioni quotidiane. Il linguaggio rappresenta lo strumento con cui diamo forma a pensieri, sentimenti, idee, creando lo spazio simbolico del nostro modo di concepire e descrivere la realtà che viviamo e il contesto culturale con cui quotidianamente ci confrontiamo.</p>
<p><a title="Le parole sono importanti" href="http://www.associazionerising.eu/le-parole-sono-quelle-giuste/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
<h5><a title="Per un uso non sessista dell'italiano" href="http://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FOCUS</span></a></h5>
<h5>Per un uso non sessista della lingua italiana</h5>
<p><em>di Giovanna Bruno</em></p>
<p>Alcune &#8220;Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana&#8221; estratte da &#8220;Il sessismo nella lingua italiana&#8221;, a cura di Alma Sabatini.</p>
<h5><a title="Per un uso non sessista dell'italiano" href="http://www.associazionerising.eu/raccomandazioningua-italiana/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></h5>
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<h5><a title="Vita di Lloyd" href="http://www.associazionerising.eu/si-puo-essere-r-troppo-amore/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA VIGNETTA</span></a></h5>
<p><em>di Simone Tempia</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Vita-con-Lloyd.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-1" title=""><img class="  wp-image-2214 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Vita-con-Lloyd-1024x530.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="vita-con-lloyd" width="450" height="233" /></a></p>
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<p><a title="Vita di Lloyd" href="http://www.associazionerising.eu/si-puo-essere-r-troppo-amore/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Il potere delle parole" href="http://www.associazionerising.eu/il-potere-delle-parole/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FACCIAMO RETE</span></a></h5>
<h5>Il potere delle parole</h5>
<p><em>di Inma Mora Sánchez</em></p>
<p>Quello di cui non si parla non esiste, e le donne sono state escluse dalle parole per secoli. Negli ultimi anni, sono stati introdotti diversi termini per spiegare situazioni che, fino a poco tempo fa, erano ancora invisibili. Il maschile “neutro” non è neutro e questo ormai lo sappiamo bene: è il risultato di un mondo creato al maschile, in cui gli uomini sono la norma e le donne sono l&#8217;eccezione.</p>
<p><a title="Il potere delle parole" href="http://www.associazionerising.eu/il-potere-delle-parole/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Un nuovo immaginario femminile" href="http://www.associazionerising.eu/un-nuovo-immagtura-di-genere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">APPROFONDIMENTO</span></a></h5>
<p><strong>Un nuovo immaginario femminile nella letteratura di genere</strong></p>
<p><em>di Elena Grilli</em></p>
<p>Quando parliamo di sessismo, parliamo di rappresentazioni stereotipate del maschile e del femminile, che si perpetuano in vari contesti sociali e a tutti i livelli, e si esprimono naturalmente anche nel linguaggio e nelle narrazioni. Da assidua lettrice di romanzi gialli prima e scrittrice poi, e in quanto attivista all&#8217;interno di un centro antiviolenza, mi sono posta più volte la questione dei personaggi femminili nella letteratura gialla.</p>
<p><a title="Un nuovo immaginario femminile" href="http://www.associazionerising.eu/un-nuovo-immagtura-di-genere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Quando una parola inizia a vivere" href="http://www.associazionerising.eu/quando-una-parnizia-a-vivere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">ARTE in Genere</span></a></h5>
<h5>Quando una parola inizia a vivere</h5>
<p><em>di Saveria Ottaviani </em></p>
<p>Grande progressista, Emily Dickinson ha precorso il suo tempo ed è stata una delle più importanti innovatrici della poesia moderna: nella seconda metà dell&#8217;Ottocento non è stata capita l&#8217;originalità dei suoi versi, l&#8217;uso delle parole, sia dal punto di vista sintattico che di contenuto.</p>
<p><a title="Quando una parola inizia a vivere" href="http://www.associazionerising.eu/quando-una-parnizia-a-vivere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Intervista a Selvije, mediatrice culturale" href="http://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">RISE, WOMAN!</span></a></h5>
<h5>&#8220;Il linguaggio, la mia arma fondamentale&#8221;</h5>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Da bambina sognavo di fare l’interprete o la giornalista. Mi piaceva tanto leggere e scrivere. Finita la scuola superiore, per motivi economici e culturali, non ho potuto fare l’università in Albania. Sono arrivata in Italia con due parole, buongiorno e grazie, parole che mi aveva insegnato mio padre.</p>
<p><a title="Intervista a Selvije, mediatrice culturale" href="http://www.associazionerising.eu/il-linguaggio-a-fondamentale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Il sessismo nel linguaggio giuridico" href="http://www.associazionerising.eu/sessismo-linguaggio-giuridico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA PULCE</span></a></h5>
<h5>Il sessismo nel linguaggio giuridico</h5>
<p><em>di Gian Giacomo Pisotti</em></p>
<p>Le analisi sugli aspetti sessisti del linguaggio giuridico italiano sono ancora agli inizi. Tuttavia, la rilettura di norme abrogate negli ultimi decenni e la lettura di norme recentemente introdotte consentono di constatare un evidente processo positivo: è stato definitivamente abbandonato un vecchio linguaggio sessista, il quale non a caso caratterizzava norme connotate da un&#8217;idea delle donne come proprietà maschile.</p>
<p><a title="Il sessismo nel linguaggio giuridico" href="http://www.associazionerising.eu/sessismo-linguaggio-giuridico/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Una parola: responsabilità" href="http://www.associazionerising.eu/una-parola-responsabilita/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">WRITING RISING</span></a></h5>
<h5>Una parola: responsabilità</h5>
<p><em>di Valeria D&#8217;Angelo</em></p>
<p>Apprendimento, didattica, discipline: queste sono alcune parole, che compaiono nella copertina di un libro per le elementari e che, quasi in modo solenne, evidenziano l’importanza e la centralità proprie dell’istruzione, della conoscenza e del sapere.</p>
<p><a title="Una parola: responsabilità" href="http://www.associazionerising.eu/una-parola-responsabilita/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<p><strong><span style="color: #dd1c5e;"><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></span></strong></p>
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		<title>Il corpo di Frida: passioni fisiche, politiche e umane</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 04:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte in Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Messicana]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo Albergati]]></category>
		<category><![CDATA[Saveria Ottaviani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Saveria Ottaviani Il suo sguardo fiero, sensuale e deciso. I fiori nei capelli, le scimmie, i colori, le farfalle, i pappagalli. Le radici della terra che penetrano la carne e la lacerano, le vene&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<div id="attachment_2055" style="width: 311px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-2055 " src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Frida-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="La colonna rotta" width="301" height="301" /><p class="wp-caption-text">Frida Kahlo, La colonna rotta (La columna rota &#8211; The broken column ), 1944</p></div>
<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Il suo sguardo fiero, sensuale e deciso. I fiori nei capelli, le scimmie, i colori, le farfalle, i pappagalli. Le radici della terra che penetrano la carne e la lacerano, le vene che sgusciano fuori dalla pelle e zampillano sangue che macchia i vestiti e le lenzuola. Quello che è dentro, Frida non riesce a trattenerlo e vive di vita propria fuori da sé: il cuore, un feto, i legami che la uniscono alle persone e alla terra. Quello che è fuori le penetra dentro senza filtri e senza difese: il sole, la luna, le ciminiere, i grattacieli. Eppure tutto è collegato da fili invisibili, da cordoni ombelicali che non possono essere tagliati.  L&#8217;universo crea un legame con Frida e attraverso di lei con Diego e con la terra, gli oggetti scavano radici nel terreno e tutto è collegato. Il dolore fisico trafigge Frida come frecce, come chiodi conficcati nella pelle: la spina dorsale la trapassa come un tubo metallico, il corpo è inerme su un letto, che ospita uno scheletro. Nella sua mente c&#8217;è solo Diego, che le strappa il cuore, che continua a battere autonomo e inesorabile. Dai suoi quadri tracimano energia, dolore, passione e irruenza. Una donna che ha dipinto il mondo che la circondava filtrandolo attraverso se stessa con fierezza, rappresentando il suo dolore, le sue emozioni e idee senza veli e senza pudore. Un corpo che da un lato appare come enorme limite alla vita di Frida, che la sottopone a dolori inimmaginabili e la costringe su letti di ospedali; lo stesso corpo però la collega al mondo attraverso le passioni fisiche, politiche e umane, facendole godere in pieno ogni aspetto della sua vita.</p>
<p>Fino al 26 marzo Frida Kahlo e l’Arte Messicana del XX secolo sono a Bologna a Palazzo Albergati, grazie all’esposizione delle opere della Collezione Gelman.</p>
<p><a title="Frida Kahlo a Palazzo Albergati" href="http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<div id="attachment_2056" style="width: 335px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class="  wp-image-2056" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Henry-ford-hospital1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Henry-ford-hospital" width="325" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">Frida Kahlo, Henry Ford Hospital o Il letto volante, 1932</p></div>
<div id="attachment_2057" style="width: 335px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class="  wp-image-2057" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/le-due-Frida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="le due Frida" width="325" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Frida Kahlo, Le due Frida, 1939</p></div>
<div id="attachment_2054" style="width: 335px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.palazzoalbergati.com/mostra-arte-messicana-frida-kahlo-diego-rivera-bologna/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class="  wp-image-2054" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/AutoritrattoMessicoStatiUniti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="AutoritrattoMessicoStatiUniti" width="325" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Frida Kahlo, Autoritratto al confine tra Messico e USA, 1932</p></div>
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<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/FateLeStregheMar2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di marzo 2017</p>
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<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu/corpo-frida/">Il corpo di Frida: passioni fisiche, politiche e umane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.associazionerising.eu">Associazione Rising</a>.</p>
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		<title>FATE le STREGHE, numero 4</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 04:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> in questo numero &#8220;RIPRENDERE CORPO&#8221; Il corpo è spazio e tempo, luogo dell’esperienza personale, della memoria, della creatività, dell’invenzione, della lotta. Dalla nascita del movimento femminista, il corpo delle donne inizia a emergere e diventa&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/FateLeStregheMar2017Testata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-large wp-image-2111 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/FateLeStregheMar2017Testata-1024x755.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="FateLeStregheMar2017Testata" width="720" height="531" /></a></p>
<h5 style="text-align: center;"> in questo numero</h5>
<h4 style="text-align: center;">&#8220;RIPRENDERE CORPO&#8221;</h4>
<p><em>Il corpo è spazio e tempo, luogo dell’esperienza personale, della memoria, della creatività, dell’invenzione, della lotta. Dalla nascita del movimento femminista, il corpo delle donne inizia a emergere e diventa protagonista della sfera politica e sociale. Il corpo diviene uno spazio politico, un corpo politico, non solo in riferimento alle battaglie legislative (quali il divorzio, l’aborto, il diritto di famiglia), ma soprattutto inteso come un luogo in cui la persona, il corpo, la sessualità, la vita affettiva, i legami familiari, vengono riportati dentro la storia, la cultura, la politica, dove sono sempre stati. Il corpo considerato nella sua interezza.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ilaria Cianci</em></p>
<p> Scarica <a title="FATE le STREGHE" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/FateLeStregheMar2017.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di marzo 2017</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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<h5 style="text-align: center;"> GLI ARTICOLI</h5>
<h5><a title="Iconografia del gioco amoroso" href="http://www.associazionerising.eu/iconografia-del-gioco-amoroso/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">ZONA <em>Franca</em></span></a></h5>
<h5>Iconografia del gioco amoroso</h5>
<p><em>Intervista a Chiara Cretella, di Giulia Nanni</em></p>
<p>L&#8217;iconografia della violenza sulle donne segue parametri precisi fin dall&#8217;antichità, un rimodellamento che non ne ha cambiato l&#8217;essenza: viene fatto passare per gioco amoroso quella che in realtà è pura violenza. Sono tantissime le iconografie a questo riguardo.</p>
<p><a title="Iconografia del gioco amoroso" href="http://www.associazionerising.eu/iconografia-del-gioco-amoroso/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="8 marzo, sciopero generale delle donne" href="http://www.associazionerising.eu/8-marzo-2017-sle-delle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">NEWS in GENERE</span></a></h5>
<h5>8 marzo 2017, sciopero generale delle donne</h5>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>“Se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo!”, questo lo slogan dello sciopero generale delle donne indetto per l&#8217;8 marzo, in Italia, da Non Una Di Meno. Una chiamata femminista, internazionale, a cui aderiscono più di 30 Paesi del Mondo.</p>
<p><a title="8 marzo, sciopero generale delle donne" href="http://www.associazionerising.eu/8-marzo-2017-sle-delle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="5X1000" href="http://www.associazionerising.eu/5x1000-2017/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">Le nostre NEWS</span></a></h5>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Anche quest’anno è possibile destinare il proprio <strong>5&#215;1000</strong> a RISING Pari in Genere. Basta indicare il <strong>codice fiscale 97816800581</strong> e <strong>firmare nell&#8217;apposito riquadro</strong> della dichiarazione dei redditi. Un gesto che non costa nulla e che rappresenta un aiuto concreto per sostenere le attività dell’associazione.</p>
<p><a title="5X1000" href="http://www.associazionerising.eu/5x1000-2017/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="La libertà di essere" href="http://www.associazionerising.eu/la-liberta-di-nostre-scelte/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA NOSTRA OPINIONE</span></a></h5>
<h5>La libertà di essere: il nostro corpo, la nostra storia, le nostre scelte</h5>
<p><em>di Ilaria Cianci</em></p>
<p>La via del cambiamento parte da sé e dalla consapevolezza del proprio corpo, è un movimento che proviene da dentro e che si espande verso l’esterno, verso la società, verso il mondo. Il corpo racconta la nostra vita ed è la nostra storia.</p>
<p><a title="La libertà di essere" href="http://www.associazionerising.eu/la-liberta-di-nostre-scelte/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
<h5><a title="Il corpo legislativo" href="http://www.associazionerising.eu/il-corpo-legislativo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FOCUS</span></a></h5>
<h5>Il corpo legislativo</h5>
<p><em>di Daniela Marcuccio</em></p>
<p>Per secoli il corpo delle donne è stato coniugato alla sessualità come valore da controllare a fini di ordine pubblico, ora in nome dell’onore (altrui), ora per garantire la discendenza attraverso la fecondazione, ora per difendere la morale pubblica.</p>
<p><a title="Il corpo legislativo" href="http://www.associazionerising.eu/il-corpo-legislativo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="di Monica Catalano" href="http://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-monica-catalano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA VIGNETTA</span></a></h5>
<p><img class="  wp-image-2074 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/VignettaCatalano.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="VignettaCatalano" width="418" height="418" /><em>di Monica Catalano</em></p>
<p>Sono nata il 26 ottobre 1972 a Roma, ma la mia nascita personale ho iniziato a realizzarla disegnando. Negli anni della scuola dell&#8217;obbligo ho visto chiaramente che avrei perseguito il fine di disegnare per mantenermi la vita e, dopo gli anni del Liceo Artistico, ho approfondito le mie conoscenze di base con gli studi sul fumetto e sull&#8217;illustrazione, frequentando scuole private di formazione tecnica.</p>
<p><a title="di Monica Catalano" href="http://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-monica-catalano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Il principio universale giuridico" href="http://www.associazionerising.eu/il-principio-upi-delle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FACCIAMO RETE</span></a></h5>
<h5>Il principio universale giuridico che neutralizza i corpi delle donne</h5>
<p><em>di Simona Giannangeli<br />
<em>Associazione “Donatella Tellini” &#8211; Centro Antiviolenza per le Donne &#8211; Biblioteca delle Donne, l&#8217;Aquila</em></em></p>
<p>Una riflessione sui corpi delle donne mi stimola a pensare alla relazione fra diritto e corpi. Il diritto non nomina i corpi delle donne, li neutralizza, perché ha come principio regolatore una forma di astrazione: il principio universale giuridico.</p>
<p><a title="Il principio universale giuridico" href="http://www.associazionerising.eu/il-principio-upi-delle-donne/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
<h5><a title="Osservatorio di genere" href="http://www.associazionerising.eu/osservatorio-dre-e-legge-194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">APPROFONDIMENTO</span></a></h5>
<h5>Osservatorio di genere e Legge 194</h5>
<p><em>di Valentina Valleriani</em><br />
<em>Associazione Donne TerreMutate, L&#8217;Aquila</em></p>
<p>L&#8217;idea è quella di promuovere la realizzazione di un Osservatorio di genere per esplorare l&#8217;impatto che le scelte delle istituzioni locali provocano nella vita delle donne, segnare positivamente la vita quotidiana del territorio, far emergere tutto ciò che configura una violazione dei diritti delle donne nei differenti ambiti e sollecitare le istituzioni a scelte più rispettose.</p>
<p><a title="Osservatorio di genere" href="http://www.associazionerising.eu/osservatorio-dre-e-legge-194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Il corpo di Frida" href="http://www.associazionerising.eu/corpo-frida/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">ARTE in Genere</span></a></h5>
<h5>Il corpo di Frida: passioni fisiche, politiche e umane</h5>
<p><em>di Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Il suo sguardo fiero, sensuale e deciso. I fiori nei capelli, le scimmie, i colori, le farfalle, i pappagalli. Le radici della terra che penetrano la carne e la lacerano, le vene che sgusciano fuori dalla pelle e zampillano sangue che macchia i vestiti e le lenzuola.</p>
<p><a title="Il corpo di Frida" href="http://www.associazionerising.eu/corpo-frida/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Intervista a Lucia Annibali" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-lucia-annibali/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">RISE, WOMAN!</span></a></h5>
<h5>Intervista a Lucia Annibali</h5>
<p><em>di Valeria D&#8217;Angelo e Laura Grifi</em></p>
<p>Ogni giorno vedi te stessa e devi rinnovare il bene che ti vuoi. È un incontro che avviene continuamente: ogni volta che conosci un’altra persona ti rendi conto che l’altra ti guarda, come se ci fosse una specie di filtro, non è mai un incontro diretto, è questo quello che noi viviamo.</p>
<p><a title="Intervista a Lucia Annibali" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-lucia-annibali/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Le colpe della violenza" href="http://www.associazionerising.eu/colpe-violenza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA PULCE</span></a></h5>
<h5>Le colpe della violenza</h5>
<p><em>di Simeone Latini</em></p>
<p>La violenza sulle donne è una tragedia che conosco. Beninteso, non la conoscerò mai fino in fondo. Mettersi nei panni altrui ha prodotto solo un forte senso di disgusto, ma cosa muova verso una distorsione simile, proprio non riesco a concepirlo. So solo che la colpa è nostra.</p>
<p><a title="Le colpe della violenza" href="http://www.associazionerising.eu/colpe-violenza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="La scritta che non c'è" href="http://www.associazionerising.eu/la-scritta-che-non-ce/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">WRITING RISING</span></a></h5>
<p>La scritta che non c&#8217;è</p>
<p><em>di Zdenka Rocco</em></p>
<p>La scritta è quella che non c&#8217;è, dedicata alla donna che quella figlia, quel figlio, li ha partoriti. Mettendo sé stessa e il proprio corpo in uso e in gioco. Nei nove mesi della gravidanza, nelle ore del parto. Nelle lunghe, ripetute, sedute di allattamento, ancora viste con diffidenza se fatte in pubblico.</p>
<p><a title="La scritta che non c'è" href="http://www.associazionerising.eu/la-scritta-che-non-ce/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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		<title>Parità e partecipazione sul lavoro: diritti, non privilegi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Intervista a Loredana Taddei, Responsabile delle Politiche di Genere CGIL Nazionale di Laura Grifi e Saveria Ottaviani Una fotografia del mondo del lavoro: qual è la situazione delle donne nel mondo del lavoro, rispetto&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p>Intervista a Loredana Taddei, Responsabile delle Politiche di Genere CGIL Nazionale</p>
<p><em>di Laura Grifi e Saveria Ottaviani</em></p>
<p><strong>Una fotografia del mondo del lavoro: qual è la situazione delle donne nel mondo del lavoro, rispetto ai loro colleghi maschi?</strong></p>
<p>Negli ultimi decenni è aumentata la partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Europa, dove nel 2014 le donne avevano raggiunto il 46% delle persone attive nel mercato del lavoro. Ciò nonostante, i tassi di occupazione femminile continuano ad essere inferiori a quelli degli uomini in quasi tutti gli stati membri. Agli ultimi posti in classifica c&#8217;è Italia, dove è forte lo squilibrio di genere nel mondo del lavoro a sfavore delle donne, con il 70,6% degli uomini occupati e il 50,6% delle donne), così come è forte il divario territoriale tra Centro Nord e Mezzogiorno. Siamo dunque lontani anni luce dall&#8217;obiettivo già fissato dalla strategia di Lisbona, che prevedeva l’impiego del 60% di donne entro il 2010. Un obiettivo che, secondo la Banca d&#8217;Italia, e non solo, avrebbe fatto crescere il Pil del 7%, con ricadute positive per tutta la società. Anche i dati Eurostat confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, che il divario tra il numero di uomini e donne che lavorano è il maggiore in Europa, ad eccezione di Malta. Proprio nell&#8217;anno in cui è entrato in vigore il Jobs Act. La bassa occupazione delle donne è sintomatica di una condizione generale di disuguaglianza, come ha rilevato il <a title="Gender Equality Index" href="http://eige.europa.eu/rdc/eige-publications/gender-equality-index-2015-measuring-gender-equality-european-union-2005-2012-report?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Gender Equality Index</a> elaborato dall&#8217;EIGE, l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere.</p>
<p><strong>Quali le priorità?</strong></p>
<p>Sicuramente quella del superamento della mancata partecipazione femminile al lavoro, che ostacola lo sviluppo sociale ed economico dell&#8217;intero Paese, oltre a rappresentare una delle disuguaglianze più profonde, all&#8217;origine della crisi economica. Crisi che ha aggravato i problemi strutturali dell’occupazione femminile, soprattutto dal punto di vista delle discriminazioni e della qualità del lavoro: è diminuita l’occupazione qualificata, sono aumentati i fenomeni di segregazione verticale e orizzontale, è cresciuto il part time involontario, che impoverisce ulteriormente le retribuzioni. La bassa partecipazione al mercato del lavoro, la precarietà, il pay gap salariale, la mancanza di servizi e di un sistema di welfare, il nodo irrisolto della conciliazione tra lavoro e vita privata, rendono l’Italia tra i paesi peggiori per una donna lavoratrice. Le donne sono insomma, insieme ai giovani, le più penalizzate dalla crisi.  Ѐ allora necessario e urgente un piano straordinario per l&#8217;occupazione femminile. In quest’ottica  la Cgil ha presentato lo scorso mese nuove proposte contenute nel documento per il <a title="Piano straordinario per l'occupazione" href="http://www.cgil.it/lavoro-cgil-13-settembre-iniziativa-piano-straordinario-occupazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">rilancio del <em>Piano del Lavoro</em></a>. La necessità d’interventi e di politiche maggiormente orientate in un&#8217;ottica di genere non risponde soltanto a un’elementare questione di equità fra i sessi, ma costituisce un vero e proprio volano per la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro. E se i risultati continuano a non esserci vuol dire che le strategie sono sbagliate e vanno corrette.</p>
<div id="attachment_1796" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/LoredanaTaddei.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class="wp-image-1796 size-medium" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/LoredanaTaddei-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="LoredanaTaddei" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Loredana Taddei</p></div>
<p><strong>Come Responsabile delle Politiche di Genere della CGIL Nazionale, di cosa si occupa in particolare? Qual è la sua esperienza personale di donna lavoratrice?</strong></p>
<p>Il nodo centrale su cui lavorare, dal mio punto vista, è quello del superamento delle disuguaglianze, sia dal versante culturale, che da quello economico, strettamente intrecciati tra loro. Come credo ogni donna, li ho vissuti anche nella mia esperienza personale. Basti pensare che fino a tempi recenti le donne erano incasellate tra le “categorie svantaggiate”. Ci sono voluti anni di battaglie per affermare il concetto, ancora non del tutto digerito, che non siamo &#8221;una categoria&#8221;, ma siamo parte della società, la maggioranza. E non siamo affatto né “svantaggiate”, né da “tutelare”, o “proteggere”. Voglio solo ricordare che nel nostro Paese le donne sono 1,7 milioni più degli uomini e costituiscono il 60% circa di tutti i laureati.</p>
<p><strong>A novembre ricorre l’Equal Pay Day, iniziativa istituita dall’Unione Europea, per denunciare il divario salariale tra uomini e donne. Qual è la situazione italiana rispetto al divario di salario? Il Sindacato cosa fa per affrontare questa ingiustizia?</strong></p>
<p>Nel 1960, 56 anni fa, tutti insieme facevamo un importante passo in avanti verso la parità di genere, con un accordo interconfederale per il settore industriale, intitolato “parità salariale uomo-donna”, che prevedeva un inquadramento professionale non più riferito al sesso, principio inserito anche nella nostra Carta costituzionale, oltre che nei trattati dell’Unione europea. Oggi l’Italia è invece tra i paesi con la maggior differenza salariale tra uomini e donne. Che rimane un aspetto cruciale delle disuguaglianze per le donne nel mercato del lavoro. Una differenza salariale certificata dalla classifica annualmente stilata dal World Economic Forum che ci vede al 49esimo posto su 145 Paesi analizzati nell&#8217;indice di disparità di genere e per l’aspetto retributivo, a parità di ruolo, nella casella 109, decisamente in fondo alla classifica. Insomma, si tratta di mancata parità effettiva, a partire dal lavoro. La Cgil lo scorso anno ha avviato una campagna contro le disuguaglianze e le discriminazioni tra uomini e donne, mettendo l’accento sul carattere trasversale della parità, che viene spesso rimosso e trattato isolatamente, senza collegarlo con gli altri aspetti della vita economica, sociale e politica.</p>
<p><strong>Immaginiamo che per la CGIL il raggiungimento della parità di genere sia una priorità. Gli uomini del sindacato sentono questa come una battaglia comune? In che modo avete sensibilizzato i vostri colleghi? </strong></p>
<p>Questa domanda la girerei agli uomini del sindacato. Scherzi a parte, tradizionalmente quello del raggiungimento della parità di genere è un tema che donne e uomini della Cgil condividono. Certo le donne perseguono l’obiettivo con uno slancio diverso e si battono per contrastare un’antica cultura sociale che propende ancora oggi a trattare le varie tematiche in modalità “neutra”, che poi vuol dire al maschile. La sensibilizzazione verso i maschi è molto indirizzata in questa direzione.</p>
<p><strong>La CGIL ha rilevato dati importanti riguardo la violenza contro le donne sui luoghi di lavoro? Cosa fate per combattere molestie e violenza?</strong></p>
<p>Il tema della violenza di genere per la prima volta è diventato finalmente materia di intervento politico<strong>,</strong> nell&#8217;ambito delle disposizioni che regolano i rapporti di lavoro, con il congedo per le donne che intraprendono percorsi di protezione previsto dal Jobs Act. Ѐ però importante estendere alle lavoratrici del comparto domestico i benefici previsti per i settori pubblico e privato e prevedere incentivi fiscali per la formazione e l’assunzione delle vittime di violenza di genere incluse in percorsi di inserimento e reinserimento sociale e lavorativo, anche attraverso la contrattazione di secondo livello. Inoltre è necessario dare seguito a questa svolta culturale affrontando il tema dell’occupazione per le donne che sono costrette a lasciare casa, senza un reddito da lavoro o talvolta anche a dimettersi dal posto di lavoro, per intraprendere il percorso nei centri antiviolenza, finito il quale non trovano occupazione. Una buona pratica in campo è stata avviata in Inghilterra con il cosiddetto metodo Scotland, che ha drasticamente ridotto la violenza domestica nel Regno Unito: solo a Londra in sette anni le vittime sono calate del 90 per cento. Alla base del modello inglese c&#8217;è il coordinamento, ovvero partnership, perché né il governo, né le aziende, né le istituzioni, né le associazioni possono farcela da sole. Superare le divisioni, le differenze di approccio, è d’obbligo. Questo nuovo approccio ha reso possibile anche una diminuzione dei costi della violenza domestica, che da una ricerca condotta dalla Scotland si aggiravano intorno ai 23 miliardi di sterline annui. Numeri dietro ai quali ci sono vite umane e il sogno di una società più civile.</p>
<p>Riguardo le violenze e molestie nei luoghi di lavoro, ci sono voluti nove anni perché in Italia venisse recepito l’Accordo Quadro europeo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro del 26 aprile 2007 e siglato a gennaio di quest&#8217;anno da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Con questo importante accordo, anche il nostro Paese sancisce finalmente l’inaccettabilità di comportamenti che si configurano come molestie o violenza e che vanno denunciati con la necessaria collaborazione di lavoratori e imprese, affinché negli ambienti di lavoro sia rispettata la dignità delle donne e degli uomini.</p>
<p><strong>Dottoressa Taddei, un messaggio alle donne lavoratrici?</strong></p>
<p>Mi piace ricordare una frase in apparenza semplice del film “We Want Sex”, tratto da un fatto realmente accaduto nel 1968, quando 187 operaie della Ford di Dagenham osarono sfidare il colosso americano, il primo ministro laburista Wilson e il malcontento dei mariti. Loro organizzarono la prima grande rivendicazione delle donne, che portò alla legge sulla parità di retribuzione, per ottenere un salario equiparato a quello maschile: “Ragazze quelli che chiediamo sono diritti e non privilegi”.</p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-3/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&gt; prima pagina</a></p>
<p><a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/fate-le-streghe-numero-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img class=" size-medium wp-image-1055 alignnone" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/ImmagineTestata-300x57.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineTestata" width="300" height="57" /></a></p>
<p>scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> .pdf del numero di novembre 2016</p>
<p><a href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org" target="_blank">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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		<title>FATE le STREGHE, numero 3</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Zdenka Rocco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FATE le STREGHE]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> in questo terzo numero &#8220;SCEGLIERE: UN LAVORO DA DONNE&#8221; Nei paesi dell&#8217;Unione europea  le lavoratrici guadagnano in media il 16% in meno dei colleghi maschi . Come se da novembre le donne lavorassero gratis:&#46;&#46;&#46;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/ImmagineCopertina.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-0" title=""><img class=" size-large wp-image-1842 aligncenter" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/ImmagineCopertina-1024x566.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ImmagineCopertina" width="720" height="398" /></a></p>
<h5 style="text-align: center;"> in questo terzo numero</h5>
<h4 style="text-align: center;">&#8220;SCEGLIERE: UN LAVORO DA DONNE&#8221;</h4>
<p>Nei paesi dell&#8217;Unione europea  le lavoratrici guadagnano in media il 16% in meno dei colleghi maschi . Come se da novembre le donne lavorassero gratis: è il gender pay gap, la disparità salariale tra uomini e donne,  una tra le discriminazioni di genere che si incontrano nel mondo del lavoro.</p>
<p>Scarica <a title="Fate le Streghe" href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FateLeStregheNov2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">qui</a> il .pdf di novembre 2016</p>
<p><a title="Scrivici" href="mailto:fatelestreghe@associazionerising.org">fatelestreghe@associazionerising.org</a></p>
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<h5 style="text-align: center;"> GLI ARTICOLI</h5>
<h5><a title="Costruire la strada dei diritti" href="http://www.associazionerising.eu/costruire-la-s-dei-diritti-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">ZONA <em>Franca</em></span></a></h5>
<h5>Costruire la strada dei diritti</h5>
<p><em>di Laura Grifi</em></p>
<p>I diritti nei luoghi di lavoro si stanno contraendo per tutti: le carenti possibilità occupazionali si traducono spesso nell&#8217;accettazione di condizioni sfavorevoli e precarie. Ancora oggi, questa realtà è più svantaggiosa per le donne: sottopagate, meno riconosciute, molestate ed esiliate dal lavoro nel momento della maternità. <a title="Costruire la strada dei diritti" href="http://www.associazionerising.eu/costruire-la-s-dei-diritti-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Non una di meno" href="http://www.associazionerising.eu/manifestazioneon-una-di-meno/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">NEWS in GENERE</span></a></h5>
<h5>Manifestazione nazionale NON UNA DI MENO</h5>
<p><em>a cura di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Tutte in piazza per la manifestazione nazionale NON UNA DI MENO prevista a Roma sabato 26 novembre. <a title="Non una di meno" href="http://www.associazionerising.eu/manifestazioneon-una-di-meno/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
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<h5><a title="Nuova sede per il Centro Antiviolenza Gramaglia" href="http://www.associazionerising.eu/nuova-sede-delella-gramaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">Le nostre NEWS</span></a></h5>
<h5>Nuova sede del Centro Antiviolenza Mariella Gramaglia</h5>
<p><em>a cura di Zdenka Rocco</em></p>
<p>Il Centro Antiviolenza Mariella Gramaglia apre una nuova sede grazie al sodalizio con l&#8217;AIED Roma &#8211;<br />
Associazione Italiana per l&#8217;Educazione Demografica. <a title="Nuova sede del Centro Antiviolenza Gramaglia" href="http://www.associazionerising.eu/nuova-sede-delella-gramaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="di Katia Iudicelli e Giulia Nanni" href="http://www.associazionerising.eu/la-disparita-diale-dei-ruoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA NOSTRA OPINIONE</span></a></h5>
<h5>La disparità di genere nel lavoro mostra e rafforza la costruzione sociale dei ruoli</h5>
<p><em>di Katia Iudicelli</em></p>
<p>La disparità uomo-donna o Gender Gap, discriminazione fondata sul sesso, che è uno dei presupposti culturali della violenza contro le donne, si manifesta con forza nell&#8217;ambito del lavoro. Da tempo l&#8217;Europa ha posto la parità di genere come valore fondante dell&#8217;Unione Europea; negli anni le normative nazionali e internazionali si sono evolute e si sono avuti dei progressi. <a title="La disparità di genere nel lavoro" href="http://www.associazionerising.eu/la-disparita-diale-dei-ruoli/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
<h5><a title="Discriminazioni e disparità" href="http://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FOCUS</span></a></h5>
<h5>Disparità e discriminazioni</h5>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p>Le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro si incontrano ancora prima di accedervi: le donne hanno meno possibilità occupazionali degli uomini a tre anni dalla fine degli studi, con conseguente maggior tasso di inoccupazione. Avuto accesso al mercato del lavoro invece, si è obbligate a scontrarsi con segregazione orizzontale e verticale; flessibilità del lavoro; utilizzo del part-time; disparità salariale; molestie e mobbing. <a title="Discriminazioni e disparità" href="http://www.associazionerising.eu/le-discriminazndo-del-lavoro/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="di Vanna Vinci" href="http://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-vanna-vinci/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA VIGNETTA</span></a></h5>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/mondina.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-1" title=""><img class="  wp-image-1745 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/mondina-771x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="mondina" width="249" height="330" /></a>di Vanna Vinci</p>
<p>La <em>bambina</em> mondina</p>
<p>Vanna Vinci lavora nel mondo del fumetto dal 1990. La bambina filosofica è il suo personaggio più ribelle, caustico e sulfureo.</p>
<p><a title="La bambina mondina" href="http://www.associazionerising.eu/la-vignetta-di-vanna-vinci/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="Intervista a Loredana Taddei" href="http://www.associazionerising.eu/parita-e-parte-non-privilegi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">FACCIAMO RETE</span></a></h5>
<h5>Parità e partecipazione sul lavoro: diritti, non privilegi</h5>
<p>Intervista a Loredana Taddei, Responsabile delle Politiche di Genere CGIL Nazionale</p>
<p><em>di Laura Grifi e Saveria Ottaviani</em></p>
<p>Nel 1960, 56 anni fa, facevamo un importante passo in avanti verso la parità di genere, con un accordo interconfederale per il settore industriale, intitolato “parità salariale uomo-donna”, che prevedeva un inquadramento professionale non più riferito al sesso, principio inserito anche nella nostra Carta costituzionale, oltre che nei trattati dell’Unione europea. Oggi l’Italia è invece tra i paesi con la maggior differenza salariale tra uomini e donne. Che rimane un aspetto cruciale delle disuguaglianze per le donne nel mercato del lavoro. <a title="Intervista a Loredana Taddei" href="http://www.associazionerising.eu/parita-e-parte-non-privilegi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><span style="color: #dd1c5e;">[&#8230;]</span></strong></a></p>
<h5><a title="di Liliana Ocmin" href="http://www.associazionerising.eu/strategie-polivoro-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">APPROFONDIMENTO</span></a></h5>
<h5>Strategie politiche per rilanciare il lavoro femminile</h5>
<p><em>di Liliana Ocmin, Responsabile Dipartimento Politiche Migratorie Donne Giovani e Coordinamento Nazionale Donne CISL</em></p>
<p>L’imperversare della violenza sulle donne a cui assistiamo quotidianamente fa emergere con forza, ancora una volta, la necessità di intervenire con urgenza e in maniera adeguata, attraverso il pieno coinvolgimento degli uomini, su quelle sovrastrutture culturali, purtroppo difficili da scalfire, che incidono così drammaticamente nella vita e nelle relazioni di coppia. Anche la difficile conciliazione tra vita lavorativa ed esigenze di cura familiare, sebbene con minor clamore mediatico, rimanda direttamente a questi aspetti che continuano a “mietere vittime” sui posti di lavoro e in particolare tra le lavoratrici. <a title="Approfondimento di Liliana Ocmin" href="http://www.associazionerising.eu/strategie-polivoro-femminile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="7 minuti" href="http://www.associazionerising.eu/7-minuti-di-miasvizzera-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">IL FILM</span></a></h5>
<h5>7 minuti, di Michele Placido (Italia/Francia/Svizzera, 2016)</h5>
<p><em>di Giusy Coronato</em></p>
<p>A Latina, in una fabbrica tessile tutta al femminile, oggi non si lavora. Oggi si decide il futuro della fabbrica. C&#8217;è un&#8217;acquirente, un&#8217;azienda francese e c&#8217;è un&#8217;unica richiesta per chiudere l&#8217;accordo: nessuna delle operaie verrà licenziata se il consiglio di fabbrica darà il consenso a rinunciare a sette dei quindici minuti della pausa pranzo. Solo sette minuti <a title="7 minuti" href="http://www.associazionerising.eu/7-minuti-di-miasvizzera-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="Delia, calzolaia a Roma" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-a-delia-calzolaia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">RISE, WOMAN!</span></a></h5>
<h5>Intervista a Delia, calzolaia a Roma</h5>
<p><em>di Zdenka Rocco e Valentina Sciagura</em></p>
<p>Tante persone vengono in negozio e mi chiedono di parlare con il calzolaio. Quando io gli dico che possono parlare con me, replicano che vogliono parlare con il calzolaio vero. Allora io gli dico che sono io quello vero e che possono mettermi alla prova! Sono poche le persone che mi accettano da subito! <a title="Delia, calzolaia a Roma" href="http://www.associazionerising.eu/intervista-a-delia-calzolaia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5><a title="Lavoratrice e mamma" href="http://www.associazionerising.eu/lavoratrice-mamma/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">LA PULCE</span></a></h5>
<h5>Lavoratrice e mamma: una corsa ad ostacoli</h5>
<p><em>di Fernando Cecchini</em></p>
<p>Mamma è la prima parola pronunciata da ogni essere umano; eppure grazie alla crisi, alle nuove regole del lavoro, all&#8217;ottimizzazione delle risorse, oggi essere madre è divenuto un lusso ed un problema. <a title="Lavoratrice e mamma" href="http://www.associazionerising.eu/lavoratrice-mamma/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<h5> <a title="AAA Segretaria solare cercasi" href="http://www.associazionerising.eu/cercasi-segretaria-solare/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;">WRITING RISING</span></a></h5>
<h5>AAA Segretaria solare cercasi</h5>
<p><em>di Giulia Nanni</em></p>
<p><a href="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/AnnuncioLavoro.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-2" title=""><img class="  wp-image-1786 alignleft" src="http://www.associazionerising.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/AnnuncioLavoro.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="AnnuncioLavoro" width="483" height="265" /></a></p>
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<p>A chiunque sarà capitato di leggere annunci di lavoro, ce ne sono di ogni tipo e il sessismo non si nota quasi più. C&#8217;è un ingegnere che ha bisogno di una segretaria, perché un segretario, forse, non sarebbe alla stessa altezza <a title="AAA Segretaria solare cercasi" href="http://www.associazionerising.eu/cercasi-segretaria-solare/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #dd1c5e;"><strong>[&#8230;]</strong></span></a></p>
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<p><em>Questo sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato a seconda della disponibilità del materiale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001.</em></p>
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